KAROL WOJTYLA: UN PAPA-PAPA’? NO!

Proseguo a parlarvi della chiesa cattolica e oggi vi vorrei parlare di Giovanni Paolo II, il papa che in molti vorrebbero santo subito.
Secondo molti Karol Wojtyla è stato uno dei grandi personaggi del XX secolo, un uomo che ha difeso la libertà dei popoli, che si è schierato contro le dittature, che ha combattuto contro la povertà sempre in difesa dei più deboli… Ma è veramente cosi??? E’ stato davvero questo Giovanni Paolo II o è solo quello che hanno voluto farci vedere?! Vediamolo insieme…
  

Giovanni Paolo II, il papa polacco, è deceduto il 2 aprile 2005 dopo più di un quarto di secolo di pontificato.

 

Durante le imponenti commemorazioni della sua morte, ogni voce dissenziente è stata soffocata dall’uniformità di consensi che i servili e in gran parte mediocri giornalisti italiani al servizio dei padroni provvedono ad amplificare sui giornali e nelle televisioni di regime.

 

Al di là dei convincimenti religiosi, è doveroso domandarsi il valore storico e morale di questo pontefice, ma non possiamo certo trovare risposte interrogando esegeti e opinionisti italiani, troppo coinvolti e troppo sensibili alle influenze economiche e politiche del Vaticano.

 

Per capire chi fu veramente Karol Wojtyla bisognerà  allora rivolgersi nei prossimi mesi ai mass media esteri, soprattutto europei, che non hanno mai nascosto con adulazioni interessate la loro vera opinione sul papa attuale.

 

Il pontificato di Wojtyla è stato caratterizzato, tra l’altro, da adunate oceaniche di fedeli ripetute decine di volte per la proclamazione di oltre 500 santi e 1350 beati ( a fronte di 296 santi e 1319 beati da parte di 33 papi precedenti), da cronache interminabili sui suoi viaggi apostolici dal carattere fortemente politico  e dal reiterato tentativo di riunificare le varie confessioni cristiane separate da rivalità se non da odi profondi.

 

Ad un’analisi critica, ben pochi dei progetti del papa sono apparsi coronati da successo tanto che possiamo definire il pontefice uno “sconfitto” dalla storia.  Molta causa delle sue sconfitte risiede nelle contraddizioni del suo operato. Vediamo.

 

La martellante propaganda mediatica vaticana e italiana, che ha conosciuto l’apogeo durante i fasti celebrativi del Giubileo 2000, ha proposto l’immagine di una chiesa trionfante, di una rivincita del cristianesimo militante.

 

A pochi anni dal Giubileo, cardinali come J. Ratzinger, E. Antonelli e T. Bertone ammettono che non oltre il 25% degli europei (il 30% degli italiani) frequenta le chiese e si accosta ai sacramenti, le vocazioni sono in calo, i matrimoni civili stanno sostituendo quelli religiosi e i favorevoli a divorzio, aborto ed eutanasia sono la maggioranza mentre ormai nessuno crede più alla resurrezione  finale dei corpi e pochi credono all’inferno e al diavolo (il papa polacco sì ed ha praticato l’esorcismo a lungo).

 

Wojtyla non è riuscito, nonostante i suoi progetti tradizionalisti, ad arrestare l’incedere della storia né poteva certo farlo offrendo da un lato l’immagine di un cristianesimo conciliante e accondiscendente  e dall’altro avviando battaglie contro le filosofie umaniste laiche, contro la trasformazione della morale, contro i costumi secolarizzati: non si può perseguire da un lato un cristianesimo liberale  e dall’altro la battaglia al preservativo, al diritto di scegliere come morire, alle unioni di fatto, agli omosessuali, agli atei e agnostici che sono l’apice intellettuale dei paesi più evoluti, ai divorziati.

 

Non si possono invitare i rappresentanti di altre religioni, com’è successo più volte anche ad Assisi, in un’assemblea di pace di pari dignità interconfessionale e poi ribadire ripetutamente, soprattutto agli altri cristiani, come nell’enciclica “Veritatis Splendor” che “fuori dalla Chiesa di Roma non esiste salvezza né verità”: non c’è da meravigliarsi che il patriarca cristiano russo-ortodosso non abbia mai voluto Wojtyla sul suolo russo.

 

Riguardo il pacifismo di Giovanni Paolo II, sincera è stata la sua rabbia per le ingiustizie del mondo e per le sofferenze e i martiri di interi popoli della terra, eppure egli non ha dato segno alcuno di aver compreso che il mantenimento della pace richiede strategie complesse e che il diritto internazionale può essere garantito più che con le preghiere con la equa distribuzione delle risorse, la quale non può prescindere dalla pianificazione delle nascite, soprattutto nei paesi del terzo mondo, considerato che le ultime stime della popolazione della Terra sono state riviste verso l’alto (9,1 miliardi nel 2050).

 

Le contraddizioni  tra proclami pacifisti e intransigenza ideologica hanno impedito al Vaticano di Wojtyla di articolare una strategia politica efficace per servire la causa della pace in Palestina, in Asia o in Africa.

 

D’altra parte, proprio il dogmatismo dottrinario che ha concesso solo ogni tanto aperture alle concezioni non cattoliche della vita (aperture tutte ritrattate poco dopo) ha affossato ogni dialogo con le componenti più libertarie e civili della società moderna le quali riconoscono nel papa polacco più un difensore del tradizionalismo e della dottrina tridentina medioevale che un prosecutore delle riforme moderniste avviate da Giovanni XXIII.

Anche nei confronti della donna, Giovanni Paolo II, vittima del suo conservatorismo teologico ha dovuto assumere un atteggiamento ambiguo. Le parole del papa quali ad esempio “la donna è un segno della tenerezza di Dio verso il genere umano” sono state più volte riprese per sottolineare la sua benevolenza verso il sesso femminile ma la donna che Wojtyla ha in mente è la madre del Cristo, disponibile alla tenerezza e alla compassione non la donna moderna che si è emancipata, divorzia, usa i contraccettivi, abortisce e pratica anche l’omosessualità.

 

Con il suo intransigente no  al sacerdozio femminile, alla contraccezione, alla liberazione della donna della condizione di subalternità nella famiglia e nella società, il pontefice ha contraddetto i suoi sentimenti di generosità verso l’altro sesso.

 

D’altra parte, dato che negli accampamenti dei papa-boys durante le manifestazioni giubilari sono state trovate molte confezioni di preservativi consumate significa che a sconfessare, con l’azione, l’adesione dottrinale alle parole della loro guida suprema sono state proprio le ragazze cattoliche.

 

In definitiva, che si celebri pure la memoria di Giovanni Paolo II, lo merita in quanto uomo e in quanto papa, grande soprattutto per la mediocrità di chi gli stava intorno, nei templi come nei gabinetti governativi di tutto il mondo, ma sappia il lettore italiano che il giudizio sul pontificato di questo papa non è unanime e non per pregiudizi anti-cristiani o per complotti anticattolici come qualche malato di vittimismo ha farneticato quando il parlamento europeo ha ricusato l’on. Buttiglione  o ha rifiutato di inserire il preambolo delle radici cristiane nella Costituzione Europea.

 

L’Europa che guarda il futuro vuole semplicemente abbandonare ogni richiamo a passati imbarazzanti, quelli descritti da K.H. Deschner nella “Storia Criminale del Cristianesimo” letto all’estero ma non in Italia dove la verità sembra interessare proprio a pochi, e a dogmatismi di qualsiasi genere.  Senz’altro papa Wojtyla ha fatto parlare di sé e si è conquistato un posto nella storia guidando per oltre 25 anni un miliardo di cristiani ma non potrà essere definito un “grande”, e le prime testimonianze non italiane e non cattoliche lo stanno confermando, dato che di questo titolo si può fregiare solo chi ha contribuito a migliorare in qualunque maniera la condizione degli uomini, di tutti gli uomini del genere umano e non soprattutto quelli appartenenti alla Chiesa di Roma.

  

Ciò che i telegiornali italiani non hanno mai ricordato
in occasione delle commemorazioni su Karol Wojtyla


Karol Wojtyla è stato responsabile della diffusione dell’AIDS in Africa, dove la pubblicizzazione e l’uso dei preservativi, condannati dalla chiesa cattolica, avrebbero potuto salvare dalla malattia milioni di persone, fra cui tantissimi bambini.

Karol Wojtyla ha dato copertura al dittatore, torturatore ed assassino cileno Augusto Pinochet, cui ha stretto la mano durante il viaggio nel martoriato paese sudamericano, nelle cui carceri venivano straziati migliaia di oppositori politici. Non una parola per le vittime ma la benedizione per il carnefice e la sua famiglia.

Karol Wojtyla ha indossato le vesti della pecora e quelle del lupo a seconda degli interessi dell’organizzazione di cui è stato il sovrano. La sinistra lo osanna per il suo pacifismo in Iraq, ma dimentica che egli sostenne e giustificò le guerre che hanno insanguinato la ex Jugoslavia. Con la Croazia cattolica, contro musulmani e ortodossi, il papa dell’ecumenismo religioso ha fatto santo Stepinac, il cardinale che a fianco dei fascisti croati si schierò con Hitler, “inviato da Dio” e benedisse le innumerevoli atrocità perpetrate dagli ustascia con la complicità delle truppe di occupazione italiane.

Karol Wojtyla ha protetto e sostenuto il cardinale Pio Laghi, già nunzio apostolico in Argentina ai tempi della dittatura che massacrò 30.000 persone. Laghi benedisse e coprì i torturatori e gli assassini.

 

Karol Wojtyla ha “beatificato” il papa criminale Pio IX, che fra l’altro autorizzò il crudele rapimento del bambino ebreo Edgardo Mortara, il piccolo ebreo costretto ad essere educato cattolico e a non vedere più i suoi genitori “perfidi giudei”. Pio IX, che secondo Wojtyla è un “esempio di santità”, si distinse anche per aver mandato i soldati mercenari a SPARARE SU UOMINI, DONNE E BAMBINI di Perugia, nel 1859, la “citta’ ribelle” che voleva separarsi dallo stato pontificio per far parte del regno d’Italia, come poi avvenne a furor di popolo 2 anni dopo.

Karol Wojtyla, un “paladino della vita” che ha mantenuto un atteggiamento ambiguo nei confronti della pena capitale, è stato l’alfiere di una cultura di oppressione. Una cultura che vorrebbe la mortificazione della vita delle donne, condannate a partorire ad ogni costo bambini malformati o destinati alla morte per fame. Una cultura che preferisce una vita di dolore ad una di gioia e salute, una cultura che criminalizza i gay, che trasforma il desiderio e l’amore in colpa, che difende chi non è nato e perseguita i vivi.

Karol Wojtyla ha santificato i preti spagnoli che si schierarono in armi con le truppe del catto-fascista Francisco Franco. Questi santi martiri, per nulla pacifisti, volevano rinverdire i fasti della chiesa di Torquemada e dei quemaderos, i “forni collettivi” dove gli eretici erano cotti a fuoco lento.

Ciò che i telegiornali italiani non hanno mai ricordato
in occasione delle commemorazioni su Karol Wojtyla


Karol Wojtyla è stato responsabile della diffusione dell’AIDS in Africa, dove la pubblicizzazione e l’uso dei preservativi, condannati dalla chiesa cattolica, avrebbero potuto salvare dalla malattia milioni di persone, fra cui tantissimi bambini.

Karol Wojtyla ha dato copertura al dittatore, torturatore ed assassino cileno Augusto Pinochet, cui ha stretto la mano durante il viaggio nel martoriato paese sudamericano, nelle cui carceri venivano straziati migliaia di oppositori politici. Non una parola per le vittime ma la benedizione per il carnefice e la sua famiglia.

Karol Wojtyla ha indossato le vesti della pecora e quelle del lupo a seconda degli interessi dell’organizzazione di cui è stato il sovrano. La sinistra lo osanna per il suo pacifismo in Iraq, ma dimentica che egli sostenne e giustificò le guerre che hanno insanguinato la ex Jugoslavia. Con la Croazia cattolica, contro musulmani e ortodossi, il papa dell’ecumenismo religioso ha fatto santo Stepinac, il cardinale che a fianco dei fascisti croati si schierò con Hitler, “inviato da Dio” e benedisse le innumerevoli atrocità perpetrate dagli ustascia con la complicità delle truppe di occupazione italiane.

Karol Wojtyla ha protetto e sostenuto il cardinale Pio Laghi, già nunzio apostolico in Argentina ai tempi della dittatura che massacrò 30.000 persone. Laghi benedisse e coprì i torturatori e gli assassini.

 

Karol Wojtyla ha “beatificato” il papa criminale Pio IX, che fra l’altro autorizzò il crudele rapimento del bambino ebreo Edgardo Mortara, il piccolo ebreo costretto ad essere educato cattolico e a non vedere più i suoi genitori “perfidi giudei”. Pio IX, che secondo Wojtyla è un “esempio di santità”, si distinse anche per aver mandato i soldati mercenari a SPARARE SU UOMINI, DONNE E BAMBINI di Perugia, nel 1859, la “citta’ ribelle” che voleva separarsi dallo stato pontificio per far parte del regno d’Italia, come poi avvenne a furor di popolo 2 anni dopo.

Karol Wojtyla, un “paladino della vita” che ha mantenuto un atteggiamento ambiguo nei confronti della pena capitale, è stato l’alfiere di una cultura di oppressione. Una cultura che vorrebbe la mortificazione della vita delle donne, condannate a partorire ad ogni costo bambini malformati o destinati alla morte per fame. Una cultura che preferisce una vita di dolore ad una di gioia e salute, una cultura che criminalizza i gay, che trasforma il desiderio e l’amore in colpa, che difende chi non è nato e perseguita i vivi.

Karol Wojtyla ha santificato i preti spagnoli che si schierarono in armi con le truppe del catto-fascista Francisco Franco. Questi santi martiri, per nulla pacifisti, volevano rinverdire i fasti della chiesa di Torquemada e dei quemaderos, i “forni collettivi” dove gli eretici erano cotti a fuoco lento.

Anche nei confronti della donna, Giovanni Paolo II, vittima del suo conservatorismo teologico ha dovuto assumere un atteggiamento ambiguo. Le parole del papa quali ad esempio “la donna è un segno della tenerezza di Dio verso il genere umano” sono state più volte riprese per sottolineare la sua benevolenza verso il sesso femminile ma la donna che Wojtyla ha in mente è la madre del Cristo, disponibile alla tenerezza e alla compassione non la donna moderna che si è emancipata, divorzia, usa i contraccettivi, abortisce e pratica anche l’omosessualità.

 

Con il suo intransigente no  al sacerdozio femminile, alla contraccezione, alla liberazione della donna della condizione di subalternità nella famiglia e nella società, il pontefice ha contraddetto i suoi sentimenti di generosità verso l’altro sesso.

 

D’altra parte, dato che negli accampamenti dei papa-boys durante le manifestazioni giubilari sono state trovate molte confezioni di preservativi consumate significa che a sconfessare, con l’azione, l’adesione dottrinale alle parole della loro guida suprema sono state proprio le ragazze cattoliche.

 

In definitiva, che si celebri pure la memoria di Giovanni Paolo II, lo merita in quanto uomo e in quanto papa, grande soprattutto per la mediocrità di chi gli stava intorno, nei templi come nei gabinetti governativi di tutto il mondo, ma sappia il lettore italiano che il giudizio sul pontificato di questo papa non è unanime e non per pregiudizi anti-cristiani o per complotti anticattolici come qualche malato di vittimismo ha farneticato quando il parlamento europeo ha ricusato l’on. Buttiglione  o ha rifiutato di inserire il preambolo delle radici cristiane nella Costituzione Europea.

 

L’Europa che guarda il futuro vuole semplicemente abbandonare ogni richiamo a passati imbarazzanti, quelli descritti da K.H. Deschner nella “Storia Criminale del Cristianesimo” letto all’estero ma non in Italia dove la verità sembra interessare proprio a pochi, e a dogmatismi di qualsiasi genere.  Senz’altro papa Wojtyla ha fatto parlare di sé e si è conquistato un posto nella storia guidando per oltre 25 anni un miliardo di cristiani ma non potrà essere definito un “grande”, e le prime testimonianze non italiane e non cattoliche lo stanno confermando, dato che di questo titolo si può fregiare solo chi ha contribuito a migliorare in qualunque maniera la condizione degli uomini, di tutti gli uomini del genere umano e non soprattutto quelli appartenenti alla Chiesa di Roma.

  

Ciò che i telegiornali italiani non hanno mai ricordato
in occasione delle commemorazioni su Karol Wojtyla


Karol Wojtyla è stato responsabile della diffusione dell’AIDS in Africa, dove la pubblicizzazione e l’uso dei preservativi, condannati dalla chiesa cattolica, avrebbero potuto salvare dalla malattia milioni di persone, fra cui tantissimi bambini.

Karol Wojtyla ha dato copertura al dittatore, torturatore ed assassino cileno Augusto Pinochet, cui ha stretto la mano durante il viaggio nel martoriato paese sudamericano, nelle cui carceri venivano straziati migliaia di oppositori politici. Non una parola per le vittime ma la benedizione per il carnefice e la sua famiglia.

Karol Wojtyla ha indossato le vesti della pecora e quelle del lupo a seconda degli interessi dell’organizzazione di cui è stato il sovrano. La sinistra lo osanna per il suo pacifismo in Iraq, ma dimentica che egli sostenne e giustificò le guerre che hanno insanguinato la ex Jugoslavia. Con la Croazia cattolica, contro musulmani e ortodossi, il papa dell’ecumenismo religioso ha fatto santo Stepinac, il cardinale che a fianco dei fascisti croati si schierò con Hitler, “inviato da Dio” e benedisse le innumerevoli atrocità perpetrate dagli ustascia con la complicità delle truppe di occupazione italiane.

Karol Wojtyla ha protetto e sostenuto il cardinale Pio Laghi, già nunzio apostolico in Argentina ai tempi della dittatura che massacrò 30.000 persone. Laghi benedisse e coprì i torturatori e gli assassini.

 

Karol Wojtyla ha “beatificato” il papa criminale Pio IX, che fra l’altro autorizzò il crudele rapimento del bambino ebreo Edgardo Mortara, il piccolo ebreo costretto ad essere educato cattolico e a non vedere più i suoi genitori “perfidi giudei”. Pio IX, che secondo Wojtyla è un “esempio di santità”, si distinse anche per aver mandato i soldati mercenari a SPARARE SU UOMINI, DONNE E BAMBINI di Perugia, nel 1859, la “citta’ ribelle” che voleva separarsi dallo stato pontificio per far parte del regno d’Italia, come poi avvenne a furor di popolo 2 anni dopo.

Karol Wojtyla, un “paladino della vita” che ha mantenuto un atteggiamento ambiguo nei confronti della pena capitale, è stato l’alfiere di una cultura di oppressione. Una cultura che vorrebbe la mortificazione della vita delle donne, condannate a partorire ad ogni costo bambini malformati o destinati alla morte per fame. Una cultura che preferisce una vita di dolore ad una di gioia e salute, una cultura che criminalizza i gay, che trasforma il desiderio e l’amore in colpa, che difende chi non è nato e perseguita i vivi.

Karol Wojtyla ha santificato i preti spagnoli che si schierarono in armi con le truppe del catto-fascista Francisco Franco. Questi santi martiri, per nulla pacifisti, volevano rinverdire i fasti della chiesa di Torquemada e dei quemaderos, i “forni collettivi” dove gli eretici erano cotti a fuoco lento.

Ciò che i telegiornali italiani non hanno mai ricordato
in occasione delle commemorazioni su Karol Wojtyla


Karol Wojtyla è stato responsabile della diffusione dell’AIDS in Africa, dove la pubblicizzazione e l’uso dei preservativi, condannati dalla chiesa cattolica, avrebbero potuto salvare dalla malattia milioni di persone, fra cui tantissimi bambini.

Karol Wojtyla ha dato copertura al dittatore, torturatore ed assassino cileno Augusto Pinochet, cui ha stretto la mano durante il viaggio nel martoriato paese sudamericano, nelle cui carceri venivano straziati migliaia di oppositori politici. Non una parola per le vittime ma la benedizione per il carnefice e la sua famiglia.

Karol Wojtyla ha indossato le vesti della pecora e quelle del lupo a seconda degli interessi dell’organizzazione di cui è stato il sovrano. La sinistra lo osanna per il suo pacifismo in Iraq, ma dimentica che egli sostenne e giustificò le guerre che hanno insanguinato la ex Jugoslavia. Con la Croazia cattolica, contro musulmani e ortodossi, il papa dell’ecumenismo religioso ha fatto santo Stepinac, il cardinale che a fianco dei fascisti croati si schierò con Hitler, “inviato da Dio” e benedisse le innumerevoli atrocità perpetrate dagli ustascia con la complicità delle truppe di occupazione italiane.

Karol Wojtyla ha protetto e sostenuto il cardinale Pio Laghi, già nunzio apostolico in Argentina ai tempi della dittatura che massacrò 30.000 persone. Laghi benedisse e coprì i torturatori e gli assassini.

 

Karol Wojtyla ha “beatificato” il papa criminale Pio IX, che fra l’altro autorizzò il crudele rapimento del bambino ebreo Edgardo Mortara, il piccolo ebreo costretto ad essere educato cattolico e a non vedere più i suoi genitori “perfidi giudei”. Pio IX, che secondo Wojtyla è un “esempio di santità”, si distinse anche per aver mandato i soldati mercenari a SPARARE SU UOMINI, DONNE E BAMBINI di Perugia, nel 1859, la “citta’ ribelle” che voleva separarsi dallo stato pontificio per far parte del regno d’Italia, come poi avvenne a furor di popolo 2 anni dopo.

Karol Wojtyla, un “paladino della vita” che ha mantenuto un atteggiamento ambiguo nei confronti della pena capitale, è stato l’alfiere di una cultura di oppressione. Una cultura che vorrebbe la mortificazione della vita delle donne, condannate a partorire ad ogni costo bambini malformati o destinati alla morte per fame. Una cultura che preferisce una vita di dolore ad una di gioia e salute, una cultura che criminalizza i gay, che trasforma il desiderio e l’amore in colpa, che difende chi non è nato e perseguita i vivi.

Karol Wojtyla ha santificato i preti spagnoli che si schierarono in armi con le truppe del catto-fascista Francisco Franco. Questi santi martiri, per nulla pacifisti, volevano rinverdire i fasti della chiesa di Torquemada e dei quemaderos, i “forni collettivi” dove gli eretici erano cotti a fuoco lento.

 

 

Comunque vorrei dire a Cristina che queste sono solo alcune cose che Giovanni Paolo II ha fatto per non poterlo chiamare papa-papà… Ce ne sono tante e tante altre e se vorrai te lo posso anche dire… Per ora penso che basti questo…

  

Un saluto a tutti!!!

Fonte:www.cristianesimo.it

9 Risposte

  1. "Karol Wojtyla è stato responsabile della diffusione dell\’AIDS in Africa, dove la pubblicizzazione e l\’uso dei preservativi, condannati dalla chiesa cattolica, avrebbero potuto salvare dalla malattia milioni di persone, fra cui tantissimi bambini." rileggitelo! e rifletti.. magari non le hai scritte tu ste robe ma prima di dire che è tstato lui il responsabile dammi le motivazioni! ma ti rendi conto di quello che hai riportato? poi..
    "Karol Wojtyla ha dato copertura al dittatore, torturatore ed assassino cileno Augusto Pinochet, cui ha stretto la mano durante il viaggio nel martoriato paese sudamericano, nelle cui carceri venivano straziati migliaia di oppositori politici. Non una parola per le vittime ma la benedizione per il carnefice e la sua famiglia." gli avrà pur stretto la mano ma lo ha sempre fatto con TUTTI! e poi basta guarda non vado più avanti perchè non vorrei incazzarmi ancora di più.. hai riportato delle cose che saranno pur vere ma ti sei dimenticato di parlare di tutte le cose positive fatte in 25 anni di pontificato ti sei dimenticato di dire che più di mezzo mondo lo adorava.. e cmq ricordati una cosa: quando sei un personaggio e soprattutto mi riferisco alla parte religiosa, soprattutto quando ricopri la più grande carica religiosa al mondo ci sono persone che tendono a denigrare il tuo operato  come hanno fatto quelle persone (se si possono definire così) che hanno scritto questo tipo di cose.. come ha fatto quel medico di cui adesso purtroppo non ricordo il nome che ha affermato:" padre Pio non ha mai avuto le stimate, era un prete autolesionista e masochista che si è prodotto tutto da solo, solo per attire a se la gente" ma io mi dico: come cacchio si fa a scrivere determinate cose? dopo 30 anni che padre pio ha sofferto tu, medico sconosciuto a tutti vai ad affermare determinate TUE idee FALSE?!?! guarda che al modno di gente così che spare emerite cazzate ne troverai fin troppa! quindi per favore,, non sta appoggiarti a quello che dicono persone che vogliono solomettersi in mostra e far vedere che sanno ma che alla fine non sanno assolutamente niente.. dici che chi voleva mettersi in miostra qui era padre Pio oppuure il medico venuto dal nulla ? dai per favore.. e cmq io non ti ho offeso.. ho detto solo quello che pensavo.. e non crederti di farmi tacere facilmente con delle stronzate scritte da persone che non sanno neanche di essere al mondo.ciao, inizia a credere di meno in questo tipo di persone e inizia a informarti sulle cose VERE che ti offre una persona di cui bisogna avere rispetto anche perchè se fosse considetrato solo da alcuni un padre lo capisco ma lo è considerato da mezzo mondo..ora basta ho perso fin troppo tempo, non servono tutte quelle cose che ho detto perchè si potevano esprimere semplicemente con un nome:KAROL!

  2. Se sei curioso clicca sulla url vediamo se ti piace 🙂 ciau

  3. torna da me è prendi il mio contatto mi stufo  scrivere per blog dopo un po\’..

  4. …grazie per la visita…ripassa quando vuoi…1bacino…ciauuuu!!!!!!!!!

  5. …Ciao…Alessio non lo conoscevo di persona ma a Vigasio era un idolo…un ragazzo stimato per i suoi meriti…un tuttofare nella società…una persona di una disponibilità estrema…
    …poi, un giorno, l\’asfalto se l\’è portato via, ma l\’alone del suo ricordo sempre col sorriso sulle labbra rimarrà nel cuore di tutti coloro che lo conoscevano…zao zao…Anna

  6. Eh già…l\’importante però è che tu mantenga vivo per sempre il bel ricordo che hai della sua persona e della sua anima perennemente sorridente…è l\’unico modo perchè un ragazzo speciale come Alessio non muoia mai veramente e rimanga impresso nei nostri cuori come esempio da emulare nella sua infinità bontà…

  7.  
    Bene ora passiamo a quello che hai omesso tu: dimentichi che Giovanni Paolo II è stato tra i principali artefici della fine dell\’U.R.S.S.? lui infatti sostenne Solidarnosc in Polonia e il suo fondatore, Walesa, ha testimoniato che la sua organizzazione ha cominciato a crescere con le visite del Papa. poi dalla Polonia al muro di Berlino ecc…l\’unione sovietica è stato uno dei peggiori inferni dell\’umanità con gulag e robe varie. anche i sovietici dicevano che che la religione era una malattia criminale che andava estirpata e agivano di conseguenza…forse tu ti saresti sentito a casa e per questo nn lo vuoi ricordare. la pianificazione delle nascite ha dei risvolti molto spesso criminali come in Cina con gli aborti forzati. per quanto riguarda l\’AIDS la Chiesa non ha affatto impedito la diffusione dei preservativi (come avrebbe potuto con tutte le organizzazioni occidentali presenti sul territorio?) e ha solo fatto una proposta alternativa che è la stessa fatta agli occidentali: la castità fino al matrimonio che è empiricamente il miglior metodo di prevenzione visto che il preservativo non è infallibile (ma tu che sei probabilmente fra i suoi idolatri non lo vuoi sapere).
     
    Per quanto riguarda le donne tu dai per scontato che siano tutte abortiste, contraccettive e divorziste ma non è affatto così, io ne conosco un sacco che si riconoscono nel modello del Papa e non nel tuo e loro sapranno come essere donne senza prendere consigli da te. per il sacerdozio poi basta dire che, nella visione cattolica, ognuno ha il suo compito che gli veine affidato da Dio, ad esempio la maternità è per le donne: quindi Dio è sessista perchè non dà la stessa possibiltà agli uomini? ma per favore! per quanto riguarda la madre di Cristo ti sbagli perchè ha svolto un ruolo fondamentale nell\’emancipazione dalla donna che col Cristianesimo passò dallo status di oggetto a quello di persona, i Cristiani vedevano già in lei un modello di emancipazione nel suo "fiat" evangelico. Giovanni Paolo II è uno sconfitto? forse, ma lo era anche quello appeso sulla croce 2000 anni fa di cui si parla ancora oggi mentre i crocifissori (come gli anticlericali di oggi) sono destinati alle note a margine della storia o ai suoi capitoli più dolenti…

  8. Ciao,
    hai mai pensato di battezzare tuo figlio? Hai mai riflettuto seriamente sul significato del battesimo?
    Leggi la lettera di Roberto Peci ai genitori cattolici su
    http://www.ilpapaedio.spaces.live.com

  9. Fantastico intervento… anche se so che l\’essenza bigotta dei cristiani impedirà la corretta comprensione di questo articolo
    Ah per ettore
    La castità nei paesi africani è impraticabile!!! L\’istinto sessuale è difficilmente controllabile, il preservativo aiuta molto di +! xke non "nega" ma "supporta" l\’atto sessuale
    Per le donne, è naturale che non sono tutte emancipate /(ognuna ha isuo modo di vivere) ma mi sembra giusto che chi voglia esserlo non debba trovarsi la strada sbarrata da leggi cristiane. Che il papa voglia dare un appello a chi vuol ascltarlo ok, ma che imponga (come è successo e succede) leggi cristiane ad uno stato laico no.
    poi dio non è sessista xke da la maternità alle donne, semplicmente perchè non è stato dio a dargliela. ma cmq sia fai metafore incompativile, è come dire che siccome l\’uomo ha la barba e la donna (spesso) no, allora l\’uomo può mettersi un cappello bianco. sono cose che non c\’entrano. dammi un motivo valido e coerente perchè le donne non possono essere sacerdoti.
     

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