Voglia di giornalismo

Ogni giorno in Italia nasce, in media, una polemica che va ad alimentare i cosiddetti programmi di approfondimento. Ci sono polemiche che muoiono sul nascere e altre che si propagano per giorni, se non addirittura per settimane.

Bene, l’80% di queste polemiche sono assolutamente inutili e servono, nella maggior parte dei casi, a sviare l’attenzione pubblica da quelli che sono i reali problemi del nostro Paese.

Prendo ad esempio una di queste polemiche “scoppiata” qualche settimana fa e che ha riguardato, in particolare, una pubblicità di un importante marchio di calze italiano.

Nello spot in questione, fatto di immagini per nulla volgari (una ragazza che si mette un casco, una mamma che pettina i capelli a sua figlia, una panoramica sulla capitale), viene usato come colonna sonora l’inno di Mameli reinterpretato.

Alla vista di tutto ciò qualche politico ha storto il naso e ha pensato bene di scagliarsi contro gli ideatori di tale spot.

"Oggi più che mai è necessario ritrovare l’orgoglio e il rispetto dell’essere italiani, di appartenere ad una nazione e ad una cultura che vanno difese. L’inno nazionale è un simbolo di questa unità, dell’italianità, rappresenta il sacrificio di tanti italiani, uomini e donne che si sono immolati per la Patria. Invito l’Authority delle Telecomunicazioni a far rispettare la legge e ritirare lo spot che insulta l’inno, che insieme alla nostra Costituzione e alla bandiera è un emblema dello Stato."

Queste sono state le parole di Romano La Russa, coordinatore del Pdl lombardo. Ma non è stato l’unico politico ad infuriarsi e a ritenere vergognoso uno spot che di vergognoso non ha nulla.

Si parla di rispetto come se lo spot schernisse il nostro inno, si parla di vergogna come se lo spot offendesse l’Italia e gli italiani. Ma non c’è niente di tutto questo. "Lo spot rappresenta un omaggio che Calzedonia dedica a tutte le donne attraverso un’inedita interpretazione al femminile dell’Inno", fa sapere l’agenzia pubblicitaria Saatchi&Saatchi, "dove i termini Italia e Vittoria vengono fatti rivivere per la prima volta con il significato di nomi di donna. Un messaggio forte che fa appello alle infinite risorse delle donne".

Vorrei quindi capire dove sta il problema… A questi politici dà forse fastidio il fatto che l’inno si spinga troppo verso l’universo femminile? C’è forse l’obbligo di eseguire l’inno solo in caso di competizioni sportive, di eventi militari o di funerali di stato???

Ma la legge italiana non vieta di utilizzare l’inno di Mameli a scopi diversi da quelli celebrativi e dunque la pubblicità di Calzedonia è legittima e inattaccabile sotto ogni profilo giuridico. Che poi se ne voglia discutere la bellezza e/o l’originalità, il discorso è del tutto diverso; così come comprendere che uno spot nasce per vendere e che, dando adito a polemiche di questo tipo, non si fa altro che rafforzare il marchio.

Ma poi mi piacerebbe sapere con che faccia tosta gli esponenti del Pdl si permettono di fare una simile polemica quando tra i loro alleati troviamo elementi che hanno insultato pubblicamente il nostro inno invocandone la sostituzione e che si sono permessi di bruciare il tricolore.

La vera vergogna è avere certi elementi a governare il nostro Paese, la vera dignità dell’Italia è calpestata ogni giorno da fatti ben più gravi di uno spot che ritengo pulito e per nulla indecoroso.

Dico questo per allacciarmi a ciò che avevo scritto in apertura: ci sono polemiche che nascono e vengono portate avanti dai media e dai programmi di approfondimento solo per sviare l’opinione pubblica dai fatti che dovrebbero davvero indignare il popolo italiano.

Prendete Porta a Porta, Matrix (da quando non c’è più Mentana), Mattino Cinque; tutti programmi che dovrebbero fornire un approfondimento su ciò che avviene nel nostro Paese, ma che invece preferiscono dedicarsi ad altro. Si parla all’infinito del Premier che va a prostitute ma non si fa mai un approfondimento sui suoi processi; vengono fatte intere puntate sui fatti di cronaca (Cogne, Perugia e Garlasco) dove vengono ripetute all’infinito sempre le stesse cose (ormai conosciamo anche il contenuto della colazione della vittima) mentre non vengono mai fatte puntate di approfondimento su misteri italiani ancora oggi irrisolti.

E c’è un fatto su tutti che in questi ultimi mesi è uscito alla ribalta senza che nessuno (tranne una puntata di Annozero) abbia avuto il coraggio di approfondirlo; un fatto gravissimo, che se confermato dovrebbe portare ogni italiano onesto ad indignarsi. Mi riferisco alla trattativa che lo Stato avrebbe portato avanti con i vertici di Cosa Nostra negli anni delle stragi (92-93), mi riferisco ai mandanti a volto coperto del giudice Borsellino e mi riferisco al partito della seconda repubblica che la mafia avrebbe scelto come interlocutore dopo lo scioglimento della DC. Ci sono le carte, ci sono le testimonianze di coloro che hanno vissuto da vicino e dall’interno quegli anni, ma non c’è, a mio avviso, il vero interesse a trovare la verità.

Ma soprattutto c’è la volontà di non mettere il popolo italiano nelle condizioni di farsi domande e di voler chiedere chiarezza su quello che a tutti gli effetti sembra un tradimento della Patria. Forse tra una ventina d’anni ne sapremo di più o forse anche questo episodio andrà ad aggiungersi alla lista dei misteri italiani irrisolti. Intanto a noi tocca sorbirci inutili e sterili polemiche.

Sono questi i momenti in cui mi viene voglia di darmi al giornalismo.

Una Risposta

  1. maledetta indolenza!!!

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