THE SHOW MUST GO ON

 Rieccomi qui, anche queste vacanze stanno ormai volgendo al termine e , per tutti o quasi, sarà il tempo di tornare al lavoro o allo studio.
Sono tante le cose successe in questo mese e di cui vi vorrei parlare e spero di riuscire a farlo un pò alla volta.
Oggi è il 31 agosto, una data segnata in rosso per tutti i milanisti, come il sottoscritto, perchè doveva essere una grande giornata di sport e di festa con l’assegnazione della supercoppa europea. Di fronte il Milan, vincitore dell’ultima champions league e il Siviglia, vinvitore della Coppa. Le squadre scenderanno in campo comunque alle 20.45 ma non sarà una festa. Non lo sarà perchè come sapete tutti un giocatore del Siviglia, Antonio Puerta, si è spento martedì e ha lasciato per sempre questo mondo, i suoi compagni di squadra, i suoi amici, ma soprattutto ha lasciato una moglie e un bambino che doveva ancora nascere e che non potrà mai pronunciare la parola papà.
Di fronte a questo dramma umano tutto passa in secondo piano e ora siamo qui a chiederci se questa partita andava giocata o meno. Ci sono state dure critiche per chi ha scelto di far scendere in campo le squadre, critiche inascoltate. Alcuni attaccano l’Uefa, altri il Siviglia che ha scelto di giocare, per quasi tutti questa partita non andava giocata. Forse hanno ragione loro, forse si doveva sospendere tutto e riflettere su ciò che era accaduto perchè non accadesse più ma la domanda che vi faccio è questa: cosa avrebbe voluto Antonio? Sarebbe stato davvero contento di vedere tutto fermato? Sarebbe stato felice di non vedere i suoi compagni scendere in campo per lottare e conquistare quella coppa? Il calcio sarebbe stata la sua vita se quel cuore non si fosse fermato più di una volta, lui oggi sarebbe sceso in campo per vincere e portare la sua squadra in trionfo. E’ il sogno di ogni bambino giocare in un grande club e di alzare un giorno una coppa; lui di trofei ne aveva vinti già molti per la sua giovane età e forse ne avrebbe vinti molti altri. Ecco perchè sono convinto che questa partita vada giocata, soprattutto per onorare la sua memoria. Sarà molto dura per tutti i giocatori metterci lo stesso impegno agonistico di altre partite ma è quello che devono fare, è quello che Antonio avrebbe voluto.
Sulle magliette dei 22 giocatori stasera non ci saranno i consueti nomi di battesimo ma un solo nome, quello di Puerta.
E allora, come dicono gli inglesi, The show must go on; perchè lo spettacolo deve sempre continuare. Ma non per i soldi o le televisioni ma per quello sport che Antonio amava e che stasera probabilmente vedrà da qualche parte, forse lassù in "cielo".
 
Ciao Antonio!!!