L’ombra del vento

Ricordo ancora il mattino in cui mio padre mi fece conoscere il Cimitero dei Libri Dimenticati. Erano le prime giornate dell’estate del 1945 e noi passeggiavamo per le strade di una Barcellona prigioniera di un ciclo grigiastro e di un sole color rame che inondava di un calore umido la rambla de Santa Monica.
«Daniel, quello che vedrai oggi non devi raccontarlo a nessuno» disse mio padre. «Neppure al tuo amico Tomás. A nessuno.»
«Neanche alla mamma?» domandai sottovoce.
Mio padre sospirò, offrendomi il sorriso dolente che lo seguiva sempre come un’ombra.
«Ma certo» rispose mesto. «Per lei non abbiamo segreti.»

© 2004 Arnoldo Mondadori Editore A Barcellona, una mattina d’estate del 1945 il proprietario di un negozio di libri usati conduce il figlio undicenne, Daniel, al Cimitero dei Libri Dimenticati, un luogo segreto nel cuore del Barrio Gotico dove vengono sottratti all’oblio migliaia di volumi di cui il tempo ha cancellato il ricordo. E qui Daniel entra in possesso di un libro ‘maledetto’ che cambierà il corso della sua vita, introducendolo in un labirinto di misteri e di intrighi legati alla figura di Julian Carax, l’autore di quel libro. Perché Daniel ne rimane come folgorato, e per molti anni inseguirà il fantasma di quello scrittore, scoprendo che qualcuno ha voluto a tutti i costi, anche uccidendo, distruggere fino all’ultima copia dei suoi libri. Tanto che quella nelle mani di Daniel è forse l’ultima rimasta… Dal passato emerge una storia di passioni illecite, di amori controversi e impossibili, di amicizie e lealtà assolute, di follia omicida e, soprattutto, un macabro segreto gelosamente custodito in una villa abbandonata del Tibidabo. Una storia in cui Daniel ritrova a poco a poco inquietanti paralleli con la sua vita. Mystery, romanzo storico e tragedia amorosa in cui i bagliori di un passato inquietante si riverberano nella formazione del giovane protagonista, “L’ombra del vento” è un moderno feuilleton straordinariamente preciso nelle atmosfere e con un cast di personaggi indimenticabili che si muovono in una Barcellona dalla duplice identità, quella ricca ed elegante degli ultimi splendori del modernismo e quella cupa, opprimente, del franchismo, tetra miscela di povertà e repressione. Uscito in sordina nel 2001 in Spagna e divenuto un incredibile successo (29 edizioni alla fine del 2003) grazie al solo tam-tam dei lettori, “L’ombra del vento” è l’esordio sulla scena internazionale di uno straordinario narratore che fa rivivere la grande tradizione del romanzo ottocentesco con una sensibilità squisitamente contemporanea.

Credo che nella mia vita non leggerò mai più niente di cosi bello ed emozionante!

Non credevo che un libro potesse darmi tante emozioni in cosi poco tempo, o almeno non lo credevo fin quando ho letto L’ombra del vento di questo scrittore semi sconosciuto ma con un talento straordinario.

Ho iniziato a leggerlo in un pullman che andava a Praga e che poi tornava a Milano estraniandomi subito da quello che succedeva intorno a me e dal paesaggio incantevole che avevo fuori.

Per due settimane sono diventato protagonista anch’io della storia, mi sono immedesimato nei personaggi come non mai, ho riso con loro, ho sofferto con loro, ho pianto con loro.

In altre occasioni avrei divorato il libro in poche ore ma questa volta no, non volevo che finisse, e anche ora che ho letto le ultime righe mi piacerebbe ricominciare tutto dall’inizio come se non fosse successo niente.

Da metà libro in poi le emozioni non finiscono mai, ho avuto quasi sempre i brividi e gli occhi lucidi.

Non voglio raccontare altro, perchè molte delle emozioni che ho provato rimarranno per sempre nel mio cuore e (scusate ma per una volta faccio l’egoista) solo mie!

 

 Naturalmente ne consiglio vivamente la lettura

 ma non cercatevi un giallo o un noir

 (anche se potrebbe essere entrambi)

 cercate il senso.

 uno, se non tanti, ne scoverete sicuramente.

 Contiene chicche di saggezza incredibile

 ed il personaggio assolutamente imperdibile di Fermin ne è un pozzo senza fine.

 Non so che altro dire, leggetelo e poi se volete lasciate un commento!!!

Un saluto a tutti!!!

 

Marco  

  

  

A Barcellona, una mattina d’estate del 1945 il proprietario di un negozio di libri usati conduce il figlio undicenne, Daniel, al Cimitero dei Libri Dimenticati, un luogo segreto nel cuore del Barrio Gotico dove vengono sottratti all’oblio migliaia di volumi di cui il tempo ha cancellato il ricordo. E qui Daniel entra in possesso di un libro ‘maledetto’ che cambierà il corso della sua vita, introducendolo in un labirinto di misteri e di intrighi legati alla figura di Julian Carax, l’autore di quel libro. Perché Daniel ne rimane come folgorato, e per molti anni inseguirà il fantasma di quello scrittore, scoprendo che qualcuno ha voluto a tutti i costi, anche uccidendo, distruggere fino all’ultima copia dei suoi libri. Tanto che quella nelle mani di Daniel è forse l’ultima rimasta… Dal passato emerge una storia di passioni illecite, di amori controversi e impossibili, di amicizie e lealtà assolute, di follia omicida e, soprattutto, un macabro segreto gelosamente custodito in una villa abbandonata del Tibidabo. Una storia in cui Daniel ritrova a poco a poco inquietanti paralleli con la sua vita. Mystery, romanzo storico e tragedia amorosa in cui i bagliori di un passato inquietante si riverberano nella formazione del giovane protagonista, “L’ombra del vento” è un moderno feuilleton straordinariamente preciso nelle atmosfere e con un cast di personaggi indimenticabili che si muovono in una Barcellona dalla duplice identità, quella ricca ed elegante degli ultimi splendori del modernismo e quella cupa, opprimente, del franchismo, tetra miscela di povertà e repressione. Uscito in sordina nel 2001 in Spagna e divenuto un incredibile successo (29 edizioni alla fine del 2003) grazie al solo tam-tam dei lettori, “L’ombra del vento” è l’esordio sulla scena internazionale di uno straordinario narratore che fa rivivere la grande tradizione del romanzo ottocentesco con una sensibilità squisitamente contemporanea.

Credo che nella mia vita non leggerò mai più niente di cosi bello ed emozionante!

Non credevo che un libro potesse darmi tante emozioni in cosi poco tempo, o almeno non lo credevo fin quando ho letto L’ombra del vento di questo scrittore semi sconosciuto ma con un talento straordinario.

Ho iniziato a leggerlo in un pullman che andava a Praga e che poi tornava a Milano estraniandomi subito da quello che succedeva intorno a me e dal paesaggio incantevole che avevo fuori.

Per due settimane sono diventato protagonista anch’io della storia, mi sono immedesimato nei personaggi come non mai, ho riso con loro, ho sofferto con loro, ho pianto con loro.

In altre occasioni avrei divorato il libro in poche ore ma questa volta no, non volevo che finisse, e anche ora che ho letto le ultime righe mi piacerebbe ricominciare tutto dall’inizio come se non fosse successo niente.

Da metà libro in poi le emozioni non finiscono mai, ho avuto quasi sempre i brividi e gli occhi lucidi.

Non voglio raccontare altro, perchè molte delle emozioni che ho provato rimarranno per sempre nel mio cuore e (scusate ma per una volta faccio l’egoista) solo mie!

 

 Naturalmente ne consiglio vivamente la lettura

 ma non cercatevi un giallo o un noir

 (anche se potrebbe essere entrambi)

 cercate il senso.

 uno, se non tanti, ne scoverete sicuramente.

 Contiene chicche di saggezza incredibile

 ed il personaggio assolutamente imperdibile di Fermin ne è un pozzo senza fine.

 Non so che altro dire, leggetelo e poi se volete lasciate un commento!!!

Un saluto a tutti!!!

 

Marco  

  

 

Pensiero

“Questo e’ il lato piu’ atroce dell’insegnameneto morale quale e’ impartito dai papi e dal clero: che esso sviluppa i lati piu’ vili della natura umana, avvezzandola a non sentire le proprie responsabilita’, ma a mettere le decisioni finali nelle mani di un sacerdozio, che non da’ il consiglio dell’amico, ma da’ l’assoluzione o la condanna del giudice. E’ solo dopo essere vissuto in paesi protestanti, che io ho capito pienamente quale disastro morale sia per il nostro paese non il cattolicesimo astratto che comprende 6666 forme possibili di cattolicesimo, fra cui quelle di San Francesco e di Gasparone, di Savonarola e di Molinas, di Santa Caterina e di Alessandro VI, ma quella forma di educazione morale che il clero cattolico italiano da’ al popolo italiano e che i papi vogliono sia sempre data al popolo italiano. E’ questa esperienza dei paesi protestanti che ha fatto di me non un anticlericale, ma un anticattolico: non darei mai il mio voto a leggi anticlericali (cioe’ che limitassero i diritti politici del clero cattolico o vietassero l’apostolato cattolico); ma se avro’ un solo momento di vita nell’Italia liberata dai Goti, quell’ultimo momento di vita voglio dedicarlo, come individuo libero, alla lotta contro la fede cattolica. Se moriro’ avendo distrutto nel cuore di un solo italiano la fede nella Chiesa cattolica, se avro’ educato un solo italiano a vedere nella Chiesa cattolica la pervertitrice sistematica della dignita’ umana, non saro’ vissuto invano.” Gaetano Salvemini, Lettera a F. L. Ferrari, agosto 1930 in Opere, II, 3 pag.381

  

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