Questione di ottimismo

E’ piuttosto raro leggere un post di calcio sul mio blog; ne scrivo un paio all’anno. Questo perchè il calcio occupa già buona parte della mia vita e uso questo spazio per parlare di argomenti che solitamente non tratto in famiglia o con gli amici.

Condivido con voi però questa lettera, che ho spedito alla redazione di milannews e che è stata pubblicata a questo indirizzo http://www.milannews.it/?action=read&idnotizia=10643.

Buongiorno a tutti, volevo condividere con voi ciò che penso dell’attuale situazione del Milan: dal mercato, aperto solo due giorni fa, alle aspettative che ripongo nella squadra che affronterà la prossima stagione.

Vedo troppo pessimismo da parte dei tifosi milanisti, e in altri vedo troppa esaltazione dopo l’acquisto di Huntelaar. Ho letto commenti di tifosi che ora sognano tre-quattro acquisti e che hanno incominciato a spararle grosse: due-tre terzini, Fabregas, Hernanes, Rossi, Robben, Snejder, ecc… Non illudetevi!!! Il Milan ha cambiato politica quest anno, puntando tutto sul bilancio, e l’acquisto di Kakà ne è stata la dimostrazione. Chi fa i conti di mercato usando i soldi del brasiliano sbaglia di grosso, quei 68 milioni non verranno reinvestiti per NESSUNO! Quindi non fate voli pindarici e scordatevi quei soldi.

Ho letto nei commenti dei tifosi e di alcuna parte della stampa molta delusione dopo il summit di mercato tra Berlusconi, Galliani e Leonardo. E la prima reazione che ho avuto è stata: “Ma cosa ci si aspettava da questo incontro???” Si credeva davvero che Berlusconi arrivasse davanti alle telecamere e dicesse che c’è mezza squadra da rifare dopo che un mese fa aveva chiaramente detto che nessuno ci era inferiore? Non l’avrebbe mai e poi mai fatta una cosa simile; ma comunque l’incontro ha avuto i suoi risvolti positivi. Il primo è stato quello di riconfermare Pirlo (se il Milan l’avesse venduto sarebbe stato molto difficile rimpiazzarlo, e poi sono molto curioso di vedere Andrea in un ruolo diverso rispetto a dove siamo stati abituati a vederlo giocare), la seconda nota positiva è stata sicuramente la scelta di andare sul mercato per acquistare un attaccante. Berlusconi era convinto che il Milan avesse potuto giocare l’intera stagione con gli attaccanti che aveva, è per questo che non arrivava nessuno. Il colloquio con Galliani e Leonardo gli ha fatto però capire che la stagione è lunga e visti gli infortuni dell’anno scorso bisognava assolutamente investire per un bomber affidabile. L’accordo per Hunteelar c’era da un pezzo secondo me (lo stesso giocatore ha rifiutato lo Stoccarda perché sperava in una chiamata del Milan) ma finché Berlusconi non avesse cambiato idea, Galliani aveva le mani legate. Nel momento in cui il Presidente ha dato il via libera il giocatore è stato acquistato nel giro di pochissime ore.

Molti si chiedono perché Huntelaar non sia stato inserito nell’affare Kakà; la risposta è semplicissima: il Milan era convinto di acquistare Dzeko (grave errore di valutazione) quando ha ceduto il brasiliano e così non pensava a nessun altro attaccante.

Tra tutti i bomber che potevano arrivare Huntelaar è senza ombra di dubbio il migliore; arriva al Milan con una media-gol impressionante. 76 gol in 92 partite con l’Ajax, 13 in 21 con la Nazionale Olandese sono un ruolino spaventoso per un attaccante.

E attenzione a chi considera fallimentare la sua esperienza al Real Madrid, 9 gol in 18 partite (mezza stagione), sono gli stessi che ha fatto un certo Alexandre Pato alla sua prima stagione al Milan. E’ ovvio che con Benzema, Ronaldo, Kakà, Higuain, sia rimasto chiuso.

Ma fidatevi, è un grandissimo acquisto. Meglio di Dzeko (ha fatto una sola stagione a grandi livelli ma prima chi lo conosceva?) e meglio di Luis Fabiano (una discreta Confederations Cup non fa di un calciatore un fuoriclasse, ha fatto solo 8 gol nell’ultima stagione).

Il Milan aveva bisogno di un centravanti alla Inzaghi, uno che trasformi in gol ogni pallone sporco che passa per l’area di rigore, uno che sblocchi quel tipo di partite dove serve più fortuna che abilità tecniche, uno che faccia quei 20 gol a stagione che al Milan mancano dai tempi del miglior Shevchenko (correva l’anno 2004). E’ vero che Gilardino è molto simile a Hunteelar, infatti era stato acquistato per gli stessi motivi. Il problema di Alberto è che non reggeva la pressione di San Siro e le responsabilità che scaturiscono quando ti trovi a giocare in una squadra di altissimo livello. Sono convinto che con Huntelaar il discorso sarà completamente diverso (sono pronto a scommetterci) e con Pato formeranno una coppia ben assortita, giovane e che potrà fare sognare i tifosi rossoneri.

Tifosi che però devono avere pazienza, con la società e con una squadra che cercherà di riaprire un nuovo ciclo.

Sono convinto che un terzino arriverà (anche qui Leonardo ha convinto il Presidente); i nomi sono quelli: De Silvestri, Bale o Drenthe.

A quel punto la campagna acquisti per questa estate sarà finita. Non penso che avremo bisogno di altri difensori, soprattutto se Nesta dimostrerà di essere completamente recuperato come abbiamo visto nelle prime amichevoli. La coppia centrale con Thiago Silva la reputo inferiore solo a quella composta da Lucio e Samuel, quindi inutile andare a spendere soldi per un giocatore che andrebbe in panchina.

Il centrocampo avrebbe bisogno di un rinforzo ma non penso che arriverà nessuno, se non a Gennaio o in seguito ad un altro regalo dell’amico Perez; l’attacco,invece, con l’arrivo di Huntelaar è più che sistemato. Ci sarebbe il discorso portiere ma purtroppo dovremo accontentarci ancora per una stagione di Abbiati, Dida e Storari (Kalac è improponibile).

Una formazione con Abbiati, Zambrotta, Nesta, Thiago Silva, Bale o De Silvestri, Ambrosini, Flamini, Pirlo, Ronaldinho (solo come trequartista) dietro le due punte Pato e Huntelaar se la può giocare tranquillamente con la Juventus e con l’Inter se avrà problemi nel trovare un gioco senza Ibrahimovic.

Abbiate solo un po’ più di fiducia in Leonardo e in una squadra che, sono sicuro, avrà rinnovate motivazioni. E’ solo una questione di ottimismo.

Saluti a tutti!

 Marco L.

RU-486: un inutile crociata contro le donne

"La Chiesa non resterà passiva" è stata la prima reazione ufficiale del Vaticano alla decisione dell’agenzia italiana del farmaco di introdurre anche in Italia la pillola abortiva denominata RU-486.

E’ partita quindi l’ennesima caccia alle streghe (qualcuno aveva dubbi???) del Vaticano, l’ennesima inutile crociata contro un farmaco che si attacca anche se non se ne conosce la sostanza.

Ho letto in questi giorni tante di quelle idiozie che potrebbero riempire un intero post; mi limiterò quindi a selezionare e commentare le “migliori” per cercare di fare un po’ di chiarezza su un tema dove sembra esserci davvero tanta ignoranza.

Partiamo dalle dichiarazioni di un nostro parlamentare che evidentemente apre la bocca solo per dare aria ma che dimostra una paurosa ignoranza: Gabriella Carlucci, parlamentare del Pdl e vicepresidente della commissione bicamerale per l’Infanzia, ha dichiarato: "Da oggi in Italia viene legalizzato l’aborto fai da te. La decisione dell’Aifa produce una domiciliazione dell’interruzione di gravidanza, in palese violazione di quanto prescritto dalla legge 194, la quale stabilisce che l’aborto deve essere praticato in ospedale e le donne adeguatamente assistite e curate. L’Aifa è stata condizionata dalla campagna ideologica e relativista messa in atto dalla sinistra italiana. A questo punto il governo deve adeguare immediatamente le linee guida della legislazione vigente se non vuole esporre le donne italiane a gravi rischi"

E questo è stato il pensiero che è passato per la testa di molte persone leggendo i vari commenti lasciati nella rete; un pensiero che comprendo possa venire al cittadino medio che non conosce la legge e non conosce il farmaco ma che non dovrebbe assolutamente sfiorare la mente di coloro che hanno il dovere di informare correttamente il cittadino.

Mettiamo in chiaro questo punto: la pillola abortiva RU-486 non è un medicinale come un altro, non è equiparabile ad un’aspirina che puoi comprare liberamente in farmacia. E a dirla tutta non sarà possibile nemmeno comprarla sotto ricetta medica per poi usarla liberamente a casa. Facciamo l’esempio che una ragazza rimanga incinta dopo un rapporto non protetto; secondo il pensiero della Carlucci questa ragazza sarebbe libera di procurarsi una ricetta per il farmaco, andarselo a comprare in una farmacia, auto-somministrarselo a casa, ed ecco fatto l’aborto fai da te! Ma sono matti??? No, solo ignoranti rispondo io.

Perché forse ci si dimentica che in Italia esiste una legge che regola l’interruzione volontaria della gravidanza, la famosa legge 194, e che non può essere scavalcata in nessun modo. Cosa dice l’articolo più importante di questa legge?

Rinfreschiamoci la memoria: La 194 consente alla donna, nei casi previsti dalla legge (vedi sotto), di poter ricorrere alla IVG in una struttura pubblica (ospedale o poliambulatorio convenzionato con la Regione di appartenenza), nei primi 90 giorni di gestazione; tra il quarto e quinto mese è possibile ricorrere alla IVG solo per motivi di natura terapeutica.

“Nei primi novanta giorni di gravidanza il ricorso alla IVG è permesso alla donna quando circostanze per le quali la prosecuzione della gravidanza, il parto o la maternità comporterebbero un serio pericolo per la sua salute fisica o psichica, in relazione o al suo stato di salute, o alle sue condizioni economiche, o sociali o familiari, o alle circostanze in cui è avvenuto il concepimento, o a previsioni di anomalie o malformazioni del concepito”

La legge parla chiarissimo e l’aborto quindi può essere praticato solo se la donna si venisse a trovare in una delle condizioni sopracitate. Appurato questo arriviamo al punto cruciale: sarà davvero possibile un aborto fai da te? Assolutamente no!

Il testo che sta preparando l’agenzia del farmaco non lascia spazio ad interpretazioni: tre giorni di ricovero «ordinario » in ospedale (non day hospital). Registro del numero di pillole prescritte, come per alcuni medicinali oncologici innovativi. Richiesta dettagliata del consenso informato da parte della donna dove saranno ben spiegate indicazioni, controindicazioni e rischi. Limite di sette settimane di gestazione (49 giorni).

Quindi una pillola che non sarà venduta in farmacia, che non potrà essere assunta in casa ma soltanto nelle strutture adibite all’interruzione volontaria delle gravidanza.

Detto questo la domanda sorge spontanea: Perché lanciare una crociata contro questo farmaco? Perché il governo si sarebbe dovuto opporre al commercio della pillola se questa non contrasta la legge 194?

Prima di rispondere a questa domanda vediamo velocemente in cosa consiste questo farmaco e quali sono i “vantaggi” che può portare alla donna.

L’RU-486 è un farmaco contenente una molecola chiamata mifepristone che tra le sue proprietà ha quella di agire contro i recet­tori del progesterone, vale a dire l’ormone fondamentale nella gravidanza. In pratica interrompe o riduce fortemente le probabilità che la gravidanza vada avanti e, in combinazione con un secondo farmaco, la prostaglandina, determina l’espulsione dell’embrione nel 95% dei casi. Il secondo farmaco viene somministrato due giorni dopo il primo. Attualmente il farmaco è in uso in tutti i paesi dell’Unione Europea (ad eccezione dell’Irlanda).

Come abbiamo visto in precedenza in Italia dovrà essere garantito il ricovero in una struttura sanitaria, come previsto dalla legge 194, dal momento dell’assunzione del farmaco fino alla certezza dell’avvenuta interruzione di gravidanza escludendo così la possibilità che si abbiano successivi effetti teratogeni. Potrà essere somministrata non oltre la settima settimana di gravidanza anziché la nona come avviene in quasi tutta Europa. Tra la settima e la nona settimana si registra il maggior numero di complicazioni.

I vantaggi della pillola sono i seguenti: Si evita l’intervento chirurgico e l’anestesia ad esso collegata, oltre alle complicazioni di un intervento tra cui il rischio di dover fare un secondo intervento in caso il primo non sia efficace. Inoltre la Ru486 consente di interrompere la gravidanza prima, anche a 5 o 6 settimane (per l’aborto chirurgico non prima delle 7 settimane, la media italiana è oltre le 9 settimane).

Per quanto riguarda invece gli svantaggi, il principale è l’abbondanza iniziale dell’emorragia e del suo protrarsi per una media di 9 giorni. Fermo restando il rischio di fallimento dell’1%. Secondo un dossier presentato all’Aifa dal ministero la Ru486 è stata responsabile di 29 morti rispetto a milioni di donne che l’hanno utilizzata.

E qui c’è stata l’altra grossa idiozia che ho letto in questi giorni; sono stati in molti infatti a scagliarsi contro il farmaco accampando la scusa che possa essere pericoloso nei confronti della donna. Peccato che sia un’accusa campata per aria in quanto essendo un farmaco ha le sue controindicazioni e come TUTTI i farmaci per una bassissima percentuale di persone può essere pericoloso. Se qualcuno non lo sapesse, ad esempio, il nimesulide (molecola presente nel più famoso Aulin) ha un’elevata tossicità epatica, e in molti casi si è rivelato letale nei pazienti che ne hanno assunto dosi massicce. In molti Paesi la vendita ne è vietata, ma questo sono in pochi a saperlo. E a quanto ne so la Chiesa non si è mai schierata contro questo medicinale che può provocare la morte. Ma la Chiesa non è sempre dalla parte della vita? Evidentemente solo quando la crociata da portare avanti è più interessante e stimolante.

Tornando alla nostra RU-486 abbiamo visto che sarà solo un metodo alternativo all’intervento chirurgico e che rispetterà le linee guida della legge 194, che in Italia, anche secondo gli ultimi dati, funziona perfettamente. Gli aborti sono in costante diminuzione, il tasso di abortività nel 2008 è sceso del 4,6% rispetto al 2007 e del 49,4% rispetto al 1982.

Questi dati smentiscono le affermazioni del movimento per la vita che sono alquanto ridicole e si commentano da sole: “L’aborto in Italia è diventato un fatto di massa, di routine, e la pillola Ru486 è particolarmente grave perchè lo banalizza. E in definitiva vuole cancellare fino in fondo l’idea che c’è di mezzo la vita di un figlio. Come si fa a dire che c’era davvero un bambino se per ucciderlo basta bere un bicchier d’acqua o poco più?"

Se l’aborto in Italia fosse davvero una routine i dati dovrebbero darci un aumento delle IVG e invece negli ultimi anni si è dimostrato un calo sensibile e costante delle donne che ne hanno fatto ricorso. Ci sono ancora donne che abortiscono ma rientrano sempre e comunque in quei casi che la legge prevede, fermo restando che l’aborto resta un dramma fisico e psicologico per la donna che lo subisce.

Evidentemente la Chiesa, i cattolici e  i contrari all’IVG, preferivano quando gli aborti erano clandestini e quando veniva messa a repentaglio la salute della donna. Già, la donna, il vero problema per questa Chiesa. Il concetto che si vuole far passare è questo: vuoi abortire? Vuoi uccidere tuo figlio? Bene, fallo pure, ma almeno devi soffrire! Ai cattolici non frega assolutamente nulla il motivo per cui quella donna ha deciso di abortire; può essere stata violentata, può rischiare la vita, la risposta è sempre la stessa: sei un’assassina! E visto che sei un’assassina devi soffrire le pene dell’inferno, non solo quelle psicologiche ma anche e soprattutto quelle fisiche. E al diavolo la carità cristiana!

Non ci sono altri motivi per cui la Chiesa dovrebbe opporsi alla pillola se non quello di volere la sofferenza fisica che la donna subisce con l’intervento chirurgico. Come abbiamo visto la pillola è solo un metodo alternativo, meno invadente, che in alcuni casi può portare un beneficio fisico alla donna che vuole interrompere la gravidanza. Ma allora perché opporsi???

Tanto la scomunica latae sententiae arriverebbe comunque, sia in caso di intervento chirurgico che di uso della pillola, una scomunica diretta che cade come un macigno sulla testa della donna (in alcuni casi persino bambine) senza sapere un briciolo delle motivazioni che possono averla portata a compiere il gesto.

In conclusione non c’è alcun pericolo che la pillola abortiva RU-486 possa portare ad aborti fai da te, non c’è nemmeno nessun pericolo che l’aborto possa essere banalizzato vedendo il farmaco come mezzo più semplice per interrompere la gravidanza, non c’è quindi pericolo di vedere un aumento degli aborti (nei paesi in cui questa procedura è ormai in uso da molti anni, le statistiche non hanno mostrato variazioni significative, ma soltanto la tendenza diffusa a ricorrere all’interruzione in epoca gestazionale più precoce, quindi con minori rischi di complicanze per la salute della donna).

Se il pericolo poi è quello di permettere un’alternativa meno invasiva e fisicamente meno dolorosa alle donne, se la paura della Chiesa è quella di non vedere più donne che entrano in sala operatoria pronte ad essere umiliate fisicamente e psicologicamente, lo si dica forte e chiaro.

Altrimenti non si facciano inutili e stupide polemiche su qualcosa che, come ha definito una mia amica, è e rimane soltanto una questione di metodo, solo di metodo.

Saluti