Era solo pessimismo?!

"Non capisco da cosa provenga questo radicale pessimismo e sfiducia nei confronti dell sinistra italiana….a volte credere piuttosto ke odiare non è un male…."
 
"in un certo senso è vero che l’italia è divisa a metà… ma c’è da ricordare che molti che l’altra volta avevano votato per berlusconi, probabilmente questa volta non l’hanno fatto… visto i danni che ha combinato… e mi auguro che il governo stia in piedi più di quello che prevedi tu… non facciamoci del male da soli!!!"
 
Questi erano due commenti lasciati sul mio blog dopo il mio intervento post elezioni.
Sinceramente speravo di sbagliarmi quel giorno, speravo di non dover ribadire la mia sfiducia alla sinistra italiana.
E invece mi ritrovo qui il 25 luglio, a due mesi di distanza e con una certezza in più: questo governo non durerà più di un anno.
E non è pessimismo o pregiudizio nei confronti di questo governo, è solo vedere la pura realtà.
Il governo deve entrare ancora nel vivo dei lavori e già ci sono gravi squilibri al suo interno.
La posizione sulla guerra in Afghanistan con una parte della sinistra radicale che non vorrebbe il rifinanziamento alla missione mentre il "grosso" della maggioranza è d’accordo.
Ricordiamoci che al senato ci sono solo tre voti di differenza e questo pesa tanto sugli equilibri di questo governo.
E se l’opposizione votasse no al rifinanziamento potrebbe esserci già una crisi, ma essendo a destra quantomeno coerenti non lo faranno.
Poi c’è la questione del decreto Bersani sulle liberalizzazioni che sta provocando una serie di scioperi a catena tra tassisti, farmacisti e avvocati. I primi l’hanno in parte vinta, con il governo che ha dovuto cedere al primo ricatto, gli altri continuano a scioperare.
E infine l’ultima magagna prima delle ferie estive riguarda l’indulto.
Il governo su questo punto è venuto a patti con l’opposizione, cosa che ha fatto al dir poco infuriare il ministro delle infrastrutture Antonio Di Pietro.
Leggiamo insieme la lettera che l’on. Di Pietro ha mandato al blog di Beppe Grillo dove esprime tutta la sua delusione e rabbia:
 
 
 

Caro Beppe,

a pochi mesi dalle elezioni ho deciso di scriverti una lettera che spero tu possa pubblicare sul blog. Domani Unione e Cdl voteranno a favore di una legge, quella sull’indulto, che non era prevista nel programma dell’Unione e che io ritengo del tutto estranea alla volontà degli elettori del centrosinistra. Questa legge, nata per liberare le carceri, è stata estesa ai reati di falso in bilancio, corruzione, reati fiscali e finanziari anche nei confronti della Pubblica amministrazione.

Neppure il governo Berlusconi era arrivato a tanto. E’ un colpo di spugna che viene effettuato nel pieno del periodo estivo. Un atto gravissimo del quale è riportata un’informazione parziale, e spesso strumentale, da parte di giornali e televisioni. Il tuo blog, forse, può darne una diffusione maggiore e soprattutto libera.

Sono profondamente contrario al fatto che l’accordo per l’approvazione dell’indulto si basi su uno scambio politico con Forza Italia, in quanto prevede l’inclusione di reati per i quali vi sono processi e condanne di esponenti, anche di primo piano, della Casa delle Libertà. Se l’indulto passasse così com’è, tutti i fatti di mala amministrazione e di mala attività imprenditoriale, rimarrebbero impuniti. Si tratta di persone colpevoli di reati come tangentopoli, calciopoli, bancopoli. Persone che hanno occupato le indagini delle magistrature e le prime pagine dei giornali in questi ultimi anni.

Io ho scritto ai leader dei partiti dell’Unione per un vertice in cui discutere dell’indulto. Non ho avuto risposta. Nel Consiglio dei ministri dello scorso venerdì ho sottolineato la gravità di questa legge, contraria agli interessi dei cittadini, ma utile alle consorterie dei partiti.

Ho minacciato le dimissioni da ministro nella più totale indifferenza dei colleghi. L’Idv è il quarto partito della coalizione con 25 rappresentanti tra Camera e Senato. La sua uscita dalla coalizione può far cadere il Governo, ma io non mi sento di ritornare alle urne e, forse, di riconsegnare il Paese a Berlusconi.

L’Unione ha posto il veto sui nostri emendamenti per l’esclusione dei reati finanziari, societari e di corruzione dall’indulto. Lunedì e martedì prossimo l’Italia dei Valori farà tutto quello che è in suo potere per rallentare l’approvazione della legge sull’indulto attraverso una serie di emendamenti. L’Italia merita altri politici, altri governi. Non deve essere costretta a scegliere tra il peggio e il meno peggio, come tu spesso dici.

L’Italia dei Valori, da sola non può cambiare, questo Paese. Gli italiani devono fare sentire e forte la loro voce, in tutti i modi legittimi possibili, per evitare un ennesimo passo indietro della democrazia”.

Antonio Di Pietro

 
 
 Naturalmente su questo punto mi trovo d’accordo in tutto e per tutto con la posizione di Di Pietro, che spero sinceramente, non ceda a ricatti e faccia la persona coerente fino in fondo.
Sono contrario a qualsiasi forma di indulto e non la trovo la soluzione migliore per il problema dell’affollamento delle carceri.
Chi ha sbagliato è giusto che paghi con la giusta punizione, senza sconti di pena.
Ma se proprio bisogna ricorrere all’indulto lo si faccia con chi ha commesso reati molto piccoli, come qualche furto o qualche bravata da ragazzo immaturo.
Di sicuro non posso accettare uno sconto di pena per reati come il falso in bilancio, la corruzione o altri reati finanziari.
Prendiamo l’esempio dello scandalo Parmalat; chi ha pagato maggiormente in questa vicenda? Tanzi, i suoi collaboratori?! Certo che no, chi ci ha davvero rimesso sono i piccoli risparmiatori che hanno visto i sacrifici di una vita andare in fumo, che da un giorno all’altro hanno perso tutto.
E cosa succederà ora?! I veri colpevoli subiranno una riduzione consistente della pena e forse non andranno nemmeno in carcere.
Posso solo dire una parola: Vergogna!
Ma questo governo non doveva essere dalla parte dei più poveri?! Come mai rifondazione comunista è d’accordo sul votare si e a schierarsi con Forza Italia?!
E non parliamo dei giornalisti che ancora una volta dimostrano di essere solo dei servi che scrivono e fanno tutto quello che gli dicono i loro padroni.
Onore a Di Pietro che sta combattendo per non far passare il decreto, onore ad alcuni esponenti di An che voteranno no.
Per tutti gli altri non mi esprimo, potrebbero volare parole grosse!
 
Un saluto a tutti!
 
Marco
 
 
 

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