L’ennesima “strage”

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No, non sto dando i numeri, ma questi sono semplicemente i risultati della prova totale e parziale dell’esame di Matematica I nella facoltà di scienze statistiche  dell’università Bicocca di Milano.

Io non ho partecipato a questa vera e propria ecatombe ma visto che dovrò affrontare questo esame la settimana prossima so già qual’è il futuro che mi aspetta.

Ma perché fare un intervento su un esame che magari interessa al massimo ad un centinaio di persone?! Perché con questa premessa vorrei parlarvi di ciò che penso dell’istruzione in Italia.

Ok, il tema è cosi vasto da non permettermi di esaminare ogni aspetto della vita scolastica e universitaria in Italia ma vorrei quantomeno concentrarmi su un aspetto che io ritengo fondamentale, il metodo di insegnamento.

Perché diciamoci la verità, quanti di voi hanno trovato nel corso della loro carriera studentesca un professore/professoressa che lo hanno stimolato allo studio verso una precisa materia; quanti di voi si sono mai appassionati veramente a qualcosa imparata a scuola?!

Sono rari, quasi inesistenti, quei professori che insegnano solo per il piacere di insegnare, che sono capaci di trasmettere la loro passione ai loro alunni, che riescono a stimolarli intellettualmente.

Io penso che ognuno dei nostri interessi sia nato al di fuori della scuola, ma questo perché? Perché cerchiamo di imparare al di fuori di quello che dovrebbe essere il sistema che è nato proprio per darci un’istruzione, una cultura?

Forse perché chi fa parte di quel sistema non è capace di fare il suo mestiere, forse perché ha dimenticato quando c’era lui dall’altra parte dello scacchiere. Ma quello che conta veramente è che le vittime di questo sistema sono proprio gli studenti, coloro che dovrebbero imparare, coloro che un giorno dovranno portare avanti questo paese.

Dati recenti dicono che sempre più laureati non sanno né leggere e né scrivere. Ma quella che dovrebbe essere una notizia vergognosa per il nostro paese passa in secondo piano di fronte ad esempio alla lovestory tra una ragazza italiana trapiantata in francia e il presidente della repubblica transalpina.

Certo noi non ci scandalizziamo nemmeno di avere un mafioso che è stato eletto due volte presidente del consiglio (e che si è candidato per la terza volta), perché dovremmo di fronte a dati che in qualsiasi altro paese sarebbero come minimo allarmanti?

Ma torniamo al punto nevralgico, quel metodo di insegnamento che è la causa principale dell’odio degli studenti verso il mondo scolastico.

Perché è inutile che i ministri della pubblica istruzione facciano a gara per riformare il sistema se poi non colgono per niente quali sono i veri problemi. Tutti i provvedimenti presi in questi anni sono inutili e dannosi e non hanno fatto altro che peggiorare una situazione in cui era difficile prevedere di peggio. Eppure ci sono riusciti, davvero complimenti!!!

Debiti, non debiti, esami di riparazione, crediti, commissione interna, poi esterna, poi mista, il 7 in condotta prima abolito e poi ripristinato, ecc… Insomma, nemmeno loro sanno quello che vogliono ma ciò che conta è che nessuno di questi provvedimenti è riuscito a cambiare le cose.

E c’è solo una cosa da fare per migliorare veramente le cose: cambiare i programmi, cambiare i metodi di insegnamento, cambiare i professori!!!

La scuola deve essere un piacere, il piacere di imparare, deve insegnarti cos’è la vita, deve darti tutto quello che ti serve per affrontare al meglio il passo successivo, quel mondo del lavoro con il quale contribuirai a far crescere il tuo paese.

E L’università, per chi vuole proseguire negli studi, non dovrebbe essere nient’altro che una specializzazione di ciò che hai imparato negli anni precedenti.

Ma cosa intendo per cambiare i programmi e i metodi di insegnamento? Cerco di spiegarlo nel modo più semplice possibile prendendo ad esempio la mia facoltà e proprio quella Matematica con cui ho aperto il mio post.

Chi di voi non ha avuto problemi in matematica nella sua carriera scolastica? Ma la domanda in realtà è, a chi è davvero piaciuta? Penso che sarebbero in pochissimi a rispondermi in modo affermativo e non posso che comprendere le loro motivazioni. Perché se mi trovate un professore di matematica in Italia che è capace di insegnare questa materia senza dare tutto per scontato, senza pensare che gli alunni sono tutti dei geni matematici, e che è capace di fare appassionare gli studenti, allora portatemelo perché sarebbe un caso più unico che raro. E il problema qual è? Che se non c’è nessuno che è capace di insegnarla, impararla da autodidatta è ancora più difficile, probabilmente la più difficile concettualmente.

E così dopo 5 anni di liceo dove hai annaspato non poco pur di prendere un maledetto 6, ti ritrovi all’università non sapendo un emerito cazzo di quella materia ma almeno pensi:”qua ci sarà qualcuno che te la insegnerà per bene, che ripartirà da zero” e invece no! Perché all’università i professori di matematica sono, se possibile, ancora più incompetenti! E chi c’è a rimetterci?! Ma noi naturalmente!!! E nonostante ci spacchiamo il culo pur di strappare quel 18, che quantomeno ci garantirebbe di non rivedere mai più certi argomenti,  i risultati alla fine sono comunque quelli: 0 sufficienze su 33!

Perché oltre a non farti capire nulla della materia quando è il momento di accertare la tua preparazione quei professori si dimenticano che non sono in una facoltà di matematica e che a me studiare la funzione dell’arcotangente di x fratto x meno 1 non servirà proprio a NIENTE!!!

Quello che vorrò fare io sarà analizzare i dati, esaminare aspetti di una popolazione, capire il perché accadono certi fenomeni, studiarne i legami;  e niente di tutto questo ha a che fare né con l’arcotangente e né tantomeno con lo studio di una funzione di integrale.

Ma purtroppo si da sempre troppa importanza alla teoria e poco alla pratica; pratica intesa come tutti quegli insegnamenti che poi dovranno essere applicati nel mondo del lavoro.

 Perché il punto cruciale è proprio questo: quando i nostri laureati si affacciano a questo nuovo mondo cosa sanno fare veramente? Ma questa è una domanda che richiede un altro post e nuove riflessioni. Per ora chiudo qui convinto che questo mio intervento non possa servire di certo a far ravvedere i professori di matematica e né tantomeno a cambiare il sistema ma almeno mi sono potuto sfogare…  vero Giorgio?!

3 Risposte

  1. vero.. però prodi nn è mafioso è solo un idota che pensa di fregare la gente

  2. veramente mi riferivo a berlusconi ma sull\’idiota a prodi sono d\’accordo
     

  3. Ottimo post Marco, hai colto nel segno.
    Se in Italia i ragazzi sono agli ultimi posti nello studio della matematica, non può che essere colpa di chi la spiega.
    Poi soprattutto nella nostra facoltà devono capire i prof di matematica che devono dare le basi della materia,
    non fare stragi di studenti!
    Dubito che se presenti il compito di mate a uno dei prof di biostatistica o demografia te lo sappiano risolvere.
    Ma tanto a loro che importa?
     

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