I precedenti storici

Due giorni fa le televisioni di tutto il mondo hanno riproposto le immagini degli attentati alle torri gemelle e al pentagono; sono passati cinque anni dal giorno che ha cambiato la storia contemporanea.
L’America ha pianto le sue vittime, il mondo le ha ricordate.
Tutto il giorno sono andati in onda sulle principali televisioni italiane "speciali" su quel maledetto giorno con testimonianze a volte toccanti dei parenti o amici delle vittime.
Solo una trasmissione però, Matrix (su canale 5 alle 23.30!), ha voluto distaccarsi dalla massa e darci oltre alla versione ufficiale anche quella che in molti chiamano complottista.
Quella versione che a molti fa paura e che si preferisce non voler prendere neanche in considerazione. Come già detto e scritto in un mio post il problema di tutto ciò, di non riuscire a vedere oltre, di non riuscire a pensare che ci stanno ingannando è solo psicologico.
Per chi non avesse letto il precedente post legga qui:
 
Per gli altri continuiamo a cercare di capire come in relatà sono andati i fatti.
Ma prima di passare direttamente a quel giorno vorrei inserire, sempre con l’aiuto di luogocomune.net, i precedenti storici.
Voi vi chiederete, quali precedenti? V’è stato un altro undici settembre nella storia? La risposta è ovviamente no ma ci furono altri "pretesti" di guerra, a partire dalla fine dell’800, ancor prima che gli Usa divenissero la prima potenza mondiale in ogni campo, soprattutto militare.
 
PRETESTI DI GUERRA

CUBA, LUSITANIA, PEARL HARBOUR, TONCHINO: UN VIZIO LUNGO UN SECOLO

 

Cuba e l’affondamento della U.S.S. Maine

La storia degli Stati Uniti come potenza planetaria comincia alla fine del 19 secolo, con la breve ma importantissima guerra ispano-americana del 1898, nella quale gli Stati Uniti tolsero alla Spagna il controllo su Cuba e Portorico nell’Atlantico, e su Guam e Filippine nel Pacifico.

Buona maggioranza degli storici ormai concorda sul fatto che tale guerra fu scatenata da un pretesto il cui artefice fu lo stesso futuro presidente degli Stati Uniti, Theodore Roosevelt (da non confondersi con Franklin Delano Roosevelt, che guidò il paese dalla Grande Depressione fino alla Seconda Guerra Mondiale). Al tempo Ministro della Marina, Roosevelt già da tempo aveva preparato l’invasione navale dell’isola, ed attendeva solamente una scusa per entrare in azione.

Questa scusa fu provvidenzialmente fornita da una improvvisa esplosione a bordo dell’incrociatore U.S.S. Maine, che affondò in pochissimo tempo portando con sè piu di duecento marinai americani, del tutto ignari di ciò che stava accadendo.

Gli Stati Uniti accusarono immediatamente gli spagnoli di aver piazzato una mina a bordo, e nonostante questi negassero ogni responsabilità, e chiedessero invece una commissione mista per indagare sulle vere cause dell’affondamento, gli USA dichiararono sbrigativamente guerra e l’attacco ebbe inizio.

In poco tempo l’intera flotta navale spagnola fu affondata, e gli sconfitti furono costretti ad andare ai trattati di pace di Parigi senza poter porre alcuna condizione. Fu così che persero praticamente tutto quello che restava loro del potente impero marittimo, le cui origini risalivano addirittura ai tempi di Cristoforo Colombo.

Roosevelt approfittò poi della vittoriosa campagna di guerra per farsi fotografare in tutte le pose in sella al suo cavallo preferito, riuscendo così a conquistarsi – grazie alla complicità degli "yellow papers" di Pulitzer (i tabloid dell’epoca) – un notorietà sufficiente a vincere con facilità le susseguenti elezioni presidenziali.

Una speciale commissione d’inchiesta americana avrebbe poi stabilito, nel 1987, che in realtà gli spagnoli non ebbero alcuna responsabilità nell’attentato, ma che l’esplosione sarebbe avvenuta "a causa di esplosivi stivati troppo vicino alle caldaie".

Una spiegazione ridicola, ovviamente, ed un modo tanto ipocrita quanto tardivo per chiedere scusa alla Spagna –  e soprattutto alla Storia – senza ammettere la propria colpa.

Lusitania e I Guerra Mondiale

Curiosamente, su sempre l’affondamento di una nave, il Lusitania, a dare agli Stati Uniti un motivo per scendere in campo, al fianco di Francia e Inghilterra, contro l’Impero Germanico nella prima Guerra Mondiale. La nave, che batteva bandiera britannica, viaggiava da New York a Liverpool con oltre mille e duecento passeggeri, di cui 123 americani, e pare trasportasse anche un carico segreto di armamenti destinati all’Inghilterra. La nave fu colpita il 15 Maggio 1915 dai siluri degli U-Boat tedeschi al largo dell’Irlanda, e affondò in soli 18 minuti. Non si salvò nessuno. Questo incidente causò un’escalation che portò in breve tempo il presidente americano Wilson a dichiarare guerra alla Germania. Ufficialmente non si è mai saputo perchè i tedeschi abbiano deciso di colpire la nave, ma si sospetta che la notizia degli armamenti "segreti" sia stata fatta filtrare appositamente fino a loro, in modo da "incentivare" il loro già latente desiderio di interrompere i rifornimenti americani con una preda particolarmente succulenta.

Golfo del Tonchino e Guerra in Vietnam

E fu sempre una nave americana, la U.S.S. Maddox, che fu presa di mira da siluri vietnamiti, nel Golfo del Tonchino, a provocare la rapida escalation che portò Lindon Johnson, nel Luglio 1964, a dichiarare guerra al Viet-Nam del Nord.

Ma lo stesso McNamara, allora Segretario della Difesa, ha riconosciuto in una recente intervista che si trattò di una plateale  messinscena. Fino ad allora infatti l’appoggio militare statunitense, iniziato sotto la presidenza Kennedy, era stato puramente esterno. La lunga e tormentata guerra, che costò agli Stati Uniti circa 60.000 morti, si sarebbe rivelata la prima ed unica sconfitta militare americana nella storia.

(Visto questo apparente "vizio" degli americani, ci sarebbe quasi da stupirsi – almeno per chi è convinto della matrice interna degli attentati dell’11 Settembre – che non abbiano cercato anche in questo caso di lanciare una nave contro le Torri Gemelle).

Ma il pretesto più incredibile fu quello per entrare nella II guerra mondiale ed è quello con più analogie con l’11 settembre tanto che moltissimi politici ed altri importanti personaggi americani hanno definito quegli attacchi "la Pearl Harbour del 21simo secolo".

 

Ma vediamo il perchè…

"Oggi 7 Dicembre 1941, giorno che vivrà nell’infamia, gli Stati Uniti d’America sono stati improvvisamente e deliberatamente attaccati dalle forze aeree e navali dell’Impero del Giappone.""Oggi 7 Dicembre 1941, giorno che vivrà nell’infamia, gli Stati Uniti d’America sono stati improvvisamente e deliberatamente attaccati dalle forze aeree e navali dell’Impero del Giappone."

Con questo discorso al Congresso, il Presidente Roosevelt annunciò al mondo l’ingresso degli Stati Uniti nella Seconda Guerra Mondiale. (Ciò che non disse, è che i giapponesi avevano già dichiarato guerra agli Stati Uniti da qualche ora).

Durante l’attacco da parte dei giapponesi, gli americani persero più di tremila uomini e una dozzina di preziose navi da guerra, che risultarono completamente distrutte dall’ incursione dei kamikaze.

Gli americani infatti non si aspettavano minimamente di essere attaccati, e molti marinai morirono mentre ancora stavano prendendo il sole sulla tolda delle loro navi. Le stesse navi poi erano disposte l’una dietro l’altra, in due file parallele (parte bassa della foto), e ciò si tradusse per i caccia giapponesi in un vero e proprio tiro al bersaglio ad occhi chiusi.

L’"infamia" subita fu sufficiente a giustificare, agli occhi della popolazione americana, un ingresso in guerra che li avrebbe poi portati a stabilire il controllo su gran parte di quella fetta di mondo.

***

Solo molti anni più tardi, gli storici hanno cominciato a portare alla luce dei fatti che dipingono un ben diverso ritratto di quella storica giornata.

Sei mesi prima dell’attacco, inspiegabilmente, gli alti comandi di Washington avevano fatto ritirare i radar della difesa aerea del porto, mentre era stata sospesa ogni attività di decodifica delle comunicazini radio dei giapponesi sulla costa opposta. Lo stato di apparente sicurezza aveva poi indotto i comandanti delle navi ad assumere la posizione di allineamento descritta sopra, che è conosciuta come una classica posizione di pace.

Si seppe invece in seguito che Roosevelt aveva parlato personalmente con Yamamoto, il quale lo aveva chiaramente minacciato di attaccare la sua flotta a Pearl Harbour, almeno una settimana prima che ciò accadesse.

Quando infine, la mattina del 7 Dicembre, la notizia che i giapponesi stavano puntando su Pearl Harbour giunse a Washington, si innescò una stranissima sequenza di intoppi, malintesi e ritardi, che fece sì che l’allarme per i marinai arrivasse al porto quando i primi caccia erano già in vista delle navi.

Tra i disguidi più curiosi, ricordiamo che la stessa dichiarazione di guerra, regolarmente consegnata quel mattino dagli ambasciatori giapponesi al governo americano, rimase a lungo su un tavolo della Casa Bianca, a causa della improvvisa scomparsa del traduttore ufficiale. E quando il messaggio di allarme finalmente partì per Pearl Harbour, dovette viaggiare sui vecchi fili del telegrafo, poichè risultò che i ponti radio con le Hawaii erano stati improvvisamente interrotti. Il messaggio fu infine consegnato a mano, da un fattorino in bicicletta, quando ormai era troppo tardi.

In conclusione, gli storici concordano ormai sul fatto che l’attacco a Pearl Harbour sia stato fortemente "voluto" da parte degli americani, che prima provocarono i giapponesi fino a farli cadere nella trappola, e poi fecero di tutto per impedire che le vittime si potessero organizzare per potersi difendere.

Evidentemente si volle una mattanza vera e propria, con le vittime ignare ed indifese, per scatenare nella popolazione quel tanto di indignazione in più che sarebbe servito a giustificare l’entrata in guerra di un colosso come l’America contro l’Impero del Sol Levante.

Ma manca ancora un operazione, di 50 anni fa, che potrebbe davvero rendere la tesi di un autoattentato non più una fantasia da pazzi visionari.

Ma la vedremo nella prossima puntata, per ora materiale da riflettere ce nè, a partire da quel 7 dicembre 1941…

 

A presto!!!

 

Una Risposta

  1. Ciao,

    non solo ho preso sul serio l’elenco che mi hai mandato, ma
    l’ho ampliato aggiungendo, alle tue obiezioni, le altre contestazioni che avevi
    omesso, quando, tu stesso, le hai copiate… dal sito a cui non voglio nemmeno
    far pubblicità.

    Pazienta: fare uno studio serio, su argomenti così, vasti necessita
    tempo.

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