Analisi banale (ma irreprensibile) sulle origini della Bibbia. E naturali conseguenze

Abbiamo più volte parlato in questo blog di Bibbia, di come vada letta e interpretata.

Questo che vi propongo è un testo tratto dal blog di Maurizio Fiumara; racchiude molte delle analisi già fatte in passato, analisi che lui stesso definisce banali ma allo stesso tempo irreprensibili.

  

Spesso, nel senso comune, quando si vogliono stabilire un concetto, o un testo, come unica ed ultima autorità, assoluta e dogmatica, si usa definirli “la bibbia” di quell’insegnamento.

Il parallelismo col Testo Sacro è dovuto alla presunta origine di quest’ultimo, comunemente creduta divina, più correttamente ridimensionata quando si risale alla sua esatta genesi.


 

La Bibbia è un libro cristiano che nasce nel 367 E.v. (o d.C.) come raccolta di libri, per opera di Atanasio di Alessandria, il cui processo di selezione si vedrà concluso collegialmente solo nel 1546, col Concilio di Trento. 

Analiticamente, può essere suddivisa in due parti: il Vecchio (o Antico) Testamento ed il Nuovo Testamento, ovvero la Tanakh ebraica, costituita, a sua volta, dalla Torah, o Pentateuco (Genesi, Esodo, Levitico, Numeri, Deuteronomio), gli Scritti (ai quali appartengono i Libri sapienziali di cui fanno parte i Salmi), i Libri storici, i Libri profetici, i quattro Vangeli sinottici, le Lettere di Paolo, le Lettere cattoliche, gli Atti degli Apostoli, l’Apocalisse, in cui il numero complessivo dei volumi è differente a seconda della comunità ecclesiale che l’adotta come proprio fondamento.


 

Due le informazioni, già molto importanti, che si possono fin qui rilevare: la data. Vede la luce più di trecento anni dopo la morte di Cristo, mettendocene più di mille (di accorgimenti) per raggiungere la versione da noi conosciuta; e l’arbitrarietà del contenuto. Innanzi tutto una umana selezione di umane opere letterarie (che spiegano il perchè dei diversi stili) taluni derivanti da tradizioni orali (motivo per cui alcuni testi sono anonimi) poi, un diverso numero di libri, più numerosi (73) per le Chiese cattolica (dal greco katholikòs, cioè “universale”) ed ortodossa (che non riconosce il primato papale, il Purgatorio e non ammette la grazia creata, credendo alla partecipazione dell’uomo alle energie divine increate), rispetto a quelli (66) inseriti dalle comunità nate dalla riforma protestante del sedicesimo secolo.


 

Va da sè che un’intenzionalità divina avrebbe dovuto salvaguardare nel tempo, magari attraverso l’ispirazione dello Spirito Santo, lo stesso numero di libri, a prescindere dall’utenza.

Se ne deduce che la Bibbia sia ‘invenzione’ della Chiesa, voluta nè da Gesù, nè, tanto meno, dal Padre celeste, risultando, senza troppi scrupoli, prodotto della Chiesa, assieme alla liturgia, ai sacramenti, al Purgatorio, facendo emergere una realtà così poco romantica e, soprattutto, depauperata dell’accezione di ‘origine divina’.

Non dimentichiamo che durante il Medioevo, e gran parte del Rinascimento, la Chiesa cattolica è stata l’autorità intellettuale dominante in tutta Europa. Gli studiosi europei del Medioevo erano membri del clero; le università, in cui il sapere antico veniva praticato e diffuso, erano scuole ecclesiastiche.


 

Ma quanti cattolici conoscono queste cose? Perchè questo è un punto importante. Non solo perchè un’origine non divina (diversa e molto più modesta) del caposaldo di una religione monoteista determinerà confutazioni perenni (un conto è che quelle cose le abbia dette una mente trascendente divina, un altro è che quei contenuti provengano da un lavoro umano, con tutti i (leciti) sospetti che ne derivano sulla finalità dell’opera), ma anche perchè il risultato editoriale è paragonabile a quello che si potrebbe ottenere da una raccolta di poesie orientali, di epoche diverse, unite alla Divina Comedia di Dante, a cui venisse attribuito un messaggio di verità unica, dogmatico, risultando necessariamente occulto e contraddittorio. Come di fatto è la Bibbia.

Ne discende che chi professa il proprio credo, magari porta a porta, basandolo letteralmente ed esclusivamente sulle Sacre Scritture, stia facendo un imperdonabile errore, perchè è come se volesse insegnare a costruire una casa ad una controparte, trincerandosi dietro la lettura puntuale di indicazioni tratte da un manuale di edilizia, ricavato da appunti ben riportati, ma trovati in soffitta, di provenienza dubbia e non sempre firmati; la Bibbia, infatti, è il testo che afferma che Sole e astri ruotano attorno alla Terra. E Dio doveva ben sapere come stessero esattamente le cose.


 

Quindi, attenzione a come si legge la Bibbia perchè di ingenuità così vistose non ve ne sono poche, tanto che il filosofo-teologo Ephraim Gotthold Lessing non esitò a definire l’Antico Testamento “libro elementare per fanciulli”.

“Il biblicismo è una pericolosa malattia, è la paralisi dello spirito, l’incatenamento della libertà alla lettera scritturistica che spesso produce il fanatismo fondamentalista delle sette, pericolosa prigione alla quale è preferibile lo scetticismo di chi continuamente ricerca”, come afferma il moderato, ma attento, teologo Vito Mancuso.

Chi racconta Dio basando le proprie affermazioni soltanto sulla Bibbia, dimostra di non aver argomenti, perchè la Bibbia è contraddittoria e fantastica, e per fare un discorso sensato è inevitabile fare omissioni, o passare dal simbolico al reale, a seconda della propria convenienza, ottenendosi discorsi che sono pura interpretazione personale.


 

Per esempio, da una personale statistica, tecnicamente significativa, risulta che pochissimi sono coloro che conoscono il contenuto dei 150 Salmi che costituiscono il Vecchio Testamento e che fanno parte della Bibbia, non pochi dei quali dipingono un’immagine di Dio poco incline al perdono, addirittura vendicativa, e che proprio per questo ci si guarda bene di discutere negli incontri a tema religioso, dalla cui lettura diventa facile spiegare anche molti dei comportamenti dei c.d. “credenti (borghesi) della domenica”, che ciascuno conosce, i quali si sentono (immotivatamente e goffamente) tanto a posto con la coscienza quanto pronti a sottoporre a sommarie sentenze, come empi, tutti coloro che la pensano, in termini religiosi, diversamente da loro.


 

Per potersi fare un’opinione in merito, Salmo 11: “Egli farà piovere sull’empio carboni accesi; zolfo e vento infocato sarà il contenuto del loro calice”. Salmo 21: “La tua destra colpirà quelli che ti odiano. Tu li metterai come in una fornace ardente quando comparirai (…) il fuoco li divorerà. Tu farai sparire il loro frutto dalla terra e la loro discendenza tra i figli degli uomini (…) con il tuo arco mirerai diritto alla loro faccia”. Salmo 58: “O Dio, spezza loro i denti in bocca; o Signore, fracassa le mascelle dei leoni! (…) Siano come lumaca che si scioglie strisciando; come aborto di donna, non cedano il sole. (…) Il giusto si rallegrerà nel veder la punizione, si laverà i piedi nel sangue dell’empio, e la gente dirà: certo, vi è una ricompensa per il giusto; certo, c’è un Dio che fa giustizia sulla Terra!”. Salmo 78 (che si ripete approssimativamente uguale nel Salmo 105): “Egli mutò i loro fiumi e i loro ruscelli in sangue, perchè non vi potessero più bere. Mandò contro di loro mosche velenose a divorarli e rane a molestarli. Diede il loro raccolto ai bruchi e il frutto della loro fatica alle cavallette. Distrusse le loro vigne con la grandine e i loro sicomori con i grossi chicchi d’essa. Abbandonò il loro bestiame alla grandine e le loro greggi ai fulmini. Scatenò su di loro il furore del suo sdegno, ira, indignazione e tribolazione, una moltitudine di messaggeri di sventure. Diede sfogo alla sua ira; non li risparmiò dalla morte, ma abbandonò la loro vita alla peste. Percosse tutti i primogeniti d’Egitto, le primizie del vigore nelle tende di Cam”. Salmo 79: “Restituisci ai nostri vicini sette volte tanto l’oltraggio che ti hanno fatto, o Signore” Salmo 109: “Siano pochi i suoi giorni: un altro prenda il suo posto. I suoi figli diventino orfani e sua moglie vedova. I suoi figli siano vagabondi e mendicanti (…) La sua discendenza sia distrutta; nella seconda generazione sia cancellato il loro nome!” Salmo 137: “Beato chi afferrerà i tuoi bambini e li sbatterà contro la roccia”. Salmo 149: “Abbiano in bocca le lodi di Dio e una spada a due tagli in mano per punire le nazioni e infliggere castighi ai popoli; per legare i loro re con catene e i loro nobili con ceppi di ferro”.


 

Da questa limitata rassegna è evidente perchè i cattolici conoscano solo un’educazione “positiva” fatta di premi e punizioni, la stessa che è impartita erroneamente a gran parte dei bambini: tutto nasce dal carattere vendicativo ed irascibile attribuito a Dio dall’uomo, per un’atavica sete di vendetta, tipicamente umana, che impartisce all’umanità punizioni come il Diluvio universale, la distruzione di Sodoma e Gomorra, il martirio di Giobbe etc. e che, in quanto “giusto”, è da imitare.

Questo è il Dio cristiano raccontato dalla Bibbia, e delle due l’una: o Dio esiste ed è anche quello dei Salmi, o è una creazione dell’Uomo, ergo, non esiste. In entrambi i casi ne deriva che il Dio cristiano non è quel ‘signore’ buono e caritatevole che pensavamo fosse: il Dio cristiano non è quello che pensavamo!


 

Parallelamente, non si deve perdere di vista il fatto che anche sulla redazione dei Vangeli ci sono molteplici critiche: sugli estensori, sui contenuti, sui fatti storici, sulle stesse parole che avrebbe pronunciato Gesù.


 

A questo proposito, è interessante notare come nella prima lettera ai Tessalonicesi S. Paolo scriva, credendo in un ritorno imminente di Gesù: “Noi che viviamo e saremo ancora in vita per la venuta del Signore (…)”, poichè Gesù aveva dichiarato “In verità vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto questo accadrà” (cioè il suo ritorno, N.d.r.) (Matteo 24, 34, Marco 13, 30, Luca 21, 32). Ma dopo diverso tempo, diventando anziano e non preannunciando alcun ritorno rivelerà, nella seconda lettera ai Tessalonicesi “(…) riguardo alla venuta del Signore nostro Gesù Cristo e alla riunione con lui (…) [non lasciatevi] così facilmente confondere e turbare (…) da parole (…), quasi che il giorno del Signore sia imminente. Nessuno vi inganni in questo modo”.

Povero Paolo di Tarso, convertito, ma deluso.


 

Non ultima l’insidia proveniente dalla traduzione.

Il Vecchio Testamento è stato scritto in ebraico e aramaico, i Vangeli in greco. San Girolamo ha tradotto tutto in latino, dando vita a qualche dubbio sulle sue, capacità linguistica e malafede, tanto che i dotti (e scaltri) umanisti riprenderanno i testi originali accorgendosi di non poche subdole traduzioni.

A questo riguardo è interessante l’analisi che Mancuso fa della Summa contra gentiles, nella quale il filosofo Tommaso d’Aquino, riferendosi al premio eterno, parla di maxime Deo assimilamur cioè (noi) saremo assimilati a Dio, ma che “l’autorevole traduttore italiano, il padre domenicano Tito Centi, ha sentito il dovere di moderare quella che per lui risultava una pericolosa espressione panteistica di san Tommaso rendendo l’originale latino assimilamur non con “assimilazione” ma con “somiglianza”.


 

Qualcuno disse che “nel dettaglio si nasconde il demonio”: un piccolo aiutino qua e là, artifici, sofisticazioni, possono modificare radicalmente la realtà delle idee e quando si tratta di tematiche teologiche, i sospetti che i concetti possano essere ‘aggiustati’, col fine di corroborare il potere della Chiesa sono altissimi.

Ma poichè qualcun’altro sostenne che “a pensar male si compie peccato”, sapere aude!

33 Risposte

  1. Le obiezione fatte dall\’autore sono vere anche a priori del carattere storico del libro. Valgono proprio per il suo carattere di libro. Anche se l\’avesse DETTATO di persona Dio stesso, questo non basterebbe a fare del libro un\’autorità, perché la natura del libro è di veicolo di idee, seme di idee che poi crescono nella mente del lettore, ma di per se non è un\’idea né contiene l\’idea. Il libro è un oggetto, e un oggetto non può avere autorità perché non ha una personalità né una vita. Ciò vale per la Bibbia, come per i Dialoghi di Platone, come per Anna Karenina, come per questo post. Conferire autorità a un libro è feticismo, idolatria; significa confondere una rappresentazione con la cosa reale. Un secondo punto riguarda l\’idea del Dio vendicativo. In realtà, non si può attribuire a un Dio caratteristiche umane senza renderlo fallibile, proprio perché umano. E dato che gli si attribuisce personalità, gli si sta già attribuendo caratteristiche umane e fallibilità. Parlare di un Dio "giusto" è già un esempio di questo, visto che il termine giustizia riflette un\’idea umana, che è sostanzialmente quella di una forma di vendetta. Per essere non umano e non fallibile, Dio dovrebbe sostanzialmente essere non giusto, ingiusto (e su questo, anche se preferiscono distorcere il concetto di giustizia piuttosto che ammetterlo, sono ben d\’accordo molti i credenti, nel momento in cui affermano che un uomo buono ma non credente rischia di perdere la salvezza solo per quel motivo). Ovviamente il non essere "giusti" non è necessariamente negativo, essendo la giustizia una forma di vendetta (ad esempio, un Dio che premia i buoni e i malvagi allo stesso modo è ingiusto, e pur tuttavia è indiscutibilmente "buono"); tuttavia di solito lo diventa, e vale ancora l\’esempio che facevo poc\’anzi fra parentesi.

  2. "Gli studiosi europei del Medioevo erano membri del clero; le università, in cui il sapere antico veniva praticato e diffuso, erano scuole ecclesiastiche."Basta questa affermazione per rendersi conto del livello culturale di questo soggetto, evidentemente digiuno anche delle più elementari nozioni storiche. Le università erano enità indipendenti rette da organismi di auto-governo, le scuole ecclesiastiche sono un\’altra cosa. Gli studenti erano laici, così come buona parte dei maestri che si chiamavano appunto "maestri delle arti". "La Bibbia è un libro cristiano che nasce nel 367 E.v. (o d.C.) come raccolta di libri, per opera di Atanasio di Alessandria, il cui processo di selezione si vedrà concluso collegialmente solo nel 1546, col Concilio di Trento."La Bibbia è nata nel 367 XD La Bibbia è un libro di libri composti nel giro di molti secoli. Il canone dell\’Antico Testamento venne fissato fra il II secolo d.C. e il primo d.C.. Quello neo-testamentario si era già fissato ufficiosamente nelle prime comunità cristiane, la prima redazione di un canone è quella di Papia di Ierapoli all\’inizio del II secolo. Il canone è solo la scelta definitiva, non l’atto di nascita della Bibbia. E’ come dire che nel 366 nessuno leggeva la Bibbia…Banale senza dubbio, irreprensibile è un po’ pirotecnico. È proprio vero che la scelta non è fra il credere e il non credere. Ma fra il credere in qualcosa e il credere a tutto…P.S: Riguardo le caratteristiche umane di Dio, i commentatori medievali facevano riflessioni molto più avanzate di questo tipo. E’ tutto dire…

  3. … Ettore: non sta a me ricordarti che per combattere la riforma protestante, nel \’500 tutti gli studenti delle università italiane dovettero prestare giuramento di fedeltà alla chiesa cattolica, con la conseguenza "diaspora" degli studenti di altre fedi; oltre a questo, i professori dovevano avere il patentito di "gradimento" della chiesa per poter insegnare (vedi autorevoli testi come: Letteratura Italiana, vol II di Pazzaglia; Testi nella storia, vol II di Segre; il saggio di Dionisotti:"La letteratura italiana nell\’età del concilio di Trento").

  4. Ma sta a me ricordare che per esempio Wyclif invecchio e morì tranquillamente protetto dall\’Università di Oxford nonostante le sue idee fossero state dichiarate eretiche e lui non le avesse mai formalmente ritrattate. Non sta a me ricordare che un conto è fare professione di fede, un conto è dipendere dalla Chiesa ed essere chierici. Non sta a me ricordare che l\’Università di Parigi dopo il 1277 fu diffidata da un sinodo francese dall\’aprire una scuola di diritto, che appariva (per via di certe tesi eretiche lì professate) potenzialmente sovversiva dell\’ordine costituito. Non sta a me ricordare che nel Trecento le università catalane insegnavano il pensiero dell\’eretico francescano Raimondo Lullo, nonostante l\’Inquisizione lo avesse esplicitamente proibito.E\’ vero: sapere aude

  5. Scopro con piacere che il XVI secolo fa parte del Medioevo. Ad ogni modo, giuramenti di fedeltà di quel tipo erano già imposti da secoli ai maestri delle arti che si impegnavano a non occuparsi di questioni che potessero sfociare nella teologia. E\’ chiaro che non c\’era ancora una laicità in senso moderno, però una certa autonomia fra fede e ragione c\’era (e le questioni suddette erano in numero limitato). E di sicuro le università non erano scuole ecclesastiche, nè tutti gli studiosi erano preti. Così come l\’università italiana del \’500 rappresenta solo una piccola parte della storia dell\’istituzione.

  6. Ettore, invece di usare la solita arroganza e presunzione potresti quantomeno soffermarti su quelle analisi banali e provare a confutarle. L\’autore del testo non penso sia uno storico quindi dovresti cercare quantomeno di capire cosa vuole dire senza fermarti in superficie. Sulle scuole ecclesiastiche ti ha riposto Zel. E comunque i laici, per come li intendiamo noi oggi, a quel tempo non esistevano. Gli studenti erano cattolici, gli insegnanti pure, e di certo non potevi insegnare dottrine eretiche o contrarie a ciò che sosteneva la Chiesa.Quando scrive invece che la Bibbia nasce nel 367 d.C penso sia chiaro ciò che voglia dire e basta andare su wikipedia per avere conferma di ciò: "La più antica lista corrispondente al canone attuale si trova per la prima volta in una lettera di Atanasio di Alessandria del 367, conforme al successivo decreto di papa Damaso del 382. Questo canone ha prevalso fino ad oggi tramite la mediazione della Vulgata, la traduzione della Bibbia in latino realizzata da san Girolamo dietro commissione di papa Damaso."Il canone è la scelta definitiva e quindi l\’atto di nascita della Bibbia che oggi conosciamo.

  7. Anche a te Maurizio un pò di elasticità mentale non farebbe male.

  8. Ah e giusto per fare chiarezza, chi è che avrebbe inventato le università?

  9. In effetti è dal medioevo che fanno riflessioni avanzatissime, e ancora non hanno risolto un cavolo… direi che QUESTO è tutto dire XD

  10. "L\’autore del testo non penso sia uno storico quindi dovresti cercare quantomeno di capire cosa vuole dire senza fermarti in superficie."Lo sai che lo sospettavo anche io? Quindi è un non storico che fa riflessioni storiche irreprensibili (che nemmeno gli storici veri ambiscono di fare…) su un argomento complicato come quello del canone, commettendo però errori grossolani anche su argomenti ben più semplici. Un irreprensibile non storico che dice palesi falsità. Oggi mi sento un pò più umile del solito, quindi ammetto di essere un pò confuso da tutto questo.Io capisco benissimo quello che lui voleva dire, non ci vuole molto. Ma non si può definire scuole ecclesiastiche le università nè dire che tutti i pensatori medievali erano preti soltanto perchè ti stanno antipatici. Doveva dire che erano tutti cristiani, che è una cosa ben differente dall\’essere ecclesiastici come ha spiegato Maurizio. La confutazione c\’è, sono le contro-repliche che mancano."Quando scrive invece che la Bibbia nasce nel 367 d.C penso sia chiaro ciò che voglia dire e basta andare su wikipedia per avere conferma di ciò"Se lo dice Wikipedia, io ci credo. Anche se io so che il canone non è stata un\’invenzione estemporanea ma l\’ufficiliazzazione di una scelta che la Chiesa era andata formulando già dai primi tempi intorno ai quattro vangeli canonici. Quella del canone è stata una vicenda importante, ma la Bibbia nella sua forma essenziale esisteva già prima nella Tradizione. Mi rendo conto che per capire la differenza fra consuetudine e ufficialità ci vuole un pò di…elasticità mentale?

  11. L\’università medievale è un\’istituzione unica al mondo che nasce come associazione privata di maestri e studenti che si davano dei regolamenti interni, e che insieme potevano anche decidere di cambiare città. Una delle spinte fu probabilmente l\’ondata di traduzioni che restituì all\’Occidente il sapere antico. La Chiesa avrebbe potuto spazzare via le unviersità ma pur fra continue tensioni fra maestri delle arti e teologi, non lo fece. Anzi ne fondò anche, permettendo così all\’Occidente di acquisire una cultura scientifica e accademica che costituisce un capitolo fondamentale della storia della scienza a livello universale. E questo nonostante le università mantenssero sempre una certa autonomia e un curriculum essenzialmente scientifico e laico. Nelle facoltà di medicina e di filosofia naturale, si occupavano di innumerevoli questioni come la sferiticà dalla Terra basandosi sulla ragione e su Aristotele e non sulla Bibbia. Quindi l\’università è un\’istituzione essenzialmente laica fondata da cristiani e in un contesto cristiano.

  12. E invece dimostri di non aver capito proprio nulla visto che le riflessioni banali ma irreprensibili riguardavano il contenuto della Bibbia, cosa che voi vi guardate molto bene dal non commentare. Per quanto riguarda wikipedia, era per dire che se c\’è scritto lì non è una cosa così difficile da trovare, non serve di certo un testo tecnico per sapere che il canone, per come lo conosciamo oggi, nasce ufficialmente in quella data. E\’ ovvio anche che nei tre secoli precedenti si è andato formando, togliendo e aggiungendo libri e mantenendone altri. Io non dico che tu hai torto, anzi, ma dico che non dovresti soffermarti su quelli che tu ritieni errori grossolani.Capitolo scuole e università. A me risulta che prima della creazione delle università le scuole si formavano presso le sedi monastiche e vescovili e che l\’università (corporazioni di docenti e studenti) nacquero proprio come risposta all\’inadeguatezza di un insegnamento che prima veniva impartito solo sotto la sorveglianza delle autorità ecclesiastiche.Il successo delle prime università poi induce clero e governanti a moltiplicare le scuole e ad assumerne il controllo. Tutte le grandi università del XII secolo nascono per aggregazione, ufficializzata da atti governativi ed ecclesiali, di collegi e cattedre.L\’università di Parigi nasce con due decreti di Papa Alessandro III, La sapienza di Roma grazie Bonifacio VIII.Il fatto poi che in queste università non si potessero insegnare dottrine contrarie al volere della Chiesa, pena essere accusati di eresia con le conseguenze che ciò comportava, non si può negare.Riguardo Wyclif ad esempio è vero che fu protetto contro i provvedimenti ecclesiastici, ma quando entrò in rottura anche con la corte fu scaricato e dovette ritirarsi nella sua parrocchia. Il concilio di Costanza lo ritenne eretico e lo condannò al rogo ma essendo già morto al momento della condanna i suoi resti vennero riesumati, bruciati e dispersi nel fiume Swift, nei dintorni di Lutterworth.Insomma, chi insegnava idee contrarie a quelle della Chiesa non faceva di certo una bella fine.

  13. Invece a me pare che l\’irreprensibilità della affermazioni riguardo la Bibbia, lo abbiamo già abbondantemente confutato. Infatti nessuno al mondo si sogna di dire che la Bibbia è nata nel IV secolo, ma che allora è stato redatto il canone definitivo. Sono due cose diverse.Certo che non c\’era una totale autonomia, però già il fatto che ci fosse una dialettica del genere fra fede e ragione, fra potere laico e Chiesa; è un risultato che a noi sembra scontato, ma che in realtà è qualcosa di straordinario. Nell\’Islam, per esempio, l\’ostilità dei teologi e degli imam fu talmente forte che non si creò mai qualcosa di simile all\’università occidentale e gli studiosi dovevano essere protetti dai califfi. Tanto che Avicenna e Averroè, commentatori musulmani, erano più valorizzati e apprezzati nella Cristianità che nella Terra d\’Islam. In Occidente nonostante tutti gli incidenti talvolta anche drammatici, già nel Medioevo si afferma un amore per la conoscenza che arriva addirittura ad istituzionalizzarsi col benplacito della Chiesa. Non era ancora la modernità, però è stata una premessa indispensabile.

  14. Sulle Università si rischia di fare molta confusione, non comprendendo bene la natura delle istituzioni medievali, ovvero credendo che anche all\’epoca le cose cominciassero ad esistere quando finalmente nasceva il loro nome. In realtà, come già ricordato da Ettore, le università sono nate quasi tutte spontaneamente.L\’Università di Bologna nacque nell\’XI secolo come una serie di rapporti privati tra la collettività degli studenti (universitas, che in latino giuridico vuol dire associazione)e i professori, che erano assunti su base individuale. L\’istituzionalizzazione dell\’ateneo avvenne solo un secolo dopo la nascita con un\’ufficializzazione del Barbarossa.L\’Università di Padova nacque similmente, quando dei maestri abbandonarono Bologna per avere più libertà di ricerca e si misero d\’accordo con le associazioni degli studenti di Padova per fare loro lezione.Anche l\’Università di Orleans nacque in maniera simile, da una \’fuga di cervelli\’ da Parigi. E ugualmente \’per spore\’ nacquero tutte le università medievali più importanti, con l\’eccezione di Parigi.Parigi, infatti, nacque in modo del tutto diverso. Inizialmente a Parigi era presente unicamente la scuola cattedrale, quella del Vescovo. Poi, però, alcuni maestri cominciarono a fare lezione per conto loro, nelle strade, facendosi mantenere dai propri studenti. Nacquero così decine di scuole che presto o tardi si associarono creando l\’Università di Parigi, il più importante centro culturale del Medioevo occidentale. Quando poi l\’Università si pose sotto la protezione papale, lo fece spontaneamente e unicamente col fine di tutelarsi dalle ingerenze delle autorità parigine e francesi: essere sotto la giurisdizione di un papato lontano a Roma era molto meglio che dover sottostare ad un Re o a un Comune che avevano sede nella stessa città. I decreti, dunque, erano solo riconoscitivi di un fenomeno già maturo e indipendente.Al contrario, abbiamo università \’nazionali\’ fondate da sovrani: Napoli (Federico II), Roma (Bonifacio VIII), Praga (Carlo IV). Scuole, però, che non ebbero molta fortuna e non conobbero la fioritura di Parigi, Bologna, Padova, Orleans e Montpellier.Storia a sé è la scuola medica di Salerno, che non era una vera università, ma che si sviluppò anch\’essa nello spontaneismo.Se mi si risponde, però, che scomuniche e condanne ci sono state, è molto facile replicare che scomuniche e condanne riguardavano anche l\’ambiente extra-universitario e le stesse scuole monastiche (maestro Eckhart ne è la prova). Semplicemente le tesi considerate eretiche erano condannate dalle autorità ecclesiastiche, chiunque le pronunciasse.Indubbio è però che le università avevano una capacità di fare lobby che le altre istituzioni non avevano e le condanne spesso e volentieri erano rallentate e i maestri potevano, almeno in vita, essere coperti. Poi da morti potevano pure essere lasciati al loro destino, se proprio era necessario.

  15. Se uno leggesse solo i commenti di questo post penserebbe che l\’autore abbia voluto parlare di come sono nate le università e di come erano organizzate nel medioevo. Peccato però che l\’analisi riguardasse la Bibbia; non gli aspetti storici ma il suo contenuto. Tutto quello che scrivi sulle università Maurizio è corretto. Ma non si può negare che prima della nascita delle università l\’istruzione fosse di competenza esclusiva del clero. E solo le prime, come hai detto tu, nacquero grazie a corporazioni di studenti e insegnanti. Quando poi a prenderne il controllo furono i poteri forti,sovrani e papato, le cose cambiarono.

  16. Il fatto che ci siano state scomuniche e condanne anche in ambienti extra-universitari non può che essere un aggravante per la Chiesa, non certo un merito.

  17. Quando l\’istruzione divenne dei poteri forti, cominciò il Rinascimento, ricordiamolo.Be\’, se l\’autore afferma che la Bibbia è di fatto stata imposta nel Medioevo tramite l\’istruzione controllata dalla Chiesa, allora si obietta che la scuola Carolingia era controllata dal sovrano franco, non dal Papa, e che l\’università era indipendente.

  18. Inoltre è sbagliato proprio il ragionamento di fondo riguardo la Bibbia. Il senso è che il canone è stato fissato secoli dopo, quindi la Bibbia non c\’entra niente con Gesù Cristo. E\’ banale ma nel senso peggiore del termine. Il Cristianesimo non è un libro, è un Annuncio che troviamo già pienamente definito nel kerygma delle prime lettere paoline che risalgono a pochi anni dopo la morte di Gesù. Il Nuovo Testamento è la messa per iscritto di un Annuncio che è più antico. E\’ come se tu sei un grande critico letterario e vuoi riunire in una collana tutte le opere più importanti. Allora ci metti i Promessi sposi che sono un romanzo storico dell\’800. Il primo che passa si sentirà autorizzato a dire che allora i Promessi Sposi non c\’entrano niente con Manzoni e con l\’800, infatti il romanzo è entrato nella collana solo nel 2010.

  19. Ma io non capisco proprio perchè continuate a soffermarvi sull\’aspetto storico di questo articolo. Quando l\’ho letto ho capito cosa voleva intendere l\’autore e mi sono soffermato solo sul resto, ovvero sul contenuto. tre quarti di post parlano di tutto fuorchè di storia. l\’unico che sembra aver capito è alberto. Gli altri probabilmente hanno capito e hanno spostato volutamente l\’attenzione sulla parte meno interessante e più banale.

  20. Be\’, è ovvio che anche se andiamo a prima del 367, per quanto si risalga all\’indietro, trovi sempre che son libri, e come tali scritti da uomini e scelti da uomini come "sacri" :)Su questo la storia lascia il tempo che trova.

  21. Per il resto il post o dice roba ultrabanale, tipo <<la Bibbia è stata scritta da uomini>> (e da chi doveva essere scritta? Da orango ammaestrati?), oppure si contraddice vistosamente.<<Per esempio, da una personale statistica, tecnicamente significativa, risulta che pochissimi sono coloro che conoscono il contenuto dei 150 Salmi che costituiscono il Vecchio Testamento e che fanno parte della Bibbia, non pochi dei quali dipingono un’immagine di Dio poco incline al perdono, addirittura vendicativa, e che proprio per questo ci si guarda bene di discutere negli incontri a tema religioso>>è contraddittorio con ciò che si dice più avanti<<Da questa limitata rassegna è evidente perchè i cattolici conoscano solo un’educazione “positiva” fatta di premi e punizioni, la stessa che è impartita erroneamente a gran parte dei bambini>>.Ma allora questi testi i cattolici li conoscono o non li conoscono? Se non li conoscono come fanno ad avere tanta influenza su di loro da aver perfino plasmato il loro modo di educare?Infine si fanno osservazioni che fanno cadere le braccia: <<Questo è il Dio cristiano raccontato dalla Bibbia, e delle due l’una: o Dio esiste ed è anche quello dei Salmi, o è una creazione dell’Uomo, ergo, non esiste. In entrambi i casi ne deriva che il Dio cristiano non è quel ‘signore’ buono e caritatevole che pensavamo fosse: il Dio cristiano non è quello che pensavamo!>>.Ma sbaglio o è l\’autore che dice che la Bibbia è stata scritta in epoche diverse e, di conseguenza, rivolgendosi a LETTORI DIVERSI? E come mai si stupisce degli insegnamenti diversi che ci sono scritti?Un commento complessivo? Un commento scritto da un osservatore ignorante (come dimostrato da me ed Ettore) e poco intelligente.

  22. Certo che quando colpiscono il vostro caro manuale delle giovani marmotte (Bibbia) non sapete altro che offendere. Io non ce la vedo la contraddizione, anzi. Chiedi ad un centinaio di cattolici di farti una lista dei salmi che conoscono e vedrai che al massimo, se sei fortunato, ti elencheranno quelli letti durante la Messa. Perchè? Forse perchè leggere questi farebbe sorgere qualche lecita domanda a quelli che qui vengono chiamati i credenti della domenica?!Durante la Messa sono sempre state lette le parti migliori della Bibbia, quasi tutte le letture riguardano il NT da quel che ricordo. E visto che sono pochi quelli che hanno aperto una Bibbia di loro spontanea volontà ne risulta che l\’immagine di Dio sia parecchio distorta rispetto all\’"originale".La Bibbia sarà stata anche scritta rivolgendosi a persone diverse ma il messaggio doveva essere identico e senza contraddizioni che invece sono evidenti all\’interno di uno stesso libro. Si stupisce? non mi sembra proprio. Chi dovrebbe stupirsi di tutto ciò sono i credenti.

  23. Bene, su quello che dici, Marco concordo. Dunque è il secondo dei postulati a cadere, per il caro vecchio principio di non-contraddizione: un testo non conosciuto non può influenzare così tanto la società.

  24. In effetti qui da noi non è tanto influente, lo è molto di più l\’opinione della Chiesa.

  25. Ah, vorrei aggiungere una cosa: il fatto che il libro non sia conosciuto, non vuol dire affatto che non possa esercitare un\’influenza. La nostra cultura è fortemente permeata di cristianesimo, o meglio, di idee cristiane. E tali idee sopravvivono anche in chi il cristianesimo non lo abbraccia e/o non lo conosce. Ormai certi concetti sopravvivono autonomamente, non hanno più bisogno del cristianesimo per sussistere, ammesso che ne abbiano mai avuto.Per fare qualche giusto qualche esempio, l\’idea di "peccato" e di "torbido" connesso ai piaceri della carne; il senso esasperato della centralità dell\’uomo nella natura; l\’elogio dell\’umiltà a scapito non solo della superbia, ma anche della semplice corretta valutazione di sé… questi e molti altri sono vizi tutti cristiani E tutti occidentali, li ritrovi in Italia come in Francia o in Svezia. E laddove pare che essi vengano superati, ciò viene vissuto con un manto di senso di colpa, come un atto di ribelione. C\’è da chiedersi se queste idee siano state introdotte dal Cristianesimo, o se piuttosto il Cristianesimo non sia nato nel momento in cui i funesti vizi hanno iniziato ad autoorganizzarsi in una forma più complessa. Ma in fondo è una domanda oziosa… probabilmente il cristianesimo È questi vizi e dunque resta parte integrante dell\’Occidente (questo non vuol dire ovviamente che vada anche glorificato; abbiamo avuto pure l\’Olocausto nell\’Occidente civilizzato che ci piace tanto).

  26. Concordo pienamente Alberto… E\’ quello che ho detto in chat a maurizio.

  27. Peccato che l\’idea di torbido e di peccato connessa alla sessualità sia consciamente associata alla Bibbia: come ho spiegato a Marco in chat, qui non si parla di conoscenza dei testi, ma di conoscenza del contenuto dei testi. Se si parlasse della prima, allora avresti ragione, Alberto, ma l\’autore nega proprio che si possa associare a Dio l\’idea di signore vendicativo nella nostra mentalità.

  28. In effetti anche io credo che l\’Occidente sia afflitto da un senso morboso del peccato. Tutta questa sessualità repressa di stampo vittoriano e questa esasperata umiltà…

  29. Analizziamo congiuntamente:<<Da questa limitata rassegna è evidente perchè i cattolici conoscano solo un’educazione “positiva” fatta di premi e punizioni, la stessa che è impartita erroneamente a gran parte dei bambini: tutto nasce dal carattere vendicativo ed irascibile attribuito a Dio dall\’uomo, per un’atavica sete di vendetta, tipicamente umana, che impartisce all’umanità punizioni come il Diluvio universale, la distruzione di Sodoma e Gomorra, il martirio di Giobbe etc. e che, in quanto “giusto”, è da imitare.>> e:<<In entrambi i casi ne deriva che il Dio cristiano non è quel ‘signore’ buono e caritatevole che pensavamo fosse>>Allora noi attribuiamo a Dio un carattere vendicativo o un carattere misericordioso? L\’una esclude l\’altra e sarebbe bene che l\’autore si metta d\’accordo con se stesso, se vuole essere preso minimamente in considerazione dal punto di vista razionale.Da ciò che leggo, però, rinnovo il mio giudizio: un commento scritto da un osservatore ignorante (come dimostrato da me ed Ettore) e poco intelligente.

  30. Io continuo a non vedere incoerenza. Sono due le idee di Dio che ci vengono propinate fin da quando siamo piccoli. La prima discende dalla Bibbia (o la Bibbia discende da questa, vedila un pò come vuoi); questa ormai è radicata nella nostra cultura (e non solo) e ci porta ad avere timore di Dio pur non sapendo bene il perchè visto che non si conosce il contenuto della Bibbia. La seconda visione, quella che insegnano al catechismo, è quella del Dio buono e caritatevole, perchè associato ovviamente alla figura di Gesù. Un dio buono, che buono non è per chi conosce qualche passo del VT.L\’una non esclude affatto l\’altra Maurizio, se poi vuoi convincerti così questo è un altro discorso.Ad Ettore non rispondo nemmeno, a meno che non voglia argomentare la sua battuta.

  31. Era una risposta alla visione moralista di Alberto riguardo i "vizi", che trovo inapplicabile al presente come al passato.Riguardo Dio, io credo che sia molto misericordioso anche nell\’Antico Testamento che infatti lo defnisce molto spesso in questo modo. Tutta la storia di Israele è una storia di tradimenti e di conseguenti atti di perdono da parte di Dio, anzi la Bibbia presenta Isarele così cocciuto e incredulo da far perdere la pazienza anche al lettore. E\’ vero che Dio viene detto anche il Signore degli eserciti e che spesso castiga, però anche il castigo è un segno d\’amore. Che poi nel Dio del Nuovo Testamento sia accentutato il carattere misericordioso non mi sembra una cosa sconvolgente, altrimenti non si capisce il bisogno della Nuova Alleanza. Si possono dare spiegazioni da punti di vista diversi, quella più importante è che nel Nuovo Testamento l\’uomo conosce Dio faccia a faccia. Non più come prima tramite dei segni come il roveto o l\’Arca dell\’alleanza, non a caso il Dio vetero-testamentario è una figura misteriosa e imprescrutabile. Nel Nuovo Testamento è un\’altra storia.

  32. Ma Marco, ti ho spiegato che come la metti tu va anche bene, ma è come la mette questo signore che è assolutamente priva di logica. Io non sono entrato nel merito della faccenda, ho semplicemente sindacato sul modo di ragionare \’irreprensibile\’ dell\’autore.

  33. *la Bibbia, infatti, è il testo che afferma che Sole e astri ruotano attorno alla Terra.Versetto GRAZIE =)

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