Farmaci che ammalano

Trent’anni fa Henry Gadsen, direttore della compagnia farmaceutica Merck, fece una dichiarazione sconcertante alla rivista Fortune:”Il nostro sogno è quello di produrre farmaci per le persone sane. Questo ci permetterebbe di vendere a chiunque”.

A distanza di tre decenni, il sogno del defunto Henry Gadsen si è avverato. Le compagnie farmaceutiche, utilizzando la loro enorme influenza sulla scienza medica, stanno commercializzando la paura con l’intento di “ridefinire” le malattie, abbassare la soglia per la prescrizione delle cure e addirittura inventare nuove patologie.

Le strategie di marketing delle maggiori case farmaceutiche mondiali oggi prendono massicciamente di mira le persone in perfetta salute. Gli alti e bassi della vita quotidiana sono diventati disturbi mentali, indisposizioni comuni vengono trasformate in malattie spaventose, e sempre più persone normali vengono fatte figurare come pazienti. Con campagne promozionali che sfruttano le nostre più ataviche paure della morte, del decadimento e della malattia, l’industria farmaceutica, che vanta un fatturato di 500 miliardi di dollari, sta letteralmente cambiando il modo di intendere la condizione umana. Giustamente ricompensati per salvare vite e ridurre le sofferenze, i giganti della farmaceutica mondiale, tuttavia, non si accontentano più di vendere medicinali solo ai malati. Perché come Wall Street sa molto bene, si può fare un sacco di soldi dicendo alla gente sana che è malata.

In un’epoca in cui molti di noi conducono esistenze più lunghe, più sane e più attive rispetto ai nostri antenati, una pubblicità a tappeto e abili campagne “di sensibilizzazione” stanno trasformando i sani preoccupati in malati preoccupati. Problemi lievi vengono dipinti come patologie gravi, per cui la timidezza diventa sintomo di Fobia Sociale e la tensione pre-mestruale una malattia mentale chiamata sindrome Pre-Mestruale. La timidezza si è trasformata in un Disturbo Sociale Ansiogeno, i bambini vivaci ora hanno la Sindrome da Deficit di Attenzione e Iperattività.  Le più comuni difficoltà sessuali vengono viste come disfunzioni sessuali, il naturale cambiamento dell’organismo è una malattia di deficienza ormonale chiamata menopausa, mentre gli impiegati distratti adesso sono affetti da una forma adulta del Disturbo da Deficit di Attenzione. Il semplice fatto di essere “a rischio” di una patologia è diventato esso stesso una “malattia”, per cui donne di mezza età sane oggi soffrono di un male latente alle ossa chiamato osteoporosi e uomini di mezza età in piena forma hanno un disturbo cronico chiamato colesterolo alto.

Nel caso di molti problemi di salute, ci sono persone all’estremità dello spettro che sono realmente affette da una malattia o ad alto rischio di contrarla, le quali possono trarre grande beneficio da una definizione medica e da una cura farmaceutica potente. Tuttavia per la gente relativamente sana distribuita nel resto dello spettro, una definizione e un farmaco possono comportare notevole disagio, costi enormi e il pericolo molto concreto di effetti collaterali a volte mortali.

Questo ampio territorio è diventato il nuovo vastissimo mercato dei potenziali pazienti, decine di milioni di persone, e un obiettivo chiave dei budget promozionali multimiliardari stanziati dall’industria farmaceutica.

 

La strategia occulta delle lobbies del farmaco
Marcello Pamio – http://www.disinformazione.it

Ogni tanto un farmaco usato da milioni di persone viene ritirato dal mercato perché provoca gravi danni all’organismo. Ogni tanto un farmaco viene ritirato perché provoca la morte stessa dei consumatori (il caso del principio attivo Rofecoxib, nome commerciale Vioxx, della Merck è esemplare: le stime parlano dalle 80 alle 140 mila complicanze cardiache che hanno provocato una vera e propria ecatombe).
Delle migliaia di prodotti chimici di sintesi che le lobbies del farmaco producono e vendono: quanti sono sicuri e quanti invece pericolosi per la salute pubblica?
Nessuno lo può sapere se non quando si manifestano pubblicamente i danni o le morti, e questo perché le ditte che producono i farmaci, per farli entrare quanto prima nel mercato, ‘modificano’ gli studi di sicurezza e grazie alla sudditanza, per non dire collusione, delle istituzioni che dovrebbero salvaguardare la salute pubblica (FDA, AIFA, EMEA, ecc.) ce li mettono gentilmente a disposizione nelle farmacie e da qualche settimana anche nei banconi dei supermercati.

L’Aulin per esempio è stato ritirato dal mercato irlandese dall’Agenzia del Farmaco di quel paese perché ha provocato insufficienze epatiche così gravi da dover trapiantare il fegato in diversi pazienti.
L’Irlanda non è il primo paese ad avere tolto il principio chimico Nimesulide (presente nei farmaci: Aulin, Algimesil, Antalgo, Areuma, Dimesul, Domes, Efridol, Eudolene, Fansulide, Flolid, Isodol, Ledolid, Ledoren, Nerelid, Nide, Nimenol, Nims, Noxalide, Resulin, Solving, Sulidamor, Fansidol, Sulide, Idealid, Delfos, Domes, Noalgos, Algolider, Aulin, Fansidol, Mesulid, Nimesil, Remov, Migraless, Edemax, Mesulid Fast, Nimedex e in molti farmaci generici) perché pericoloso per la salute: Finlandia, Spagna già dal 2002 lo hanno fatto, assieme ad altri stati.

E in Italia?
In Italia invece, gli esperti dell’AIFA, l’Agenzia italiana (indipendente?) per il farmaco non se la sentono di danneggiare economicamente il “povero” gruppo Roche.
La Roche, corporation svizzera di Basilea, era uno dei socio elvetici della I.G. Farben, la società tedesca (finanziata dal Standard Oil del gruppo Rockefeller e smembrata dopo la Seconda Guerra mondiale in Bayer, Basf e Hoechst) che ha permesso al dittatore Adolf Hitler di diventare quello che è diventato e di compiere i crimini che ha fatto (produceva tra le altre cose oltre alla benzina sintetica anche il Zyclon-B, uno dei gas per lo sterminio).

La Roche assieme a Bayer, Pfizer, Glaxo e altre 30 aziende sono state denunciate dal Procuratore Capo di Istambul per aver gonfiato i prezzi dei medicinali acquistati dalle istituzioni governative.
S
econdo tale denuncia le ditte in questione "hanno partecipato ad una organizzazione illegale con lo scopo di compiere atti criminali, abusi di autorità, falsificazione di documenti ufficiali, affermazioni false in documenti ufficiali".
Quindi non stiamo parlando proprio di stinchi di santo, anche se fin qui non c’è granché di strano: le strategia del business fa questo e molto altro.

La cosa veramente scandalosa è che ci sono in commercio migliaia di farmaci pericolosi per la salute pubblica e questo con il beneplacito delle case di produzione e delle agenzie per il controllo.
L’antidiabetico Avandia (Avandamet, Avaglim) della britannica GlaxoSmithKline (Gsk), a base di Rosiglitazone, aumenta del 43% il rischio di attacchi cardiovascolari e del 64% la mortalità associata a questi eventi! La denuncia arriva direttamente dal New England Journal of Medicine, cioè dalla più prestigiosa rivista medica britannica.

Questo farmaco che la Food and Drug Administration statunitense (organizzazione governativa nella mani delle lobbies del farmaco) ha autorizzato fin dal 1999 è usato da oltre 60 milioni di persone nel mondo. Un mercato enorme che raggiunge la cifra di 2,2 miliardi di dollari ogni anno e solo negli Stati Uniti!

Si è venuto a sapere che i farmaci di “sostituzione ormonale” che promettevano alle ‘donne in carriera’ di restare giovani e belle, di ritardare la menopausa e sconfiggere l’osteoporosi, possono provocare il cancro, embolia polmonare e infarto!
Nello studio della Women’s Health Iniziative pubblicato nel 2002 l’incidenza del cancro dell’ovaio, della mammella e dell’endometrio era del 63% più alta nelle donne trattate rispetto a quelle mai sottoposte a terapia ormonale sostitutiva.

Per quanti anni gli esperti in camice bianco hanno somministrato ormoni di sintesi a iosa per qualsiasi problema: dalla dismenorrea (ciclo mestruale doloroso), ai brufoli in faccia?
Quante di queste centinaia di migliaia (per non dire milioni) di donne, grazie all’esubero di ormoni in circolo, hanno poi sviluppato una qualche forma tumorale al seno o alle ovaie? O magari un infarto? Nessuno lo può dire con certezza, ma resta il fatto che l’incidenza nelle donne è allarmante: in Italia ogni anno oltre 117.000 donne si ammalano di tumore!
Gli uomini non sono da meno: oltre 135.000 nuovi casi all’anno.

Cambiando discorso, pochi giorni fa lo Stato della Nigeria ha accusato la multinazionale statunitense Pfizer, numero uno al mondo per fatturato. L’accusa è pesantissima, la Pfizer “avrebbe utilizzato 200 bambini come cavie umane per la sperimentazione di nuovi farmaci”, mai provati sugli esseri umani! La causa presenta ben 29 capi di accusa riconducibili ad oltre 2,7 miliardi di dollari di risarcimento, anche se in questo caso i soldi non potranno ridare la vita ai 18 bambini morti nella criminale sperimentazione e recuperare le malformazioni, le cecità, i danni cerebrali e le paralisi che hanno coinvolto gli altri 182 poveri sfortunati.
E questo è solo quello che veniamo a sapere, perché uno Stato ha fatto denuncia! Quanti esperimenti hanno eseguito le Sorelle del farmaco sulle popolazioni inermi e bisognose del Terzo e Quarto Mondo? Quante malattie sono state create di sana pianta grazie a campagne di PR (Pubbliche Relazioni) per poi ‘curarle’ con l’appropriato rimedio?
Purtroppo per noi la Pfizer ha ben 249 progetti in sviluppo su aree quali obesità, diabete, artrite reumatoide, schizofrenia, oncologia, malattie epatiche, Aids e Alzheimer. Tutti settori, guarda caso, molto redditizi!

Cosa apprendere da tutto questo?
Siamo nella mani di medici incompetenti (non tutti per fortuna) che non si aggiornano a dovere e considerano l’essere umano come una macchina (visione meccanicistica cartesiana) e non nella sua interezza e globalità (corpo-anima-spirito).
Questi dottori, molti dei quali non conoscono neppure la lingua inglese (la maggior parte delle riviste è in lingua), non sono liberi di agire in Scienza e Coscienza e secondo il Giuramento di Ippocrate, ma dipendono dalle lobbies del farmaco. Quei pochi Medici che invece hanno il coraggio di uscire dal coro, adottando, per il bene dei pazienti, strade terapeutiche ‘diverse’ da quelle ortodosse viene discreditato mediaticamente, indagato dall’Ordine professionale e pure dalla magistratura (vedi caso del Dottor Paolo Rossaro di Padova). 

Bloccando le mani ai medici, impediscono a noi la possibilità di poter scegliere una strada terapeutica piuttosto che un’altra.
Vogliamo ancora parlare di libertà di scelta terapeutica? Oggi in Italia non c’è questa libertà.
Ammalare le persone e mantenere ammalate, abituarle culturalmente alla pillola pronta per l’uso, educarle che per un qualsiasi problema c’è un rimedio chimico a disposizione, è certamente una strategia economica che apporta enormi ricchezze nelle casse delle banche della City di Londra e/o Wall Street (i veri Burattinai). Dall’altra parte però c’è il controllo: una persona perennemente ammalata NON può essere libera, e infatti lo scopo finale è quello di bloccare le coscienze!

Sta a noi dire di no a questo Sistema, e per fare ciò, è necessario una consapevolezza che parte dalla conoscenza (vera informazione) per poi diventare coscienza.
Il secondo passaggio è quello di prendere in mano la nostra vita, in tutto e per tutto, senza delegare la salute a chicchessia.
L’informazione corretta prima di tutto! Una informazione corretta può salvarci la vita, mentre un’informazione deviata o incompleta può metterla a rischio.
Quante persone per esempio in libertà e coscienza farebbero la chemioterapia se venissero a sapere che la sopravvivenza a 5 anni dal trattamento chimico devastante è poco più del 2%?
Non lo dico io, ma uno studio medico multicentrico (Usa e Australia), pubblicato sulla rivista prestigiosa del settore “A Clinical Oncology” e rintracciabile nel sito governativo
www.pubmed.gov. Un ricerca enorme che ha coinvolto 225.000 persone seguite per 14 anni sui 22 casi più diffusi di tumori.
Questa è l’informazione a cui mi riferivo.

Sul tema consiglio questo libro: Farmaci che ammalano (e case farmaceutiche che ci trasformano in pazienti)-Ray Moynihan, Alan Cassels-Nuovi Mondi Media


 

 

 

 

 

GAME OVER

Cadrà o non cadrà? Questo è il dilemma… Il governo Prodi è appeso ad un filo, un filo sottilissimo che dopo più di un anno e mezzo sta per spezzarsi (forse) in modo definitivo. Dico forse perchè ormai siamo abituati agli strani giochetti messi in atto da questa ridicola classe politica che mette al primo posto la poltrona e non il bene del paese.
In un qualsiasi stato democratico dopo esser venuto meno l’appoggio di uno di quei partiti che ha permesso alla coalizione di salire al potere il premier si sarebbe dovuto dimettere e rimettere il proprio mandato nelle mani del capo dello stato. Ma in Italia?! No, noi dobbiamo sempre metterci in mostra (nel male) e farci deridere da mezzo mondo. Sono due giorni ormai che Prodi è a caccia di voti, voti che gli garantirebbero una fiducia numerica ma non certo politica. Ma a pochissimi minuti dal voto decisivo, quello di palazzo Madama, sembra che per il premier ci sia ben poco da fare dopo che anche i diniani hanno espresso il loro no alla fiducia di questo governo. Chi voterà si lo farà solo per non perdere privilegi e non per un vero appoggio ad un governo nel quale ormai non crede più nessuno.
Sono mesi ormai che mi sono dissociato dalla coalizione che io stesso ho contribuito a far vincere, una maggioranza che ha deluso me e buona parte di questo paese che si ritrova sempre più "povero". Se fossi stato un deputato o un senatore anch’io avrei votato no a questa fiducia e l’avrei fatto per rispetto ai miei elettori. Tra poche ore si apriranno molto probabilmente nuovi scenari politici che io definerei piuttosto inquietanti. Se ci dovessero essere nuove elezioni sembra scontata ahimè una vittoria del centrodestra con il ritorno di Berlusconi, e a quel punto sarebbe il definitivo tracollo di questo paese.
In questi mesi questo governo ha pensato solo a rimettere a posto i conti senza preoccuparsi del vero benessere della popolazione e di questo ne dovrà dar conto quando si ripresenterà alle urne. Consiglio a Prodi di uscire di scena e di andarsene in pensione passando la mano al suo successore Veltroni, l’unico che potrebbe insidiare il primato di Berlusconi.
Io ovviamente come già annunciato mi asterrò dal dare il mio voto a qualsiasi persona, partito o coalizione; non mi sento rappresentato da nessuno dei signori seduti oggi in parlamento e non ho nessuna intenzione di scegliere un male minore.
L’Italia è un paese che sta per cadere nel baratro e non c’è nessuno, e sottolineo nessuno, che si stia impegnando veramente per risollevarci dalla condizione in cui siamo caduti.
Sta per calare quindi il sipario su questo governo con la speranza (almeno quella non muore mai) che non cali anche sul Paese intero.
Game over…

Ritorno da Stoccolma

Tornati… Per chi non lo sapesse ho trascorso il weekend a Stoccolma, la bellissima capitale svedese. Sono stati due giorni intensi, stancanti ma soprattutto divertenti. Sono tante le cose che mi hanno colpito in questi tre giorni; dal senso civico della popolazione alla quasi perfezione delle ragazze del posto, dal poco traffico al freddo intenso e pungente. Spero di inserire a breve alcune delle foto di questa bellissima avventura ma intanto ho dovuto rimboccarmi le maniche e rimettermi a studiare perchè tra meno di due settimane è di nuovo tempo di esami. Le cose belle purtroppo finiscono in fretta ma quantomeno i loro ricordi ti accompagneranno per il resto della tua vita.

E allora un grazie a chi ha condiviso con me queste emozioni: (in ordine alfabetico e non di importanza ) Claudio, Desireè,Ivano, Paola e Stefano…

Grazie ragazzi e alla prossima!!!!!!!

Qui sotto un testo che accompagna perfettamente il ritorno a casa…

 Milano

In un giorno come tanti, con il traffico nel centro
con 2 suore che camminano vicine in una piazza con un grande monumento
con l’america nei bar, con la moda sempre in festa
con la gente che lavora sempre troppo e una strana atmosfera di conquista
con i taxi sempre un po’ incazzati e i turisti anche loro un po’ di fretta
con sempre quella strana voglia di andar via xché altrove, forse, c’è qualcuno che ci aspetta
è milano, con i suoi 1.000 dialetti, con le settimane lunghe e con gli uffici,
con le abbronzature a 100.000 watt e con la vita appesa a 1.000 sacrifici
in un albergo verso il centro ci sto io e una finestra che s’affaccia sul cemento
mentre festeggio un anno d malinconia con la chitarra x dividere il momento
……anche qui può arrivare l’odore del mare a prendermi
…e se domenica non ho niente da fare farò i miei soliti due passi tra i palazzi
e faccio finta di star bene almeno un po’ anche se dentro invece cado a pezzi
e se avrò bisogno di dimenticare prenderò x mano l’ansia e anche la rabbia
le accompagnerò x un aperitivo al bar e al punto giusto le abbandono tra la nebbia
in un albergo verso il centro c’è una donna, vive nel lusso ma con gli occhi tristi
anche stasera toglierà la gonna x regalarla ai soliti professionisti
……anche qui può arrivare l’odore del mare a prendermi

PAROLA DI DIO…

Dopo più di un mese torno a scrivere sul mio amato blog; mi sono preso una “pausa” di riflessione ma ora sono pronto a ricominciare le mie battaglie.

Non spenderò molte parole per i fatti di questi giorni che hanno visto coinvolto il nostro “caro” pontefice ma un paio di riflessioni sono dovute.

1-   E’ scandaloso come i mass media ITALIANI abbiano accolto il rifiuto di Benedetto XVI a presenziare all’inaugurazione dell’anno accademico alla “Sapienza” di Roma; stamattina non c’era prima pagina di un quotidiano che non riportasse a caratteri quasi cubitali la notizia definendola uno scandalo inaccettabile e una vergogna per il Paese. Ma a vedere i principali giornali esteri la notizia è sembrata passare non in secondo ma addirittura in terzo piano con piccoli trafiletti a bordo pagina. Ma si sa che i nostri media sono papalini e quindi non c’è da stupirsi per quest’ennesima figuraccia del giornalismo italiano. Chissà se domani riporteranno a caratteri cubitali lo scandalo di un ministro della giustizia accusato di concussione e di altri reati di non poco conto?! E chissà se riporteranno sempre a caratteri cubitali lo scandalo di un presidente del consiglio che rifiuta le dimissioni del suo guardasigilli indagato?! Questa è la vergogna del paese! E’ grazie a questo che mezzo mondo ci riderà (giustamente!) dietro.

2-   La mossa del pontefice è stata comunque più che azzeccata; l’ho sempre detto che Ratzinger è un uomo intelligente, molto più del suo predecessore, e per questo è potenzialmente più pericoloso! Perché presentarsi ad un’inaugurazione dove in pochi lo volevano? Perché presentarsi sapendo che sarebbe stato contestato duramente? Molto più semplice rifiutare sapendo ciò che questo rifiuto avrebbe comportato nel nostro Paese, sempre servile ai lamenti provenienti dal piccolo staterello.

Ho sentito accuse di antidemocrazia da parte di esponenti del clero, strano visto che il Vaticano è uno degli stati più antidemocratici al mondo… Ma evidentemente loro credono di poter fare e dire quello che vogliono senza ricevere la minima contestazione, vero Joseph?!

 

Chiuso il capitolo vorrei aprirne subito un altro riguardante un tema che cercherò di sviluppare in più puntate: la pena di morte!

Il 18 dicembre 2007 è stato un giorno storico per molti visto che l’Assemblea Generale delle Nazioni unite ha ratificato, 104 voti a favore, 54 contrari e 29 astenuti, la moratoria approvata dalla commissione.

Una moratoria portata avanti con il sostegno di molti paesi, Italia in primis. Ma il vaticano cosa ne pensa?

Beh a parte le dichiarazioni di facciata non è che il piccolo stato pontificio abbia fatto chissà quali sforzi affinchè questa moratoria venisse approvata. Nessun appello del Papa, poche parole arrivate dagli alti vertici del Vaticano; strano per chi dice di difendere la vita dal suo concepimento sino alla morte naturale.

Non troppo strano per chi conosce la storia e il pensiero che la Chiesa ha avuto per quasi 2000 anni nei confronti della pena di morte. Ma vediamolo insieme…

Lo stato del Vaticano ha abolito la pena di morte soltanto nel 1969… No, non avete letto male, solo 39 anni fa!!!  Vabbè, l’ultima esecuzione nello stato pontificio avvenne durante il pontificato di pio IX (ovviamente santificato!) ma l’articolo 4 della legge fondamentale della città del vaticano nel 1929 recitava così:

 

Art. 4
La pena comminata contro chi nel territorio della Città del Vaticano commette un fatto contro la vita, la integrità o la libertà personale del Sommo Pontefice è quella indicata nell’articolo 1 della legge del Regno d’Italia 25 novembre 1926 n. 2008.

Ma cosa dice questo articolo 1?

ART. 1

Chiunque commette un fatto diretto contro la vita, l’integrità o la libertà personale del re o del reggente è punito con la morte. La stessa pena si applica, se il fatto sia diretto contro la vita, l’integrità o la libertà personale della regina, del principe ereditario o del capo del governo.

Quindi solo nel 1969 il Vaticano abolisce definitivamente la pena di morte all’interno del suo territorio… Ma cosa dice il catechismo a riguardo?

Beh l’ultima stesura approvata nel 1992 da Giovanni Paolo II recita così: « L’insegnamento tradizionale della Chiesa non esclude, supposto il pieno accertamento dell’identità e della responsabilità del colpevole, il ricorso alla pena di morte, quando questa fosse l’unica via praticabile per difendere efficacemente dall’aggressore ingiusto la vita di esseri umani. Se, invece, i mezzi incruenti sono sufficienti per difendere dall’aggressore e per proteggere la sicurezza delle persone, l’autorità si limiterà a questi mezzi, poiché essi sono meglio rispondenti alle condizioni concrete del bene comune e sono più conformi alla dignità della persona umana.Oggi, infatti, a seguito delle possibilità di cui lo Stato dispone per reprimere efficacemente il crimine rendendo inoffensivo colui che l’ha commesso, senza togliergli definitivamente la possibilità di redimersi, i casi di assoluta necessità di soppressione del reo sono ormai molto rari, se non addirittura praticamente inesistenti. »

Una posizione leggermente ambigua, non credete?

Ma vediamo velocemente come in precedenza la pena di morte non fosse affatto sconsigliata dal catechismo e dai vari pontefici:

14 Giugno 1905  Catechismo Maggiore Papa  PIO X

413. Vi sono dei casi nei quali sia lecito uccidere il prossimo?

E’ lecito uccidere il prossimo quando si combatte in una guerra giusta,quando si eseguisce per ordine dell’autorità suprema la condanna di morte in pena di qualche delitto; e finalmente quando trattasi di necessaria e legittima difesa della vita contro un ingiusto aggressore.

E ancora in precedenza:

1545-1563   Catechismo del concilio di Trento

328. Eccezioni al quinto comandamento

Altra categoria di uccisioni permessa è quella che rientra nei poteri di quei magistrati che hanno facoltà di condannare a morte. Tale facoltà, esercitata secondo le norme legali, serve a reprimere i facinorosi e a difendere gli innocenti. Applicandola, i magistrati non solamente non sono rei di omicidio, ma, al contrario, obbediscono in una maniera superiore alla Legge divina, che vieta di uccidere, poiché il fine della Legge è la tutela della vita e della tranquillità umana. Ora. le decisioni dei magistrati, legittimi vendicatori dei misfatti, mirano appunto a garantire la tranquillità della vita civile, mediante la repressione punitiva dell’audacia e della delinquenza. Ha detto Davide: "Sulle prime ore del giorno soppressi tutti i peccatori del territorio, onde eliminare dalla città del Signore tutti coloro che compiono iniquità"

(Salmo 100, 8).

Ma allora uccidere è permesso??? Su quali basi si è basata (scusate il gioco di parole) la Chiesa per giustificare la pena di morte? Ma sulle SACRE scritture ovviamente!!!

C’è un quinto comandamento che dice a chiare lettere: “Non uccidere” ma…

Siamo così sicuri che era un comandamento universale?

Innanzitutto, la maggior parte degli omicidi avallati da Dio sono successivi al Decalogo.
Di conseguenza, o Dio ha cambiato idea dopo il Decalogo (non-uccidere e poi uccidere) oppure c’è una "contraddizione interna" al pensiero di Dio.

In realtà, nessuna delle due ipotesi è corretta.
Dio non ha cambiato idea perché 20 righe dopo il Decalogo ha già ordinato di uccidere. Un cambiamento troppo evidente e repentino, inconcepibile anche per un saggista umano.
Dopo aver dettato il Decalogo, c’è tantissimo nero su bianco sulla legittimità di uccidere i nemici nella "guerra giusta" (per la terra promessa da Dio…), di decapitare l’adultera che infrange la Legge di Dio, di eseguire la pena di morte (
sia messo a morte) nei casi previsti da Dio, senza dimenticare l’infanticidio commesso direttamente da Dio (2-Samuele 12,14).

Il verbo uccidere, statisticamente, è una delle voci più presenti nella Bibbia: ricorre con vari sinonimi per ben 539 volte!!!

E in molti casi sarà Dio stesso ad uccidere, ma questo lo vedremo nella prossima puntata… J

Ma un antipasto ve lo voglio dare:

·         Il Signore mi disse: Non lo temere, perché io darò in tuo potere lui, tutta la sua gente e il suo paese… Noi le votammo allo sterminio… ogni città, uomini, donne, bambini.

          Deuteronomio 3,  2 e 6

·         Ecco, il giorno del Signore arriva implacabile, con sdegno, ira e furore, per fare della terra  un deserto, per sterminare i peccatori.

 I loro piccoli saranno sfracellati davanti ai loro occhi; saranno saccheggiate le loro case,disonorate le loro mogli.

Con i loro archi abbatteranno i giovani, non avranno pietà dei piccoli appena nati, i loro occhi non avranno pietà dei bambini.

 

Isaia 13, 9-16-18

 

·         Il Signore gli disse: "Passa in mezzo alla città, in mezzo a Gerusalemme e segna un tau sulla fronte degli uomini che sospirano e piangono per tutti gli abomini che vi si compiono".

Vecchi, giovani, ragazze, bambini e donne, ammazzate fino allo sterminio…

 

Ezechiele 9, 4 e 6

Parola di Dio…

Rendiamo grazie a Dio???!!!

Ps: Mi dispiace di aver trascurato i miei amici bloggisti in questo mese; sappiano comunque che non li ho di certo dimenticati ma come mi ha detto qualcuno… è difficile non farsi ingoiare da questa vita!!!