Più impegno, più rigore…… Più asini!

C.V.D., o meglio, come volevasi dimostrare… Mi riferisco ad alcuni dati sul sistema scolastico in Italia che negli ultimi giorni sono passati, come sempre, in secondo piano su giornali e tv italiani. Avevo già espresso tutte le mie perplessità sull’istruzione nel nostro Paese in questo post http://lodeitaly.spaces.live.com/blog/cns!A6B26D57431FC6A9!1016.entry  ma ora anche i primi dati sulle bocciature sembrano darmi ragione. Infatti da un campione effettuato sul 13% delle scuole relativo agli ammessi all’esame di maturità, è risultato esserci un incremento dei non ammessi dell’1,6 % rispetto all’anno precedente.

«Nessuno si compiace dell’aumento delle bocciature – ha commentato il ministro Mariastella Gelmini – ma credo anche che queste cifre significhino che sta tornando la scuola della serietà e del merito. Basta con la scuola buonista che danneggia gli studenti».

Scuola della serietà e del merito??!! A smentirla ci ha pensato un indagine dell’OCSE che mette a nudo alcuni problemi della scuola italiana. Troppi soldi e spesi malissimo, troppi insegnanti, e un rapporto tra costi e apprendimento tra i più bassi d’Europa. Insomma, questa scuola sarà anche diventata più “dura” con l’ultima riforma ma rimane una scuola di “asini”! Risultato che porta sempre più studenti a passare dalle scuole pubbliche a quelle private, con grande soddisfazione dell’attuale ministro e non solo.

Probabilmente ne vedremo ancora di riforme nei prossimi anni ma dubito che i risultati cambieranno finché qualcuno non riuscirà a cogliere quali siano i veri problemi e dove intervenire.

Vi lascio qui di seguito un articolo di Roberto Renzetti, dal suo sito www.fisicamente.net; un articolo a tratti molto duro e che non condivido pienamente ma che fa una fotografia reale di quale sia la situazione attuale della scuola italiana:

DUE PAROLE SULLA SCUOLASono anni che insisto ma conto meno di zero e quindi non è servito a nulla. Mi dispiace solo che il sindacato nel quale militavo (CGIL Scuola) non solo non mi abbia ascoltato ma mi abbia emarginato addirittura con veti (accettati da un tal Burattini di Rifondazione) per la mia partecipazione al Congresso del 2002 ed abbia sostenuto l’inizio della fine della Scuola Pubblica (naturalmente loro non sapevano perché amministrano il giorno per giorno rompendo solo le balle al futuro).
Oggi l’OCSE, un ente fallimentare, di quelli che hanno creato la crisi mondiale perché sostenuto da tutti i fondi ladroni che hanno spogliato tutti noi, tale entità privata viene a dirci che SECONDO SUOI PARAMETRI la scuola italiana non funziona. E dove non funzionerebbe ? L’ha detto quell’arpia che rappresenta l’OCSE: costa troppo e produce poco.

Cosa c’entra il costo con la qualità in un servizio pubblico ? Come dire che un treno non deve arrivare fino ad uno sperduto paesino di 100 abitanti perché la cosa non rende. Chi segue questi rapinatori mondiali è scemo, sia esso sindacato o partito per non dir di ministro (ma qui mi scompiscerei dal ridere se la cosa non fosse tragica come è tragica l’ignoranza totale, completa, abissale al potere insieme ad interessi da bottega).
Quindi l’OCSE non ha titolo alcuno sulla vicenda scuola. E’ solo interessata alla scuola che non sia più pubblica ma divenga privata perché la scuola muove centinaia di miliardi di euro ogni anno. La cosa fu detta anche in un convegno della Fondazione Gorbaciov (grande comunista di merda che anticipava i D’Alema ed i Veltroni) a San Francisco nel 1995 … Occorreva riprendersi i soldi e non lasciarli alla gestione pubblica.
Ma veniamo alla scuola che, indubbiamente ha perso molti punti in qualità.
La cosa inizia a precipitare con gli ignavi illuministi-liberisti al potere. Il primo governo Prodi (poi D’Alema, poi Amato) è l’inizio delle catastrofi. Il precariato nasce lì da tal Treu, ometto amato da Lanzillotta. Lì nasce la prima guerra mossa dall’Italia ad un Paese terzo che non ci aveva fatto nulla contro di noi (oltre ad aver dato ospitalità ai nostri partigiani (ma che ne sa D’Alema ?): la Jugoslavia; … Nascono lì tante riforme che non mi metto ad elencare (c’è anche la legittimazione di un marpione come Berlusconi). La peggiore in assoluto fu quella della scuola di Berlinguer e poi De Mauro (un chiacchierone su tutto … e basta. Tanto è vero che è intoccabile).
Si smontarono le certezze scolastiche, la continuità didattica e la struttura classe. Si inventarono i dibattiti mimando la TV. Si inventarono i percorsi (vera bestialità), i sei rossi, gli esami facili, le ammissioni regalate, i richiami continui agli insegnanti che lavoravano (sempre soli contro qualunque genitore-sindacalista del figlio), la dirigenza di una massa di servili ignoranti (salvo pochi che però non ho sentito incazzarsi) che non hanno avuto scrupoli a passare a manager senza esami veri, la parità scolastica, i finanziamenti alle scuole dei preti (diplomifici e fabbrica di ignoranti totali), il ruolo ai professori di religione, la soppressione del “pubblico” dal Ministero. Tutto questo e molto altro, basta leggersi i documenti dei pretoriani della distruzione, gli psicopedagogisti (a proposito: dove sono i vecchi chiacchieroni, che quando parlavano si sbrodolavano sporcando non solo il vestito proprio ma anche dell’interlocutore, oggi ?). Un tal Maragliano diceva che occorre togliere alla scuola tutto ciò che sa di scuola. E poi questa matematica così estranea al mondo dei ragazzi, e le discipline poi, … Insomma la scuola deve diventare un luogo ludico, dove divertirsi. Come Villa Certosa, così insegnano i reality e le mignotatte della Tv.
Ecco, personaggi del genere sarebbero da mandare in galera per aver portato avanti IDIOZIE TOTALI senza riferimenti sperimentali o epistemologicamente controllabili. Lor signori sono gli zerbini del potere e dicono e fanno tutto quello che il potere vuole. In economia si direbbe “partita di giro”. Hanno solo accondisceso al populismo di alcuni rimbambiti ministeriali, onnipascenti, che ancora oggi circolano per forum raccontando stesse cose, nonostante il disastro, e, per di più, mettendo molti punti esclamativi. A dieci anni da Berlinguer misuriamo la produzione di quella scuola che la Moratti ha ripreso pari pari e che Fioroni (ma chi era costui ?) ha indefessamente sostenuto (il personaggio è noto per maggiori finanziamenti alle scuole clericali con lettere in cui diceva che “per mio interessamento”. Poi si dice che è la sinistra che ha fatto cadere il governo Prodi. Se così fosse stato avrebbe avuto il merito di cacciare uno che come primo provvedimento per salvare l’Italia mi ha ridotto per trattenute la pensione di 50 euro (per non dire degli altri danni infiniti …come il riempire moduli fino a che morte auspicatamente non arrivi).
Poi venne il nulla al ministero che parla da cane e fa gli esami a Reggio Calabria. Pure brutta ed odiosa, buona solo per frustate sadomaso. Il merito di costei ? Non lo posso dire ma qualcuno l’ha messa vicino alla Brambilla vestita dark. Costei con la scuola non c’entra nulla e non c’è mai entrata nulla e quando se ne andrà sarà sputtanata a vita (più di quanto non lo sia stata ora). E’ una poveretta mai emersa in nulla, a parte il dark, Berlusconi che l’apprezza (caz …!) e lo zio prete pedofilo.
Lei dice che basta con le promozioni facili (qui c’è da capire se si è pentita di Reggio Calabria) la scuola deve tornare seria e perché torni seria offre dei bonus a chi se ne vuole andare alle private. Caspita il massacro delle finanze della scuola pubblica risovelrebbe tutto ?. Senza toccare le scuole private e quelle dei preti ? Per sistemare le cose, secondo la racchia, occorre togliere alunni dalle pubbliche per mandarle alle private offrendo soldi. E questo sarebbe un ministro della Repubblica ? Ma esistono ancora i forconi ? Possibile che lo snaturamento della professione abbia reso i professori i pettegoli della sala professori che parlano del matrimonio dell’amica o del battesimo della nipotina ? C’è ancora un poco d’orgoglio ?
Alle famiglie poi. Avete contribuito in modo vergognoso a questa situazione. Avete attaccato la scuola pubblica facendo i sindacalisti dei vostri figli che andavano spinti a studiare, anche a calcioni. La scuola non è ciò che dice Maragliano ma FATICA. Fatica che serve a crescere, a formarsi, a conquistare spirito critico che permette di difendersi dai buffoni e bugiardi al potere. Ma a chi lo dico ? A chi già non è in grado di capire ? A chi è entrato nella valanga che rotola a valle in attesa del tonfo sul Paese ?
Con tutto ciò che accade non vedo proteste. Mi arrivano news della CGIL Scuola, di Legambiente, del CIDI, di Proteo. Il nulla ed il pianto conditi con la scuola dell’autonomia la madre di tutte le bestialità di Berlinguer, Maragliano e genio distruttori. Perché non vi sbarazzate di questi parassiti che vivono una vita agiata di distaccati perché vi sono iscritti che glielo permettono ?. Ed il distacco il Ministero lo dà perché si è ubbidienti. Da questi personaggi piccole critiche certamente ma mai ai nodi dei problemi. Cacciateli via prima che potete, sono un grande aiuto al potere, svendono il vostro consenso che diventa il blaterare del nulla, nipote del prete pedofilo.
E davvero non vorrei parlare più di scuola. E’ il luogo principe dove si formano i cittadini. E’ l’inizio della democrazia, è la conoscenza indispensabile per scelte consapevoli. Ma da dieci anni sto male osservando cosa sta accadendo nella quasi generale indifferenza. Cosa dovrei aggiungere se le analisi ne ho fatte a iosa e se quelle analisi portano inesorabilmente al sempre peggio ?
R

17 Risposte

  1. Ma infatti la scuola seria si fa con i contenuti non con le bocciature!

  2. la scuola si fa con i contenuti d\’accordo ma quando questi contenuti non vengono recepiti dagli alunni bisogna fare capire loro che devono studiare e senza tante chiacchiere.

  3. Non sempre il problema e\’ degli alunni….spesso trovi prof incapaci metodologicamente didatticamente e umanamente!

  4. E\’ questo il vero problema; professori INCAPACI metodologicamente didatticamente e umanamente! Bisogna cambiare i metodi di insegnamento, bisogna cambiare i professori attuali, o quantomeno quelli che non sono capaci di insegnare.

  5. be evidentemente i miei figli sono stati fortunati, perchè mediamente i loro professori sono stati più che decenti e hanno sempre frequentato scuole pubbliche. Ovviamente ci sono casi di professori che non sanno insegnare, perchè oltre ad essere preparato devi anche avere questo dono, ma come in tutte le professioni ci sono capaci ed incapaci. Sta alla famiglia vigilare e fare in modo che al ragazzo sia proposto il meglio. Io non ho mai delegato alla scuola il ruolo di educare un figlio, ho sempre considerato un professore un supporto al mio ruolo di genitore, non un surrogato. Ciao

  6. Se sono stati fortunati non sei tu a doverlo dire, dovrei parlare con i tuoi figli per capire se al di la del voto e delle nozioni imparate sono stati soddisfatti di come gli e\’ stata insegnata la materia , ma ricordati angelo che non tutti i genitori sono come te e la scuola rimane la piu\’ grande opportunita\’ di educazione per molti , soprattutto nelle zone in cui abito, dove (senza troppo vittimismo) la realta\’ e\’ ben diversa per strutture scolastiche (da schifo)e platea di alunni e genitori.Per i contenuti mi riferivo al fatto che oggi tra progetti e progettini si fanno tante ore superflue che tolgono solo tempo a cio\’ che rimane fondamentale

  7. Ritengo che per essere definito un buon insegnante devi saper trasmettere la passione per la materia che insegni a chi la insegni. In 13 anni di scuola non ricordo di aver trovato mai un professore che mi abbia trasmesso questa passione. Le mie passioni, la storia, la statistica e la religione, me le sono coltivate da autodidatta. Se agli studenti fosse trasmesso invece quel piacere di sapere probabilmente quando tornerebbero a casa andrebbero ad approfondire la loro conoscenza piuttosto che passare i pomeriggi a giocare con la playstation o a cazzeggiare. Non che cazzeggiare ogni tanto non faccia bene, ma non avere interessi e non avere passioni porta a quei risultati che sono sotto agli occhi di tutti.

  8. X marcosei stato sfortunato…pensa che io ricordo ancora parecchi dei miei insegnanti e ne sono passati di anni. Io credo che come sempre la cosa giusta sia nel mezzo, non bisogna demonizzare la categoria degli insegnanti e neppure esaltare come scevra da ogni colpa quella degli allievi. come ci sono insegnanti che non dovrebbero occupare certe catedre, cosi ci sono alunni che farebbero bene ad andare a zappare (con tutto il rispetto per chi zappa).

  9. E i genitori farebbero bene a mandarceli, a zappare, invece di iscriverli alla scuola privata per farli promuovere a forza…(PS: Bella la statistica!)

  10. quella delle scuole private è una vera vergogna.

  11. Parlando di insegnanti, quelli di cui ho effettivamente un buon ricordo sono forse… due o qualcosa del genere; gli unici che avrei piacere a rivedere. Questo non li rende certo esenti da difetti per quanto riguarda la didattica, comunque.

  12. tutti abbiamo difetti, come su una pianta di ciliege trovi ciliege buone ed altre col verme… basta saper scegliere e a volte anche quelle col verme se pulite sono buone.

  13. Be Alberto tu come genitore anche consapevole delle limitate capacita\’ di tuo figlio o cosciente che non ha voglia, non faresti di tutto per convincerlo a studiare almeno quanto basta per un futuro decente?.Ora, tutto il rispetto per chi zappa, ma credo che ogni genitore vorrebbe vedere un figlio realizzato professionalmente, allora io penso che uno dei problemi sia proprio questo, la scuola non da nessuna opportunita\’ di scelta. Quale scuola oggi ti presenta una seria realta\’ "alternativa" al continuo studi?Spesso mi chiedo quanto sarebbero utili quelle famose botteghe di un tempo , dove il lavoro veniva valorizzato, era un arte e non un ripiego mal pagato e svalorizzato da cui tutti fuggono.Per quanto riguarda i docenti. credo che buona parte del loro rendimento dipende anche dai genitori, faccio un semplicissimo esempio: se io come insegnante non ho nessun potere (professionalmente parlando) di riprendere un alunno perche\’ magari il genitore si oppone al mio metodo che apparentemente puo\’ essere anche duro o fuori dagli schemi tradizionali,non avro\’ possibilita\’ di trasmettere in pieno una didattica capace di far venire fuori il meglio della materia e delle potenzialita\’ dello stesso alunno.A parte i prf sfaticati e incompetenti , quelli che ci credono spesso hanno mani legate da strutture inefficienti, presidi assenteisti, genitori ignoranti e alunni sfaticati.

  14. Bisogna vedere in quale modo lo riprendi l\’alunno… ma questo è un altro discorso

  15. Sto parlando di una semplice sgridata Marco…quando il dialogo diventa impossibile ;Oggi il ruolo del docente viene troppo spesso svalutato dai genitori agli occhi dell\’alunno questo nella migliore delle ipotesi, nella peggiore c\’e\’ anche chi ti minaccia di crearti problemi se il bambino viene sgridato o lo studente viene rimandato.Intanto la maleducazione dilaga sempre di piu\’ e il rispetto per il docente va a farsi benedire.

  16. Ma è esattamente quello che sto dicendo, Giovy. Ma che modo è far promuovere il figlio mandandolo alla scuola privata? Cosa si spera di ottenere? Penso che l\’articolo parli benissimo quando parla di genitori "sindacalisti dei propri figli". E\’ esattamente così, al giorno d\’oggi! Personalmente, poi, ho conosciuto gente che davvero a scuola non aveva davvero la minima voglia, mandata avanti a forza dai genitori con i soliti trucchetti. Una volta un mio amico propose ad uno di loro, se non aveva voglia di studiare, di trovarsi un lavoro. Quello gli è praticamente scoppiato a ridere in faccia. Credo avrebbe riso di meno e studiato di più se fossero stati i genitori a ventilare la possibilità di mandarlo a lavorare.

  17. il problema è proprio quello… si è frantumata la figura del docente e la famiglia che è stata buona artefice di questa frantumazione l\’ha sostituita con il nulla piu profondo. I risultati sono generazioni di sbandati a cui sembra essere dovuto tutto per il solo fatto di esistere. Dici bene giovy… mancano falegnami, pittori, idraulici, elettricisti e cosi via… ma a noi piace fare gli avvocati.

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