Lettura laica della Bibbia 3° parte

Abramo si mette poi a riposare nel caldo di pomeriggio e gli appare  Geova (dio chissà dove è andato). E’ così intontito che scambia Geova per tre persone (capito?). Fa accomodare queste persone, gli lava i piedi, gli ammazza un vitello, gli offre latte acido e latte fresco e quei tre, in coro, gli dissero: “’Dov’è Sara, tua moglie?’ Rispose: ‘è là nella tenda’. Geova continuò: ‘ Tornerò da te tra un anno a questa data , e allora Sara, tua moglie, avrà un figlio’” (19,9 e 10). I tre si sono fatti uno che fa  tutto ciò che già si sapeva meno il ripetere la litania delle promesse. Ora è Sara che, avendo orecchiato, ride. Ride dentro di sé, ma Geova, e come non potrebbe, se ne accorge: “Perché hai riso?” E Sara mente dicendo che non ha riso e Geova gli dice che si …. Insomma un divino battibecco. Prima di chiudere con questo episodio, il mio “capito?” era riferito a molti esegeti cristiani che hanno visto in questo la Trinità (siamo legati a pisolini pomeridiani ed a ubriacature,… che ci possiamo fare?).  

Ora, mentre nel primo racconto dio era salito in alto, in questo secondo racconto i tre si alzano e se ne vanno su una collina a contemplare Sodoma .  

Ed ora, con l’assistenza del dio uno e trino, i malvagi di Sodoma, tornano in scena. E’ Geova che ce lo fa sapere (è tornato uno). Egli dice: “Il grido [non si sa bene di chi] contro Sodomia e Gomorra è troppo grande ed il loro peccato è molto grave: Voglio scendere e vedere se proprio hanno fatto tutto il male di cui è giunto il grido fino a me: lo voglio sapere!” (18, 20 e 21). Che poveraccio che è Geova: ha sentito dire, è salito per vedere, ora scende per vedere meglio? Ma a scendere sono di nuovo i tre uomini ed Abramo resta vicino a Geova dialogando in modo divertente con lui.

E’ Abramo che inizia a parlare a Geova: “Davvero sterminerai il giusto con l’empio? Forse vi sono 50 giusti nella città: davvero li vuoi sopprimere?” (18,23). Risponde il conciliante Geova: “ Se a Sodoma  (non è chiaro se ora è inclusa Gomorra, n.d.r.)  troverò 50 giusti nell’ambito della città, per riguardo a loro perdonerò tutta la città” (18,26). E Abramo inizia il gioco: “ e se ne trovi 45?”.. “e se ne trovi 40?”…. e se ne trovi 10?”…. Geova dice sempre che perdonerà la città. Poi se ne va, salendo in alto e Abramo si ritira a casa.. Intanto due angeli arrivarono a Sodoma sul far della sera e trovano Lot, nipote di Abramo, seduto alle porte della città. Stessa accoglienza che Abramo ha dato ai tre-uno. Ma i sodomiti che avevano visto i due angeli entrare nella casa (tenda) di Lot mostrano di essere veri sodomiti.. Si affollarono davanti alla casa di Lot chiedendo dove fossero “quei due”. Chiedono a Lot di farli uscire perché volevano abusarne. Ma Lot che rispetta l’ospitalità, ha un lampo di genio e offre loro un cambio: “No, fratelli miei, non fate del male! Sentite, io ho due figlie che non hanno ancora conosciuto uomo; lasciate che ve le porti fuori, e fate loro quel che vi piace!” (19, 7 e 8). Quelli insistono. Preferiscono i due uomini (angeli). Ma gli angeli ora si arrabbiano e con un lampo li abbagliarono, barricandosi poi in casa di Lot . Erano impauriti (?) quelli che tra un poco distruggeranno la città! Consigliano Lot di prendere la famiglia ed andarsene. Perché devono distruggere la città come gli ha detto Geova (fin qui la cosa non la si sapeva). Alle esitazioni di Lot lo spingono dicendogli di non guardare indietro (anche qui?). Gli concedono di fermarsi a Zoar, prima delle montagne.  E “Geova (non i due angeli) fece piovere dal cielo sopra Sodoma e Gomorra zolfo e fuoco” (19,24). Geova approfitta nel trasformare in statua di sale la moglie di Lot che si era voltata a guardare ( e che volete?). Al mattino Abramo va a vedere il disastro. Tutto bene a parte la moglie di Lot, persa per sempre. Lot se ne va a vivere in una grotta sulle montagne con le due figlie. E qui altre oscenità. “E la maggiore delle due figlie disse alla più piccola:’ non c’è nessuno in questo territorio per unirsi a noi… Vieni: facciamo bere del vino a nostro padre e poi corichiamoci con lui così faremo sussistere una discendenza di nostro padre’ “ (19, 31 e 32). Insomma la sodomia fa un poco schifo ma l’incesto e la prostituzione vanno bene  a Geova. E poi, questa gente continuamente ubriaca! Quelle donne, scampate ai sodomiti, “quella notte fecero bere del vino al loro padre, e la maggiore andò a coricarsi col padre; ma egli non se ne accorse” (19,33). Stessa cosa successivamente con l’altra figlia “così le figlie di Lot concepirono dal loro padre” (19,36).

Esse generarono le stirpi dei moabiti e degli ammoniti che “esistono fino ad oggi”. Così, dopo gli israeliti abbiamo avuto gli ismaeliti, figli bastardi di Abramo ed Agar, e poi i moabiti e gli ammoniti figli dell’incesto tra Lot, nipote di Abramo, e le figlie. E’ utile qui far notare che la Bibbia dice tutto e tutto il suo contrario. Nel Levitico (ma anche nel Deuteronomio), infatti si dice: “Nessuno si accosterà ad una consanguinea per avere rapporti con lei” (Lv., 18,7) e (Dt., 27, 22). E’ naturale che si tratta di leggi di epoche diverse. E’ il profeta che è un confusionario pazzesco!

Si tratta ora di passare da Abramo ad Isacco.

Abramo che avevamo lasciato ad osservare la distruzione di Sodoma (tutti ammazzati meno che le figlie di Lot che incestuosamente giacevano col padre ubriaco), non termina qui le sue avventure. Ritorna nei pressi del deserto del Negev dove, di nuovo (ma succederà ancora!) spaccerà la moglie per sorella per averne beneficio in schiavi, terre ed armenti. Il gioco, questa volta è tentato da Abramo con il re Abimelech di Gerar, città nella striscia di Gaza al sud della Palestina. Gli presenta la moglie dicendole che è sua sorella. Sara, ormai pratica, dice che è vero. Ma questa volta interviene l’alternanza di dio e di Geova che, in sogno, spiegano le cose ad Abimelech. Il giorno dopo Abimelech restituisce ad Abramo Sara, senza averla toccata e dicendo lui che avrebbe dovuto dire il vero. Qui l’ipocrita Abramo si scusa con un’altra bugia che dovrebbe confermare in parte che Sara è davvero sua sorella (lo sarebbe solo da parte di padre) ma anche sua moglie. Dopo un poco di chiacchiere “Abimelech prese greggi e armenti, schiavi e schiave, li diede ad Abramo e gli restituì la moglie Sara” (20,14) mai toccata. A questo punto Abramo dovrebbe essere fustigato da Geova, ma Geova si accontenta di visitare Sara e di fargli fare il figlio promesso. Così nasce Isacco che vuol dire “Dio ha sorriso”. Qui la madre, al  crescere di Isacco, si sbarazza della concorrenza di Ismaele mandandolo nel deserto a divertirsi con l’arco.

Qui vengono fuori altre storie edificanti che ci fanno apprezzare sempre più Geova.

C’è la prova che deve affrontare Abramo, egli deve sacrificare Isacco. Abramo esegue in silenzio, va sul monte con il figlio, prepara un altare, Isacco sta per prendere un agnello ma Abramo prende Isacco e gli mette il coltello al collo. Qui Geova dice all’angelo di fermare Abramo che si ferma. Questo cosa dovrebbe dimostrare? Che a dio si ubbidisce sempre? O che dio è un miserabile? Ognuno decida per sé tenendo però conto che questo episodio è in piena sintonia con con il culto di Astarte e Moloch (e non è il solo: il dio ebraico ordinerà a Mosè “Il primo parto di ogni madre tra gli israeliti, di uomini o animali, esso appartiene a me” – Es. 13/3 “Il signore disse a Mosè: ‘Dirai agli israeliti che chiunque tra di essi sacrificherà qualcuno dei suoi figli a Moloch, dovrà essere messo a morte per lapidazione’ ” – Es. 20/1 -). Intanto Abramo incassa un’altra alleanza. Avrà quella terra, una discendenza numerosa (sempre un poco contorta, ma poco importa) e che questa discendenza si impadronirà delle città dei nemici. Simpatico Geova, eh? Segue una genealogia della discendenza che, casualmente, non è di Abramo ma di suo fratello Nacor (Gn 22, 20-21) che, a questo punto, non c’entra nulla. Muore la moglie Sara ed Abramo non dispera, intravede il modo di fare nuovi affari. Egli chiede agli Hittiti, nella cui terra si trovava di dargli in proprietà un sepolcro. Quando glielo danno gratis egli lo vuole pagare e sa il perché:” Così il campo di Efron…, il campo e la caverna che vi si trovava con tutti gli alberi che erano dentro il campo e intorno al suo limite, passarono in proprietà di Abramo… Il campo e la caverna che vi si trovava passarono dagli Hittiti ad Abramo in proprietà sepolcrale” (23, 17-20). E su questa proprietà sepolcrale si comincia a compiere la promessa ripetuta infinite volte da Geova, di dare una terra agli eredi di Abramo.

 

Ovviamente continua…

2 Risposte

  1. Trovo il tuo blog pieno di spunti interessanti:è molto piacevole da leggere!Tornerò spesso,Nadia

  2. A quanto la 4° puntata?!?!?
    Fantastico!

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