RU-486: un inutile crociata contro le donne

"La Chiesa non resterà passiva" è stata la prima reazione ufficiale del Vaticano alla decisione dell’agenzia italiana del farmaco di introdurre anche in Italia la pillola abortiva denominata RU-486.

E’ partita quindi l’ennesima caccia alle streghe (qualcuno aveva dubbi???) del Vaticano, l’ennesima inutile crociata contro un farmaco che si attacca anche se non se ne conosce la sostanza.

Ho letto in questi giorni tante di quelle idiozie che potrebbero riempire un intero post; mi limiterò quindi a selezionare e commentare le “migliori” per cercare di fare un po’ di chiarezza su un tema dove sembra esserci davvero tanta ignoranza.

Partiamo dalle dichiarazioni di un nostro parlamentare che evidentemente apre la bocca solo per dare aria ma che dimostra una paurosa ignoranza: Gabriella Carlucci, parlamentare del Pdl e vicepresidente della commissione bicamerale per l’Infanzia, ha dichiarato: "Da oggi in Italia viene legalizzato l’aborto fai da te. La decisione dell’Aifa produce una domiciliazione dell’interruzione di gravidanza, in palese violazione di quanto prescritto dalla legge 194, la quale stabilisce che l’aborto deve essere praticato in ospedale e le donne adeguatamente assistite e curate. L’Aifa è stata condizionata dalla campagna ideologica e relativista messa in atto dalla sinistra italiana. A questo punto il governo deve adeguare immediatamente le linee guida della legislazione vigente se non vuole esporre le donne italiane a gravi rischi"

E questo è stato il pensiero che è passato per la testa di molte persone leggendo i vari commenti lasciati nella rete; un pensiero che comprendo possa venire al cittadino medio che non conosce la legge e non conosce il farmaco ma che non dovrebbe assolutamente sfiorare la mente di coloro che hanno il dovere di informare correttamente il cittadino.

Mettiamo in chiaro questo punto: la pillola abortiva RU-486 non è un medicinale come un altro, non è equiparabile ad un’aspirina che puoi comprare liberamente in farmacia. E a dirla tutta non sarà possibile nemmeno comprarla sotto ricetta medica per poi usarla liberamente a casa. Facciamo l’esempio che una ragazza rimanga incinta dopo un rapporto non protetto; secondo il pensiero della Carlucci questa ragazza sarebbe libera di procurarsi una ricetta per il farmaco, andarselo a comprare in una farmacia, auto-somministrarselo a casa, ed ecco fatto l’aborto fai da te! Ma sono matti??? No, solo ignoranti rispondo io.

Perché forse ci si dimentica che in Italia esiste una legge che regola l’interruzione volontaria della gravidanza, la famosa legge 194, e che non può essere scavalcata in nessun modo. Cosa dice l’articolo più importante di questa legge?

Rinfreschiamoci la memoria: La 194 consente alla donna, nei casi previsti dalla legge (vedi sotto), di poter ricorrere alla IVG in una struttura pubblica (ospedale o poliambulatorio convenzionato con la Regione di appartenenza), nei primi 90 giorni di gestazione; tra il quarto e quinto mese è possibile ricorrere alla IVG solo per motivi di natura terapeutica.

“Nei primi novanta giorni di gravidanza il ricorso alla IVG è permesso alla donna quando circostanze per le quali la prosecuzione della gravidanza, il parto o la maternità comporterebbero un serio pericolo per la sua salute fisica o psichica, in relazione o al suo stato di salute, o alle sue condizioni economiche, o sociali o familiari, o alle circostanze in cui è avvenuto il concepimento, o a previsioni di anomalie o malformazioni del concepito”

La legge parla chiarissimo e l’aborto quindi può essere praticato solo se la donna si venisse a trovare in una delle condizioni sopracitate. Appurato questo arriviamo al punto cruciale: sarà davvero possibile un aborto fai da te? Assolutamente no!

Il testo che sta preparando l’agenzia del farmaco non lascia spazio ad interpretazioni: tre giorni di ricovero «ordinario » in ospedale (non day hospital). Registro del numero di pillole prescritte, come per alcuni medicinali oncologici innovativi. Richiesta dettagliata del consenso informato da parte della donna dove saranno ben spiegate indicazioni, controindicazioni e rischi. Limite di sette settimane di gestazione (49 giorni).

Quindi una pillola che non sarà venduta in farmacia, che non potrà essere assunta in casa ma soltanto nelle strutture adibite all’interruzione volontaria delle gravidanza.

Detto questo la domanda sorge spontanea: Perché lanciare una crociata contro questo farmaco? Perché il governo si sarebbe dovuto opporre al commercio della pillola se questa non contrasta la legge 194?

Prima di rispondere a questa domanda vediamo velocemente in cosa consiste questo farmaco e quali sono i “vantaggi” che può portare alla donna.

L’RU-486 è un farmaco contenente una molecola chiamata mifepristone che tra le sue proprietà ha quella di agire contro i recet­tori del progesterone, vale a dire l’ormone fondamentale nella gravidanza. In pratica interrompe o riduce fortemente le probabilità che la gravidanza vada avanti e, in combinazione con un secondo farmaco, la prostaglandina, determina l’espulsione dell’embrione nel 95% dei casi. Il secondo farmaco viene somministrato due giorni dopo il primo. Attualmente il farmaco è in uso in tutti i paesi dell’Unione Europea (ad eccezione dell’Irlanda).

Come abbiamo visto in precedenza in Italia dovrà essere garantito il ricovero in una struttura sanitaria, come previsto dalla legge 194, dal momento dell’assunzione del farmaco fino alla certezza dell’avvenuta interruzione di gravidanza escludendo così la possibilità che si abbiano successivi effetti teratogeni. Potrà essere somministrata non oltre la settima settimana di gravidanza anziché la nona come avviene in quasi tutta Europa. Tra la settima e la nona settimana si registra il maggior numero di complicazioni.

I vantaggi della pillola sono i seguenti: Si evita l’intervento chirurgico e l’anestesia ad esso collegata, oltre alle complicazioni di un intervento tra cui il rischio di dover fare un secondo intervento in caso il primo non sia efficace. Inoltre la Ru486 consente di interrompere la gravidanza prima, anche a 5 o 6 settimane (per l’aborto chirurgico non prima delle 7 settimane, la media italiana è oltre le 9 settimane).

Per quanto riguarda invece gli svantaggi, il principale è l’abbondanza iniziale dell’emorragia e del suo protrarsi per una media di 9 giorni. Fermo restando il rischio di fallimento dell’1%. Secondo un dossier presentato all’Aifa dal ministero la Ru486 è stata responsabile di 29 morti rispetto a milioni di donne che l’hanno utilizzata.

E qui c’è stata l’altra grossa idiozia che ho letto in questi giorni; sono stati in molti infatti a scagliarsi contro il farmaco accampando la scusa che possa essere pericoloso nei confronti della donna. Peccato che sia un’accusa campata per aria in quanto essendo un farmaco ha le sue controindicazioni e come TUTTI i farmaci per una bassissima percentuale di persone può essere pericoloso. Se qualcuno non lo sapesse, ad esempio, il nimesulide (molecola presente nel più famoso Aulin) ha un’elevata tossicità epatica, e in molti casi si è rivelato letale nei pazienti che ne hanno assunto dosi massicce. In molti Paesi la vendita ne è vietata, ma questo sono in pochi a saperlo. E a quanto ne so la Chiesa non si è mai schierata contro questo medicinale che può provocare la morte. Ma la Chiesa non è sempre dalla parte della vita? Evidentemente solo quando la crociata da portare avanti è più interessante e stimolante.

Tornando alla nostra RU-486 abbiamo visto che sarà solo un metodo alternativo all’intervento chirurgico e che rispetterà le linee guida della legge 194, che in Italia, anche secondo gli ultimi dati, funziona perfettamente. Gli aborti sono in costante diminuzione, il tasso di abortività nel 2008 è sceso del 4,6% rispetto al 2007 e del 49,4% rispetto al 1982.

Questi dati smentiscono le affermazioni del movimento per la vita che sono alquanto ridicole e si commentano da sole: “L’aborto in Italia è diventato un fatto di massa, di routine, e la pillola Ru486 è particolarmente grave perchè lo banalizza. E in definitiva vuole cancellare fino in fondo l’idea che c’è di mezzo la vita di un figlio. Come si fa a dire che c’era davvero un bambino se per ucciderlo basta bere un bicchier d’acqua o poco più?"

Se l’aborto in Italia fosse davvero una routine i dati dovrebbero darci un aumento delle IVG e invece negli ultimi anni si è dimostrato un calo sensibile e costante delle donne che ne hanno fatto ricorso. Ci sono ancora donne che abortiscono ma rientrano sempre e comunque in quei casi che la legge prevede, fermo restando che l’aborto resta un dramma fisico e psicologico per la donna che lo subisce.

Evidentemente la Chiesa, i cattolici e  i contrari all’IVG, preferivano quando gli aborti erano clandestini e quando veniva messa a repentaglio la salute della donna. Già, la donna, il vero problema per questa Chiesa. Il concetto che si vuole far passare è questo: vuoi abortire? Vuoi uccidere tuo figlio? Bene, fallo pure, ma almeno devi soffrire! Ai cattolici non frega assolutamente nulla il motivo per cui quella donna ha deciso di abortire; può essere stata violentata, può rischiare la vita, la risposta è sempre la stessa: sei un’assassina! E visto che sei un’assassina devi soffrire le pene dell’inferno, non solo quelle psicologiche ma anche e soprattutto quelle fisiche. E al diavolo la carità cristiana!

Non ci sono altri motivi per cui la Chiesa dovrebbe opporsi alla pillola se non quello di volere la sofferenza fisica che la donna subisce con l’intervento chirurgico. Come abbiamo visto la pillola è solo un metodo alternativo, meno invadente, che in alcuni casi può portare un beneficio fisico alla donna che vuole interrompere la gravidanza. Ma allora perché opporsi???

Tanto la scomunica latae sententiae arriverebbe comunque, sia in caso di intervento chirurgico che di uso della pillola, una scomunica diretta che cade come un macigno sulla testa della donna (in alcuni casi persino bambine) senza sapere un briciolo delle motivazioni che possono averla portata a compiere il gesto.

In conclusione non c’è alcun pericolo che la pillola abortiva RU-486 possa portare ad aborti fai da te, non c’è nemmeno nessun pericolo che l’aborto possa essere banalizzato vedendo il farmaco come mezzo più semplice per interrompere la gravidanza, non c’è quindi pericolo di vedere un aumento degli aborti (nei paesi in cui questa procedura è ormai in uso da molti anni, le statistiche non hanno mostrato variazioni significative, ma soltanto la tendenza diffusa a ricorrere all’interruzione in epoca gestazionale più precoce, quindi con minori rischi di complicanze per la salute della donna).

Se il pericolo poi è quello di permettere un’alternativa meno invasiva e fisicamente meno dolorosa alle donne, se la paura della Chiesa è quella di non vedere più donne che entrano in sala operatoria pronte ad essere umiliate fisicamente e psicologicamente, lo si dica forte e chiaro.

Altrimenti non si facciano inutili e stupide polemiche su qualcosa che, come ha definito una mia amica, è e rimane soltanto una questione di metodo, solo di metodo.

Saluti

 

45 Risposte

  1. "Facciamo l’esempio che una ragazza rimanga incinta dopo un rapporto non protetto; secondo il pensiero della Carlucci questa ragazza sarebbe libera di procurarsi una ricetta per il farmaco, andarselo a comprare in una farmacia, auto-somministrarselo a casa, ed ecco fatto l’aborto fai da te! Ma sono matti??? No, solo ignoranti rispondo io"Matti? Moderiamo i termini. perchè che male c\’è nell\’aborto fai da te? L\’esempio che fai è esattamente la modalità d\’uso adoperata in Francia. Vuoi dire che in Francia, faro della laicità, sono tutti matti? O tutti ignoranti?"Quindi una pillola che non sarà venduta in farmacia, che non potrà essere assunta in casa ma soltanto nelle strutture adibite all’interruzione volontaria delle gravidanza."Il problema non è dove avviene l\’assunzione, è dove avviene l\’aborto. Nel testo è previsto il ricovero fino ad esplusione avvenuta, ma di fatto è una cosa del tutto utopica. I tempi possono essere lunghi e il ricovero integrale sarà materialmente impossibile, almeno non per tutte. Senza contare che poi nessuno può essere obbligato al ricovero e con una firma si esce. Ma non sarà che le donne più abbienti si pagheranno il ricovero in cliniche private, mentre le altre saranno costrette o vorranno tornare a casa?Anche quelli dell’Aifa ammettono che l’espulsione del feto avverrà perlopiù a casa, ma in contatto con i medici. Questo vuol dire che l’aborto torna privato e che la 194 non esiste più.“Non ci sono altri motivi per cui la Chiesa dovrebbe opporsi alla pillola se non quello di volere la sofferenza fisica che la donna subisce con l’intervento chirurgico. Come abbiamo visto la pillola è solo un metodo alternativo, meno invadente, che in alcuni casi può portare un beneficio fisico alla donna che vuole interrompere la gravidanza.”La sofferenza fisica e psicologica? Ma con l’intervento chirurgico si risolve tutto in un quarto d’ora e con anestesia. Così invece la donna aspetterà giorni e giorni che il pesticida faccia effetto, e subirà contrazioni e dolori lancinanti. E tutto questo probabilmente a casa, da sola. Alla fine espellerà il feto nel water e tirerà lo sciacquone. E in un numero considerevole di casi poi è cmq necessario il raschiamento tramite intervento chirurgico. A me sembra molto più invadente, sia fisicamente che psicologicamente. E ovviamente tutto all’insegna dell’illegalità e della violazione di quella legge che si strilla di voler difendere. Mah…

  2. Una correzione e un paio di perplessità:In Francia la RU486 è sempre stata somministrata soltanto da ginecologi e ospedali. Dal Maggio di quest\’anno questa possibilità è stata espansa formalmente e definitivamente anche ad alcuni CPEF e strutture convenzionate, che comunque hanno i medesimi obblighi degli ospedali ("pour organiser la pratique d\’interruptions volontaires de grossesse par voie médicamenteuse, le président du conseil général peut passer convention avec un centre de planification ou d\’éducation familiale, un centre de santé ou un praticien"). In ogni caso si tratta di una cosa che avviene sotto controllo medico, non c\’è nessun aborto "privato". Quanto ai presunti "dolori lancinanti", mi fanno rimanere perplesso. Le donne sono abituate ad avere il ciclo, hanno "emorragie" tutti i mesi, e comunque viene loro fornito sempre l\’antidolorifico per controllare eventuali effetti collaterali del mifepristone, quindi non dovrebbero essere dolori così terribili. E in effetti gli studi su donne che vi hanno ricorso riportano sempre percentuali di soddisfazione spesso altissime e comunque mai inferiori al 70%, e non si spiega perché viste le atroci sofferenze che questa via comporterebbe.Sono perplesso anche sul numero di casi in cui si deve comunque ricorrere al raschiamento dell\’utero. 1,7 %, in uno degli studi che ho consultato, e gli altri non si allontanano molto da quella cifra. Per me non è "considerevole" come numero.Ad ogni modo, secondo alcune ricerche i livelli di soddisfazione, sebbene alti con entrambi i metodi, sarebbero lievemente più alti col metodo chirurgico… ciò non vuol dire molto, comunque, visto che altri studi dicono esattamente l contrario e comunque c\’è piena libertà di scegliere il metodo che si preferisce sulla base delle proprie esigenze.

  3. Ah, comunque una donna che prenda l\’RU486 e decida di propria spontanea volontà di restare 14 giorni ricoverata è o semplicemente scema oppure ipocondriaca E scema, perché se aveva di questi problemi poteva benissimo ricorrere all\’aborto chirurgico.

  4. Ettore per me non c\’è niente di male nel metodo utilizzato dalla Francia, me la prendevo semplicemente con la Carlucci perchè riportava una falsa preoccupazione e informava in maniera errata il cittadino.Per il resto Alberto mi ha anticipato e ha risposto in maniera esauriente alle tue obiezioni e quindi non ho molto altro da aggiungere. L\’unica cosa che vorrei ribadire è che secondo me prendere una pillola è un metodo meno invasivo di un aborto chirurgico. Poi sta alla donna scegliere quale metodo utilizzare ma perchè come ho detto in conclusione del post resta una questione di metodo. Perchè negare alla donna italiana una possibilità presente in tutti i Paesi nei quali vige una legge che regolamenta l\’interruzione volontaria della gravidanza? Mi vuoi forse dire che la Chiesa si preoccupa del fatto che la donna in questo modo abortisce in solitudine? E da quando la Chiesa si preoccupa della salute della donna e non del feto?Lasciamo libere le donne di scegliere il metodo che ritengono meno doloroso o invasivo nel rispetto della legge! Tanto la scomunica arriverà comunque, con qualche ora di ritardo, ma arriverà.

  5. sai Alberto in certi casi sono io che rimango perplessa dalla facilita\’ con cui si parla di certi argomenti che sono cosi\’ delicati da poter ferire con poche parole chi magari ha vissuto e vive questa situazione.Parli di antidolorifici come se l\’aborto fosse un ciclo naturale, parli di soddisfazioni sul metodo usato come l\’aborto fosse un obiettivo da raggiungere a breve o a lungo termine…non e\’ cosi\’ !Prima di un aborto quando la donna sa di essere incinta ha paura , si sente sola, indifesa e non protetta>(soprattutto quelle che sembrano piu\’ forti)Durante l\’aborto provi dolore e lacerazione(provo ad immaginare quando tutto questo con la pillola si protrae per giorni) E\’ come una ferita mortale che ti lascia devastata dentro, a livello fisico e mentale e dopo? ancora sensi di colpa ,ansia, silenzio e solitudine , perche\’ magari non c\’e\’ stato nessuno che l\’ha aiutata a scegliere diversamente, trovami una sola donna che e\’ stata felice di farlo e io mi ricredero\’!Non voglio neanche discutere la legge in questione , ma discuto la facilita\’ con cui si cercano strade sempre piu\’ veloci per la distruzione della vita umana…Per quanto riguarda la scomunica Marco, quella prima che alla donna dovrebbe arrivare al resto di un sitema che scarica le colpe sulla libera scelta di chi magari dopo piu\’ che libera si sente schiava di una coscienza sporca .Voi pensate che tutto questo e\’ progresso?Una societa\’ che non si adopera per la vita e crea una cultura di morte per me e\’ una societa\’ fallita… fallisce lo stato quando non fa quasi nulla per proteggere l\’emotivita\’ delle donne abusate , o non spende un solo euro per informazioni sulle precauzioni e su metodi alternativi ; Fallisce la chiesa quando si comporta al contrario di Gesu\’:tolleranza zero per i deboli e silenzio con i ricchi e i potenti.Tutto questo mi disgusta , Marco non c\’e\’ bisogno della sala operatoria per sentirsi umiliate psicologicamente e fisicamente, l\’umiliazione parte quando ti lasciano sola a scegliere in nome di una liberta\’ che in certi casi non c\’e\’ o che viene usata con l\’illusione che hai risolto un problema …Questione di metodo? puo\’ essere oramai non mi meraviglia piu\’ nulla.

  6. “In Francia la RU486 è sempre stata somministrata soltanto da ginecologi e ospedali. Dal Maggio di quest\’anno questa possibilità è stata espansa formalmente e definitivamente anche ad alcuni CPEF e strutture convenzionate, che comunque hanno i medesimi obblighi degli ospedali”Falso. Ho trovato questo articolo dell’Uaar: http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=575Stanno per approvare perfino la possibilità di farsi dare la pillola dalle levatrici. La pillola poi può essere prescritta dal medico che ovviamente non può avere “i medesimi obblighi degli ospedali”. “In ogni caso si tratta di una cosa che avviene sotto controllo medico, non c\’è nessun aborto "privato".”Se una donna si prende un medico e fa un aborto chirurgico a casa, di fatto è un aborto privato e quindi clandestino. Tutto quello che non avviene in una struttura pubblica è privato, anche se c’è un medico. “Ah, comunque una donna che prenda l\’RU486 e decida di propria spontanea volontà di restare 14 giorni ricoverata è o semplicemente scema oppure ipocondriaca E scema”Il problema è che la “scema e ipocondriaca” (e che sarà mai un aborto casalingo? Ne sono morte solo una trentina di donne…) nel momento in cui torna a casa, c’è una violazione della legge 194. “Quanto ai presunti "dolori lancinanti", mi fanno rimanere perplesso. Le donne sono abituate ad avere il ciclo, hanno "emorragie" tutti i mesi, e comunque viene loro fornito sempre l\’antidolorifico per controllare eventuali effetti collaterali del mifepristone, quindi non dovrebbero essere dolori così terribili.”Falso, ancora. Le donne sono abituate, ma queste perdite di sangue sono molto superiori in quantità e durata. Inoltre gli effetti collaterali possono essere pesanti con crampi, vomito, nausea, diarrea. Prima che mi diciate “e vabbè, che sarà mai una diarrea” vi rispondo che secondo me tutte queste cose messe insieme possono destare qualche preoccupazione anche ad un villoso camionista. “Sono perplesso anche sul numero di casi in cui si deve comunque ricorrere al raschiamento dell\’utero. 1,7 %, in uno degli studi che ho consultato, e gli altri non si allontanano molto da quella cifra. Per me non è "considerevole" come numero.”Invece secondo i miei dati si tratta del 5% dei casi. Cmq abbastanza. “Lasciamo libere le donne di scegliere il metodo che ritengono meno doloroso o invasivo nel rispetto della legge!”La pillola abortiva promuove l’aborto casalingo, altro che rispetto della legge. L’aborto è sempre macabro, ma quello chirurgico è il male minore. Con l’aborto farmaceutico si tocca il fondo dell’inciviltà, sia a casa che in ospedale la donna avrà buone possibilità di vedere il feto avvelenato.“Mi vuoi forse dire che la Chiesa si preoccupa del fatto che la donna in questo modo abortisce in solitudine? E da quando la Chiesa si preoccupa della salute della donna e non del feto?”Nemici delle donnE (la donnA è solo una creatura mitologica che per fortuna non esiste) sono quelli che hanno messo in piedi questa campagna di disinformazione dell’aborto facile e indolore.

  7. Giovy: scusa, ma come ne vuoi parlare? Siamo uomini, non possiamo avere esperienza di cosa vuol dire abortire; dobbiamo basarci su quello che dicono le donne, e alla fine lasciar scegliere a loro. O almeno, la mia idea è questa.Ettore: L\’articolo dell\’UAAR non riporta nulla di diverso quello che ho detto, al punto che mi domando perché l\’hai postato. Gli obblighi per i medici e gli ospedali soni gli stessi, il numero di visite a cui sottoporsi gli stessi, quindi non c\’è assolutamente differenza. Adesso la pillola può essere somministrata anche in specifiche strutture convenzionate, e gli obblighi sono ancora una volta gli stessi; ma comunque non esiste proprio che la RU486 sia venduta in farmacia e la donna se la somministri da sé. Se vogliamo pensare a "dove" avviene l\’aborto, tocca diventare stupidamente cavillosi. La 194 prevede che l\’interruzione della gravidanza sia "praticata" in ospedale o in ambulatori attrezzati. Il farmaco che produrrà l\’interruzione è somministrato in ospedale, e la "pratica" umana sta tutta lì. Quello che succede a casa è un\’aborto "spontaneo". Ma questo discorso ha del demenziale: è chiaro che la 194 si riferisce all\’aborto chirurgico, pretendere di usare le identiche categorie per l\’aborto medicale è capzioso e ridicolo, e soprattutto non ne vedo il significato, neanche in senso pro-life. Ma ancora più ridicolo è porre l\’accento su quelle trenta donne che sono morte. Ma che diavolo vuol dire? Allora dobbiamo ricoverarci tutti appena ci prendiamo un\’influenza, perché l\’1% di chi ce l\’ha muore? L\’1% è molto di più di quelle 29 donne, ma vorrei proprio vedere se il servizio sanitario nazionale sarebbe pronto ad accogliere una simile ondata di ipocondriaci. Muore più gente di indigestione, o di infezioni alimentari, o perché ha avuto una reazione allergica ad un vaccino, che per aborto indotto. Vogliamo eliminare i vaccini per questo? Sono basito.Quanto ai disagi della pillola, potremmo discuterne per ore. Sicuramente ne ha, ma non credo che sia utile fare terrorismo richiamando torture medievali ed atroci dolori; si tratta di comunicare alla donna con chiarezza quali saranno le conseguenze di ambo le scelte (medicale e chirurgica) e poi lasciarla scegliere. E circa il 70% di chi ha optato per il medicale afferma se fosse necessario sceglierebbe di nuovo la medesima tecnica abortiva.Quanto al numero di casi in cui è necessario il raschiamento dell\’utero, la mie fonti sono due studi, uno di Rørbye et al. (2004) e uno di Lin et al. (2006). Il primo riporta una percentuale di aborti falliti in cui è necessario un "secondo trattamento" del 5,4 %, statisticamente non differente dal 2,1 % in seguito ad aborto chirurgico, con la differenza che nell\’aborto chirurgico si parla di un SECONDO raschiamento dell\’utero in caso di fallimento. Senza contare che questi valori riguardano gli aborti effettuati fra la decima e le tredicesima settimana, e l\’aborto medicale si pratica quasi sempre prima. Lo studio di Lin riporta invece un valore molto più basso, 1,7 %, scegliendo il campione fra aborti praticati entro 49 gg di gravidanza (che è il periodo in cui avviene di solito l\’aborto farmacologico), e dunque è più affidabile per quello che ci interessa (oltre a usare un campione più vasto di circa 100 individui).Davvero, di tutte le crociate clericali questa è probabilmente la più insignificante, nel bene e nel male. Magari la Chiesa si dedicasse più spesso a queste cazzate…

  8. Caro Alberto il fatto che siete uomini la dice lunga detto in questo modo….sai cosa penso ? a parte le gravidanze dovute ad abusi L\’ AMORE SI FA IN DUE fino a prova contraria e la vostra mi sembra solo uno scaricare come sempre la responsabilita\’ sulla donna, ve ne lavate le mani quando si tratta di decisioni cosi\’ ,questa e\’ la liberta\’ in cui credete?…non avete esperienza di cosa vuol dire abortire , ma nenahc edi cosa vuol dire essere compagni…mi dispiace ma le scelte si fanno in due, cosi\’ come gli errori se cosi\’ li possiamo chiamare….troppo facile dire spetta solo a lei decidere!

  9. Non è questione di scaricare la responsabilità, si tratta di rispetto per la sua scelta. E\’ chiaro che la donna ne sa più di noi, e prima di tutto dobbiamo ascoltare cosa ha da dire, poi semmai partecipare alla sua decisione. E comunque, il primo elemento per la scelta è l\’alternativa; ci devono essere due possibilità alternative. Se la seconda non esiste, la scelta non c\’è proprio e non ha senso discuterne.Comunque ti dico la verità, io mi sentirei molto più a posto con la coscienza ad abortire entro la 6° settimana con metodi farmacologici che dopo.

  10. no no Alberto si tratta proprio di non volersi assumere nessuna responsabilita\’….se liberamente in due si decide di diventare genitori , cosi\’ liberamente in due si decide se non volere un figlio, che certamente e\’ l\’unico che non ha deciso di essere concepito ma guarda caso e\’ l\’unico che non viene preso in considerazione in tutto questo discorso.Sono convinta che una donna su due non farebbe questa scelta (sempre e comunque traumatica) se accanto ha un compagno che non la spinge alla "decisione alternativa" come dici tu, perche\’ per me dire :"sei tu che devi scegliere" e\’ come dire: io non lo voglio !Torno a ripetere ,escludere gli uomini dalla decisione, lascia le donne sole quando hanno bisogno di sostegno e dà agli uomini l’alibi di lavarsene le mani.

  11. L\’unica cosa ridicola qui è la tua faciloneria."Il farmaco che produrrà l\’interruzione è somministrato in ospedale, e la "pratica" umana sta tutta lì. Quello che succede a casa è un\’aborto "spontaneo"."Spontaneo, tramite pesticida. Purtroppo logica vuole che l\’aborto sia invece procurato e che quella sia solo la seconda fase di uno stesso processo (indotto). Quello che dici peggiora ancora di più le cose. Perchè allora col passare del tempo il medico prescriverà la pillola la farà ingoiare e poi chi si è visto si è visto. Magari una telefonata. Purtroppo il dove è importante, e paradossalmente è più importante nella seconda fase che nella farsa della prima (assunzione col medico che ti guarda, come se potessi strozzartici). Allora tanto vale procurare un aborto "spontaneo" a suon di calci, mica vogliamo mandare all\’ospedale tutti quelli che ricevono un calcio?"Ma ancora più ridicolo è porre l\’accento su quelle trenta donne che sono morte. Ma che diavolo vuol dire? Allora dobbiamo ricoverarci tutti appena ci prendiamo un\’influenza, perché l\’1% di chi ce l\’ha muore?"L\’influenza è una malattia che si prende, la pillola è un pesticida che si assume. Non la vedi la differenza? Ma proprio no? E poi il numero dei morti è del tutto approssimativo perchè la casa farmaceutica che produce la pillola fa disinformazione o cmq è molto poco trasparente su questo argomento."Ma questo discorso ha del demenziale: è chiaro che la 194 si riferisce all\’aborto chirurgico, pretendere di usare le identiche categorie per l\’aborto medicale è capzioso e ridicolo, e soprattutto non ne vedo il significato, neanche in senso pro-life"Ah sì? E dove? E\’ un\’interpretazione del tutto soggettiva, e a dire il vero anche abbastanza ridicola. Se pensate che la 194 sia arretrata aggiornatela, è così che funziona di solito in uno stato di diritto. Non è che se una legge non mi piace la considero automaticamente decaduta. Resta il fatto che con la pillola l\’aborto torna casalingo e solitario, non posso fingere di non vedere il dove solo perchè ti è scomodo.

  12. Allora.io sono pienamente contrario all\’aborto,e quindi anche a questa pillola.Mi sembra troppo crudele far fuori un individuo ancoir prima della sua nascita…Poi,farlo semplicemente bevendo una pillola…Ma son solo opinioni…

  13. Sarò facilone, ma almeno non mi invento dati inesistenti.La legge non è decaduta, è interpretata in un altro modo, secondo me perfettamente corretto. L\’articolo 8 della legge afferma:"L\’interruzione della gravidanza è praticata da un medico del servizio ostetrico-ginecologico presso un ospedale generale tra quelli indicati nell\’articolo 20 della legge 12 febbraio 1968, numero 132, il quale verifica anche l\’inesistenza di controindicazioni sanitarie. Gli interventi possono essere altresì praticati presso gli ospedali pubblici specializzati, gli istituti ed enti di cui all\’articolo 1, penultimo comma, della legge 12 febbraio 1968, n. 132, e le istituzioni di cui alla legge 26 novembre 1973, numero 817, ed al decreto del Presidente della Repubblica 18 giugno 1958, n. 754, sempre che i rispettivi organi di gestione ne facciano richiesta.Nei primi novanta giorni l\’interruzione della gravidanza può essere praticata anche presso case di cura autorizzate dalla regione, fornite di requisiti igienico-sanitari e di adeguati servizi ostetrico-ginecologici."Si parla di "interventi"; il legislatore non teneva in conto, probabilmente perché non la conosceva, la possibilità di ottenere l\’aborto per via farmacologica, ma è evidente che rientra nella stessa casistica anche senza inutili e travagliate modifiche al testo di legge, visto che nell\’articolo 5 si afferma che : "Trascorsi i sette giorni, la donna può presentarsi, per ottenere la interruzione della gravidanza, sulla base del documento rilasciatole ai sensi del presente comma, presso una delle sedi autorizzate." non si fa riferimento al metodo in cui viene ottenuta l\’interruzione di gravidanza, quindi nella legge non ci sono le basi per escludere il metodo farmacologico. L\’atto che produce l\’interruzione della gravidanza è praticato comunque dal medico e all\’interno dell\’ambulatorio, su questo non possono essere avanzati dubbi, quindi tutti questi problemi di interpretazione non li vedo. Inoltre dopo l\’assunzione delle pillola sei tenuta in ospedale per una o due ore a seguire, in osservazione, in caso di eventuali effetti collaterali imprevisti. Se una ha paura di tutto questo iter, che ricorra all\’aborto chirurgico, non è mica stato vietato. Non vedo neanche necessità di aggiornare la legge, quando i recenti sviluppi possono tranquillamente essere interpretati sulla stessa base.Quanto alla mortalità, sono sempre più basito. Ho fatto l\’esempio del vaccino. Marco ha fatto l\’esempio dell\’Aulin. Quanti altri esempi vuoi di farmaci che si assumono normalmente e che in meno dell\’1% dei casi sono letali? Non avremmo sconfitto il vaiolo senza l\’uso del vaccino, che però alle volte era mortale.Boh. Inutile, fatico a capire cosa c\’è alla base di certi discorsi…

  14. Scusami, Giovy, non avevo visto il tuo intervento :)Le alternative a cui mi riferisco qui non sono "aborto" e "gravidanza"; in questo caso mi riferisco ai due metodi possibili di aborto, quello chirurgico e quello farmacologico. Concorderai che per decidere su questo l\’uomo non ha proprio voce in capitolo; una volta che si è deciso per l\’aborto la donna ha pieno diritto di decidere in che modo avvenga.

  15. No non ha voce in capitolo…. potrebbe averla prima di farla giungere a questo punto ma comunque non lo fa! cmq rimane il mio pensiero personale e di donna!

  16. Questo era un post su un metodo alternativo all\’aborto chirurgico, non volevo aprire una discussione sulla scelta di abortire o meno. Quindi commenti come quelli di Michele li ritengo inutili, primo perchè si va fuori tema e secondo perchè, come al solito, si generalizza e si criminalizza la donna che abortisce senza conoscere la storia che vi è dietro.Ettore se per te quella percentuale è davvero rilevante, allora inizia a definire pesticidi anche l\’aulin, il vaccino e tutti i medicinali (e sono tantissimi) che possono provocare il decesso del paziente. Io non capisco perchè si vuole negare l\’opportunità di scegliere. Se la maggior parte delle donne a cui è stato somministrato il farmaco abortivo è rimasta "soddisfatta", se gli aborti non sono aumentati, non vedo dove sta il problema.

  17. XGiovy..>>>L\’ AMORE SI FA IN DUE fino a prova contraria e la vostra mi sembra solo uno scaricare come sempre la responsabilita\’ sulla donna, ve ne lavate le mani quando si tratta di decisioni cosi\’ ,questa e\’ la liberta\’ in cui credete?…non avete esperienza di cosa vuol dire abortire , ma nenahc edi cosa vuol dire essere compagni…<<<>>>Sono convinta che una donna su due non farebbe questa scelta (sempre e comunque traumatica) se accanto ha un compagno che non la spinge alla "decisione alternativa" come dici tu, perche\’ per me dire :"sei tu che devi scegliere" e\’ come dire: io non lo voglio !<<<Allora è giusto ricevere un parere personale di uomo….a parte che non si tratti di violenza sessuale, quando una donna fà sesso con un uomo perchè in questo caso parliamo di sesso perchè se fosse stato amore l\’altro difficilmente scaricherebbe la sua responsabilità ma in nome del vero amore si sarebbe andati avanti per tenerlo contro tutto e tutti, penso che un uomo non và con la pistola a costringere una donna a fare sesso se lei è consenziente, quindi una donna prima di esserlo sà bene chi ha di fronte e penso che sà bene a cosa potrebbe andare incontro a meno che non si tratti di una ragazzina che non capisce nulla…quindi il minimo che deve aspettarsi è il divincolarsi dell\’altra parte…è troppo facile scaricare metà della coscienza in questo modo, ripeto, a meno che non si tratti di violenza una donna non viene costretta con la forza a fare sesso, voglio capire che un maschio sà anch\’egli a cosa potrebbe andare incontro, ma da che mondo è mondo è la donna ad avere le mestruazioni e quindi conoscere molte più cose in tema di concepimento, è la donna che matura prima dell\’uomo, è la donna che decide se un uomo deve stare con lei o meno, ed è la donna che decide se si farà sesso oppure no! Come è anche la donna che ha potere decisionale in fatto di aborto e se un figlio lo vuole davvero lo porterà avanti anche se avesse il mondo contro…una mia ex che con me è stata tanti anni, all\’inizio del nostro rapporto non voleva fare sesso con me, poi quando ha capito che l\’amavo e com\’ero fatto e che quindi mi sarei preso le mie responsabilità iniziò a fare L\’AMORE con me e qualche volta lo facevamo anche senza precauzioni….quindi se una donna prima di concedersi guardasse prima chi ha di fronte e comunque pensasse meglio alle conseguenze soprattutto se si tratta di avventure o di una storia tra giovanissimi il minimo che dovrebbe aspettarsi è lo scaricabarile dell\’altro….e comunque forse dovrebbe scegliere meglio i suoi partner…questo è il mio parere di uomo ……

  18. “Si parla di "interventi"; il legislatore non teneva in conto, probabilmente perché non la conosceva, la possibilità di ottenere l\’aborto per via farmacologica […] non si fa riferimento al metodo in cui viene ottenuta l\’interruzione di gravidanza, quindi nella legge non ci sono le basi per escludere il metodo farmacologico.”Bravo! Non è escluso il metodo farmacologico che credo esistesse anche allora, però non questo non vuol dire che non sia sottoposto alle stesse regole dell’intervento chirurgico; in primis la necessarietà di un’idonea struttura pubblica e per tutta la procedura, non per l’inizio (e su questo non c’è “interpretazione” che tenga senza scadere nella manipolazione). “Quanto alla mortalità, sono sempre più basito. Ho fatto l\’esempio del vaccino. Marco ha fatto l\’esempio dell\’Aulin.”Il problema è che i vostri esempi sono singolarmente inutili. Il vaccino è una siringa. L’aulin lo prendi se hai mal di testa. Ma qui noi stiamo parlando di aborto, di una cosa di gran lunga più delicata di un mal di testa o di un mal di pancia. Le implicazioni sociali, fisiche e psicologiche sono talmente sproporzionate fra l’aulin e la kill pill che dovrei essere io basito, ma ormai non mi stupisco più di niente. “Ettore se per te quella percentuale è davvero rilevante, allora inizia a definire pesticidi anche l\’aulin, il vaccino e tutti i medicinali (e sono tantissimi) che possono provocare il decesso del paziente.”Io non definisco la kill pill pesticida perché può uccidere il paziente. Tutte le cose che citi sono farmaci che hanno come obiettivo la vita e la salute e che accidentalmente provocano morte. La Kill pill invece è il primo farmaco che ha come obiettivo la morte di un essere umano, è morte che accidentalmente provoca altra morte. Per questo lo chiamo pesticida. Forse per voi quelle trenta donne sono solo un numero di una statistica. Ma quelle non sono morte perché hanno preso l’aspirina ed è successa la disgrazia, sono morte perché hanno finito di abortire da sole. Ogni farmaco è rischioso, ma la kill pill è particolarmente rischiosa perché l’aborto è in se pericoloso. Sono tornate a casa mentre c’era ancora un bisturi invisibile che le sconquassava le visceri, e sono morte da sole. Pensare di ricoverare tutti quelli che hanno l’influenza è folle, ma ricoverare per un aborto invece è più che ragionevole. Se per voi questo è progresso fate pure, io però con quel sangue non ci voglio avere niente a che fare; neanche nelle più indirette delle vie.

  19. x RafSpesso dimentico che i maschi sono convinti di possedere pulsioni sessuali più esigenti che li autorizzano ad avere dei diritti sul corpo delle donne, anche le più amate.,una relazione condivisa nella passione e non nelle conseguenze…. poi ipocritamente colpevolizzano la donna scaricando sulle mancate precauzioni o sulla stupidita’ di ragazzina… fingendo di ignorare le proprie responsabilita’ e egoisticamente dicono: è troppo facile scaricare metà della coscienza in questo modo,infondo l’ha voluto….Discorsi che si uniscono ad altri come:be si vestiva in quel modo e’ normale che poi l’hanno violentata….ma su una cosa hai ragione, la donna dovrebbe guardare prima chi ha difronte…Scusa Marco se ancora una volta sono andata fuori tema ma dovevo rispondere Con questo non ho altro da aggiungere!

  20. xRaf>>>questo è il mio parere di uomo >>>Scusami ma questo è il tuo parere di persona, la categoria uomini la pensa in modo diverso spero… oppure ho deciso di cambiare categoria. Evidentemente tu hai una visione della violenza alle donne legata ai telegiornali senza sapere che la maggior parte delle violenze avviene sotto l\’egida del talamo nunziale da parte di mariti che credono di essere padroni del corpo della moglie solo per un si detto tempo prima. Prova a pensare tu ad essere violentato per una vita intera e poi mi dirai se ti piacerà ancora appartenere alla categoria uomini. Ciao

  21. X Giovy e Angelo….forse non mi sono spiegato bene, ma in quello che ho detto ho escluso più di una volta a priori la violenza e la prepotenza su una donna ed ho focalizzato il tutto sul fatto che essa sia consenziente e certe situazioni se le va a cercare semplicemente perchè piace un ragazzo e non riesce a non andare oltre perchè se si fà sesso o meno è sempre la donna che decide, l\’uomo potrà avere tutte le pulsioni che vuole…mi spiace che non mi abbiate compreso…>>>a parte che non si tratti di violenza sessuale<<< >>>a meno che non si tratti di violenza <<<XGiovy>>>Discorsi che si uniscono ad altri come:be si vestiva in quel modo e’ normale che poi l’hanno violentata….<<<sai bene che non è questo il tipo di discorso, bensì a me dà fastidio prima di tutto che si generalizzi perchè gli uomini non sono tutti uguali e fortunatamente nemmeno le donne, ma che poi se nella vita si fanno delle scelte sbagliate si vada a puntare il dito contro chi spesso è solo un oggetto…io nella mia vita non ho avuto moltissime donne perchè ho amato ogni donna che ho avuto ed i rapporti non sono durati qualche settimana e se fosse successo qualcosa mi sarei preso le mie responsabilità, se una donna sceglie di comportarsi diversamente e poi va male non può pretendere che un uomo accetti di avere un figlio con una donna che non si ama perchè semai era solo un rapporto di sesso o di comodo ed in più se non si hanno i soldi per mantenerlo…ci sono mariti che chiedono alle mogli di abortire, quindi figuriamoci….a quel punto la decisione spetta solo alla donna che se lo vuole davvero lo porta avanti senza alibi e senza puntare il dito…>>>ma su una cosa hai ragione, la donna dovrebbe guardare prima chi ha difronte…<<<….naturalmente anche un uomo dovrebbe guardare chi ha di fronte perchè oggi più che mai l\’apparenza inganna…

  22. Scusate la lunga assenza. Vi consiglio di non affidarvi mai, per la vostra connessione, a quegli inutili stronzi della Vodafone.Dato che ho i secondi contati aggiungerò ben poco (e ben poco c\’è da aggiungere) a quanto ho detto finora.Il primo punto, è che la 194 serve a garantire la possibilità di abortire in condizioni non pericolose (nei limiti della ragionevolezza) per la salute della madre. Ne ho fatto una lettura cavillosa perché ci sono stato spinto, ma di per se non è assolutamente necessario. La RU-486 non è pericolosa e si mantiene nel pieno rispetto dello spirito della 194, come dimostrano le statistiche e il parere delle dirette interessate.Secondo, gli esempi fatti finora sono perfettamente validi, ignoro cosa ci sia di peggio di vaiolo e poliomelite quanto a "implicazioni sociali, fisiche e psicologiche"; il primo se non ti uccide ti lascia sfigurato, il secondo sulla sedia a rotelle. Quanto a quelle trenta donne, tutti i farmaci e i trattamenti medici sono a rischio, da quelli più banali, come l\’uso dell\’aulin, a quelli che hanno salvato la vita a milioni di persone, come le vaccinazione. Se non fossero morte loro per la pillola ne sarebbero morte altre trenta da un\’altra parte per l\’anestesia. E altre trenta (o molte di più) ancora moriranno per l\’influenza suina; qual è la differenza per cui l\’aborto spontaneo è più grave dell\’influenza? Che si vede il sangue ed è tanto brutto?

  23. Primo, perchè non è un aborto spontaneo. Secondo perchè l\’aborto è un atto deliberato di uccisione di un essere umano, come implicazioni sociali forse è un pò diverso da una malattia che può lasciare sfiguarata una persona. Terzo, secondo uno studio pubblicato sul "New England Journal of Medicine" la mortalità con aborto chimico sarebbe di dieci volte superiore a quello chirurgico. Le trenta donne morte sono solo un numero strappato a fatica alla casa farmaceutica, che ancora si rifiuta di fare chiarezza. Quarto, il Consiglio Superiore di Sanità ha già da anni stabilito che la donna deve essere trattenuta in ospedale fino ad aborto avvenuto, per rispetto della 194 e per motivi di sicurezza. Sicurezza perchè la pillola abbassa pericolosamente le difese immunitarie rendendo la donna molto vulnerabile a batteri e virus. Lo spirito della 194 è che l\’aborto sia sottratto alla clandestinità, così invece la parte più traumatica e pericolosa dell\’aborto avviene a casa. E poi sì, ritrovarsi fra le gambe il feto avvelenato e doversene disfare in qualche modo (possibilimente nel cesso) è "tanto brutto".

  24. Medicalmente parlando è poco diverso da un aborto spontaneo; che cosa sia dal punto di vista morale non è rilevante. Che tu consideri l\’aborto "un atto deliberato di uccisione di un essere umano" è una tua opinione, e per quanto possiamo considerarla autorevole non può condizionare le scelte del ministero della Sanità. Come tutti i trattamenti medici, l\’aborto farmacologico ha dei rischi, la cui entità va attentamente valutata dalla paziente. Il rischio è stato giudicato comunque troppo basso per prendere misure legislative contro il farmaco, ed ciò è perfettamente normale se consideriamo che vi sono in vendita farmaci la cui pericolosità è invece testata e comprovata. Se possibile, inoltre, vorrei la referenza precisa dello studio di cui parli (anche senza il link, me lo trovo da solo). "Dieci volte superiore" non vuol dire proprio nulla senza il numero di partenza su cui si è lavorato; potrebbe voler dire che invece dello 0,00003 % è lo 0,0003; fermo restando che, in ogni caso, siamo su numeri troppo bassi per passare alle misure legislative.Il problema di immunità a cui ti riferisci immagino sia quello riguardante il clostridium. Al momento è al vaglio degli scienziati, ma si tratta in ogni caso, ancora una volta di un fenomeno del tutto marginale. Non sono in grado di commentare il tuo gusto estetico, ma ancora una volta, per quanto autorevole, mi vedo costretto a notare come esso sia irrilevante.

  25. Ha spiegato benissimo Alberto; dire che l\’aborto farmacologico è dieci volte più letale di quello chirurgico non significa proprio niente se ragioniamo con probabilità prossime allo zero. Comunque Ettore, a mio modesto parere, è molto più grave che uccida un farmaco che dovrebbe far guarire rispetto ad un farmaco che permette l\’aborto. Il problema è che non viene lanciata nessuna crociata contro quei farmaci semplicemente perchè non costituiscono nessun problema morale. Qui il vero problema è l\’aborto, chirurgico o farmacologico per voi non fa molta differenza. Ma è una questione che non voglio aprire.

  26. In effetti potremmo anche essere contenti della morte delle assassine, non trovate? :-)Nel frattempo sto dando un\’occhiata alla letteratura sull\’infezione da Clostridium sordellii. Sembra sia una patologia rara, che si verifica di rado in seguito al parto; tuttavia la somministrazione vaginale di misoprostol sembra renderla più frequente, probabilmente indebolendo le difese immunitarie al livello dell\’utero. Basta ricorrere alla somministrazione sottolinguale per evitare il problema, che sembra dovuto a un eccessiva concentrazione intrauterina del farmaco.

  27. Avevo sbagliato di un ordine di grandezza in eccesso. Aborto chirurgico: 1 morto su 1000000 (0,000001%)Aborto medico: 1 morto su 100000 (0,00001%)Numeri talmente bassi che è impossibile farvi sopra uno studio statistico di qualche valore per compararli, e fortemente influenzati dalla maggiore accessibilità dell\’aborto farmacologico negli USA. La fonte (che consiglio di leggere): http://www.pubmedcentral.nih.gov/articlerender.fcgi?tool=pubmed&pubmedid=16926765I dati di Ettore sono formalmente esatti, ma come spesso accade quando si gioca troppo coi numeri, sostanzialmente inutili e perfino fuorvianti. Credo nella sua buona fede, ma non in quella di chi questi dati lo ha appositamenta manipolati.

  28. "che cosa sia dal punto di vista morale non è rilevante. Che tu consideri l\’aborto "un atto deliberato di uccisione di un essere umano" è una tua opinione, e per quanto possiamo considerarla autorevole non può condizionare le scelte del ministero della Sanità."Una mia opinione? è quello che pensa anche la 194, altrimenti direbbe di abortire allegramente e non di tutelare la vita umana fin dall\’inizio. Io dico che le leggi dello stato devono condizionare eccome le scelte del ministero della sanità. "Non sono in grado di commentare il tuo gusto estetico, ma ancora una volta, per quanto autorevole, mi vedo costretto a notare come esso sia irrilevante."Puoi però provare a commentare il gusto estetico di tutte quelle donne che accusano flasback e incubi in seguito alla visione del feto (il 56%, secondo uno studioBritish Journal of Obstetrics and Gynecolog). Non volevate sapere quale siano le implicazioni sociali dell\’aborto rispetto all\’influenza? Chissà perchè non c\’è una legge che regoli l\’interruzione dell\’influenza ponendo dei paletti, ma c\’è quella sull\’interruzione di gravidanza…"tuttavia la somministrazione vaginale di misoprostol sembra renderla più frequente, probabilmente indebolendo le difese immunitarie al livello dell\’utero. Basta ricorrere alla somministrazione sottolinguale per evitare il problema, che sembra dovuto a un eccessiva concentrazione intrauterina del farmaco."No, ad almeno una delle donne americane morte la pillola è stata somministrata per via orale. allego quello che ho trovato sul Clostridium sordellii:http://www.salutefemminile.it/Template/detailArticoli.asp?IDFolder=176&IDOggetto=7318http://www.avvenireonline.it/Vita/Speciali/ru486/20080313.htmRiguardo la mortalità io non ho letto l\’articolo del New England, per questo l\’ho riportato con le dovute cautele (usando il condizionale). Però pare che sia una rivista autorevole e non credo che abbiano diffuso un risultato formalmente corretto ma inutile, cmq mi sembra quasi universalmente accettato che l\’aborto farmacologico presenti più rischi e più effetti collaterali (sia in senso fisico sia psicologico). Il Clostridium Sordelii è stato riconosciuto come uno dei batteri più pericolosi e con la maggiore incidenza negli Usa, credo che sia un rischio superiore a quello di un\’anestesia (che almeno essendo praticata in ospedale, può essere tenuta sotto controllo).

  29. "Tutelare la vita umana sin dal suo inizio" è una frase quanto mai ambigua, visto che c\’è un fiorente dibattito sul quando inizi la vita umana. Piuttosto è evidente che tale "inizio" per legge non è situato nei primi novanta giorni, visto che la 194 non tutela quella fase. Ciò detto, se le donne non vogliono vedere il feto, insisto, pratichino pure l\’aborto chirurgico. C\’è piena libertà di scelta. Lo sanno che col mifepristone lo vedranno, giusto? Una parola sola sullo studio che hai citato, quello sulla mortalità: io non metto in dubbio che i dati che tu dici SIANO corretti; l\’articolo che ho linkato li riporta anch\’esso, ma con la dovuta precisazione che su numeri così bassi ed incerti non puoi fare una statistica seria. Immagino che anche nello studio che citi siano state prese (o sottointese) le medesime precauzioni; la mia opinione è che la tua fonte, quale che essa sia, lo abbia citato di proposito in maniera parziale e fuorviante.Tornando al Clostridium sordellii (l\’unico batterio insieme a C. perfringens, a quanto mi risulta, cui l\’aborto farmacologico rende più sensibili), sì, una donna ne è morta in seguito a somministrazione orale di misoprostolo. Ovviamente un caso singolo è statisticamente del tutto insignificante, ma il quadro non cambia molto se guardiamo al totale, visto che su milioni di aborti condotti in questo modo si sono verificate in totale 8 infezioni da Clostridium (sordelli o perfringens, aggiornato a giugno di quest\’anno); delle 8 vittime (una sopravvissuta), cinque avevano ricevuto una dose di misoprostolo doppia rispetto al normale, e una non aveva fatto neanche uso del mifepristone ma di un altro farmaco. Mi domando come facciano McGregor e Miech a dare la colpa al mifepristone quando, alla luce di questi dati e di un recente (forse troppo recente per loro) studio di Aronoff et al. pubblicato sul Journal of Immunology, è evidente che è tutta del misoprostolo. Inoltre credo che dovrebbero mettersi d\’accordo sull\’incidenza della patologia; Miech afferma che l\’endometrite da Clostridium è molto rara, mentre McGregor te lo butta lì come la peste dei giorni nostri. Scherzi a parte, tutte le fonti (perfino Wikipedia!) confermano quanto dice Miech, ma dato che McGregor è uno che conosce il C. sordellii piuttosto bene, io opto per un errore del traduttore; probabilmente il termine tradotto con "incidenza" aveva in realtà un altro significato. Comunque per me possiamo fare un gioco: vediamo quante donne sono morte per l\’anestesia e quante sono morte per endometrite da Clostridium. Se nessuna donna (o una sola, al massimo) è mai morta per l\’anestesia, allora il Clostridium è più pericoloso, e se vuoi ti pago pure una pizza.

  30. Ci sto ;-)A dire il vero è un dato che io ho già cercato invano, quello del numero di donne morte per aborto chirurgico, ma magari tu lo trovi. Io ho trovato solo qualche intervista di medici che dicono che le complicazioni in seguito ad aborto chirurgico sono intorno allo zero per cento, almeno in Italia. La 194 tutela anche prima dei novanta giorni che sono più che altro un periodo simbolico. Infatti per abortire ci vogliono sempre cause gravi o seri rischi di salute, paletti che non esistono per farsi tirare un dente (almeno non in termini di legge). Sì, lo dovrebbero sapere ma tutta questa epifania dell\’aborto facile e indolore da parte dei media non è certo un buon presupposto per una corretta informazione.

  31. Diciamo che possiamo arrivarci a spanne. Per fare una statistica, per quanto inaffidabile, in cui si dice che ne muore una su un milione, deve esserci stato almeno qualche milione di aborti e qualche morte; quindi mi sa che mi tengo i soldi della pizza :)Dai, sai meglio di me che i paletti posti dalla 194 per l\’aborto nei primi tre mesi, all\’atto pratico, non esistono proprio, e comunque il loro significato non è una dichiarazione di "umanità" conferita all\’embrione, quanto un limite all\’uso dell\’aborto come metodo contraccettivo.

  32. Se l\’embrione umano non è umano (?) per la 194, non si vede perchè bisognerebbe limitare l\’aborto a scopo contraccettivo. La verità è che con l\’espressione "tutela la vita umana dal suo inizio" si fa riferimento a quello che tutti i manuali di biologia, oggi come allora, dicevano. E cioè che la vita umana inizia con la fecondazione e quindi col concepimento. L\’interpretazione corretta è che lo stato tutela la vita umana dal suo inizio biologico (lasciando da parte i dibattiti più filosofici che scientifici) e che ne permette la distruzione solo in casi gravi. La tutela a 360 gradi è la regola, l\’aborto (a qualunque settimana) l\’eccezione.

  33. Ci sono un milione di motivi per cui l\’aborto non è da consigliarsi come metodo contraccettivo, ne abbiamo elencati vari già finora. Riconoscere che un essere abbia diritto a delle tutele non vuol dire accoglierlo nel consorzio umano al punto da poter definire la sua soppressione "un omicidio"; anche i cani hanno tutele, ma uccidere un cane non è un omicidio per legge. La 194 riconosce delle tutele (più che altro simboliche) al feto, e dissuade dall\’utilizzo dell\’aborto come metodo contraccettivo, ma più di questo non fa.Quanto al dibattito su quando inizia la vita umana, esso è inevitabilmente filosofico. A seconda delle definizione di "vita" che si sceglie di usare, si può giungere a conclusioni differenti. I manuali che tu citi (e con cui io non sono di certo entrato in contatto) usano evidentemente la definizione metabolica di vita, per la quale anche il semplice spermatozoo è "vivo", ma ovviamente ciò non è significativo. Questo è tutto ciò che è in grado di dire univocamente la scienza, dopodiché si rende necessario interrogarsi sui problemi della persona e della vita individuale. Altrimenti, l\’unico criterio esclusivamente scientifico che si possa utilizzare è quello dell\’indipendenza metabolica, che forse è quello più ovvio. La vita inizia quando l\’organismo è in rado di svolgere da solo tutti i processi metabolici necessari al suo sostentamento. In quella fase l\’aborto già ora non è più consentito dalla 194.

  34. No, fa eccome. Se ci vogliono motivi gravi per distruggere quella vita vuol dire che il problema non è solo la contraccezione, e che le tutele non sono "simboliche". Sì il dibattito è inevitabilmente filosofico, ma lo stato fa bene a starne lontano il più possibile. Si possono proporre le teorie più bizzarre, c\’è persino chi riprende la posizione agostiniana secondo cui la vita è vera vita dal momento in cui il feto comincia a scalciare. Oppure alla nascita quando si entra nella società. Oppure sempre alla nascita ma perchè si vede la luce del sole. Invece la mia esistenza è iniziata col mio concepimento e oltre tutti i possibili distinguo la mia era vita (anche al livello basilare dello spermatozoo, vma con qualche leggera potenzialità in più) ed era vita umana. Questo è quello che allo stato deve interessare.

  35. Ma non ci vuole proprio nessun grave motivo, dai; conosco un paio di ragazze che hanno abortito e non si sono dovute inventare nessuna motivazione particolare per farlo. Una gravidanza non desiderata è già considerata una minaccia alla salute psicologica della donna.Tu sembri trovare particolarmente ovvio che la vita umana inizi col concepimento, ma a me non sembra proprio sia così, e in certi casi lo stato deve prendere posizione anche nei dibattiti di natura filosofica. Lo stato sceglie semplicemente la posizione più ovvia, ovvero il criterio dell\’indipendenza metabolica; doveva pur prenderne uno e ha scelto molto bene secondo me. Se avesse scelto la nascita come momento d\’inizio avrebbe violato i diritti di un neonato, se avesse scelto il concepimento avrebbe violato quelli della donna; non è una scelta per nulla ovvia e in cui puoi permetterti di non fare distinguo.Comunque devo ammetterlo è la prima volta che sento reinventare la 194 come una legge a tutela del feto 🙂

  36. Io invece è la prima volta che sento dire che la 194 dice di abortire allegramente, senza nessun grave motivo. Quello a cui ti riferisci è la degenerazione pratica, ma la teoria è molto chiara. A me sembra chiaro che la legge si riferisca al concepimento, altriementi direbbe che la famose cause gravi non sono necessarie prima di un tale periodo (cmq non specificato). Invece non è così. Negare questo vuol dire innestare sulla legge un dibattito successivo che è nato insieme alla possibilità di usare gli embrioni per la ricerca. Prima l\’ovvio era ovvio, come anche oggi a dire il vero. A me il criterio dell\’indipendenza metabolica sembra alquanto arbitrario, se vogliamo usare il concetto di dipendenza per distinguere una persona dall\’altra allora bisogna concludere che una persona a letto che ha bisogno di essere nutrita e ventilata non è più tanto una persona. La 194 è notoriamente una legge di compromesso fra la componente cattolica e quella comunista. Se la legge non tutela sempre il feto permettendo l\’aborto solo in casi estremi, dove sta il compromesso?

  37. Come diceva Schopenhauer, se la teoria non corrisponde alla pratica, allora c\’è un errore nella teoria. Traumi psicologici e fisici, incertezze etiche che comunque permangono, problemi di accessibilità alla tecnica e rischi e fastidi ad essa connessi, non sono tutti motivi sufficienti a sconsigliare l\’aborto come metodo contraccettivo?Dipendenza metabolica non ha il significato filosofico che gli stai dando; è una definizione assolutamente tecnica e scientifica, come la volevi tu. Il feto non è capace di svolgere i normali processi della vita vegetativa, quindi non ha vita individuale; puoi nutrirlo e ventilarlo quanto vuoi (come puoi nutrire e ventilare un cuore sotto vetro), ma per quanto lo curi muore lo stesso, non avendo le strutture anatomiche necessarie a completare lo sviluppo. E\’ praticamente una parte del corpo della madre, e che non abbia il medesimo codice genetico è irrilevante (neanche le cellule uovo lo hanno, e le femmine di mammifero esprimono sempre nel proprio corpo almeno due corredi genetici alternativi). Non ti aggrada la definizione? Scegline un\’altra e porta argomenti a favore, ma senza dire che "è ovvio". Non era ovvio nemmeno per Agostino e Tommaso, figuriamoci se può esserlo per noi.

  38. Nei pochi manuali di biologia che mi sono passati fra le mani, tutti dicevano esplicitamente che la vita umana inizia con la fecondazione. Eppure ho sempre studiato in scuole pubbliche e nulla faceva pensare che si trattasse di un dato del tutto ipotetico. A dire il vero, anche durante il dibattito sulla legge 40 io non ho mai sentito nessun abolizionista negare questo dato. Dicevano che quello era solo l\’inizio biologico, che non coincideva con quello sociale. Nè ho mai sentito che la legge 194 non si riferisse a questo inizio. A riguardo ho trovato questi due articoli:http://archiviostorico.corriere.it/2005/febbraio/01/inizio_dell_esistenza_atto_della_co_9_050201041.shtmlL\’altro lo incollo per problemi tecnici:"Quando è l\’inizio della vita umana? Che cosa dice la scienza? Per documentare come la fertilizzazione sia il processo attraverso cui si riconosce l\’inizio dell\’esistenza di un nuovo individuo biologico – geneticamente, citologicamente e organismicamente differente da quello della madre e del padre del concepito – potremmo esibire una massa di dati e di osservazioni sperimentali, depositate nella letteratura scientifica, che impressiona per la sua ricchezza e consistenza interna. Per brevità riporteremo la testimonianza sintetica dei più autorevoli studiosi internazionali di biologia e di sviluppo dell\’embriologia, maestri riconosciuti che hanno condensato nei loro trattati e manuali lo AAstato dell\’arte@@ nel campo delle conoscenze su formazione e sviluppo di un essere vivente. SCOTT F. GILBERT (Swarthmore College), autore di Biologia dello sviluppo – un indiscusso testo di riferimento di questa materia, in poco tempo giunto alla sua sesta edizione, ampiamente adottato come testo nelle università nordamericane ed europee, e tradotto in diverse lingue – intitola il capitolo 7 del volume La fertilizzazione: l\’inizio di un nuovo organismo, inaugurandolo con queste parole: **La fertilizzazione è il processo mediante il quale due cellule sessuali (i gameti) si fondono insieme per creare un nuovo individuo con un corredo scientifico derivante da entrambi i genitori++ ( Developmental Biology, VI ed., 2000, p. 185). Con altre parole KLAUS KALTHOFF (Università del Texas), in un volume che esamina criticamente I più recenti aspetti sperimentali e concettuali dello sviluppo degli organismi viventi, riassume così la stessa evidenza: **Gli animali, inclusi gli uomini, iniziano la loro vita come cociti fertilizzati, che si sviluppano in adulti attraverso lo stadio embrionale e giovanile++. (Analysis of Biological Development, II ed., 2001, p. 8). Gli fa eco il giapponese RYUZO YANAGIMACHI: **La fertilizzazione, nei mammiferi, normalmente rappresenta l\’inizio della vita di un nuovo organismo individuale++ (Mammalian Fertilization, in The Physiology of Reproduction, II ed. 1995, vol. 1, p. 103). Ma un\’espressione che più sinteticamente e lucidamente esprime il ruolo dell\’embrione nel rapporto tra le generazioni si trova nell\’opera di STANLEY SHOSTAK (Università di Pittsburg): **Lo sviluppo lega il passato e il futuro. Mentre gli adulti sono i genitori dell\’embrione attraverso la riproduzione, l\’embrione è l\’inizio dell\’adulto attraverso lo sviluppo++ (Embryology: an Introduction to Developmental Biology, 1998, p. 4). Oltre a numerose altre affermazioni di tenore simile nei testi e nelle rassegne scientifiche, anche recentissime, gli studi originali che pubblicano il lavoro sperimentale dei ricercatori sulle riviste scientifiche indicizzate (anche ad alto impact factor) nella introduzione e nella discussione dei risultati sulla fertilizzazione esprimono la consapevolezza degli autori che attraverso questo processo si inaugura un AAsistema biologico@@ di tipo individuale, chiamato embrione unicellulare o zigote, che non presenta più le caratteristiche genetiche, biochimiche e citologiche dei due gameti dai quali ha avuto origine, l\’ovocita e lo spermatozoo, ma possiede la capacità intrinseca di svilupparsi in modo coordinato, continuo e graduale, se collocato nella sua sede naturale o in un idoneo mezzo di coltura artificiale. ANGELO LUIGI VESCOVI, Direttore dell\’Istituto per la Ricerca delle cellule staminali, Fondazione San Raffaele di Milano: **Io non sono cattolico, ma non sono nemmeno agnostico. Non ho una religione ma seguo la filosofia taoista e in questa filosofia tutti gli esseri viventi e tutte le entità biologiche hanno pari degnità. In questo senso quindi la sfida va vinta per ridare all\’embrione la degnità che merita e che è stata attribuita all\’atto della creazione++."Il feto fa parte del corpo della madre, ma non vuol dire che sia un\’appendice. E\’ un terzo soggetto che non ha semplicemente un diverso codice genetico, ha il codice genetico di un\’altra persona umana. La materia che mi compone adesso non ha avuto origine con l\’indipendenza metabolica, ma molto prima. Vuol dire che io sono stato un embrione. La differenza col cuore sottovetro sta tutta qui: che io sono stato un embrione e non un cuore. L\’embrione nel suo ambiente sviluppa progressivamente un progetto di vita, un cuore no. Il significato filosofico di cui ho parlato prima non mi sembra superato. Il feto ha una vita individuale, solo che è molto dipendente. Se noi fossimo in grado di curarlo come una madre, non morirebbe. Non mi sembra giusto che per la nostra, molto probabilmente temporanea, mancanza di mezzi dobbiamo dire che è lui ad essere troppo poco "individuale".

  39. Hai perfettamente ragione, l\’opinione di persone come Gilbert non può essere sottovalutata. Ma te lo ricordi cosa afferma Gilbert? Citiamolo testualmente:"Actually, one of the few statements that can be made without any hesitation is that there is no consensus among scientists about when an individual human life begins."Segue l\’esposizione delle numerose teorie formulate in proposito: la vita inizia alla fertilizzazione (LeJeune, O\’Rahilly, Muller), alla gastrulazione (Warnock, Renfree, Grobbstein, Green), all\’acquisizione del pattern encefalografico adulto (Morowitz, Trefil, Mellor), all\’indipendenza metabolica (Tooley, altri non citati), gradualmente nelle varie fasi dello sviluppo (Dobzhansky, Dunston, Harris). Notiamo due cose: 1) Gilbert afferma: "One advantage of such moments (si riferisce alla nascita o al taglio del cordone umbilicale come momenti in cui piazzare l\’inizio della vita umana) is that they are well-defined, public, and obvious (Tooley, 1973). Moreover, despite the feelings of some philosophers that birth is merely a ‘‘move from one room to another’’, birth is a difficult passage through a perilous discontinuity between fetal and neonatal existence."2) Fra tutti questi nomi citati, in prevalenza embriologi e medici, trovi anche qualche filosofo; questo è perfettamente naturale trattandosi di un dibattito che è n gran parte filosofico.Il tuo articolo cita varie opinioni anche autorevoli, ma, al di là della manipolazione di quella di Gilbert, questo non basta a porre fine al dibattito. Ovviamente la fertilizzazione, quando è completata (circa quattro giorni post coitum) è un candidato importante, ma non ha mica vinto nessun premio della critica…

  40. Voi non avete la piu pallida idea di cosa voglia dire subire un\’interruzione volontaria di gravidanza! Sono allibita da come l\’argomento venga trattato qui con superficialità come se si stesse parlando di una partita di pallone! Non si scherza con la vita umana!!!

  41. L\’aborto è qualcosa di molto delicato Ylenia, ma questo non significa che chi non l\’ha "vissuto" non ne possa parlare. Qui si discuteva soltanto se fosse giusto introdurre anche in Italia un metodo alternativo all\’aborto chirurgico; non c\’è nessuna superficialità nelle nostre parole e nessuna voglia di scherzare!

  42. Qualcuno dovrà pur parlarne, no? Abbiamo detto lasciamo decidere a chi ci è già passato. Abbiamo detto, ascoltiamo chi ci è passato. Abbiamo detto, diamo le corrette informazioni a chi ci deve suo malgrado passare. Che possiamo fare di più per mostrare rispetto e non essere "superficiali"? Onestamente io non ne ho idea, se qualcuno ce l\’ha me lo dica.

  43. non credo che bagnasco e company abbiano subito un aborto…. eppure ne parlano.

  44. Angelo: stra-quotone!Hehehehe!

  45. Standing Ovation.

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