Evidente

Oggi è l’11/09, un giorno che rimarrà per sempre nella memoria di chi ha vissuto quelle ore di un pomeriggio (in Italia) di 7 anni fa. Questa volta vorrei usare pochissime parole lasciando tutto lo spazio ad un video di Ani di Franco, 8 minuti di autentica poesia, 8 minuti da brividi, per non dimenticare.
 
Per conoscere invece il mio pensiero riguardo ciò che avvenne quel giorno vi lascio i link dei miei interventi di un anno fa:
 
 
 
Ma ora vi lascio al video ringraziando anche Patatrack che mi fece il regalo di passarmi il link.
Buona visione a tutti!
 

L’UTILITA’ DELLA FISICA

Mentre al CERN sta andando tutto secondo pronostico, con il via al più importante esperimento scientifico di tutti i tempi, io cercherò in sintesi di rispondere al commento di Viviana e a tutti coloro che si sono chiesti quali benefici possa comportare tutto ciò.

Prima di tutto chiariamo il concetto di fisica, ovvero di cosa si occupa.

In origine nasce come una branca della filosofia con cui,ancora oggi, mantiene legami profondi; ma è in seguito alla codifica del metodo scientifico di Galileo Galilei che si è talmente sviluppata ed evoluta da conseguire risultati di tale importanza da conquistarsi piena autonomia.

In generale i fisici studiano il comportamento e le interazioni della materia attraverso lo spazio e il tempo. Ma cos’è la materia?

Beh questa è la domanda probabilmente più facile, e allo stesso tempo più complessa, a cui un uomo può rispondere. Perché io sono materia, voi siete materia, tutto ciò che ci circonda è materia; tutto ciò che occupa uno spazio e che possiede una massa, per dare una giusta definizione scientifica.

Mi pare superfluo a questo punto sottolineare l’importanza della fisica e dei suoi studi; definirli quindi dei “capricci” di qualche scienziato mi pare quanto mai azzardato.

Il perché è presto detto e va ricercato soprattutto nelle migliaia di applicazioni che hanno come base studi di fisica.

La ricerca di base è una conditio sine qua non per il progresso tecnologico e i benefici derivati. Senza macchina di Carnot non si costruisce il frigorifero. Senza la fluidodinamica non si progettano gli aerei.

Una buona parte delle tecnologie moderne sono basate, per il loro funzionamento, sulla Meccanica Quantistica, una delle tante branche della Fisica. Ad esempio il laser, il microscopio elettronico e la risonanza magnetica nucleare.

Molti dei fenomeni studiati in struttura della materia sono quanto-meccanici,  di questi fenomeni posso citare la superconduttività e la semiconduttività. Lo studio dei semiconduttori ha portato all’invenzione dei diodi e dei transistor, che sono indispensabili per l’elettronica moderna.

Per non parlare della teoria della relatività con tutto ciò che ha comportato nel mondo scientifico e nella pratica quotidiana.

Se poi vogliamo concentrarci su ciò che concerne la fisica delle particelle, quella branca di cui si occupano i ricercatori del CERN, i risultati sono i seguenti:

·        il World Wide Web,come già detto ieri, è nato proprio al CERN per migliorare gli strumenti di comunicazione scientifica, il protocollo http ed il linguaggio html;

·        l’adroterapia, che cura il cancro attraverso l’uso di acceleratori. Grazie alla possibilità di controllare con precisione l’energia e la localizzazione delle particelle accelerate, è possibile depositare dosi di radiazione in maniera controllata per distruggere le cellule cancerose senza danneggiare i tessuti circostanti.

·        la tomografia ad emissione di positroni, o PET, uno strumento di diagnostica medica che utilizza l’antimateria.

Quindi usando acceleratori molto più piccoli dell’LHC si possono persino salvare vite umane, qualcosa che va ben aldilà di internet, della televisione, dei telefonini e di tutta una serie di invenzioni tecnologiche che ci hanno permesso di vivere meglio.

Tornando infine all’esperimento che da qualche giorno sta monopolizzando i media di tutto il mondo possiamo dire che il vero obiettivo degli scienziati è scovare il bosone di Higgs, nota anche come particella di dio. Ma perché questo nome?

Per un semplice motivo: la teoria la indica come portatrice di forza del campo di Higgs che si ritiene permei l’universo e dia massa a tutte le particelle.

Già! La teoria. Perché in pratica questa particella non è mai stata osservata visto che sempre la teoria  dà  un limite superiore per questa massa di circa 200 GeV (≈3,5×10-25 kg) mentre gli acceleratori fin ora in uso hanno raggiunto energie non superiori a 115 GeV.

Con il funzionamento dell’LHC ci si aspetta la conferma dell’esistenza di questi bosoni.

Osservarli significherebbe capire come si è formata la materia, quella stessa materia che qualche miliardo di anni dopo ha formato l’uomo, non so voi ma il solo pensiero a me fa venire la pelle d’oca.

Concludendo questo intervento vorrei soffermarmi per un attimo su una frase di Viviana che ringrazio per il commento che mi ha dato l’opportunità di scrivere questo post.

“…ci sono cose che l’uomo farebbe meglio a non sapere…”

Questa è una frase che in molti spesso hanno usato o per paura o per fede o per ignoranza, ma che per fortuna non hanno usato tutti quei fisici che hanno dato la loro vita per la ricerca e per rispondere ai perché della vita.

Ricordiamoci che ogni volta che combattiamo discorsi basati sui dogmi, sui luoghi comuni, sulla pigrizia, sul conservatorismo della paura, sulla follia entusiastica dell’anarchismo, su ipotesi infondate, salti logici e idealismo (scarso realismo), abbiamo migliorato il mondo in cui viviamo.

Il metodo fisico è una delle più grandi vette della cultura umana ed una delle componenti irrinunciabili di una società consapevole, delle proprie capacità e dei propri limiti.

Ps: Chi, in questi giorni, dovrebbe essere citato a giudizio dai tribunali, non sono di certo gli scienziati del CERN ma quelli pseudo-scienziati che hanno terrorizzato la gente profetizzando la scomparsa della Terra. Purtroppo c’è chi a questi deficienti ci ha creduto per davvero: una ragazzina di 16 anni, infatti, si è tolta la vita temendo che stesse arrivando la fine del mondo a causa dell’esperimento sul Big Ben. L’adolescente si era lasciata impressionare dai numerosi discorsi apocalittici, tanto da perdere il sonno ed essere molto nervosa. Martedì sera la decisione di uccidersi, ingerendo tavolette di insetticida.

 

LA TERRA E’ IN PERICOLO?

E’ questa la domanda a cui molti di voi stanno cercando di dare risposta dopo che negli ultimi giorni alcuni scienziati hanno lanciato un allarme di non poco conto.

Oggetto della contesa è un esperimento, un esperimento che dovrebbe ricreare le condizioni che esistevano una frazione di secondo dopo il Big Bang, ovvero riportarci indietro nel tempo sino al momento della creazione del nostro universo.

Ma per un gruppo di preoccupati ricercatori l’esperimento comporta il rischio della fine del mondo, la distruzione e anzi la letterale scomparsa del nostro pianeta; si teme infatti che l’esperimento andrà ben oltre le aspettative, creando effettivamente un mini buco nero, che crescerà di dimensioni e potenza fino a risucchiare dentro di sé la terra, divorandola completamente nel giro di quattro anni.

Così,all’ultimo momento, gli oppositori del progetto hanno presentato un ricorso davanti alla Corte Europea dei Diritti Umani, che però lo ha rigettato, salvando il più grande, ambizioso e costoso test scientifico di tutti i tempi.

Ma prima che anche voi vi facciate prendere dal panico sarà bene che leggiate le prossime righe.

Prima di tutto vediamo nello specifico cos’è questo LHC.

LHC è l’acceleratore di particelle più grande e potente mai realizzato dall’uomo, progettato per far collidere protoni ad un’energia nel centro di massa di 14 TeV, mai raggiunta fino ad ora in laboratorio. È costruito all’interno di un tunnel sotterraneo lungo 27 km situata al confine tra la Francia e la Svizzera, originariamente scavato per realizzare il Large Electron-Positron Collider (LEP).

componenti più importanti del LHC sono gli oltre 1600 magneti superconduttori raffreddati alla temperatura di 1,9 K (-271,25 °C) da elio liquido superfluido che realizzeranno un campo magnetico di circa 8 Tesla, necessario a mantenere in orbita i protoni all’energia prevista. Il sistema criogenico di LHC è il più grande che esista al mondo oltre ad essere il luogo massivo più freddo dell’universo.

La macchina accelererà due fasci di particelle che circoleranno in direzioni opposte, ciascuno contenuto in un tubo a vuoto, che collideranno in quattro punti lungo l’orbita, in corrispondenza di caverne nelle quali il tunnel si allarga per lasciare spazio a grandi sale sperimentali. In queste stazioni vi sono i quattro principali esperimenti di fisica delle particelle: ATLAS (A Toroidal LHC ApparatuS), CMS (Compact Muon Solenoid), LHCb ed ALICE (A Large Ion Collider Experiment). Si tratta di enormi apparati costituiti da numerosi rivelatori che utilizzano tecnologie diverse e opereranno intorno al punto in cui i fasci collidono. Nelle collisioni saranno prodotte, grazie alla trasformazione di una parte dell’altissima energia in massa, numerosissime particelle che attraverseranno rivelatori e le cui proprietà saranno misurate dai rivelatori.

Ma quali sono le finalità scientifiche? Vediamolo subito…

I fisici di tutto il mondo si propongono di utilizzare LHC per avere risposte a varie questioni che reputano fondamentali per il proseguimento dell’indagine fisica.

 

Ora, queste sono tutte domande che una persona comune probabilmente non si farà mai nella propria vita, ma per uno scienziato rispondere ad uno solo di quei quesiti significa realizzare il sogno di una vita nonché contribuire al miglioramento di questo mondo.

Ma veniamo a ciò che probabilmente più interessa al popolo, ovvero se ci siano degli effettivi rischi per la Terra.

Come abbiamo visto in precedenza, secondo alcuni l’LHC potrebbe causare la distruzione della Terra. Secondo questi il CERN potrebbe:

Il CERN, dopo accurati studi teorici ha ribadito le conclusioni di una valutazione già fatta nel 2003 secondo la quale non sussiste alcun pericolo.

Nel 2003 il CERN aveva sostenuto che è noto da tempo che la Terra viene costantemente colpita da raggi cosmici di energia anche enormemente superiore a quella dei fasci di LHC, senza che ciò causi alcun danno. Inoltre, se pure venissero prodotti mini buchi neri, essi evaporerebbero immediatamente per via della radiazione di Hawking e quindi sarebbero innocui.

Walter Wagner, un avvocato, aveva sostenuto che un mini buco nero creato in laboratorio è considerevolmente differente da uno creato dai raggi cosmici ad alta energia che colpiscono la Terra. Se i raggi cosmici producono veramente mini buchi neri, come sostengono alcune teorie, viaggerebbero a una velocità relativa alla Terra molto alta (0,9999 c) e, come un neutrino, attraverserebbero la Terra in circa 0,25 secondi senza interagire con la materia; o al massimo se interagissero comunque inghiottirebbero al massimo qualche quark a un ritmo molto lento. Al contrario un mini buco nero creato nell’LHC sarebbe relativamente a riposo, e ci sarebbe una probabilità su 105 che non raggiunga la velocità di fuga terrestre; nel caso la velocità del minibuco nero fosse minore della velocità di fuga della Terra verrebbe catturato dal campo gravitazionale terrestre e dopo un po’ di tempo interagirebbe lentamente con la materia e acquisterebbe sempre più massa fino a inghiottire la Terra. Questo a patto che la radiazione di Hawking non esista perché se esistesse allora il mini buco nero evaporerebbe e non ci sarebbe pericolo.

Per quanto riguarda la radiazione di Hawking la sua esistenza non è stata ancora verificata e quindi potrebbe anche non esistere. Se non esistesse i mini buchi neri creati sarebbero stabili e potrebbero distruggere la Terra. Tuttavia, afferma il fisico Landsberg, anche se Hawking sbagliasse il mini buco nero divorerebbe la materia così lentamente che per divorare un milligrammo ci vorrebbe più dell’età dell’universo .

Gli scienziati del CERN, come ad esempio l’italiano Michelangelo Mangano, hanno rivisto ed aggiornato la valutazione dei rischi del 2003 producendo una nuova valutazione dei rischi nella quale hanno ribadito che non c’è nessun pericolo perché:

  • per quanto riguarda i buchi neri, essi non sarebbero una minaccia perché:
    • evaporerebbero in 10-27 sec. a causa della radiazione di Hawking
      • se non evaporassero, questo vorrebbe dire che la meccanica quantistica è errata e ciò è altamente improbabile.
    • pur ammettendo che alcuni mini buchi neri potessero non riuscire a raggiungere la velocità di fuga terrestre, sostiene che, anche se non evaporassero, i mini buchi neri ci metterebbero tempi enormi (tipo 1011 anni) per inghiottire la Terra.
    • Inoltre se i buchi neri prodotti dal LHC fossero una minaccia, allora le stelle di neutroni vivrebbero al massimo 100 milioni di anni. Sono state osservate invece stelle di neutroni con più di un miliardo di anni di età. Dunque la probabilità che venga distrutta la Terra è molto bassa, all’incirca 1 su 1022.
  • per quanto riguarda gli strangelet non sarebbero una minaccia perché:
    • è improbabile che gli strangelet creatisi siano carichi negativamente (poiché il numero di quark strange è minore del numero di quark down e di quark up)
    • pur ammettendo che si potessero creare all’LHC alcuni strangelet abbastanza lenti da non rompersi e che siano quindi liberi di crescere, non sarebbero una minaccia perché:
      • se i raggi cosmici generassero strangelet lenti e intrappolati nel campo magnetico galattico, finirebbero in nuvole di gas e dentro le stelle. Le frequenze di esplosioni simili a quelle delle stelle di neutroni lo smentiscono.
      • man mano che cresce la densità di energia, diminuisce la probabilità che si generino strangelet. Dunque non si potrebbero generare all’LHC.
  • per quanto riguarda i monopoli magnetici non sarebbero una minaccia perché:
    • la Terra viene costantemente colpita da raggi cosmici di energia anche enormemente superiore a quella dei fasci di LHC, senza che ciò causi alcun danno.
  • idem per il decadimento del falso vuoto.
  •  

    Quindi ragazzi nessun allarmismo, la Terra scomparirà un giorno, ma quel giorno lontano né io e né voi saremmo lì a “salutare” l’evento.

    Nel frattempo lasciamo che questi scienziati siano liberi di condurre i loro studi ricordandoci che è soprattutto grazie a loro che oggi possiamo godere della tecnologia che ci permette di vivere in modo adeguato.

    Un esempio? E’ stato proprio un ricercatore del CERN a creare nel 1991 il Web, la più grande rete di computer ad accesso pubblico mai realizzata al mondo e che oggi permette a me di condividere con voi questo post.

    Appuntamento quindi domani alle 9.30 quando il primo fascio di protoni compirà un giro completo del gigantesco anello che corre per 27 Km nel sottosuolo, a 100 metri di profondità sul confine tra Francia e Svizzera. Un giro di rodaggio che è l’inizio di un’eccezionale avventura scientifica.

    Buon Big Bang a tutti!!!

     

      

    Curiosità:

    ·         Sul sito web del CERN è stata messa a disposizione in 1589 pagine e 115 megabyte la documentazione completa riguardo gli esperimenti e l’intera struttura dell’anello e dei rilevatori posizionati al suo interno.

    ·         Sempre sul sito del CERN è possibile aggiornarsi sullo stato dell’arte del progetto

    ·         Su YouTube alcuni scienziati del CERN appassionati di musica hanno divulgato, in via del tutto informale, un video rap che spiega in maniera semplice e divertente il funzionamento dell’acceleratore e il suo scopo.

    ·         L’evento del 10 settembre 2008 sarà trasmesso in diretta via Internet dal Live Webcast del CERN e diffuso attraverso molti network europei. Anche l’INFN ha annunciato una diretta dell’evento che si terrà dalle ore 9:00 alle ore 11:00, presso la presidenza dell’INFN in piazza dei Caprettari 70 a Roma, sia un webcast disponibile presso il sito internet dell’Istituto.

    ·         L’Imperial College di Londra ha messo a disposizione un sito per monitorare in tempo reale l’utilizzo della LCG (Worldwide LHC Computing Grid), la griglia di elaboratori usata per la composizione e analisi dei dati provenienti dagli esperimenti del LHC.

     

     Fonti:

    www.ilsole24ore.com

    www.wikipedia.com

     

     

    Una vacanza che conduce ad un bivio

    Rieccoci qua… Come avete notato (solo per gli assidui frequentatori ovviamente) anche il blog, oltre al suo proprietario, se ne è andato in vacanza per un abbondante mesetto.

    E’ stata tutto sommato una bella estate trascorsa tra Milano, Verona e Maiorca.

    Diciamo che la vera vacanza è stata quella trascorsa nell’isola spagnola, 10 giorni che definirli avventurosi è un eufemismo.

    Il bilancio di questa vacanza si potrebbe riassumere in un cellulare rotto, in una scheda misteriosamente smagnetizzata, in un conto in banca negativo con l’impossibilità di prelevare in terra iberica negli ultimi due giorni e dulcis in fundo in una bella ustione di secondo grado.

    Sarebbe però ingiusto ricordare solo le disavventure dei dieci giorni passati sull’isola, perché nonostante tutto sono stati dieci giorni davvero divertenti. A renderli piacevoli è stata soprattutto la compagnia dei miei due compagni di viaggio: il “cugnado” e l’amico del “cugnado”. E non posso tralasciare il mitico pandino che ci ha accompagnato in giro per l’isola, anche su strade  dove un suv farebbe fatica ad avanzare.

    Di Maiorca porterò il ricordo dei meravigliosi paesaggi, delle bellissime spiagge, del Level (discoteca non grandissima ma davvero carina), dei buttadentro posti ad ogni angolo delle strade e delle spiagge pronti a tutto pur di venderti una prevendita, del trenino per Soller che ci ha fatto svegliare alle 6.30 di mattina, di Cala Rajada (senza dubbio la spiaggia più bella), del mitico ostello Alcina con piscina, delle grotte del drago e infine del fantastico belvedere di Formentor.

    Chiusa la parentesi maiorchina il resto delle vacanze è trascorso in tutta tranquillità nella mia città natale, Verona, incollato alla tv per seguire minuto per minuto le gesta dei nostri atleti (e non solo) impegnati nel più importante avvenimento sportivo del pianeta, le Olimpiadi.

    Tante emozioni racchiuse in pochi secondi; dalla gioia per una stoccata vincente alla delusione per un pronostico mancato, dalla sorpresa per una medaglia arrivata da chi meno te l’aspetti alla beffa per una medaglia mancata magari per un centimetro, per un decimo di secondo o semplicemente per l’imparzialità di un giudice.  E poi i record e le imprese di uomini e donne straordinari che anche se non appartengono alla tua nazione non puoi fare a meno di applaudire ed emozionarti con loro.

    E’ semplicemente la magia dello sport, quello sport che riesce ad unire ciò che l’uomo si ostina ancora a dividere.

    Ma ora è arrivato il momento di tornare alla vita da studente universitario, gli esami incombono e l’obiettivo laurea è sempre lì, non troppo distante ma neanche vicinissimo. Ci saranno parecchie decisioni da prendere nei prossimi mesi, scelte che potrebbero cambiarmi drasticamente la vita, tanti bivi che potrebbero racchiudersi in unico grande bivio da oltrepassare, perché le strade della vita sono a senso unico, non si può tornare indietro e a volte sei costretto a svoltare o a destra o a sinistra per non cadere in un burrone.

    Tra una scelta e l’altra comunque non abbandonerò questo blog e continuerò a raccontarvi curiosità, ad esporvi le mie opinioni e a confrontarmi con voi su questo mondo sempre più malato.

    Nel frattempo vi lascio con questo video e questa canzone a cui sono particolarmente legato, a tal punto da farla diventare il titolo del mio romanzo.

    Un beso per todos!!!