Caro Boselli, forza PSI

Caro Boselli, mi hai fatto sognare. Sognare e ricordare. Ebbene, lo ammetto. Da giovane ero socialista. Prima socialdemocratico (addirittura). Poi socialista, dopo lo scandalo Lockheed (vi ricordate Tanassi? No, vero?). Ora faccio il giornalista, magari male, ma assolutamente libero di pensieri e di tessere. A proposito: non sono mai stato comunista (lo dico per gli esegeti della letterina a Fini, che mi ha provocato per la prima volta la definizione di “comunista”, con tutto il rispetto, ovviamente). Ebbene caro Boselli hai compiuto il piccolo miracolo di rimettere di nuovo insieme i cocci di mille diaspore, vecchie e nuove. La cosa che mi sconvolge, e non perché io non creda nella tua buona fede, anzi, è che ti collochi a sinistra del nascente Partito Democratico. Ossia proponi la rinascita di un “Partito Socialista” (ovazione quando lo hai detto…) veramente di sinistra. Roba da matti. Con dentro De Michelis, accipicchia.

A Fiuggi si sa che l’acqua termale rigenera e ringiovanisce, ma qui forse stai presumendo troppo dai nipotini attempati di Craxi. Io non vorrei smorzare gli entusiasimi, anzi, so bene quanto manchi in Italia un vero partito socialista. Il fatto è che manca. Manca per davvero. Per mille ragioni, complicate da spiegare, all’appuntamento con la storia e con il Paese i socialisti arrivano come l’Inter quando deve vincere in Champions League, non ce la fanno. Perciò il tuo impegno è lodevole, ma conosco questo entusiasmo della platea, i garofani rossi, l’Internazionale che riempie il cuore e ti riporta alla mente il Quarto Stato di Pelizza da Volpedo.

Ho paura che sia difficile questa volta superare la soglia di sbarramento se mai ci sarà nella nuova legge elettorale, se mai ci sarà la nuova legge. Ora mi dispiace scriverti queste cose, perché per un attimo ho avuto anche io una lacrimuccia, ma penso che sia per un altro motivo: mi commuovo pensando a quanto ero giovane. Compagno Boselli, buona fortuna. Anzi, no, se ricordo bene una volta le letterine fra socialisti terminavano con “fraterni saluti….”.

franco.bomprezzi@affaritaliani.it

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