1984 in chiave religiosa

Prima la crociata contro gli atei nei giorni seguenti alla sentenza della Corte europea dei diritti umani, poi le prime disposizioni comunali con relative multe di 500 euro per chi si fosse permesso di levare i crocifissi dai luoghi pubblici; quindi la proposta di inserire la croce nella nostra bandiera e dulcis in fundo è arrivata ieri la proposta di legge in senato che chiede che sia introdotto l’obbligo di “esposizione del Crocifisso nei pubblici uffici e nelle pubbliche amministrazioni della Repubblica”.

Il testo prevede un ammenda da 500 a 1000 euro oppure l’arresto fino a sei mesi per chi lo rimuove o per chi, pubblico ufficiale, si rifiutasse di esporlo. Il testo definisce la croce “un irrinunciabile emblema di valore universale della civiltà e della cultura cristiana”. La proposta è stata sottoscritta da altri otto parlamentari PDL, tra i quali Sergio De Gregorio (noto per il passaggio dal centrosinistra al centrodestra, subito dopo le elezioni del 2006, in cambio della nomina a presidente dela commissione difesa del Senato) e da Raffaele Calabrò, estensore del progetto di legge sul testamento biologico attualmente in discussione alla Camera. (http://www.uaar.it/news/2009/12/10/senato-proposta-legge-pdl-carcere-per-chi-toglie-crocifissi/)

Detto questo mi vergogno persino di commentare certe notizie; in compenso vi lascio questo bellissimo dialogo che guarda al futuro in maniera certamente fantasiosa e ironica ma con un piccolo fondo di verità. Vogliamo davvero arrivare a questo punto????

 Vado di là a salutarlo

·   Ciao a tutti, sono a casa!

·   Ciao…

·   Smack, cara. Allora, che si mangia di buono stasera?

·   Non lo so, non ho ancora preparato niente.

·   Ah, poco male, vorrà dire che stasera cucino io! Avete sentito, ragazzi? Papà si mette ai fornelli, preparatevi a leccarvi i baffi!

·   Mario…

·   Oppure sai che faccio? Scendo e prendo le pizze, che ne dici? Ragazzi, vi vanno le pizze? Ma dove sono, mica ancora davanti al computer eh? Ora vado di là e gli dico di spegnerlo, la sera la famigliola deve riunirsi e…

·   Mario, ascoltami…

·   Oddio Irene, cosa fai, piangi? Se è per la pizza non fa niente, lo so che non ci vai matta, magari lasciamo perdere dai, faccio due spaghetti e…

·   Mario, ma quale pizza, piantala… E’ nostro figlio…

·   Gesù, che gli è successo? Sta bene? Madonna, il motorino, gli è capitato qualcosa?

·   Ma no, figurati, sta benissimo…

·   E allora?

·   E allora oggi c’era il colloquio a scuola, non ricordi?

·   Ah, il colloquio, è vero!

·   Ecco, sono andata e mi hanno detto…

·   Lo sapevo, la matematica, eh? Vabbe’, non mi sembra il caso di farne un dramma…

·   Mario…

·   …il fatto è che non studia, non si impegna! Adesso vado di là e gliene dico quattro, lo sai che a me mi sente, lo metto in riga io lo metto! Qua o si cambia registro o se ne sta un mese senza Playstation 6 quant’è vero Iddio…

·   Mario, non è la matematica. E’ pure migliorato, in matematica, pare che si sia messo a studiare di brutto, il professore era molto soddisfatto…

·   E allora? La condotta? Be’, è un ragazzo vivace, lo sappiamo, però…

·   Macché condotta. Mario, tieniti forte, la situazione è grave…

·  

·   Sono due settimana che Francesco a scuola non prende l’ostia.

·   Cosa? Non prende l’ostia? Ma è impazzito?

·   Si rifiuta. La professoressa di religione dice che ci ha parlato, ha cercato di convincerlo, ma lui niente, insiste che non vuole…

·   Cristo, ma lo sa che lo bocciano, se non fa la comunione tutte le mattine?

·   Lo sa, lo sa. Dice che alla professoressa ha detto che se ne frega.

·   Ma gli ha dato di volta il cervello?

·   Guarda, lei ci ha parlato con le buone, gli ha spiegato tutto, gli ha detto anche della segnalazione familiare…

·   Segnalazione familiare?

·   Ah, non lo sai? Per forza, non leggi i giornali tu, sempre immerso nel lavoro…

·   Irene non farmi innervosire sai? Come se avessi il tempo di leggere i giornali, qua c’è da mandare avanti la baracca, cosa credi? Eppure lo sai quanti soldi ci vogliono…

·   Va bene, fa niente, non è questo il momento di discutere dai…

·   Appunto. Insomma, che è ‘sta segnalazione?

·   Il nuovo decreto del Ministero della Dottrina: se un ragazzo a scuola non eccelle in religione la sua famiglia viene segnalata, possono esserci problemi per il lavoro, le graduatorie, la pensione…

·   Gesù…

·   E questo se non eccelle. Se non arriva alla sufficienza ci sono problemi più gravi, ti indagano per carenza educativa, ti convoca il Ministero, insomma ti mettono nel mirino…

·   Ommadonnamia…

·   Ecco. Se poi si rifiuta addirittura di prendere l’ostia si arriva al licenziamento diretto, alla denuncia per abbandono religioso di minore e al processo…

·   Il processo?

·   …per direttissima.

·   Per direttissima?

·   Martedì prossimo, Mario. Ho qua la convocazione, è arrivata stamattina per raccomandata.

·  

·   E c’è anche la lettera della banca. Ci revocano il mutuo.

·   Non è possibile…

·   E poi il licenziamento. Il tuo capo non ti ha ancora convocato?

·   Per domani…

·   Cosa? Per domani? E tu non mi dicevi niente?

·   Irene, ma chi avrebbe mai immaginato, io pensavo che fosse per la domanda di promozione, capirai, pensavo di farti una sorpresa, mica sapevo niente di questa storia…

·   E’ finita, Mario. E’ tutto finito…

·   Eh no, perdio! Ci sarà pure una via d’uscita, no? Ora vado a parlare con quel delinquente, lo convinco io a chiedere scusa, pentirsi, dire che è stato un momento così, passeggero, vedrai che sistemiamo tutto…

·   E’ troppo tardi. La segnalazione è già arrivata sul tavolo del provveditorato. Lo trasferiscono la prossima settimana in una scuola di recupero per indesiderati, nel frattempo resterà a casa…

·  

·   C’è poco da fare, purtroppo. A meno che…

·   A meno che?

·   Una soluzione ci sarebbe.

·   E allora, che aspettiamo?

·   Dobbiamo disconoscerlo.

·   Disconoscerlo?

·   Disconoscerlo. La nuova legge lo consente, in questi casi.

·   Ma come…

·   Ti aiutano loro, ho telefonato oggi. Ci pensano i CARR.

·   I CARR?

·   Centri di Aiuto alla Riabilitazione Religiosa. Lo vengono a prendere, lo portano in un istituto e lo aiutano a uscire fuori da questa situazione. Se ne occupa la Curia, insomma, e se la famiglia lo disconosce, insomma se glielo lascia senza condizioni, vengono annullate tutte le penalità. Cioè, resta una nota nel casellario giudiziario, ma dopo dieci anni in assenza di altri episodi analoghi la cancellano, come se non ci fosse mai stata…

·  

·   E’ brutto, Mario, lo so. Ma è meglio per lui, per sua sorella che è ancora piccina, e anche per noi…

·   Guarda, Irene, io non so se…

·   Ascolta. Li ho già chiamati, dicendo che ti avrei parlato. Se siamo d’accordo lo vengono a prendere stasera stessa. Rilasciano a vista un certificato firmato di loro pugno che annulla il processo.

·   E il lavoro, e la banca?

·   Basta mostrarglielo, revocano tutte le iniziative intraprese.

·   Come se non fosse successo niente?

·   Come se non fosse successo niente.

·  

·  

·   Mi pare che non abbiamo scelta.

·   No.

·   Lui sa già tutto?

·   Ci ho parlato prima, è un ragazzo intelligente, mi sembrava sereno.

·   Devi chiamarli subito?

·   Prima delle nove, altrimenti slitta tutto a domani e diventa un problema.

·   Quanto ci mettono ad arrivare?

·   Mezz’ora, mi hanno detto.

·  

·  

·   Telefona. Io vado di là a salutarlo.

 

 

Richieste inascoltate

L’altra sera, quando Maria Rita è tornata dal lavoro (avanti e indietro ogni giorno dall’Aquila a Roma), sotto la porta della sua camera, nell’hotel Canadian, ha trovato una lettera. L’ha letta e si è messa a piangere. La letterina era firmata da Maila, la nipotina di 14 anni. Questo il breve testo.

“L’Aquila, dicembre 2009.

Caro Babbo Natale, mi chiamo Maila
e ti scrivo questa letterina di Natale anche se manca ancora un mese. Ma io ti scrivo in anticipo perché con quello che è successo all’Aquila dovrai sicuramente fare una riunione con gli Gnomi per farti aiutare.

Vorrei, caro Babbo Natale, che alla mia cara nonnina le dessero una casetta di legno, perché la sua è crollata nel terremoto del 6 aprile 2009. In quella casa lei accudiva me e le mie cuginette Asia e Crystal da quando siamo nate. Quella casa era per noi il nostro punto di riferimento. C’erano i nostri lettini, i nostri giochi …. c’era tutto!

FA CHE TORNI TUTTO COME PRIMA.

Grazie, Babbo Natale.

Quest’anno non voglio nulla. Pensa a nonna, lei è molto triste. Un grosso bacio, Maila”.

Nonna Maria Rita tiene quella lettera come una reliquia. “Mi sono messa a piangere perché questa ragazza che certo non crede più a un Babbo Natale ha voluto però farmi sapere che mi vuole bene. E che pensa al Natale degli anni scorsi, quando tutti arrivavano a casa mia e di Claudio e si faceva festa. Ha voluto ringraziarmi per tutti quegli incontri. E ha trovato il coraggio di parlare del Natale mentre noi adulti quasi non ci riusciamo, perché ci viene in mente la gioia dell’anno scorso e degli altri anni e non riusciamo nemmeno a pensare a come sarà il Natale di quest’anno. Maila mi ha dato anche una lezione di coraggio”.

Ora, prendete la letterina di Maila, e fate finta di cambiare il destinatario. Perché, diciamocela tutta, chi è che crede  ormai più a Babbo Natale? Insomma la storia la conosciamo tutti: un uomo barbuto e pancione che vive al polo nord, che durante l’anno costruisce i giocattoli insieme ai suoi amici gnomi e che durante la vigilia parte con il suo bel sacco e la sua slitta trainata da renne volanti per consegnare i regali a tutti i bambini del mondo. Insomma ragazzi, se io andassi in giro a raccontare questa storia in maniera seria chiunque mi prenderebbe per pazzo. Quindi, come detto, cambiamo destinatario della lettera e rivolgiamo le richieste di Maila ad un personaggio che non sia di fantasia. Proviamo così:

“L’Aquila, dicembre 2009.

Caro Dio, mi chiamo Maila
e ti scrivo questa letterina di Natale anche se manca ancora un mese. Ma io ti scrivo in anticipo perché con quello che è successo all’Aquila dovrai sicuramente fare una riunione con gli Angeli per farti aiutare.

Vorrei, caro buon Gesù, che alla mia cara nonnina le dessero una casetta di legno, perché la sua è crollata nel terremoto del 6 aprile 2009. In quella casa lei accudiva me e le mie cuginette Asia e Crystal da quando siamo nate. Quella casa era per noi il nostro punto di riferimento. C’erano i nostri lettini, i nostri giochi …. c’era tutto!

FA CHE TORNI TUTTO COME PRIMA.

Grazie, Dio.

Quest’anno non voglio nulla. Pensa a nonna, lei è molto triste. Un grosso bacio, Maila”.

Se notate le differenze sono minime, ma la richiesta è la medesima: FA CHE TUTTO TORNI COME PRIMA!

Destinatario diverso, stessa lettera, stessa richiesta e stesso identico risultato. Perché chiederlo a Babbo Natale, a Superman, ad Allah o a Gesù Cristo non fa alcuna differenza; niente, e sottolineo NIENTE, tornerà mai più come prima. Eppure se non ricordo male qualcuno mi disse che Gesù esaudisce ogni mia richiesta, che basta chiedere con fede, e Dio esaudirà ogni tuo desiderio.

E’ lo stesso Gesù a dircelo e chi dice di conoscere la Bibbia dovrebbe saperlo bene. Ma rinfreschiamoci la memoria.

“Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto; perché chiunque chiede riceve, e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto”

Se “chiunque chiede riceve”, allora se chiediamo che a l’Aquila tutto torni come prima, dovrebbe tornare tutto come prima. Giusto? Se “il Padre vostro che è nei cieli darà cose buone a quelli che gliele domandano”, allora se gli chiediamo di esaudire le richieste di quella ragazzina, lui dovrebbe ascoltare lei e noi. Giusto? Ma non succede niente.

“In verità vi dico: Se avrete fede e non dubiterete, non solo potrete fare ciò che è accaduto a questo fico, ma anche se direte a questo monte: Levati di lì e gettati nel mare, ciò avverrà. E tutto quello che chiederete con fede nella preghiera, lo otterrete”.

E ancora: “Per questo vi dico: tutto quello che domandate nella preghiera, abbiate fede di averlo ottenuto e vi sarà accordato”

Se Dio dice “abbiate fede di averlo ottenuto e vi sarà accordato”, e se crediamo in Dio e nel suo potere, allora Dio dovrebbe esaudire tutte le nostre richieste. O è così, o Dio sta mentendo.

Se un essere perfetto dovesse fare nel Vangelo una dichiarazione su come pregare, allora tre cose sarebbero certe:

  

1.   parlerebbe chiaramente,

2.   direbbe esattamente quello che ha in mente,

3.   direbbe la verità

Perché è questo ciò che fa un “essere perfetto”. Un Dio perfetto e onnisciente avrebbe saputo che ci sarebbero state persone che avrebbero letto la bibbia 2000 anni dopo e perciò non avrebbe usato modi di dire del primo secolo (avrebbe detto esattamente quello che aveva in mente). Avrebbe saputo che gente normale avrebbe letto il Vangelo e l’avrebbe interpretato in modi normali, così avrebbe parlato in modo tale da evitare errori di interpretazione (avrebbe parlato chiaramente). Avrebbe saputo che quando si dice “Niente sarà impossibile per voi” quello che si intende è che “Niente sarà impossibile per voi” e si sarebbe assicurato che la frase “Niente sarà impossibile per voi” fosse accurata (avrebbe detto la verità). Se lo dice Dio, deve essere vero, altrimenti lui non è perfetto.

Sfortunatamente, il fatto è che migliaia di cose sono impossibili a dispetto di quanto preghiate e nessuno (incluso Gesù) ha mai mosso una montagna.

Per vedere la verità bisogna accettare il fatto che tutti i versi sopra citati sono falsi. Il fatto è che Dio non esaudisce le preghiere. La ragione per cui Dio non esaudisce le preghiere è semplice: Dio è immaginario (o ha deciso di non ascoltarle aggiungo io).

Ma c’è chi a Dio ci crede, c’è chi gli rivolge continuamente preghiere e richieste convinto di essere ascoltato e aiutato, richieste che nella grande maggioranza dei casi restano inascoltate. Al perché Dio risponda con questa bassissima frequenza alcuni credenti hanno il coraggio di dirti che chi non viene ascoltato è perché non ha fede, perché non ha abbastanza amore per rivolgersi a Dio, perché il suo cuore non è sincero. Insomma questi credenti, pur di difendere il loro personaggio immaginario, ti giudicano, e lo fanno quasi sempre in maniera negativa. Ed è proprio qui che volevo arrivare. Come si può mettere in dubbio il cuore e i sentimenti di un bambino che chiede aiuto? Come si fa????

Abbiate almeno il buon gusto di tacere!!!!

http://www.repubblica.it/2009/04/rubriche/diario-di-una-famiglia/babbo-natale/babbo-natale.html

http://home.ipers.net/50prove/index.mhtml