Una vacanza che conduce ad un bivio

Rieccoci qua… Come avete notato (solo per gli assidui frequentatori ovviamente) anche il blog, oltre al suo proprietario, se ne è andato in vacanza per un abbondante mesetto.

E’ stata tutto sommato una bella estate trascorsa tra Milano, Verona e Maiorca.

Diciamo che la vera vacanza è stata quella trascorsa nell’isola spagnola, 10 giorni che definirli avventurosi è un eufemismo.

Il bilancio di questa vacanza si potrebbe riassumere in un cellulare rotto, in una scheda misteriosamente smagnetizzata, in un conto in banca negativo con l’impossibilità di prelevare in terra iberica negli ultimi due giorni e dulcis in fundo in una bella ustione di secondo grado.

Sarebbe però ingiusto ricordare solo le disavventure dei dieci giorni passati sull’isola, perché nonostante tutto sono stati dieci giorni davvero divertenti. A renderli piacevoli è stata soprattutto la compagnia dei miei due compagni di viaggio: il “cugnado” e l’amico del “cugnado”. E non posso tralasciare il mitico pandino che ci ha accompagnato in giro per l’isola, anche su strade  dove un suv farebbe fatica ad avanzare.

Di Maiorca porterò il ricordo dei meravigliosi paesaggi, delle bellissime spiagge, del Level (discoteca non grandissima ma davvero carina), dei buttadentro posti ad ogni angolo delle strade e delle spiagge pronti a tutto pur di venderti una prevendita, del trenino per Soller che ci ha fatto svegliare alle 6.30 di mattina, di Cala Rajada (senza dubbio la spiaggia più bella), del mitico ostello Alcina con piscina, delle grotte del drago e infine del fantastico belvedere di Formentor.

Chiusa la parentesi maiorchina il resto delle vacanze è trascorso in tutta tranquillità nella mia città natale, Verona, incollato alla tv per seguire minuto per minuto le gesta dei nostri atleti (e non solo) impegnati nel più importante avvenimento sportivo del pianeta, le Olimpiadi.

Tante emozioni racchiuse in pochi secondi; dalla gioia per una stoccata vincente alla delusione per un pronostico mancato, dalla sorpresa per una medaglia arrivata da chi meno te l’aspetti alla beffa per una medaglia mancata magari per un centimetro, per un decimo di secondo o semplicemente per l’imparzialità di un giudice.  E poi i record e le imprese di uomini e donne straordinari che anche se non appartengono alla tua nazione non puoi fare a meno di applaudire ed emozionarti con loro.

E’ semplicemente la magia dello sport, quello sport che riesce ad unire ciò che l’uomo si ostina ancora a dividere.

Ma ora è arrivato il momento di tornare alla vita da studente universitario, gli esami incombono e l’obiettivo laurea è sempre lì, non troppo distante ma neanche vicinissimo. Ci saranno parecchie decisioni da prendere nei prossimi mesi, scelte che potrebbero cambiarmi drasticamente la vita, tanti bivi che potrebbero racchiudersi in unico grande bivio da oltrepassare, perché le strade della vita sono a senso unico, non si può tornare indietro e a volte sei costretto a svoltare o a destra o a sinistra per non cadere in un burrone.

Tra una scelta e l’altra comunque non abbandonerò questo blog e continuerò a raccontarvi curiosità, ad esporvi le mie opinioni e a confrontarmi con voi su questo mondo sempre più malato.

Nel frattempo vi lascio con questo video e questa canzone a cui sono particolarmente legato, a tal punto da farla diventare il titolo del mio romanzo.

Un beso per todos!!!

  

  

Una Risposta

  1. buon rientro allora 🙂
     
    ps: guarda che ti leggo anche se nn scrivo…

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