A proposito di Shoa

Tratto dal blog di Hereticus: http://www.bloggers.it/hereticus
 
E’ di questi giorni la polemica scoppiata in occasione della "Giornata del ricordo" a Gerusalemme tra il nunzio apostolico vaticano e i dirigenti del museo approntato per non dimenticare quei terribili giorni. Il nunzio pretendeva che la figura di Pio XII venisse riscattata dall’ accusa di atteggiamento ambiguo nei confronti del popolo ebraico durante le persecuzioni naziste. Ho pensato bene a scanso di equivoci di ripubblicare un mio vecchio post che sottolinea che l’antigiudaismo della chiesa cattolica non è certo appannaggio del solo papa Pacelli, ma parte da molto, molto lontano.

Chiesa e Nazismo:  toh! Due gemelli!
Un nodo che non si scioglie; la tabella stabilisce un parallelo tra le principali misure adottate dalla chiesa cattolica nei confronti dagli Ebrei e i provvedimenti corrispondenti emanati dal regime nazista.

Diritto canonico: Divieto dei matrimoni misti e di rapporti sessuali tra cristiani ed Ebrei (Sinodo di Elvira del 306)

Misure naziste: Legge per la difesa della razza e dell’onorabilita’ tedesca (15settembre 1935)
Diritto canonico: Divieto per i cristiani di prendere cibo dalla stessa tavola degli Ebrei (Sinodo di Elvira del 306)
Misure naziste: Divieto per gli Ebrei di far uso dei vagoni ristoranti
Diritto canonico: Agli Ebrei è proibito ricoprire cariche publiche
Misure naziste: Legge sulla riorganizazione delle professioni burocratiche publiche
.
Diritto canonico: agli ebrei e’ fatto divieto di tenere presso di se servi, serve o schiavi cristiani.
Misure naziste: Legge per la protezione del sangue e dell’onorabilita’ tedesca.
Diritto canonico: Agli Ebrei non e’ consentito farsi vedere per strada durante la settimana santa.
Misure naziste: Ordinanza di polizia che autorizza le autorita’ locali ad allontanare dalle strade, in determinati giorni, gli Ebrei.(vale a dire durante le festivita’ naziste.)
Diritto canonico: Rogo del Talmud e di altri libri Ebraici.
Misure naziste: Rogo dei libri nella Germania nazista.
Diritto canonico: Ai cristiani e’ fatto divieto di consultare medici Ebrei.
Misure naziste:Quarta ordinanza circa la legge sulla cittadinanza del Reich, del 25 luglio 1938.
Diritto canonico: Ai cristiani non e’ consentito abitare presso gli Ebrei.
Misure naziste: Direttiva di Goring del 28 dicembre 1938, secondo la quale gli Ebrei devono essere concentrati in abitazioni separate.
Diritto canonico:E’ fatto obbligo agli Ebrei di versare alla chiesa le stesse decime che devono versare i cristiani.
Misure naziste: Sozialaus, la < tassa di perequazione sociale> del 24 dicembre 1940, secondo la quale gli Ebrei devono pagare una tassa speciale come contribbuto al partito nazista, al posto di quella imposta dal partito ai suoi membri.
Diritto canonico: Gli Ebrei non possono portare accuse o testimoniare contro i cristiani.
Misure naziste: Proposta della cancelleria del partito nazista di vietare agli Ebrei di promuovere cause civili.
Diritto canonico: Agli Ebrei e’ fatto divieto di diseredare i loro fratelli di fede passati al cristianesimo.
Misure naziste: Decreto del ministero della giustizia che autorizza a dichiarare nulli i testamenti che offendono il < sano giudizio del popolo>
Diritto canonico: Gli Ebrei hanno l’obbligo di portare un distintivo sopra i vestiti.
Misure naziste: Ordinanza del 1settembre 1941
Diritto canonico:Divieto di costruire sinagoghe.
Misure naziste:Distruzione delle sinagoghe in tutto il territorio del Raich.
Diritto canonico:Ai cristiani non e’ lecito assistere alle cerimonie ebraiche.
Misure naziste: Divieto di relazioni amichevoli con gli Ebrei
Diritto canonico: Gli Ebrei non possono discutere con i cristiani semplici di fede cattolica (i ghetti sono obbligatori – sinodo di Breslavia del 1267-
Misure naziste: Ordine di Heydrick del 21 settembre 1939: gli ebrei possono abitare solo nei quartieri ebraici.
Diritto canonico:E’ fatto divieto ai cristiani di vendere o affittare beni immobili agli Ebrei..
Misure naziste:Ordinanza che consente la vendita forzata dei beni immobili e dei terreni ebraici.
Diritto canonico:Va considerata una eresia la conversione di un cristiano al giudaismo o il ritorno di un Ebreo battezzato alla sua precedente religione.
Misure naziste:Un cristiano convertito al giudaismo si espone al rischio di essere trattato come un Ebreo.
Diritto canonico: Divieto di vendere o impegnare oggetti appartenenti alla chiesa, agli Ebrei. Gli Ebrei non possono fare da mediatori nelle conclusioni dei contratti tra i cristiani e particolarmente nei contratti di matrimonio.
Misure naziste: Decreto del 6 luglio 1936, sullo scioglimento delle agenzie immobiliari e fondiarie Ebraiche e delle agenzie matrimoniali ebraiche che offrono i loro servigi ai non Ebrei.
Diritto canonico: E’ fatto divieto di concedere agli Ebrei titoli accademici.
Misure naziste: Legge contro il sovraffollamento nelle scuole e nelle universita’ tedesche.
Se per anni secoli e millenni si predica nelle chiese che gli Ebrei sono perfidi,
la shohà è l’esito inevitabile

Caro Boselli, forza PSI

Caro Boselli, mi hai fatto sognare. Sognare e ricordare. Ebbene, lo ammetto. Da giovane ero socialista. Prima socialdemocratico (addirittura). Poi socialista, dopo lo scandalo Lockheed (vi ricordate Tanassi? No, vero?). Ora faccio il giornalista, magari male, ma assolutamente libero di pensieri e di tessere. A proposito: non sono mai stato comunista (lo dico per gli esegeti della letterina a Fini, che mi ha provocato per la prima volta la definizione di “comunista”, con tutto il rispetto, ovviamente). Ebbene caro Boselli hai compiuto il piccolo miracolo di rimettere di nuovo insieme i cocci di mille diaspore, vecchie e nuove. La cosa che mi sconvolge, e non perché io non creda nella tua buona fede, anzi, è che ti collochi a sinistra del nascente Partito Democratico. Ossia proponi la rinascita di un “Partito Socialista” (ovazione quando lo hai detto…) veramente di sinistra. Roba da matti. Con dentro De Michelis, accipicchia.

A Fiuggi si sa che l’acqua termale rigenera e ringiovanisce, ma qui forse stai presumendo troppo dai nipotini attempati di Craxi. Io non vorrei smorzare gli entusiasimi, anzi, so bene quanto manchi in Italia un vero partito socialista. Il fatto è che manca. Manca per davvero. Per mille ragioni, complicate da spiegare, all’appuntamento con la storia e con il Paese i socialisti arrivano come l’Inter quando deve vincere in Champions League, non ce la fanno. Perciò il tuo impegno è lodevole, ma conosco questo entusiasmo della platea, i garofani rossi, l’Internazionale che riempie il cuore e ti riporta alla mente il Quarto Stato di Pelizza da Volpedo.

Ho paura che sia difficile questa volta superare la soglia di sbarramento se mai ci sarà nella nuova legge elettorale, se mai ci sarà la nuova legge. Ora mi dispiace scriverti queste cose, perché per un attimo ho avuto anche io una lacrimuccia, ma penso che sia per un altro motivo: mi commuovo pensando a quanto ero giovane. Compagno Boselli, buona fortuna. Anzi, no, se ricordo bene una volta le letterine fra socialisti terminavano con “fraterni saluti….”.

franco.bomprezzi@affaritaliani.it

Lo sapevano!!!

Le Monde: a gennaio i servizi di Parigi avvisarono gli americani
del progetto dell’organizzazione di Osama Bin Laden

Gli 007 francesi agli Usa nel 2001
"Al Qaeda vuole dirottare aerei"

PARIGI – Nel gennaio del 2001, otto mesi prima degli attentati a New York e Washington, i servizi segreti francesi avevano allertato quelli americani del progetto di Al Qaeda di dirottare aerei statunitensi. Lo rivela il quotidiano Le Monde pubblicando il fac-simile della prima pagina di una nota "confidenziale difesa" della Direzione generale per la sicurezza esterna (Dgse) di Parigi. Cinque pagine datate 5 gennaio 2001 e intitolate "Progetto di dirottamento aereo da parte dei radicali islamici". E Le Monde assicura che la nota fu trasmessa qualche giorno dopo al responsabile dell’ufficio della Cia a Parigi, Bill Murray. La Dgse non ha voluto commentare in alcun modo le rivelazioni del quotidiano.

Nel documento, riferisce l’agenzia France Presse che l’ha consultato integralmente, si afferma che "membri dell’organizzazione di Osama Bin Laden, in collaborazione con esponenti del movimento dei taliban e di gruppi armati ceceni preparano dall’inizio del 2000 il dirottamento di un aereo". E si parla di un volo americano tra la Germania e gli Stati Uniti, in partenza da Francoforte dove si era costituita una cellula di Al Qaeda. Il velivolo, sempre secondo la nota, sarebbe stato dirottato verso Kandahar, nel sud dell’Afghanistan.

L’informativa dei servizi francesi citava sette compagnie aeree nel mirino dei terroristi, tra le quali l’American Airlines e la United Airlines, effettivamente prese di mira l’11 settembre. Comunque gli 007 di Parigi non ipotizzavano che i militanti di Al Qaeda potessero lanciare gli aerei contro degli edifici.

E stasera non perdetevi la puntata di Matrix su Canale 5… Nuove rivelazioni e filmati inediti…

 

Caro James Lee Clark, non esiste una morte giusta

Caro James Lee Clark,
non so se leggerai questa mia letterina da qualche parte, là dove non sappiamo come sia il panorama e che tempo faccia. Ti hanno appena "giustiziato" con una iniezione letale in Texas, perché eri condannato a morte. Tanti anni fa, nel 1993, avevi rapinato, violentato e poi ucciso una ragazza di 17 anni, tu allora ne avevi più o meno 24. Un delitto tremendo, atroce. Ma la tua mente era malata, instabile, il tuo cervello è debole. O meglio, era debole. Ti ha fregato qualche momento di lucidità, quando hanno fatto il test del quoziente di intelligenza.

Sotto i 70 non ti avrebbero ammazzato, forse, ma tu oscillavi tra 65 e 74. Peccato. Nessuna pietà per chi ha un briciolo di intelligenza. La pena di morte, per la corte, era giusta e andava eseguita. E così è stato. Tu non ti sei reso conto del tutto di quello che stava succedendo. Raccontano che hai detto: "Beh, non so che dire, non lo so proprio". E forse questa battuta è davvero intelligente, vista la situazione nella quale ti trovavi. Un gruppo di irriducibili contro la pena di morte ha portato un pianoforte appartenuto a John Lennon, e le note di una sua canzone ti hanno accompagnato fin sulla porta della vita, o della morte.

La notizia di questa esecuzione, una come tante, arriva in un giorno in cui la gente muore a decine, in giro per il mondo, fra attentati, guerre, incidenti stradali, delitti passionali, malattie, fatalità chirurgiche. A quanti può interessare davvero? Provo un senso di spaesamento, di disagio. Mi sembra impossibile che un Paese civile come gli Stati Uniti, che per tanti versi imitiamo, importandone non solo le mode stupide, ma anche la cultura, i libri, la musica, il cinema impegnato, non riesca a fermare questo uso spietato della morte, ci vogliono sette minuti almeno perché il cuore cessi di battere, e il dolore è inevitabile, come tutti sanno benissimo. Quando un ritardo mentale è evidente, e nel tuo caso, non ti offendere caro James Lee, non c’è dubbio che non eri un’aquila, credo che sia evidente che il concetto di colpa e di pena vada riletto in termini di cura e di sicurezza per tutti.

Sarebbe stato giusto curarti e tenerti lontano dalle ragazzine, questo è certo, per il resto dei tuoi giorni. Ma ucciderti significa semplicemente essere ingiusti. Mi rendo conto che oggi molti pensano che la pena di morte sarebbe l’ideale anche qui, da noi. Io continuo a ritenere che la barbarie non si combatte con la barbarie. Proprio perché costa fatica credere nel diritto alla vita, forse il miglior modo di ricordarti è quello di battersi contro la pena di morte, ovunque.

Contro i talebani che tagliano le gole, contro i kamikaze che si uccidono e uccidono, contro i terroristi che condannano a morte i civili, contro gli eserciti più o meno regolari che si combattono ovunque in nome di niente, contro i violenti che usano ogni giorno le armi per ammazzare senza pietà, in casa, per strada, durante le rapine. Non c’è una morte giusta, non c’è giustizia dove la vita non è il valore che fa la differenza. Buon riposo, caro James Lee, ora il tuo quoziente di intelligenza si è abbassato definitivamente, encefalogramma piatto.

franco.bomprezzi@affaritaliani.it

 

 

Origini del Cristianesimo- Chi era Gesù Cristo?

Ho scelto la giornata di oggi per intraprendere un nuovo percorso, una nuova sezione, che mi porterà ad esaminare quella che in molti ritengono la bugia più grande della storia.
Proprio mentre il papa su raiuno sta celebrando la via crucis che rappresenta la passione di Gesù Cristo io mi accingo a smontare punto per punto una religione che è riuscita a creare quasi solamente sofferenze.
Sia chiaro, io contro la figura storica di Gesù non ho assolutamente niente, anzi, penso che se alcuni dei suoi principi fossero stati effettivamente seguiti oggi avremmo un mondo sicuramente migliore.
Ma purtroppo fin dagli inizi cosi non è stato e come vedremo in seguito fu Paolo (in principio Saulo) il primo a sconvolgere il pensiero di quello che lui considerava il Maestro.
Poi dopo qualche secolo arrivò un pagano, Costantino, a stravolgere ulteriormente una religione che si stava allontanando sempre più dagli insegnamenti di Gesù e che quindi non aveva più senso chiamare cristianesimo.
Ma così ha continuato a chiamarsi e ciò che vediamo noi oggi è solo il risultato di quasi 2000 anni di eresie da parte della chiesa.
Esamineremo quelle eresie, le più importanti sono circa 40, per dimostrare come il cristianesimo odierno non abbia nulla a che fare con delle fantomatiche leggi di Dio e poi torneremo alla fine nuovamente ad esaminare la figura di Yeousha ben yosef (Gesù) per arrivare a una logica e razionale conclusione: il cristianesimo non ha motivo di esistere!!!
Prima di entrare nel vivo della nostra "inchiesta" vorrei ricordare che proprio chi avrebbe dovuto portare il messaggio di Cristo in giro per il mondo e nel corso dei secoli si è reso proragonista di una serie inenarrabile di crimini che tutt’oggi compie.
Per questi magnifici "gesti" compiuti in nome di dio vi rimando al libro scritto dal sottoscritto scaricabile sempre al seguente link:

http://www.mediafire.com/?fitgzdgn3vg

E ora torniamo ai fatti e grazie all’aiuto del sito www.cristianesimo.it proviamo a vedere chi era veramente Gesù Cristo…

Chi era Gesù? Alla luce dei risultati della ricerca storica moderna, fondata sullo studio oggettivo di tutte le fonti disponibili, possiamo affermare che Gesù è stato un riformatore del Giudaismo, non un fondatore di nuove religioni, tantomeno del Cristianesimo, che si è andato configurando e sviluppando solo alcuni decenni dopo la sua morte.

Gesù era un rivoluzionario, più che un semplice riformatore, perché ribaltò completamente la mentalità dell’epoca: il Giudaismo era infatti una religione tipicamente nazionalista, legalista e autoritaria, mentre l’insegnamento di Gesù era assolutamente individuale, interiore, spirituale, pacifico.

Nel Giudaismo fare il bene era un dovere da compiere sotto la spinta di minacce anche fisiche, oltre che morali. Per Gesù fare del bene "fa bene" innanzitutto a chi lo fa. Un concetto molto "moderno", perfino in linea con la medicina psicosomatica, in un mondo dove la maggior parte delle religioni (come avviene a tutt’oggi) faceva leva su premi e punizioni, e su eventuali paradisi futuri, e non su una esigenza interiore o puramente etica.

Molti si sorprenderebbero nel verificare come, nei vangeli, Gesù non si preoccupa di ciò che avviene dopo la morte, ma parla sempre del QUI-ED-ORA e dell’ATTEGGIAMENTO MENTALE della persona, persino INDIPENDENTEMENTE DALLE SUE CONVINZIONI RELIGIOSE!

Molti missionari cristiani dovrebbero leggere proprio quei…. vangeli che loro stessi ritengono di predicare e diffondere! Scoprirebbero che Gesù non ha mai chiesto a nessuno di cambiare la propria religione, nemmeno ai pagani, semmai di mettere in discussione la propria mentalità, la propria vita, i propri obiettivi.

Quando incontrava i samaritani, Gesù non gli proponeva certo di convertirsi al Giudaismo e tantomeno ad un ipotetico "cristianesimo", ma anzi elogiava, se era il caso, il loro atteggiamento, le loro intenzioni, la loro FEDE intesa come ATTEGGIAMENTO INTERIORE e non come LISTA DELLE COSE A CUI SI DEVE CREDERE (questa semmai è semplice CREDULITA’ e non FEDE).

Gesù e il contesto religioso del suo tempo

Ai tempi di Gesù la religione dei Giudei era essenzialmente legalista e giuridica, fatta di tradizioni e regole, osservanza di rituali e festività, adempimento letterale di comandamenti, innumerevoli divieti piuttosto che  esortazioni positive, prescrizioni inerenti i cibi puri e impuri, digiuni.

Insomma si trattava di pratiche fondamentalmente esteriori che poco o nulla avevano a che fare con la sfera interiore degli individui, anzi, il concetto stesso di individuo era quasi inesistente, schiacciato dall’obbligo morale di doversi sentire collettivamente "popolo di Dio" in modo massificato e compatto.

Gesù capovolse questa prospettiva introducendo un elemento assolutamente nuovo: l’amore incondizionato per il prossimo e addirittura per i nemici diventava il basilare paradigma che sostituiva la cieca osservanza della Legge.

L’insegnamento di Gesù di Nazareth trascendeva gli stessi confini confessionali giudaici per divenire MESSAGGIO UNIVERSALE, non strettamente religioso ma anche filosofico, etico, volto a risvegliare le coscienze ad un modo nuovo e diverso di vedere sé stessi e gli altri, la vita e la morte.

Gesù era aperto anche a contributi culturali eterogenei rispetto alla stretta osservanza giudaica, Ciò è documentato dalle corrispondenze fra l’insegnamento di Gesù e quello degli Esseni, una comunità monastica molto particolare, vegetariana e pacifista, studiosa delle FILOSOFIE ORIENTALI (a questo proposito è interessante notare una certa somiglianza fra alcuni insegnamenti di Gesù e il Dharma buddhista).

La divinizzazione di Gesù

Se Gesù non fosse stato presentato in modo simile ad Eracle (Ercole) e a Mithra, cioè come un essere semidivino, figlio di un Dio e di una terrestre, eroe vittorioso sul male dopo aver affrontato varie fatiche e prove, la diffusione della religione cristiana non avrebbe potuto avere quel successo popolare che invece ottenne, più fuori che dentro la Palestina, proprio perché essa era immediatamente riconoscibile e familiare per tutte le genti pagane.

In mancanza del concetto postumo della "divinità" di Gesù, il Cristianesimo, o comunque lo si volesse chiamare, sarebbe rimasto ciò che era inizialmente, ovvero nient’altro che una sètta interna dell’ebraismo (ovvero la Sètta dei Nazirei così chiamata anche negli Atti degli Apostoli cap. 24) o si sarebbe estinto del tutto.

Gesù si definiva un Rabbi, un Maestro, non un essere soprannaturale. E’ vero che molti videro in lui il "Messia", ma nel contesto ebraico il Messia era un LIBERATORE POLITICO, e l’ATTESA del Messia in quei tempi era spasmodica proprio per via dell’occupazione romana.

Per gli ebrei era intollerabile dipendere da uno Stato straniero, specie se pagano e idolatra come i Romani.

Ad ogni "Messia" spettava, tra l’altro, il titolo di: "figlio di Dio", che nel contesto israelita era un titolo puramente simbolico, mentre nella cultura greca non poteva che essere percepito in modo METAFISICO e letterale, anche perché nella religione greca era consueto postulare l’esistenza di esseri semidivini "figli di un Dio" e di una umana (Eracle, Dioniso, ecc.)

Le leggende sulla sua origine divina e sul presunto concepimento miracoloso sono molto tardive, essendo state elaborate solo quando il Cristianesimo cominciava a diffondersi al di fuori del contesto ebraico.

Quando si leggono i vangeli va sempre tenuto presente che sono POSTERIORI alle epistole di Paolo e alla sua zelante opera missionaria in Grecia. Per questo, quando sono stati scritti, si è cercato di raccontare i fatti in un modo facilmente comprensibile per chi apparteneva alla cultura ellenico-romana, tanto più che Gerusalemme era stata distrutta (nel 70 d.C.) e la nascente nuova religione non poteva più contare sulla sua prima sede (che gli apostoli avevano appunto fissato a Gerusalemme) ma doveva cercare di svilupparsi fra i pagani, ovvero nel territorio dell’Impero.

Fu soprattutto san Paolo, "l’Apostolo delle genti", a intuire che per favorire la diffusione del Cristianesimo occorreva, paradossalmente, SOSTITUIRE l’insegnamento di Gesù con il CULTO DELLA SUA PERSONA, del suo corpo e del suo sangue, cosa che poteva essere ben comprensibile per le masse popolari pagane e quindi garantire un successo perlomeno numerico, se non qualitativo, alla nuova religione.

Fu così che il maestro Gesù divenne "il Cristo", da adorare, da invocare, da utilizzare come protettore e mediatore nei confronti della severa divinità, finalmente placata dalla morte di Gesù, reinterpretata da san Paolo quale "sacrificio espiatorio" per le colpe dell’umanità.

Perfino IL NOME con cui sarà conosciuto Gesù è un ibrido sincretismo: Gesù Cristo, ossia Joshua Cristòs, primo nome ebraico e secondo nome greco.

Ma ciò è anche anacronistico, perché Gesù non parlava greco, e presumibilmente non sentì mai alcuno parlare in questa lingua. Lo stesso nome "Gesù Cristo" già allude alla "idolatrizzazione" pagana della sua figura.

Già allora, come oggi, venivano compiute abilissime operazioni di "IMMAGINE" per scopi puramente propagandistici e per accattivarsi le simpatie dell’opinione pubblica.

Gesù diventa "vittima espiatoria"

Per i pagani di cultura greca e romana, ma anche per tutte le religioni primitive, le divinità erano interpretate come tendenzialmente ostili e vendicative, e dovevano essere pertanto "propiziate" da sacrifici di animali in modo che l’aggressività del dio fosse "saziata" e quindi "disinnescata", almeno temporaneamente.

Dato che Gesù fu condannato a morte, oltretutto come sovversivo e agitatore di disordini, ciò aveva seriamente compromesso la sua reputazione, perché sia ebrei che pagani ritenevano che chi avesse il favore della divinità doveva, al contrario, essere immune da sventure e protetto da ogni pericolo.

Infatti, il movimento di Gesù, dopo la sua morte, era allo sbando. I Vangeli descrivono gli stessi apostoli come scoraggiati e demotivati.

Un primo tentativo di "rilanciare" l’entusiasmo tra i seguaci di Gesù fu la diffusione del mito della sua presunta resurrezione, sebbene in molte varianti contraddittorie, tutte riportate nei vangeli, compresa la variante più posteriore, quella che fa seguire la resurrezione dall’ascensione fisica in cielo.

Nient’altro che miti ebraici: ai pagani la resurrezione non diceva nulla, infatti negli Atti degli apostoli leggiamo che i greci dileggiarono l’ipotesi della resurrezione fisica di un morto (Atti 17).

Ciò che "salvò" il movimento di Gesù dalla probabile estinzione non fu quindi il mito della resurrezione, né la predicazione degli apostoli, che non produsse alcun risultato fuori dal ristretto ambiente palestinese, ma fu l’ABILITA’ DI PAOLO, che reinterpretando la crocifissione come "sacrificio" NON per i soli ebrei ma per tutta l’umanità, rese internazionale la nuova religione perché, come si diceva, l’idea di un SACRIFICIO ESPIATORIO era immediatamente comprensibile in quanto archetipo universale già noto a tutte le tradizioni antiche.

Ciò avvenne non senza aspre polemiche con la chiesa "ufficiale" dell’epoca, ovvero quella di Gerusalemme, gestita dagli apostoli, che al contrario di Paolo ritenevano il "cristianesimo" (anche se non si chiamava ancora così) nient’altro che un modo nuovo di intendere la religione ebraica.

Infatti, per molti anni, nella primitiva chiesa cristiana l’ala cosiddetta "giudaizzante" riteneva che se un pagano voleva seguire l’insegnamento di Cristo, doveva innanzitutto farsi CIRCONCIDERE, e diventare ebreo d’adozione.

Paolo vedeva in questa regola un grosso limite all’espansione delle "sue" chiese, ovvero quelle che si trovavano in area greca, e del suo ruolo piuttosto ambizioso di "apostolo delle genti" e si addirittura si ribellò fermamente a Pietro, da lui chiamato "ipocrita" perché si faceva influenzare da coloro che Paolo chiamava con disprezzo "quelli della circoncisione" (l’episodio è descritto nell’epistola di Paolo ai Galati, cap. 2)

Perché proprio il "sacrificio" di Gesù doveva avere un così grande valore? Perché Gesù non era un uomo "normale", secondo la nascente apologia cristiana, ma un semidio, figlio del Dio degli ebrei e di una terrestre, ovviamente vergine, come tutte le madri di tutti gli esseri semidivini mediterranei, a partire dalla popolarissima ISIDE che già veniva raffigurata con il bambino in braccio (HERO).

La figura mitologica di ISIDE (e di molte altre divinità femminili) sarà poi letteralmente TRASFERITA SU MARIA, la madre di Gesù. A distanza di 2000 anni, Maria viene ancora rappresentata con le caratteristiche fisiche dell’egiziana ISIDE, e non con quello che doveva essere l’aspetto di una ragazza palestinese.

Appartengono al culto di ISIDE anche le consacrazioni delle "grotte", in quanto divinità legata alla Terra. Certamente i devoti che si recano a Lourdes o in altri luoghi "mariani" non immaginano che la Grande Madre la cui statua è posta nelle grotte è ISIDE e non Maria.

Nel prossimo intervento vedremo un pò meglio chi sono queste divinità come Mithra o come Iside e ci accorgeremo di quante analogie e somiglianze abbiano con Gesù e Maria nonostante fossero culti molto più antichi…

e ricordate: Nessuna religione è più alta della verità!!!

Foto dallo spazio

Rieccomi qui… Stasera non sono proprio in vena di fare lo "scrittore" e quindi preferisco lasciare alcune foto nell’album…
Certe le volte le immagini possono dire più di miliardi di parole, soprattutto se sono delle foto fantastiche come quelle dello spazio che lasciano sbalorditi e a bocca aperta.
Sarebbero da contemplare per ore e ore e ci dovrebbero far fermare per un pò di tempo a riflettere su quanto siamo infinitesimamente piccoli se rapportati all’universo…
Le altre foto invece mi riguardano più da vicino, sono state scattate la settimana scorsa quando mia sorella ha trascorso qualche giorno qui a Milano, in fuga dalla scuola… (queste nn sono da contemplare ovviamente!!!)
 
Qui di seguito anche qualche aforisma sull’universo (in rosso i miei preferiti):
 
  • Forse il nostro universo si trova dentro al dente di qualche gigante. (Anton Cechov)
  • L’universo è immenso, e gli uomini non sono altro che piccoli granelli di polvere su un insignificante pianeta. Ma quanto più prendiamo coscienza della nostra piccolezza e della nostra impotenza dinanzi alle forze cosmiche, tanto più risulta sorprendente ciò che gli esseri umani hanno realizzato. (Bertrand Russell)
  • L’universo è uno, infinito, immobile… Non è in grado di comprensione alcuna, è senza fine e limiti, si estende all’infinito, e di conseguenza è immobile. (Giordano Bruno)
  • L’universo, per quanto possiamo osservare, è una macchina immensa e meravigliosa. (George Santayana)
  • La cosa più incomprensibile dell’Universo è che esso sia comprensibile. (Albert Einstein)
  • Noi abbiamo una sola vita: se anche avessi fortuna, se anche raggiungessi la gloria, di certo sentirei di aver perduto la mia, se per un solo giorno smettessi di contemplare l’universo. (Marguerite Yourcenar)
  • Solo due cose sono infinite, l’universo e la stupidità umana, e non sono sicuro della prima. (Albert Einstein)

  Foto tratte dal sito della NASA: http://antwrp.gsfc.nasa.gov/apod/archivepix.html

 

Ciao a tutti!!!!!!!