UN GENOCIDIO DIMENTICATO

Forse ricordate un mio post dedicato alla responsabilità morale di Giovanni Paolo II nel genocidio in Rwanda; bene oggi vorrei tornare a parlare di quel massacro che ancora oggi è sepolto nel silenzio.

Sono tanti i co-responsabili di quel milione di morti e tra questi ritroviamo l’immancabile staterello che quando si tratta di genocidi non si tira mai indietro. Ed ancora una volta saranno le parole di un testimone oculare (Dragor) a fare un po’ più di chiarezza su quei giorni in cui venne sterminato un intero popolo.

Forse in alcuni passi le sue considerazioni potranno sembrare troppo di parte ma non ho voluto togliere nulla al suo racconto nudo e crudo che potrete ritrovare anche nel suo blog: http://dragor.blog.lastampa.it/journal_intime/rwanda/index.html

 


RWANDA, IL GRIDO DEL SILENZIO

Verdi colline del Rwanda, cosi’ belle e cosi’ segrete.

Parlate col silenzio, e il silenzio  grida di dolore…                                                                   

         Pascal Nzezahayo, poeta rwandese

   

    

  

 

   ERANO LE 17,43 MINUTI del 6 aprile 1994. Fino a quel momento, era stato un mercoledi’ come gli altri a Kigali. All’Hôtel des Milles Collines, rendez-vous della crema cittadina, i cooperanti belgi e canadesi si affollavano attorno alla piscina vociando con i loro orrendi accenti mentre ingurgitavano birra Primus o Mateus Rosé. Benché non fossero ancora le sei del pomeriggio, per la maggior parte erano già brilli e in fregola.

   In tutto il tempo che ho passato da quelle parti, non sono mai riuscito a capire che cosa facessero i cooperanti, salvo mangiare i soldi della Banca Mondiale e dare la caccia alle puttane. Quelli non facevano eccezione, le puttane nemmeno. Erano ancora piu’ numerose dei cooperanti. Anche la barmaid era una puttana, benché avesse soltanto diciassette anni. Lo so perché la conoscevo, si chiamava Mado. In circostanze normali le Tutsi sono le donne piu’ fiere del mondo, ma in certe circostanze anche le donne più fiere diventano puttane. Tutti sanno quello che è successo in Italia e in Francia all’arrivo degli americani durante l’ultima guerra. Perfino le Figlie di Maria si vendevano per una tavoletta di cioccolata. Almeno quelle del Mille Collines costavano un po’ più care.

   Pur essendo le donne piu’ fiere del mondo, in quelle circostanze erano puttane, perché quelle circostanze non erano normali.  E non erano normali perché le donne in questione erano Tutsi mentre l’etnia dominante era Hutu. In Rwanda gli Hutu avevano tutti i diritti,  i Tutsi nessuno.  E sui passaporti c’era scritto Tutsi oppure Hutu. Nei matrimoni misti, decideva la paternità.

    Mado stava piangendo perché un grosso commerciante Hutu, appena tornato da Parigi, le aveva ordinato un Pernod e lei aveva risposto che il bar era sprovvisto di quel liquore. “Sei una selvaggia” aveva sbraitato l’Hutu in francese per far capire a tutti che era appena tornato da Parigi, cercando goffamente d’imitare l’accento parigino. “Una contadina” aveva aggiunto alzando ancora di piu’ la voce (in Rwanda paysanne è un insulto). “Come fai a non avere il Pernod? Non sei… non sei…” Una pausa in cerca della parola giusta, poi scandì le sillabe come fanno gli africani ignoranti quando pronunciano una parola difficile. “Ci-vi-li-sée.”

   Ci-vi-li-sée. Non scordero’ mai quella parola e quella pronuncia. Ci-vi-li-sée. Perché in quel momento, da lontano, venne un rumore che fece tremare leggermente i bicchieri e le bottiglie sui tavoli. Un rombo di tuono, un colpo di fucile. Si sarebbe potuto scambiare per l’uno o per l’altro.

   E quel rumore segno’ il confine. Da quel momento il Rwanda non sarebbe piu’ stato lo stesso. Da qui all’eternità.

   Alle 17,43 del 6 aprile 1994, un missile abbatte il Falcon 50 proveniente  da Arusha (Tanzania) che riporta in patria Juvénal Habyarimana, presidente della Repubblica Rwandese. I brandelli di Habyarimana cadono sulla casa del presidente, che si trova nei pressi dell’aeroporto. La moglie Agatha e i figli devono raccoglierli con una paletta e metterli in sacchetti di plastica, cercando di separarli dai brandelli del presidente burundese Cyprien Ntaryamize che pure si trovava sull’aereo.  Chi ha tirato il missile? Gli Hutu dicono i Tutsi del Front Patriotique de Libération (FPR), i Tutsi dicono i francesi per dare la colpa ai belgi e prendere il sopravvento nel paese, i francesi dicono i belgi, i belgi dicono dei militari francesi travestiti da militari belgi per dare la colpa ai belgi.   Qualcuno sostiene che a organizzare l’attentato è stata la moglie Agatha con l’appoggio della fazione più estremista dell’esercito. Habyarimana stava cercando di accordarsi con l’FPR, che aveva messo il regime Hutu alle corde e controllava il Nord del paese.  La cosa poteva essere dispiaciuta a qualcuno.

    L’Africa è il paese dalle mille verità, il Rwanda è il paese dalle verità più numerose delle colline. Ma la verità, quella vera, non occorre. La macchina si è già messa in moto.

   Ogni prefettura ha preparato da tempo le liste dei Tutsi da eliminare. Mancava soltanto il pretesto.Le liste vengono passate ai sindaci, i sindaci le passano alle squadre della morte, gli Interamwe, gli Interamwe creano posti di blocco su tutte le strade e vanno a cercare le vittime nelle loro case. Il Rwanda non assomiglia alla Svizzera soltanto per il paesaggio. E’ un paese molto ben organizzato e nessuno pensa di fare male. Gli assassini sono dei contadini Hutu. Se il prefetto gli ordina di ammazzare gli Inyenzi (scarafaggi), se la radio gli ordina di ammazzare gli Inyenzi, se il curé gli ordina di ammazzare gli Inyenzi, chi sono loro per rifiutarsi?

   Da anni i preti demonizzano i Tutsi. Nelle prediche ripetono ossessivi che i Tutsi sono l’incarnazione del male. E il Rwanda è il paese più cristiano di tutta l’Africa, il fiore all’occhiello della Chiesa di Roma. Nel Rwanda, in piena brousse, trovi delle chiese grandi come la cattedrale di Chartres.   E i preti prendono ordini dai vescovi, i vescovi prendono ordini dal papa.

   Wojtyla ha creato le premesse del genocidio ordinando di demonizzare i Tutsi. Perché i Tutsi, guerrieri e allevatori, non si lasciano sottomettere e cacciano i missionari. Li considerano sovversivi, un’eredità del protettorato belga, distruttori della cultura tradizionale. Il governo tutsi del vicino Burundi li accetta soltanto perché è ricattato da Roma e Bruxelles. Se li cacciano, gli tagliano i programmi di cooperazione. Cosi’ Woityla ha ordinato di demonizzare i Tutsi, il nemico storico. La Chiesa di Roma deve trionfare. Ha alleggerito la coscienza degli assassini, li ha autorizzati al massacro. Chi non vuole uccidere il diavolo? Un passaporto per il paradiso.

   Certi preti usano le chiese come trappole. Chiudono dentro i Tutsi che vi si erano rifugiati per sfuggire alla caccia, poi chiamano le squadre della morte e le squadre della morte gettano della benzina nell’interno, quindii bruciano tutto. Se non ci credete, andate in Rwanda. Le chiese contenenti decine di cadaveri calcinati, alcuni abbracciati fra loro come quelli di Pompei, sono state trasformate in musei del genocidio.

   In alternativa alla benzina, le milizie usano fucili o mitragliatrici. Ma usano soprattutto il machete. Le vittime sanno di non poter sfuggire alla morte, ma supplicano di non essere ammazzate con il machete. Si mettono in ginocchio e chinano la testa sperando in un po’ di fortuna. Una pallottola nella nuca e via.  Ma le pistole mancano e i miliziani preferiscono il machete. Gli Hutu invidiano la statura dei Tutsi, cosi’ prima di ucciderli hanno cura di farli diventare più piccoli. Accorciando le braccia e le gambe. Quando una donna è incinta, le strappano il feto dal ventre squarciato e lo massacrano davanti alla donna ancora viva.   In certi ospedali la milizia serve alle madri un brodo con pezzetti di carne. Quando hanno vuotato la scodella, le informa che hanno mangiato il loro bambino.   Molti Tutsi sono obbligati a uccidere le persone piu’ care. Se non lo fanno loro, lo farà la milizia e sarà una morte ancora più dolorosa. Molti fanno fuori i vicini di casa con i quali avevano bevuto birra fino alla sera prima. In certi matrimoni misti il marito uccide la moglie e viceversa. Corre voce che il governo paghi 1000 franchi rwandesi per ogni Inyenzi ammazzato.

      I 10.000 uomini del FPR comandati da Paul Kagamé, che in seguito diventerà presidente, puntano su Kigali con una manovra aggirante a spirale, rallentati dai 50.000 uomini dell’Armée Gouvernamentale appoggiati dai francesi. Perché i francesi  sostengono il governo Habyarimana  e chiamano “terroristi” o “riubelli” i militanti dell’FPR. Là dove arriva l’FPR i massacri cessano. E’ una corsa contro il tempo.  Se mai si studierà la campagna del Rwanda con lo stesso metro di quelle napoleoniche, si vedrà che Kagamé non sfigura accanto  al suo omologo corso. si è formato in un’accadememia militare degli Stati Uniti, sa che 10.000 uomini disciplinati valgono più di un’armata corrotta. Con i suoi 10.000 guerrieri tutsi,  gli eredi dei nobili guerrieri dalle lunghe lance che si sono addestrati per anni in Uganda con una disciplina prussiana, ha sconfitto un’armata di 50.000 uomini appoggiata da una delle più grandi potenze militari del mondo.  E’ questo che brucia, alla Francia.  E’ per questo che Kagamé la tratta con disprezzo, è per questo che sta imponendo l’inglese come seconda lingua a scapito del francese, è per questo che i politici francesi hanno incaricato il giudice Bruguière di montare un’accusa contro di lui per accollargli la responsabilità del missile che ha abbattuto l’aereo di Habyarimana. In realtà sono corresponsabili del genocidio  e un giorno dovranno renderne conto al tribunale internazionale. 

   A differenza del passato, quando avevano fermato la guerriglia tutsi con scopntri diretti, ora i francesi non s’impegnano direttamente nei combattimenti. Si limitano a rifornire l’armée, che loro stessi hanno addestrato, e fanno i controlli d’identità. Controllano sui passaporti chi è Tutsi e chi è Hutu. Consegnano i Tusi alle squadre della morte come in Parigi occupata i flic consegnavano gli ebrei ai nazisti.   Quando i francesi abbandonano Kigali, il personale tutsi del Centro Culturale  chiede di partire sullo stesso aereo.  I francesi rifiutano di lasciarlo salire sui veicoli in partenza per l’aeroporto. Qualcuno viene ammazzato, qualcuno salvato dai belgi. A Parigi sono preoccupati perché Jean-Cristophe Mitterrand, il figlio del presidente, ha trasformato Kigali in un centro di traffico di droga e armi. Bisogna coprire le prove del crimine, proteggere gli antichi alleati e fare un piacere al papa, cosi’ il primo ministro Juppé (un catho che chiama “terroristi” o “ribelli” i militanti dell’FPR) lancia l’operazione Turquoise. Ufficialmente si tratta di un’operazione umanitaria, in pratica si crea una sacca dove gli assassini vengono ospitati e protetti.  Le strade si riempiono di cadaveri. Vecchi con gli occhi fissi verso il cielo, bambini con le braccia sopra la testa nel tentativo di proteggersi dalle lame dei machete, madri con il figlio fra le braccia.

   E mentre scrivo di questi morti, ricordo una notte di diciannove anni fa. La notte del 20 agosto 1988, quandlo hanno ammazzato mia moglie, rifugiata rwandese in Burundi. Non era legalmente mia moglie, perché a quell’epoca non avevo ancora ottenuto il divorzio dal matrimonio precedente. Ma l’avrei sposata. Se non l’avessero ammazzata. Nella gabbia dei conigli, dove aveva cercato di nascondersi. Dopo diciotto anni, rivivo quel momento come se fosse ieri. Come se fosse adesso.  Eravamo saliti a Bugarama, a duemilacinquecento metri sulle montagne alle spalle di Bujumbura, ospiti di un’amica commerciante che era andata a Nairobi per affari e ci aveva prestato la casa per il weekend.    

    Quando ci penso, vedo tutto nero. Niente è nero come le notti in Africa. Era nero e faceva freddo. Mancava l’elettricità, mancavano anche le candele. Avevamo accostato i due letti della camera e dormivamo abbracciati per scaldarci a vicenda. A un tratto lei è balzata a sedere, avvisata da un istinto ancestrale. Spesso le succedeva di svegliarsi nel cuore della notte, come se avesse un incubo ricorrente. Ma quella volta era diverso. Non ha detto niente, come se la cosa non mi riguardasse. Come se fosse una sua questione privata, un rito antico che non potevo capire. Ero un mujungu, un bianco, uno straniero. Le nostre strade si dividevano. L’Africa profonda la reclamava.

E’ balzata dal letto nuda e l’ho sentita correre via. Un momento dopo ho sentito dei tonfi e delle grida. Qualcuno è entrato nella stanza, ho sentito i suoi passi. Non vedevo niente, ma loro ci vedono come se avessero un visore a raggi infrarossi. E’ entrato nella stanza, poi è uscito. Ho sentito delle grida in giardino, poi dei lamenti dolci, sommessi. Poi piu’ niente.

Sono rimasto immobile. Il tempo è passato, a un certo punto mi sono accorto che era spuntata l’alba.  Sono uscito nel giardino. Non si vedeva nessuno, i boy erano fuggiti. Compreso lo zamo, il guardiano con la lancia. Era tutto grigio, gli alberi, il cielo, la terra, l’erba, ma nel grigiore ho visto una macchia rossa. Una grande macchia rossa. Sono andato in quella direzione.

 E l’ho vista. Era nella gabbia dei conigli. Per misura di sicurezza, avevano massacrato anche i conigli. Levis sit tibi terra, mon amour.

  Dragor

 

40 Risposte

  1. C\’è da indignarsi….
    Mi hai fatto ricordare un altro fatto imbarazzante per il caro e "buono" (dicono) Giovanni Paolo 2 la vendetta.
    Ti copio un articolo che pubblicai in tempi non sospetti, è del 1998, fu pubblicato ne L\’espresso, leggilo!!!
     
    parte I

    Cile e Vaticano: Una pagina imbarazzante Caro Pinochet, il papa La benedice  – di Gianni Perreli 

    A vent\’anni dal golpe la legittimazione più calorosa arrivò al dittatore Augusto Pinochet dalle stanze del Vaticano. 18 febbraio 1993: la privatissima ricorrenza delle sue nozze d\’oro viene allietata da due lettere autografe in spagnolo che esprimono amicizia e stima e portano in calce le firme di papa Wojtyla e del segretario di Stato Angelo Sodano. «Al generale Augusto Pinochet Ugarte e alla sua distinta sposa, Signora Lucia Hiriarde Pinochet, in occasione delle loro nozze d\’oro matrimoniali e come pegno di abbondanti grazie divine», scrive senza imbarazzo il Sommo Pontefice, «con grande piacere impartisco, così come ai loro figli e nipoti, una benedizione apostolica speciale. Giovanni Paolo II.» Ancor più caloroso e prodigo di apprezzamenti è il messaggio di Sodano, che era stato nunzio apostolico in Cile dal \’77 all\’88, e che nell\’87 aveva perorato e organizzato la visita del papa a Santiago, trascurando le accese proteste dei circoli cattolici impegnati nella difesa dei diritti umani.
    Il cardinale scrive di aver ricevuto dal pontefice «il compito di far pervenire a Sua Eccellenza e alla sua distinta sposa l\’autografo pontificio qui accluso, come espressione di particolare benevolenza». Aggiunge: «Sua Santità conserva il commosso ricordo del suo incontro con i membri della sua famiglia in occasione della sua straordinaria visita pastorale in Cile». E conclude, riaffermando al signor Generale, «l\’espressione della mia più alta e distinta considerazione».
    Il Vaticano non rese pubbliche queste missive così partecipi. Né lo fece Pinochet, che pure probabilmente le aveva sollecitate. Si decise di mantenerle nell\’ambito della sfera privata, per timore che l\’eccesso di enfasi attizzasse nuove polemiche. Ma tre mesi dopo prevalse la vanità del dittatore. I documenti furono portati alla luce dal quotidiano cileno "El Mercurio". E furono ripresi da "Témoignage Chrétien", la rivista francese dei cattolici progressisti. Provocando «reazioni di rivolta, di tristezza e di vergogna», nel ricordo delle barbare esecuzioni e delle feroci torture perpetrate dal regime di Pinochet. 
    Molti lettori indirizzarono al Vaticano lettere di indignazione. Un gruppo di preti-operai di Caen diede una risposta particolarmente risentita all\’iniziativa del Papa e di Sodano. Opponendo al commosso ricordo di Wojtyla «l\’emozione davanti alla morte del presidente Allende e di molti suoi collaboratori; davanti alla retata e al parcheggio dei sospetti nello stadio di Santiago; davanti alle dita amputate del cantante Victor Jara per impedirgli di intonare sulla sua chitarra gli accordi della libertà; davanti alle sparizioni, alle carcerazioni, alle torture». E la Fraternità e la Comunità Francescana di Béziert espressero la loro costernazione in modo lapidario: «Durante il potere di Pinochet Gesù Cristo era crocifisso ancora».
    Sentimenti di ripulsa che in Francia si sono riaffacciati dopo l\’arresto a Londra del dittatore. E che subito dopo il recente incontro in Vaticano fra il cardinal Sodano e il sottosegretario cileno agli Esteri Mariano Fernandez, visto come un tentativo di attivare il Vaticano in soccorso di Pinochet, hanno riproposto gli inquietanti interrogativi che accompagnarono la rivelazione dei messaggi di auguri. Nel \’93, Pinochet non era più il capo dello Stato, ma solo il comandante delle Forze Armate. E Sodano era tornato già da cinque anni in Italia dove aveva preso il posto di Agostino Casaroli al vertice della diplomazia pontificia. 
    Che ragione c\’era di elargire al dittatore riconoscimenti così entusiastici, coinvolgendo anche il papa in prima persona, per una ricorrenza non così straordinaria che avrebbe al massimo meritato un asciutto telegramma di felicitazioni? La risposta, a sentire i cattolici cileni che lavoravano a Santiago per la Vicaria de la Solidaridad, un organo della curia che per sedici anni – dal \’76 al \’92 – si è battuto contro le atrocità della dittatura, è nel feeling che, nonostante le tensioni provocate dalle denunce dei sacerdoti socialmente più impegnati e dagli episodi di cronaca più scabrosi, si era instaurato fra Sodano e Pinochet.
    Nel conflitto fra ragion di Stato e difesa dei diritti umani, pur senza plateali favoreggiamenti, il nunzio apostolico avrebbe privilegiato il dialogo con il regime, assecondando l\’ipocrita transizione che provoca ancor oggi nel Cile tante lacerazioni. Negli inevitabili scontri con Pinochet, Sodano avrebbe badato a difendere l\’istituzione Chiesa più che l\’incolumità delle vittime perseguitate dalla dittatura. Certo, erano tempi tremendi. Ed è probabile che l\’approccio sfumato dell\’ambasciatore di Wojtyla sia servito a prevenire una repressione ancor più spietata. È meno comprensibile che, come dimostra l\’estrema cordialità dei messaggi augurali per le nozze d\’oro, a distanza di pochi anni il Vaticano abbia rimosso le pagine più tragiche della storia cilena e si sia profuso in attestati di stima verso il carnefice.
    La lunga permanenza di Sodano a Santiago è coincisa con un processo di spaccatura all\’interno della Chiesa cilena. Da un lato le frange più conservatrici del mondo cattolico facevano quadrato intorno alla dittatura in nome dell\’anticomunismo. Dall\’altro gli ambienti più aperti trasformavano la Vicaria de la Solidaridad nel vero simbolo dell\’antipotere. Una divisione che nelle concitate reazioni all\’arresto del generale affiora ancor oggi. Oltre la metà dei cattolici cileni teme che la soluzione di processare Pinochet in patria, per la quale si sta affannando il governo Frei, potrebbe rivelarsi una beffa alla giustizia. In Cile né la magistratura militare né quella penale (che anche dopo il ritorno della democrazia si è ben guardata dall\’aprire processi alla dittatura) garantirebbero imparzialità di giudizio. E si scatenerebbe una nuova ondata di disordini. Solo un pubblico pentimento di Pinochet – ipotesi considerata inverosimile – introdurrebbe una nota di distensione, scongiurando il rischio che i mai sopiti rancori sfocino inaltrettanti regolamenti di conti.
    Da circa sette anni la Vicaria de la Solidaridad, che già dopo il referendum da cui uscì sconfitto Pinochet nell\’88 aveva perso la funzione primaria, si è trasformata in un centro documentazione. Attraverso i suoi archivi è possibile ricostruire nei dettagli i controversi rapporti fra una Chiesa di ispirazione progressista e il generale che si richiamava anche ai principi della fede cattolica per giustificare la sua azione disterminio.
    Già negli anni Venti la forza della Dc cilena si sviluppa intorno alle attività umanitarie dei sacerdoti che si schierano al fianco dei poveri e lottano contro il latifondo premendo per la distribuzione della terra ai contadini. Una sensibilità immune dagli estremismi della teologia della liberazione, che nel \’70 non ostacola l\’ascesa al governo del socialista Salvador Allende. In quel periodo, l\’arcivescovo di Santiago Raúl Silva Henriquez, cardinale dal \’61, accoglie con benevolenza Fidel Castro che prolunga una visita di Stato in Cile per 25 giorni, e al momento del congedo gli regala una Bibbia. Dopo il colpo di stato militare (11 settembre \’73), accolto con moderato sollievo anche dalla Dc nonostante il suicidio di Allende, Henriquez prende le distanze dal regime. E il 18 settembre, una settimana dopo il golpe, in occasione della festa nazionale, impartisce una prima umiliazione a Pinochet rifiutandosi di celebrare come ogni anno il Te deum davanti alle autorità dello Stato nella cattedrale, e allestendo la cerimonia in una chiesa meno rappresentativa. Fonda poi l\’8 ottobre, insieme ai responsabili delle altre fedi religiose, unComitato nazionale per la pace che si scaglia contro le malefatte del regime. Agli attacchi della stampa e alleminacce dei golpisti, il cardinale risponde alzando il tiro. E a Paolo VI, che disgustato dal clima di terrore gli offre sostegno, risponde che pensa di potercela fare da solo. Se il generale non allenterà la presa, potrebbe incorrere in una scomunica. Ma Pinochet stringe sempre più il Cile nella sua morsa. Si allentano le resistenze, si sfalda anche il fronte religioso. Nel \’75 è Henriquez che chiede aiuto a Paolo VI. Che stavolta si dichiara impotente. La guerra fredda ha procurato qualche consenso internazionale a Pinochet. 
     

  2. parte II
     

    Qualche mese più tardi è il tiranno a tentare un\’apertura. Dopo l\’uccisione d uno dei leader dell\’ultrasinistra, un gruppo di marxisti si rifugia nella Nunziatura. E allora Pinochet decide di scrivere al cardinale: questo è un governo cattolico che vorrebbe buone relazioni con la Chiesa. Con lei personalmente non ci sono problemi. Il problema è il Comitato. Il cardinale intuisce che dietro le formalità si cela un ordine. Il generale non tollera più intralci. E il cardinale finge di obbedire, senza abdicare ai principi. Scompare il Comitato e al suo posto, come emanazione della sola curia cattolica, nasce agli inizi del \’76 la Vicaria de la Solidaridad. Un rifugio per le vittime del regime a cui vengono assicurati patrocinio legale e assistenza medica.
    In aperta sfida a Pinochet, pochi mesi dopo l\’arrivo di Sodano a Santiago, Henriquez proclama il \’78 anno dei diritti umani in Cile. E indice un convegno internazionale sulla materia. Sodano si defila. E quando arriva un messaggio augurale del papa, minimizza attribuendolo al cardinale di Stato Jean Villot.
    I rapporti fra la curia e la chiesa si fanno particolarmente aspri nell\’83, decennale del golpe. Henriquez si spinge a definire inumano il programma economico varato da Pinochet che applicando le teorie monetariste dei Chicago\’s boys ha rimesso in ordine i conti dello Stato sacrificando però i programmi di assistenza sociale per le classi meno abbienti. E la giunta militare sbatte in carcere i tre sacerdoti stranieri che più avevano alzato la voce nelle proteste. Sodano chiede la loro liberazione. E i tre vengono espulsi.Per evitare fratture più traumatiche, papa Wojtyla, tramite Sodano, invita i militari a cercare risposte positive alle condizioni e alle situazioni di violenza. Pinochet, in cerca di legittimazioni, si dichiara in sintonia con le aspettative del pontefice: il governo cileno è impegnato nella creazione di un sistema democratico di ispirazione occidentale e cristiana; il messaggio di Sua Santità è uno strumento prezioso per la realizzazione di questi obiettivi. Ma appena sorge qualche contrasto con la curia di Santiago, si affretta a inviare a Roma Sergio Rillon, il funzionario governativo per le relazioni con il Vaticano, che non manca mai di sottolineare l\’irritazione del generale. L\’anagrafe dà intanto una mano a Pinochet. Per limiti d\’età va in pensione il cardinale Henriquez. E a sostituirlo viene chiamato Juan Francisco Fresno, un arcivescovo più in sintonia con Sodano, che non si sottrarràagli scontri con la dittatura ma li condurrà in modo meno battagliero.
    L\’84 per Sodano è un anno vissuto pericolosamente. A Santiago, nella parrocchia di San Francesco si invoca la punizione divina contro i torturatori di Stato. Colti di sorpresa, i militari dichiarano guerra alle frange sovversive della Chiesa. E consegnano a Sodano un dossier da inoltrare in Vaticano, in cui si proclamano salvatori della patria.
    Scoppia poi la grana dei terroristi del Mir, presunti killer del sindaco di Santiago Carlos Urzia, che attraverso i locali dell\’ambasciata francese trovano rifugio negli uffici della Nunziatura. È una brutta rogna per Sodano. Anche se il Vaticano non ha firmato la convenzione sull\’asilo politico, ragioni umanitarie sconsigliano la consegna dei ribelli a un governo che non dà alcuna garanzia sulla regolarità di un processo. Sodano chiede che ai quattro venga rilasciato un salvacondotto. I militari si irrigidiscono. E l\’ira dell\’ammiraglio José Toribio Merino Castro si scaglia verso l\’obiettivo massimo: il papa, infallibile nelle cose divine, fallibile in quelle umane
    È una mancanza di cortesia, è la prudente replica di Sodano che sulla sostanza però tiene duro e chiede per la prima volta aiuto legale agli avvocati della Vicaria, istituzione che ha sempre percepito pericolosamente estranea alla sua linea diplomatica. Snobbava spesso le sue ricorrenze, alle quali interveniva l\’intero corpo diplomatico. E secondo i racconti che circolavano nelle comunità ecclesiali, avrebbe dissuaso un cattolico torturato dal sollecitare l\’intervento della Vicaria. Nel braccio di ferro stavolta è Pinochet a cedere.
    Dopo circa tre mesi di battaglie legali, i quattro guerriglieri del Mir ottengono il salvacondotto e salgono su un aereo diretto in Ecuador. Ma per Sodano le insidie non sono finite. Il sacerdote francese Pierre Dubois, parroco de La Victoria (quartiere proletario della capitale), e Carlos Camus, vescovo di Linares, creano nuovi attriti col regime, lanciando anatemi dai pulpiti.
    Nel 1985 Sodano lancia appelli (ascoltati) per la liberazione dell\’attivista dell\’opposizione Carmen Hales, sequestrata e picchiata da gruppi di estrema destra. Ed entra in rotta di collisione col governo per gli editoriali anti-Pinochet della rivista cattolica "Mensaje". Ma dopo il fallito attentato a Pinochet nell\’86, Sodano elabora una strategia della distensione che culmina con la visita del Papa a Santiago. Ai fedeli che esprimono indignazione, il nunzio assicura che si tratta di una missione esclusivamente pastorale. Ma anche se Wojtyla incontra esponenti dell\’opposizione, il clou del viaggio è l\’apparizione sul balcone presidenziale del pontefice al fianco del dittatore. La Vicaria viene invece appena sfiorata. Il Papa saluta i suoi dirigenti nel cortile antistante, senza mettere piede nei locali.
    Sodano lascia Santiago nel giugno \’88. E nell\’accomiatarsi si dice preoccupato per «l\’attuale situazione del paese, perché vedo che non vi è un profondo rispetto degli uni per gli altri.» Cinque anni dopo, a freddo, il segno del suo rispetto lo riserverà al dittatore.  

  3. aggiungo solo due puntualizzazioni, una storica e una ironica:
     
    1) si ricordino le parole del "terrorista" Rivera
    2) angelo che ne pensi delle vicende intorno ai Tutsi? abbassa il manganello, grazie!!! 

  4. Rivera disse che la Chiesa non aveva concesso i funerali a Welby concedendoli invece a Pinochet. Aveva forse mentito?! Ma allora perchè gli è stato dato del terrorista???????????? 

  5. avevo gia conoscenza della tragedia di cui parlate e del ruolo della onnipresente chiesa cattolica. Ho gia fatto mio in precedenti post sul mio blog lo schifo della questione pinochet e welby,in cui i vari cattolici di turno (Ivi compreso) si sono arrampicati sugli specchi in inbarazzanti e indifendibili posizioni.Fanno tenerezza e rabbia coloro che pieni della loro fede ne sono talmente abbagliati da non rendersi conto di quale marmaglia piena di voglia di potere hanno delegato a rappresentare Cristo in terra.
    Giovanni Paolo II è della stessa risma dell\’attuale papa, stessa linea politica, con la differenza che quest\’ultimo risulta più antipatico e meno fotogenico.Entrambi hanno riportato la chiesa al medio evo (sarà felice cattolico massiccio).
    Per la faccenda Tutsi e Hutu c\’è poco da dire, si resta sbigottiti da tanta violenza e di più si resta sbigottiti dai nostri media che ci propinano informazione calmierata dal potere di turno.Ricordo TG che parlavano e parlano solo di veline e calciatori che si trombano allegramente, giornalisti del gossip creato ad arte.Ed intanto i nostri ragazzi a scuola studiano muzio scevola e non conoscono Aldo Moro ne che in Vietnam c\’è stata la guerra (in genere arrivano a stento alla seconda guerra mondiale).Per non parlare della guerra in jugoslavia,quella non la conoscono manco i professori in genere.
    Un consiglio pat, quando farai studiare storia, parti da oggi e vai indietro nel tempo così i ragazzi sapranno tutto sul presente ed un cazzo sugli uomini primitivi, ma chi se ne fotte degli uomini primitivi?
    Ciao e scusa se ho sforato in altre tematiche.
    Angelo

  6. dimenticavo:
    Il mio manganello non si abbatte sulle classi meno fortunate, si abbatte su chi viola la legge indipendentemente dal ceto sociale.
    X i medici ed i ragazzi coinvolti nello scandalo dell\’università di bari c\’è solo una cosa da fare x me:
    Radiazione dall\’albo dei medici x i medici (che cosi finirebbero di fare i furbi ed i medici) 
    Espulsione da tutte le università europeee x gli studenti (cosi sarebbero costretti a fare gli operai e gli farebbe bene).
    Il resto sono chiacchiere.
    Angelo 

  7. Il mio manganello non si abbatte sulle classi meno fortunate, si abbatte su chi viola la legge indipendentemente dal ceto sociale.
    QUESTO RACCONTALO A TUO FIGLIO, LE ALTE SFERE NON SI TOCCANO, LO SO PER CERTO CARO PAPARINO, SAI QUANTE VOLTE HO SENTITO DIRE "DEVO PENSARE ALLA MIA FAMIGLIA?", MAGARI LE CLASSI PIù FORTUNATE A CUI FAI RIFERIMENTO SONO SEMPLICEMENTE LE + FORTUNATE TRA GLI SFORTUNATI. SEI UN MERCENARIO DELLO STATO, NON DIMENTICARLO (NIENTE DI PERSONALE, I MERCENARI SONO IN TANTI…)
     
    SULLO SCANDALO TEST-D\’INGRESSO MI TROVI D\’ACCORDO, IO LA FAREI ANCORA + DRASTICA E GENERALE, OSSIA: RADIATI DALL\’ALBO TUTTI I DOCENTI LASCIVI CHE MORTIFICANO L\’INSEGNAMENTO E TUTTI GLI STUDENTI CHE STUDIANO PER DOVERE IMPOSTO. RESTEREMMO IN POCHI, MA BUONI E OCCUPATI. LA MORTIFICAZIONE DELL\’INSEGNAMENTO NON AVVIENE SOLO ATTRAVERSO ILLEGALITà MA ANCHE A CAUSA DEL QUALUNQUISMO ALIMENTATO DALLE POCHE PRETESE DEI DOCENTI AGLI ESAMI E DELLA SCARSA CURIOSA PASSIONE DI STUDENTI CHE SI VOGLIONO LAUREARE PERCHè ALTRIMENTI NON LAVORANO (TANTO NON LAVORIAMO LO STESSO….)!!!!

  8. OVVIAMENTE GLI STUDENTI NON POSSONO ESSERE RADIATI DA ALCUNCHè MA POSSONO ESSERE SPEDITI IN FABBRICA A PEDATE NEL CULO. 

  9.  sarai una mercenaria anche tu quando insegnerai una falsa storia scritta su libri da chi vince la guerra.
    (vedi garibaldi e il regno delle due sicilie).
    Hai le idee un pò confuse sul ruolo delle guardie giurate.
    1) Siamo alle dipendenze di privati e non statali purtroppo.
    2) Per legge non possiamo portare manganelli.
    3) la Pistola potrebbero anche togliercela perchè se la usiamo anche se minacciati perdiamo il porto d\’armi in attesa dell\’inchiesta.
    e restiamo col culo per terra.Aproposito la pistola come simbolo fallico non mi interessa proprio per me è solo un fastidio.
    4) se mi trovo a 48 anni emigrato in quel di modena è proprio perchè non mi sono mai venduto e ho sempre lavorato.
        forse se avessi abbracciato altre strade sarei a napoli ancora magari a spacciare anche io, tanto qualche stronzo che mi     giustificava lo trovavo sempre.
    5)non ti atteggiare a Don chisciotte che la vita è lunga e dolorosa.
    Ciao
    Angelo

  10. 1) Siamo alle dipendenze di privati e non statali purtroppo.
    E ALLORA? OVVIO CHE SARò ANCHE IO UNA MERCENARIA, LO SIAMO TUTTI E L\’HO SPECIFICATO NEL COMMENTO.
     
    2) Per legge non possiamo portare manganelli.
    SI CHIAMA IRONIA. ERA UNA BATTUTA, RILASSATI
     
    3) la Pistola potrebbero anche togliercela perchè se la usiamo anche se minacciati perdiamo il porto d\’armi in attesa dell\’inchiesta.
    e restiamo col culo per terra.Aproposito la pistola come simbolo fallico non mi interessa proprio per me è solo un fastidio.
    L\’ULTIMA FRASETTA PROPRIO NON L\’HO CAPITA (ED è MEGLIO COSì). CMQ CHE VE LA TOLGANO SE è INUTILE, OPPURE SEMPLICEMENTE NON METTERLA SE è UN FASTIDIO. SE VUOI SAPERLO, QUALORA DOVESSERO TOGLIERVELA AVREBBERO LA MIA APPROVAZIONE.
     
    4) se mi trovo a 48 anni emigrato in quel di modena è proprio perchè non mi sono mai venduto e ho sempre lavorato.
        forse se avessi abbracciato altre strade sarei a napoli ancora magari a spacciare anche io, tanto qualche stronzo che mi     giustificava lo trovavo sempre.
    L\’ULTIMA FRASE MI OFFENDE PARECCHIO E MI SUGGERISCE CHE DI ME NON C\’HAI CAPITO NIENTE! CMQ, TI PORTO RISPETTO E MI SCUSO SE TI SEI SENTITO OFFESO DAL MIO COMMENTO PRECEDENTE, ERA PROVOCATORIO COME IL TUO SULLA PENA DI MORTE. SE TI VENDI O MENO FRANCAMENTE NON è AFFAR MIO, NON AVREI DOVUTO PORLA IN QUESTI TERMINI, NON ACCADRà +
     
    5)non ti atteggiare a Don chisciotte che la vita è lunga e dolorosa.
    GRAZIE TANTE X L\’AVVERTIMENTO, SAI COM\’è DA SPROVVEDUTA QUALE SONO A VOLTE CERVANTES GIOCA BRUTTI SCHERZI.
     
    SCOMPAIO, CIAO 

  11. La mia posizione sulla pena di morte l\’ho già espressa e ovviamente non mi trova d\’accordo con te Angelo. Per quanto riguarda i manganelli, non si dovrebbero abbattere su nessuna classe sociale e nemmeno su chi viola la legge. La violenza genera solo altra violenza, esattamente come l\’odio e di questo sentimento il mondo ne è già più che pieno!!!

  12. x marco
    La vita è un insieme di punti di vista…tutti hanno i loro.
    Ciao
    Angelo 

  13. E questo cosa significa?! Anche Hitler aveva il suo punto di vista ma non per questo si può condividere. almeno spero…

  14. marco 1 angelo 0
    mi sto divertendo un mondo…..
     
    ps.
    bizzarro che un ragazzino di 22 anni stracci il manganellato di 48… 

  15. citazione:
     
    Le guardie sono comunque tutelate, infatti sono dotate di un giubbotto antiproiettile e di porto d\’armi che gli consente di portare una pistola, che però viene utilizzata solo in caso di legittima difesa.
     
    dal sito che dovresti conoscere meglio di me:
    http://www.savip.it/modules.php?name=Varie&htmlname=guardie.htm
     
    http://www.savip.it/
     
    ciau

  16.  e chi ha parlato di condivisione?

  17. Il discorso della violenza è molto complesso…tutti parlano, dicono la loro… Ma di persone che siano in grado di costruire un vero e funzinante sistema che integri la prevenzione, piuttosto che la represisone, nel nostro tessuto sociale ce ne sono davvero pochi! Da dove si deve partire per cambiare il mondo che "è già pieno di violenza"??…la teoria è bella, ma la pratica è tutta un\’altra storia… Siamo tutti contro la morte altrui, almeno sulla carta. Tuttavia io personalmente non avrei scrupoli a vedere la vita che si allontana dagli occhi dell\’assassino di un mio caro… riuscirei a tagliare le palle allo stupratore di mia figlia, senza problemi. Credo, inoltre, che chi dica il contrario sia un grande ipocrita…a questo mondo siamo tutti presi da istinti che viaggiano metri sopra la società fittizzia degli uomini, siamo tutti uguali di fronte a pulsioni di questo tipo, il perdono cattolico è una squallida favoletta utopica, c\’è bisogno di aprire gli occhi!! Il discorso dello stato superpartes può anche funzionare, ma c’è un intoppo lampante: la maggior parte delle persone che mi è capitato di sentire in merito all’argomento pena di morte amavano pensarla pressappoco in questo modo:
     
    <<… uccidrei, in quanto uomo, l’assassino di mio figlio. Priverei della vita un uomo che mi ha provocato una ferita profonda senza possibilità di rimarginarla. Tuttavia da appartenente allo stato sono contrario alla pena di morte, in quanto l’organismo di cui faccio parte non può decidere sulla vita delle persone..>>
     
    Ma come??? Lo stato ero convinto fosse il fulcro dei diritti/doveri tendenti al bene della collettività, dove per “bene” si intende il volere democratico della massa che pensa in un modo e agisce con una maschera in un altro!! ;-))))  Morale della favola: le persone si trasformano in giustizieri solitari, nella loro testa questo ruolo  ha più validità etica!! (e non uso un termine a caso…Magari la linguista potrà dirmi a cosa mi riferisco ;-PP) Ci sarebbe da fare una considerazione Logico-Razionale sul ruolo dello Stato…ma qui il confine col “fascismo” è molto sottile e difficilmente comprensibile, per molti non esistono mezze misure…vedremo 😉
     
    Tornando al discorso dei manganelli ( e riallacciandomi all’inizio del commento):
    qualcuno mi spiega come si instaura una base di PREVENZIONE DELLA VIOLENZA senza attuare una forzata, quanto deplorevole, iniziale REPRESSIONE VIOLENTA (perché io non conosco repressioni non violente) verso i criminali (ATTENZIONE: repressione non vuol dire uccisione!) ???? Da dove si deve cominciare?? Come si fa?? Chi decide come attuare la prevenzione?? La Storia insegna che la “pace” si conquista con le spranghe di ferro!!! Non ve l’hanno detto?? Per quanto possa essere un mezzo poco ortodosso, condivisibile o meno, resta l’unico e indiscutibile strumento! Se ce ne fossero di altri già sarebbero stati attuati, credo… la demagogia è un fumo che affascina (soprattutto chi ne fa il vessillo d’una vita!), ma lascia il tempo che trova!!!
     
     
    Altre cose mi verrano in mente…
     
    Un saluto a tutti
    Ale
     
     
     

  18. porca miseria, avevo scritto un poema ed è andato perduto.
    mi scoccia riscriverlo ma tento un riassunto sperando risulti quanto meno accettabile.
    non credevo di scatenare tutto questo col mio commento volutamente provocatorio e non volevo sottovalutare il lavoro onesto di chi fatica tra rischi e compromessi. la mia stima e il mio rispetto SONO VERI, quindi non fraintendetemi, non volevo affatto semplificare un problema + che complesso nè svilire la posizione altrui.
    però alex permettimi di dirti che ognuno di noi è "figlio" della propria storia, la mia è fatta anche di situazioni fugaci difficili da rimuovere. se tu soffrissi di insonnia potresti capirmi, per il momento so che leggerai tra le righe perchè questa nobile dote di certo non ti manca.
    Parli a me di perdono cattolico?? io non credo al perdono e la mia rabbia pulita me lo impedisce, ma ti dico senza riserve che non sarei MAI in grado di uccidere, nè per vendetta nè per qualunque motivo, non per bontà ma per l\’insonnia di cui ti ho già parlato. se poi un giorno dovessi sbattere la testa…. ma questo è un altro post.
    la differenza tra la vendetta di stato e la vendetta privata (che posso capire x quanto io non la condivida) è enorme, c\’è di mezzo lo stato…. ma anche questo è un altro post.
     
    (chi usa il termine "fascismo" per sdrammatizzarlo, come faccio io, non ha problemi a decodificare un discorso sottile come quello che hai accennato, non sottovalutare il cervello e gli attributi altrui… ahahahha)
     
    LA STORIA è UN\’IMPOSTURA, DICEVA SCIASCIA, E CIò VALE PER LE SPRANGHE COME X I NOBEL…
    ANCHE QUESTO POTREBBE ESSERE UN ALTRO POST
     
    UNA VOLTA UNA PERSONA CHE CONOSCIAMO MI HA DETTO CHE TRA LA TEORIA E LA PRASSI C\’è DI MEZZO L\’UOMO E IO CREDO DI AVER RISPOSTO QUALCOSA DEL TIPO: SE C\’è CHI RIESCE A CREDERE IN DIO E AI FANTASMI PERCHè NOI NON DOVREMMO CREDERE NELL\’UOMO??? NON TOGLIERMI I MIEI 26 ANNI PERCHè LI DIFENDERò FINO ALLA MORTE, O TANTO VALE STERILIZZARMI…..
    DETTO QUESTO, AGGIUNGO CHE SONO LA PRIMA A CHIAMARE IL 113 IN SITUAZIONI DI PERICOLO, NONOSTANTE TUTTO….
    IL MIO DISCORSO SULLA RIEDUCAZIONE è DIRETTO DALLA FEDE PROFONDA CHE HO NELL\’ADDOMESTICABILITà DELL\’ANIMO UMANO E DAL RIFIUTO PER UNA REALTà CHE DISCONOSCO, COME VOI DISCONOSCETE QUELLA PICCOLA E INSIGNIFICANTE DELLA MIA (CANNE INCLUSE).
    REPUTO OTTUSE LE ARMI, NON CHI LE USA X DIFENDERSI, OVVIAMENTE SE LA DIFESA è PROPORZIONATA ALL\’OFFESA….
    IL DISCORSO è PIù COMPLESSO DI CIò CHE SEMBRA, NON RIDICOLIZZARLO. L\’OTTUSITà DI CUI PARLO è RAMMARICO PER IL SOLO FATTO CHE NON LE SI PUò ELIMINARE, RAMMARICO PER LA NECESSITà CHE RICONOSCO LORO E CHE PER RABBIA E INSONNIA NON POSSO ACCETTARE….
     
    TUTTO IL RESTO è STIMA E AFFETTUOSO SALUTO, DAVVERO!
    UN BACIO
    PAT

  19.  
    Fammi capire:
    Non credi al perdono cattolico (ovviamente lo intuivo, viste le ampie vedute anticlericali ;-P) tuttavia mi dici che non uccideresti in ogni caso l’assassino di tuo figlio!!! Giusto?? Mi dici questo?? Il discorso è molto semplice…trovo più corretto sentirmi dire “non ho figli, dunque non posso avere la certezza di una mia reazione”, piuttosto che avere una  risposta del tipo “non sarei MAI in grado di uccidere, nè per vendetta nè per qualunque motivo”. La sottile linea che separa “ciò che conosco” dal “ciò che presumo di conoscere” è difficilmente teorizzabile con ironia senza scadere nel populismo.  Sconfiggere l’insonnia con un ideale è una attività nobile, ma di scarsa valenza razionale. L’uomo non conosce, anzi non ACCETTA, regole oltre il proprio istinto…è incatenato a ciò che sarebbe in natura: un animale che protegge la sua prole senza processi e senza mezzi termini! Siamo TUTTI fatti così, inutile negarlo mascherando una vena di “civiltà” che non ci appartiene…
    La differenza tra la vendetta privata e quella “statale” non ha necessità di altri post!!! Nella logica interpretazione di uno stato civile le due cose coincidono!!!
    Il discorso della rieducazione può avere tutto il supporto ideologico di questo mondo, ma con le parole non si converte nessuno. Sarebbe bello schioccare le dita e…puff…tutto cambia in un batter d’occhio…l’addomesticabilità dell’animo umano??? Esempi di criminali riaddomesticati con metodi “civili”????
    Ad ogni modo, io non disconosco la tua realtà. Sono una persona libera di scegliere quali realtà toccare con mano… il problema è quando le realtà altrui, spinte da interessi di nicchia, ledono ed invadono i miei confini… (CANNE INCLUSE)
    Reputi ottuse le armi?? Le armi sono il frutto di una scarsa capacità di addomesticamento dell’uomo 😉
     
    Avevo proposto delle domande, ma di metodi in risposta ad esse nemmeno l’ombra! ;-)))))))))
     
    Un saluto a tutti!!!
    Ale

  20.  
    Fammi capire:
    Non credi al perdono cattolico (ovviamente lo intuivo, viste le ampie vedute anticlericali ;-P) tuttavia mi dici che non uccideresti in ogni caso l’assassino di tuo figlio!!! Giusto?? Mi dici questo?? Il discorso è molto semplice…trovo più corretto sentirmi dire “non ho figli, dunque non posso avere la certezza di una mia reazione”, piuttosto che avere una  risposta del tipo “non sarei MAI in grado di uccidere, nè per vendetta nè per qualunque motivo”. La sottile linea che separa “ciò che conosco” dal “ciò che presumo di conoscere” è difficilmente teorizzabile con ironia senza scadere nel populismo.  Sconfiggere l’insonnia con un ideale è una attività nobile, ma di scarsa valenza razionale. L’uomo non conosce, anzi non ACCETTA, regole oltre il proprio istinto…è incatenato a ciò che sarebbe in natura: un animale che protegge la sua prole senza processi e senza mezzi termini! Siamo TUTTI fatti così, inutile negarlo mascherando una vena di “civiltà” che non ci appartiene…
    La differenza tra la vendetta privata e quella “statale” non ha necessità di altri post!!! Nella logica interpretazione di uno stato civile le due cose coincidono!!!
    Il discorso della rieducazione può avere tutto il supporto ideologico di questo mondo, ma con le parole non si converte nessuno. Sarebbe bello schioccare le dita e…puff…tutto cambia in un batter d’occhio…l’addomesticabilità dell’animo umano??? Esempi di criminali riaddomesticati con metodi “civili”????
    Ad ogni modo, io non disconosco la tua realtà. Sono una persona libera di scegliere quali realtà toccare con mano… il problema è quando le realtà altrui, spinte da interessi di nicchia, ledono ed invadono i miei confini… (CANNE INCLUSE)
    Reputi ottuse le armi?? Le armi sono il frutto di una scarsa capacità di addomesticamento dell’uomo 😉
     
    Avevo proposto delle domande, ma di metodi in risposta ad esse nemmeno l’ombra! ;-)))))))))
     
    Un saluto a tutti!!!
    Ale

  21. x marco

    "E questo cosa significa?! Anche Hitler aveva il suo punto di vista ma non per questo si può condividere. almeno spero…"
    Dal "suo" punto di vista lui credeva di avere ragione che noi approvassimo o meno.
    Da qui l\’assunto precedente, nient\’altro.
    Ciao
    Angelo 

  22. alex ti avevo invitato a leggere tra le righe.
     
    partiamo dall\’inizio:

    trovo più corretto sentirmi dire “non ho figli, dunque non posso avere la certezza di una mia reazione”, piuttosto che avere una  risposta del tipo “non sarei MAI in grado di uccidere, nè per vendetta nè per qualunque motivo”.
    HAI OMESSO UNA PARTE DETERMINANTE CHE è POI LA VERSIONE SINTETICA DI Ciò CHE HAI SCRITTO TU, RISCRIVO:
    “non sarei MAI in grado di uccidere, nè per vendetta nè per qualunque motivo, non per bontà ma per l\’insonnia di cui ti ho già parlato. se poi un giorno dovessi sbattere la testa….” UN MODO COME UN ALTRO PER DIRTI CHE ORA, DA QUESTA POSIZIONE, SCRIVO IL MAI IN MAIUSCOLO MA Ciò NON TOGLIE CHE LE COSE POSSANO CAMBIARE, SOPRATTUTTO perché SI PARLA IN ASTRATTO E NON IN CONCRETO. LA DIFFERENZA TRA ME E TE è CHE TU Già LO SAI IO NO, O MEGLIO, SPEREREI VIVAMENTE DI NON DOVER SCOPRIRE QUESTO ASPETTO DELLA MIA PERSONA. NON PERMETTERTI DI SINDACARE SULLA CORRETTEZZA O MENO DI ASSUNTI DI CUI NON CONOSCI LA PROVENIENZA, NON SAI CHE RAPPORTO HO CON ME STESSA, NON PUOI ASSOLUTIZZARE LA TUA POSIZIONE CHE X QUANTO ABBIA UNA SUA CREDIBILITà è SMENTITA DALLA DIVERSITà CON CUI TI SCONTRI, FOSSE ANCHE SOLO LA MIA ECCEZIONE.
     
    La differenza tra la vendetta privata e quella “statale” non ha necessità di altri post!!! Nella logica interpretazione di uno stato civile le due cose coincidono!!!
    ORA SEI TU CHE SEI RIDUTTIVO E SEMPLICISTICO, NON è COSì, MI DISPIACE. MI SCOCCIO A RIESUMARE VECCHI STUDI E A SCRIVERE Ciò CHE PENSO, TI PONGO SOLO UN QUESITO SEMPLICE: HAI UN PADRE A CUI è STATO UCCISO UN FIGLIO, UN PADRE CHE CHIEDE VENDETTA ALLO STATO. POI HAI LA MADRE DELL’ASSASSINO CHE CHIEDE ALLO STATO LA TUTELA DELLA VITA DEL FIGLIO. LO STATO SI TROVA TRA UNA VITA Già SPENTA DA VENDICARE E UN’ALTRA VITA DA SALVARE…
    ED è SOLO UNA BANALIZZAZIONE.
    INOLTRE, CASI DI RIEDUCAZIONE EFFETTIVA CE SONO QUANTI NE VUOI, NON TUTTI QUELLI CHE SCONTANO IL LORO DEBITO TORNANO A DELINQUERE, FOSSE ANCHE UN SOLO CASO SAREBBE SUFFICIENTE PER COSTRINGERCI A CREDERCI. E CMQ I CASI SONO DECISAMENTE + DI UNO. SE LA LOGICA INTERPRETAZIONE DI UNA QUESTIONE COSì DELICATA DOVESSE DARLA UN VENTENNE IN 2 RIGHE DI COMMENTO SAREMMO PERDUTI, DIREI. RISCHIEREMMO QUANTO MENO DI SCAMBIARE LO STATO PER UN GIUSTIZIERE PRIVATO E, PEGGIO, IN UN SELEZIONATORE DI CITTADINI, IN UNO SPARTIACQUE TRA CITTADINI DOTATI DEL DIRITTO DI ESSERE SALVAGUARDATI E CITTADINI LE CUI RICHIESTE, PER NON SI SA QUALE DISCRIMINANTE MORALE CHE NON COLGO, VENGONO DIMENTICATI. LO STATO PROTEGGE VALORI D’ORDINE PUBBLICO E ASSOLUTI, NON RELATIVI AI CITTADINI DA PROTEGGERE.  Ciò SIGNIFICA CHE SE SI DEVE PROTEGGERE LA VITA, perché LA CONSIDERIAMO UN VALORE, ALLORA LO STATO NON Può TOGLIERLA A QUALCUNO E PROTEGGERE QUELLA DI QUALCUN ALTRO, ANCHE perché DI SOLITO I CASI SPECIFICI SONO UN Po’ Più COMPLESSI DI COSì, CHE TU LO VOGLIA O NO.
     
    Ad ogni modo, io non disconosco la tua realtà. Sono una persona libera di scegliere quali realtà toccare con mano… il problema è quando le realtà altrui, spinte da interessi di nicchia, ledono ed invadono i miei confini… (CANNE INCLUSE)
    SCUSA PUOI RIPETERE?? IL DISCORSO NON MI è AFFATTO CHIARO. NON CAPISCO QUALI SIANO GLI INTERESSI DI NICCHIA A CUI FAI RIFERIMENTO. DICEVO SEMPLICEMENTE CHE QUANDO REALTà DIVERSE SI CONFRONTANO NON SI Può PRESCINDERE DALLA LORO RECIPROCA DIVERSITà, SOPRATTUTTO SE I VISSUTI CHE SI TROVANO A SFIORARSI NON CI SONO PERFETTAMENTE NOTI. GLI INTERESSI DI NICCHIA, SE FOSSI CATTIVA, POTREI GIRARTELI IO E CON Più EFFICACIA. NON LO FACCIO perché TI REPUTO UNA PERSONA INTELLIGENTE, MA NON PROVOCARE IL MIO ORGOGLIO perché LA MIA BONTà PROVVISORIA è SOGGETTA A TERMINE!!!!:)))))
     
    Reputi ottuse le armi?? Le armi sono il frutto di una scarsa capacità di addomesticamento dell’uomo 😉
    ERRORE, LE ARMI ADDOMESTICANO, SEMMAI è AL CONTRARIO ALEX, LE ARMI SONO LA TESTIMONIANZA DELL’ADDOMESTICABILITà DELL’UOMO, PER QUESTO SONO INELIMINABILI!!!CHIEDILO A UN RAGAZZO DI LIBRINO CHE HA AVUTO LA SUA PRIMA PISTOLA A 7 ANNI, PER CHI CRESCE COSì, VIVERE PACIFICAMENTE è IMPENSABILE, COME LO è PER ME TROVARMI UNA PISTOLA SUL TAVOLO DELLA CUCINA.
     
    Avevo proposto delle domande, ma di metodi in risposta ad esse nemmeno l’ombra! ;-)))))))))
    SONO UNA PERSONA SUFFICIENTEMENTE UMILE  (O MATURA?) DA CAPIRE CHE NON HO LA COMPETENZA PER SPINGERE IL DISCORSO OLTRE IL CONFRONTO FRA OPINIONI CHE VUOI O NON VUOI VIAGGIANO IN SUPERFICIE. CI SONO GIURISTI, SOCIOLOGI, PSICOLOGI CHE CI LAVORANO IN EQUIPE SU QUESTE COSE. VUOI CHE IMPRIVVISI UNA SOLUZIONE A COSA?? UNA SOLUZIONE PER ELIMINARE LA VIOLENZA?? SE L’AVESSI AVREI Già VINTO IL NOBEL!!!! IO MI LIMITO A DIRE Ciò CHE PENSO E VADO FIERA DELLE MIE POSIZIONI perché MI PORTANO A SVILUPPARE ARMI DIVERSE DA QUELLE CHE IN CASA MIA VORREI NON ENTRASSERO MAI…
    HO AGGIUNTO PRECEDENTEMENTE CHE SONO LA PRIMA A CHIAMARE IL 113 IN SITUAZIONI DI PERICOLO, MA TU HAI LETTO IL MIO COMMENTO UN Po’ TROPPO VELOCEMENTE…
    ORA STACCO, SPERO DI AVER CHIARITO ULTERIORMENTE LA MIA POSIZIONE, NON BANALIZZARLA perché NON TE LO CONSENTO. E RICORDATI CHE NON PUOI IMPROVVISARTI TUTTOLOGO perché RISCHI DI APPARIRE RIDUTTIVO.  
    CON AFFETTO
    PAT
     

  23. alex ti avevo invitato a leggere tra le righe.
     
    partiamo dall\’inizio:

    trovo più corretto sentirmi dire “non ho figli, dunque non posso avere la certezza di una mia reazione”, piuttosto che avere una  risposta del tipo “non sarei MAI in grado di uccidere, nè per vendetta nè per qualunque motivo”.
    HAI OMESSO UNA PARTE DETERMINANTE CHE è POI LA VERSIONE SINTETICA DI Ciò CHE HAI SCRITTO TU, RISCRIVO:
    “non sarei MAI in grado di uccidere, nè per vendetta nè per qualunque motivo, non per bontà ma per l\’insonnia di cui ti ho già parlato. se poi un giorno dovessi sbattere la testa….” UN MODO COME UN ALTRO PER DIRTI CHE ORA, DA QUESTA POSIZIONE, SCRIVO IL MAI IN MAIUSCOLO MA Ciò NON TOGLIE CHE LE COSE POSSANO CAMBIARE, SOPRATTUTTO perché SI PARLA IN ASTRATTO E NON IN CONCRETO. LA DIFFERENZA TRA ME E TE è CHE TU Già LO SAI IO NO, O MEGLIO, SPEREREI VIVAMENTE DI NON DOVER SCOPRIRE QUESTO ASPETTO DELLA MIA PERSONA. NON PERMETTERTI DI SINDACARE SULLA CORRETTEZZA O MENO DI ASSUNTI DI CUI NON CONOSCI LA PROVENIENZA, NON SAI CHE RAPPORTO HO CON ME STESSA, NON PUOI ASSOLUTIZZARE LA TUA POSIZIONE CHE X QUANTO ABBIA UNA SUA CREDIBILITà è SMENTITA DALLA DIVERSITà CON CUI TI SCONTRI, FOSSE ANCHE SOLO LA MIA ECCEZIONE.
     
    La differenza tra la vendetta privata e quella “statale” non ha necessità di altri post!!! Nella logica interpretazione di uno stato civile le due cose coincidono!!!
    ORA SEI TU CHE SEI RIDUTTIVO E SEMPLICISTICO, NON è COSì, MI DISPIACE. MI SCOCCIO A RIESUMARE VECCHI STUDI E A SCRIVERE Ciò CHE PENSO, TI PONGO SOLO UN QUESITO SEMPLICE: HAI UN PADRE A CUI è STATO UCCISO UN FIGLIO, UN PADRE CHE CHIEDE VENDETTA ALLO STATO. POI HAI LA MADRE DELL’ASSASSINO CHE CHIEDE ALLO STATO LA TUTELA DELLA VITA DEL FIGLIO. LO STATO SI TROVA TRA UNA VITA Già SPENTA DA VENDICARE E UN’ALTRA VITA DA SALVARE…
    ED è SOLO UNA BANALIZZAZIONE.
    INOLTRE, CASI DI RIEDUCAZIONE EFFETTIVA CE SONO QUANTI NE VUOI, NON TUTTI QUELLI CHE SCONTANO IL LORO DEBITO TORNANO A DELINQUERE, FOSSE ANCHE UN SOLO CASO SAREBBE SUFFICIENTE PER COSTRINGERCI A CREDERCI. E CMQ I CASI SONO DECISAMENTE + DI UNO. SE LA LOGICA INTERPRETAZIONE DI UNA QUESTIONE COSì DELICATA DOVESSE DARLA UN VENTENNE IN 2 RIGHE DI COMMENTO SAREMMO PERDUTI, DIREI. RISCHIEREMMO QUANTO MENO DI SCAMBIARE LO STATO PER UN GIUSTIZIERE PRIVATO E, PEGGIO, IN UN SELEZIONATORE DI CITTADINI, IN UNO SPARTIACQUE TRA CITTADINI DOTATI DEL DIRITTO DI ESSERE SALVAGUARDATI E CITTADINI LE CUI RICHIESTE, PER NON SI SA QUALE DISCRIMINANTE MORALE CHE NON COLGO, VENGONO DIMENTICATI. LO STATO PROTEGGE VALORI D’ORDINE PUBBLICO E ASSOLUTI, NON RELATIVI AI CITTADINI DA PROTEGGERE.  Ciò SIGNIFICA CHE SE SI DEVE PROTEGGERE LA VITA, perché LA CONSIDERIAMO UN VALORE, ALLORA LO STATO NON Può TOGLIERLA A QUALCUNO E PROTEGGERE QUELLA DI QUALCUN ALTRO, ANCHE perché DI SOLITO I CASI SPECIFICI SONO UN Po’ Più COMPLESSI DI COSì, CHE TU LO VOGLIA O NO.
     
    Ad ogni modo, io non disconosco la tua realtà. Sono una persona libera di scegliere quali realtà toccare con mano… il problema è quando le realtà altrui, spinte da interessi di nicchia, ledono ed invadono i miei confini… (CANNE INCLUSE)
    SCUSA PUOI RIPETERE?? IL DISCORSO NON MI è AFFATTO CHIARO. NON CAPISCO QUALI SIANO GLI INTERESSI DI NICCHIA A CUI FAI RIFERIMENTO. DICEVO SEMPLICEMENTE CHE QUANDO REALTà DIVERSE SI CONFRONTANO NON SI Può PRESCINDERE DALLA LORO RECIPROCA DIVERSITà, SOPRATTUTTO SE I VISSUTI CHE SI TROVANO A SFIORARSI NON CI SONO PERFETTAMENTE NOTI. GLI INTERESSI DI NICCHIA, SE FOSSI CATTIVA, POTREI GIRARTELI IO E CON Più EFFICACIA. NON LO FACCIO perché TI REPUTO UNA PERSONA INTELLIGENTE, MA NON PROVOCARE IL MIO ORGOGLIO perché LA MIA BONTà PROVVISORIA è SOGGETTA A TERMINE!!!!:)))))
     
    Reputi ottuse le armi?? Le armi sono il frutto di una scarsa capacità di addomesticamento dell’uomo 😉
    ERRORE, LE ARMI ADDOMESTICANO, SEMMAI è AL CONTRARIO ALEX, LE ARMI SONO LA TESTIMONIANZA DELL’ADDOMESTICABILITà DELL’UOMO, PER QUESTO SONO INELIMINABILI!!!CHIEDILO A UN RAGAZZO DI LIBRINO CHE HA AVUTO LA SUA PRIMA PISTOLA A 7 ANNI, PER CHI CRESCE COSì, VIVERE PACIFICAMENTE è IMPENSABILE, COME LO è PER ME TROVARMI UNA PISTOLA SUL TAVOLO DELLA CUCINA.
     
    Avevo proposto delle domande, ma di metodi in risposta ad esse nemmeno l’ombra! ;-)))))))))
    SONO UNA PERSONA SUFFICIENTEMENTE UMILE  (O MATURA?) DA CAPIRE CHE NON HO LA COMPETENZA PER SPINGERE IL DISCORSO OLTRE IL CONFRONTO FRA OPINIONI CHE VUOI O NON VUOI VIAGGIANO IN SUPERFICIE. CI SONO GIURISTI, SOCIOLOGI, PSICOLOGI CHE CI LAVORANO IN EQUIPE SU QUESTE COSE. VUOI CHE IMPRIVVISI UNA SOLUZIONE A COSA?? UNA SOLUZIONE PER ELIMINARE LA VIOLENZA?? SE L’AVESSI AVREI Già VINTO IL NOBEL!!!! IO MI LIMITO A DIRE Ciò CHE PENSO E VADO FIERA DELLE MIE POSIZIONI perché MI PORTANO A SVILUPPARE ARMI DIVERSE DA QUELLE CHE IN CASA MIA VORREI NON ENTRASSERO MAI…
    HO AGGIUNTO PRECEDENTEMENTE CHE SONO LA PRIMA A CHIAMARE IL 113 IN SITUAZIONI DI PERICOLO, MA TU HAI LETTO IL MIO COMMENTO UN Po’ TROPPO VELOCEMENTE…
    ORA STACCO, SPERO DI AVER CHIARITO ULTERIORMENTE LA MIA POSIZIONE, NON BANALIZZARLA perché NON TE LO CONSENTO. E RICORDATI CHE NON PUOI IMPROVVISARTI TUTTOLOGO perché RISCHI DI APPARIRE RIDUTTIVO.  
    CON AFFETTO
    PAT
     

  24. Cara Patrizia,
    per darmi del tuttologo ci vuole del coraggio…e dopo i lunghi commenti che hanno preceduto il mio, di coraggio, devi averne proprio tanto a schierati dalla parte di quelli che puntano il ditino 😉
     
    Vedi, proprio perché stai parlando in astratto e non in concreto il tuo “MAI” non ha motivo d’esistere 😉 La tua dicitura presuppone una conoscenza di un qualcosa che, come tu stessa dici, non hai…fine!! Non ho alcuna voglia o intenzione, tanto meno le forze, di sindacare sulla tua correttezza… La mia posizione è la posizione di una persona che ragiona sui fatti, non sulle teorie… ma, ovviamente, ti auguro di non saggiare mai l’argomento.
     
    Non hai colto il ragionamento sulla “vendetta statale”: NON ESISTE UNA DOPPIA VENDETTA, perché IN UNO STATO CORRETTO ESISTE UNA SOLA FORMA DI GIUSTIZIA, O PSEUDO TALE, CHE FORNISCE LO STRUMENTO ADEGUATO ALLA SICUREZZA DELLA COLLETTIVITà. La madre dell’assassino portato da te al banco degli esempi non fà testo!!!  Ognuno è responsabile e consapevole delle proprie azioni!!!
     
    Riguardo gli interessi di nicchia: mica devo spiegarti gli interessi che ci sono dietro le manovre di indulto (per esempio!!!!!) e company…;-))) Tu sei molto più intelligente di me, ma la tua bontà “provvisoria” và in contrasto col mio “leggere sopra le righe”!!!
     
    …adesso mi sono stancato, ho tanti pensieri per la testa e poca voglia di scrivere… non vorrei mai costringere il tuo orgoglio in posture scomode. 😉
     
    Sai, i ragazzi di vent’anni sono sognatori…ma quelli di ventisette li superano di gran lunga 😉
     
    Un saluto
    Ale 

  25.  
    VENTISEI…. NON MI AUMENTARE L\’ETà CHE ENTRO IN DEPRESSIONE…. :)))
    DAI ALEX INTERROMPIAMOLA QUA, AVREMO MODO DI AFFRONTARE LA QUESTIONE IN ALTRA SEDE… SONO STANCA DI SCRIVERE…
    CITO UN SAGGIO CHE ATTUALMENTE MI DISCONOSCE:

    La vita è un insieme di punti di vista…tutti hanno i loro.
     
    PS.
    LA TUA SPERANZA SULLA MIA MANCATA CONOSCENZA FUTURA DI DETERMINATE CONDIZIONI è FORTEMENTE CONDIVISA!!!!!
    ehehehehehe
    IL MIO STATUS DI SOGNATRICE DONCHISCIOTTIANA SI è GIà SCONTRATO PIù VOLTE CON SITUAZIONI CHE NON CONOSCI PERCHè NON PARLO MAI DEL MIO VISSUTO. TU TRA L\’ALTRO SEI L\’UNICO CONTATTO VISTUALE A CUI HO MOSTRATO UN DOCUMENTINO CHE HA I SEGNI DI QUALCOSA CHE LA MIA INSONNIA MI RICORDA CONTINUAMENTE. RIGUARDALO SE L\’HAI ANCORA. NONOSTANTE QUESTO, NONOSTANTE IL MIO SMISURATO AMORE X SANCHO, SONO UNA DONNA CHE UN DOMANI POTREBBE DOVERSI IMPROVVISARE MADRE…LA MANCANZA DI DEI MI IMPONE LA PRESENZA DI QUALCOS\’ALTRO, LA MIA PASSIONE LETTERARIA E IL MIO MONDO FATTO DI PAROLE E IMMAGINI NON NE è CHE LA RAPPRESENTAZIONE VISIBILE…
     

  26.  
    VENTISEI…. NON MI AUMENTARE L\’ETà CHE ENTRO IN DEPRESSIONE…. :)))
    DAI ALEX INTERROMPIAMOLA QUA, AVREMO MODO DI AFFRONTARE LA QUESTIONE IN ALTRA SEDE… SONO STANCA DI SCRIVERE…
    CITO UN SAGGIO CHE ATTUALMENTE MI DISCONOSCE:

    La vita è un insieme di punti di vista…tutti hanno i loro.
     
    PS.
    LA TUA SPERANZA SULLA MIA MANCATA CONOSCENZA FUTURA DI DETERMINATE CONDIZIONI è FORTEMENTE CONDIVISA!!!!!
    ehehehehehe
    IL MIO STATUS DI SOGNATRICE DONCHISCIOTTIANA SI è GIà SCONTRATO PIù VOLTE CON SITUAZIONI CHE NON CONOSCI PERCHè NON PARLO MAI DEL MIO VISSUTO. TU TRA L\’ALTRO SEI L\’UNICO CONTATTO VISTUALE A CUI HO MOSTRATO UN DOCUMENTINO CHE HA I SEGNI DI QUALCOSA CHE LA MIA INSONNIA MI RICORDA CONTINUAMENTE. RIGUARDALO SE L\’HAI ANCORA. NONOSTANTE QUESTO, NONOSTANTE IL MIO SMISURATO AMORE X SANCHO, SONO UNA DONNA CHE UN DOMANI POTREBBE DOVERSI IMPROVVISARE MADRE…LA MANCANZA DI DEI MI IMPONE LA PRESENZA DI QUALCOS\’ALTRO, LA MIA PASSIONE LETTERARIA E IL MIO MONDO FATTO DI PAROLE E IMMAGINI NON NE è CHE LA RAPPRESENTAZIONE VISIBILE…
     

  27. NON NE SONO, PERDONATE L\’ERRORE 

  28. Non posso rispondere a tutto quello che avete scritto perchè altrimenti rimarrei tutta la notte in piedi ma provo comunque a scrivere un paio di pensieri. Tu Alex ci chiedi come si instaura una base di PREVENZIONE DELLA VIOLENZA senza attuare una forzata, quanto deplorevole, iniziale REPRESSIONE VIOLENTA. La risposta è che NON si può reprimere la violenza se non con altra violenza. Il problema è chi attua questa repressione spesso non lo fa in maniera equa e proporzionale andando a creare quel circolo vizioso di cui ho parlato in precedenza dove l’odio genera solo altro odio. Il problema è eliminare questo sentimento alla radice. Un utopia? Quasi certamente si, ma la speranza che si possa fare quella non me la puoi togliere. Nel momento stesso in cui voi non credete al perdono (non quello cattolico ma quello umano) state uccidendo quella speranza. Voi avete la certezza assoluta che nessun uomo possa perdonare un crimine commesso ad una persona cara. Tu Alex ora mi giudicheresti un ipocrita se io ti dicessi che perdonerei l’assassino di mio figlio, o di un mio genitore. Ma io non posso non dirti che PERDONEREI perché l’ODIO è un sentimento a me estraneo. Ci ho provato tante volte ad odiare e avevo i miei buoni motivi ma non ci sono mai riuscito. Mi potrete dire che non c’è nessuna controprova, che io non posso sapere come mi comporterei realmente in una situazione del genere. Beh io spero di non dover mai perdonare un giorno l’assassino di mio figlio ma l’ho fatto con chi ha “ucciso” mia madre.  Sono un sognatore è vero ma resto convinto che l’odio si possa eliminare. E con questo vi saluto convinto delle critiche che seguiranno a questo mio commento.
    <<Gli adulti non capiscono mai niente da soli ed è una noia che i bambini siano sempre costretti a spiegar loro le cose!>>
    (Antoine de Saint Exupéry)

  29. Non posso rispondere a tutto quello che avete scritto perchè altrimenti rimarrei tutta la notte in piedi ma provo comunque a scrivere un paio di pensieri. Tu Alex ci chiedi come si instaura una base di PREVENZIONE DELLA VIOLENZA senza attuare una forzata, quanto deplorevole, iniziale REPRESSIONE VIOLENTA. La risposta è che NON si può reprimere la violenza se non con altra violenza. Il problema è chi attua questa repressione spesso non lo fa in maniera equa e proporzionale andando a creare quel circolo vizioso di cui ho parlato in precedenza dove l’odio genera solo altro odio. Il problema è eliminare questo sentimento alla radice. Un utopia? Quasi certamente si, ma la speranza che si possa fare quella non me la puoi togliere. Nel momento stesso in cui voi non credete al perdono (non quello cattolico ma quello umano) state uccidendo quella speranza. Voi avete la certezza assoluta che nessun uomo possa perdonare un crimine commesso ad una persona cara. Tu Alex ora mi giudicheresti un ipocrita se io ti dicessi che perdonerei l’assassino di mio figlio, o di un mio genitore. Ma io non posso non dirti che PERDONEREI perché l’ODIO è un sentimento a me estraneo. Ci ho provato tante volte ad odiare e avevo i miei buoni motivi ma non ci sono mai riuscito. Mi potrete dire che non c’è nessuna controprova, che io non posso sapere come mi comporterei realmente in una situazione del genere. Beh io spero di non dover mai perdonare un giorno l’assassino di mio figlio ma l’ho fatto con chi ha “ucciso” mia madre.  Sono un sognatore è vero ma resto convinto che l’odio si possa eliminare. E con questo vi saluto convinto delle critiche che seguiranno a questo mio commento.
    <<Gli adulti non capiscono mai niente da soli ed è una noia che i bambini siano sempre costretti a spiegar loro le cose!>>
    (Antoine de Saint Exupéry)

  30. marco….. vabbè, io nn ho la capacità che hai tu di spiegare attraverso la mia vita reale… ma sappi che capisco.
    però sono brava nelle teorizzazioni!!! :))) 

  31. alex ieri ho dimenticato di puntualizzare una cosina. il discorso sullo stato mi è più che chiaro, solo che lo reputo sbrigativo e mancante di elementi determinanti che invece dovrebbe avere. ricordami quando salgo di portarti un libro scritto da uno dei più importanti penalisti italiani contemporanei.Si intitola "Giustizia e modernità" e fa riflettere oltre a informare.
    ciauuuu
     
    ah guarda che ieri mi sono iscritta al gioco di tuo fratello ma nn mò nn so come cazzo funziona, in pratica sono un mezzelfo caotico neutrale bisognoso d\’aiuto……
     
    x angelo:
     
    🙂 

  32. alex, ho pensato che ho una domanda da farti:
     
    qualcuno uccide mie sorella e io privatamente mi vendico e ammazzo l\’omicida. per lo stato io ho commesso lo stesso crimine dell\’omicida di mie sorella nonostante la motivazione possa apparire + nobile. sta di fatto che ho tolto la vita a qualcuno contro la sua volontà e per questo mi processano e mi mandano in galera. ma se il fratello dell\’omicida che ho ucciso ragionasse come me dovrebbe venirmi a cercare inprigione per farmi fuori a sua volta etc etc etc….
    adesso poniamo invece che sia lo stato a vendicare mia sorella, trasgredendo gli stessi valori per cui l\’o micidio viene punito. dato che il valore protetto non sta nella motivazione ma nel fatto (anche perchè nn sappiamo perchè il 1°omicida ha ucciso) chi punisce lo stato per l\’omicidio commesso?? come mandiamo lo stato in galera per aver tolto la vita ad un uomo contro la sua volontà??
     
    LO STATO DETENUTO è UN\’INVENZIONE SCIASCIANA….
    PERò RISPONDIMI ANCHE XCHè C\’HO PRESO GUSTO…. 

  33. TU CHE SEI NAPOLETANO NON PUOI APPOGGIARE I PRINCIPI DELLA FAIDA…. I DELITTI D\’ONORENON DEVONO ESSERE RIPRISTINATI…
    E SE IL DELITTO D\’ONORE LO COMPIE LO STATO NON CREDI SI MACCHI DELLO STESSO MARCHIO MAFIOSO-CAMORRISTA DELLE FAMIGLIE CHE SI STERMINANO A VICENDA?? 

  34. vabbè… vorrà dire che me tornerò da dove sono venuto con un mucchio di "teorie" e un bel pacchetto di speranza… bho!!!
     
    Riguardo lo stato…mi limito a dire che è il più grande assioma che l\’uomo abbia mai creato. Non l\’ha detto Sciascia, ma un ventenne e probabilmente definirai banale anche questa 😉 Ad ogni modo lo stato che garantisce giustizia non è processabile PER DEFINIZIONE altrimenti ci troveremmo nell\’anarchia più sfrenata.
     
    ciao
    Ale

  35. Dimenticavo…
    proiprio perchè sono Napoletano ho lepalle piene, e alquanto girate, dei diritti d\’onore…quelli non c\’entrano nulla!!! Io non identifico il concetto di "giustizia statale" col conetto di "faida", c\’è una bella differenza!! Credo fortemente nella figura dello stato in questo senso, pensarla cosi fà di me un camorrista-mafioso? 😉

  36.  lo stato che garantisce giustizia non è processabile PER DEFINIZIONE altrimenti ci troveremmo nell\’anarchia più sfrenata.
     
    la giustizia per non essere equivocabile e soggetta a pericolose interpretazioni deve esprimesri in termini assoluti e chiarire approfonditamente i criteri di cui fa uso. ma non possiamo approfondire la discussione davanti a un caffè??
     
     
    tanto per la cronaca, non reputo banale ciò che dici solo che purtroppo affrontare certi argomenti via commento, tra l\’altro con la noia di scrivere, genera inevitabilmente fraintendimenti e banalizzazioni, ne sono colpevole io per prima, lo riconosco e su alcune cose che hai detto in precedenza in fin dei conti sono d\’accordo.  LA PROVOCAZIONE HA UN SUO FASCINO E RESTIAMO CMQ DI OPINIONI DIVERSE MA ANCHE IO HO BANALIZZATO, è VERO.
     
    VORRà DIRE CHE CI FAREMO PERDONARE OFFRENDOCI IL CAFFè A VICENDA… COSì MI RICOVERANO E RESTO A BOLOGNA DI +….
    AHAHAHAHAHA ASPETTO AIUTO PER QUEL CAZZO DI GIOCO, PLEASEEEEE
     
    PS.
    MA PERCHè L\’OSTELLO è SEMPRE CHIUSO??? E POI CHE CAZZO DEVO FARE UNA VOLTA CHE MI APRE LA MAPPA??

  37.  vada per il caffè!!! 😉

  38. ad angelo se aderisce ne offro due, così forse mi "condona"…. ehehehehe

  39.  Ho avuto più commenti in questo post che in tutta la storia di questo blog… 🙂

  40. ehehehe e non sei contento?? sembra il forum della mia facoltà…. 

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