Il fallimento di Gesù

Oggi i cristiani di tutto il mondo festeggiano la Pasqua, ricordando la resurrezione del loro Dio, Gesù di Nazareth.

Il resto del mondo vive una domenica come un’altra e qualcuno si interroga sulla figura di questo uomo-dio che, seppur indirettamente, ha cambiato la storia dell’umanità.

Per il sottoscritto Gesù è stato ed è tuttora uno dei più grandi sconfitti della storia.

Perché sconfitto se ancora oggi oltre un miliardo di persone lo adora come se fosse un Dio e ne ricorda la sua presunta resurrezione? Proprio per questo motivo; perché lui altro non era che un uomo, un uomo che non aveva nessuna intenzione di fondare un nuovo movimento religioso, un uomo le cui parole furono stravolte a tal punto da renderlo il salvatore dell’umanità.

Ma vediamo i motivi per cui può considerarsi un fallito.

1)    Voleva rifondare il giudaismo e non c’è riuscito

 

Gesù credeva davvero di essere il figlio di Dio, colui che avrebbe riportato le pecorelle smarrite della casa d’Israele nuovamente nel gregge. Era ebreo e rispettava la legge di Mosè anche se aveva un modo totalmente innovativo per vivere la propria fede, molto più individuale, spirituale.

Non riuscì a far nulla di quello che si era prefissato, se non peggiorare la situazione.

 In seguito alla sua morte entrò,infatti, in gioco Paolo che contribuì in maniera determinante al fallimento del progetto del suo Maestro.

Paolo rivolse il messaggio di Gesù ai pagani e facendo questo creò una tale frattura con i giudei da provocare la scissione con loro e la contemporanea nascita di una nuova religione che con Gesù aveva in comune forse soltanto il nome.

 

2)    Voleva riunire un popolo ma non fece altro che distruggerlo

 

Certo non era quella la sua intenzione ma alla luce di come andarono i fatti il movimento che nacque in seguito alla sua morte non fece altro che accentuare le divisioni già esistenti tra i giudei.

Le rivolte ebraiche e la successiva diaspora non fecero altro che separare un popolo che Gesù solo qualche decennio prima aveva sognato di riunire. Un popolo che successivamente iniziò ad essere perseguitato proprio perché aveva ucciso quell’uomo ormai trasformato definitivamente in un Dio.

 

3)    Aveva predetto l’imminente parusia, la sua seconda ravvicinata venuta ma dopo 2000 anni i suoi seguaci aspettano ancora

 

Se analizzato da un punto di vista umano questo non è poi un fallimento, in fondo nessun uomo è in grado di predirre il futuro. Leggendo i Vangeli nemmeno Gesù si sbilancia più di tanto dandoci una data precisa di questa parusia. La descrizione che ne fa è invece dettagliata, lucida e ne riporto qui il passo tratto dal Vangelo secondo Marco.

               “…In quei giorni, dopo quella tribolazione,

il sole si oscurerà
e la luna non darà più il suo splendore
e gli astri si metteranno a cadere dal cielo
e le potenze che sono nei cieli saranno sconvolte.

Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire sulle nubi con grande potenza e gloria. Ed egli manderà gli angeli e riunirà i suoi eletti dai quattro venti, dall’estremità della terra fino all’estremità del cielo. […]  Quanto poi a quel giorno o a quell’ora, nessuno li conosce, neanche gli angeli nel cielo, e neppure il Figlio, ma solo il Padre”

Anche se in un altro passo, pur non sapendo il giorno preciso, pensa comunque di sapere il periodo in cui avverrà tutto quello che ha predetto.

<<E diceva loro: “In verità vi dico: vi sono alcuni qui presenti, che non morranno senza aver visto il regno di Dio venire con potenza”.>>

I primi “cristiani” (inteso come suoi discepoli) credevano davvero in un imminente fine del mondo,  attendevano con ansia il momento in cui si sarebbero avverate le previsioni del loro Messia e aspettavano la sua seconda venuta. Tra alcuni iniziava a crescere il malumore ma persino Paolo li invitava a non perdere la speranza e a continuare ad aver fede perché la parusia sarebbe stata imminente.

La prima guerra giudaica sembrava essere il preludio alla parusia; la distruzione del tempio di Gerusalemme da parte del generale Tito il segnale più lampante che tutto stava per finire. Ma così non fu e lo sconforto iniziò a farsi largo anche tra coloro che fin dal primo momento avevano creduto nel nuovo Messia.

La generazione degli apostoli passò e così anche le successive senza che nessuno di loro riuscisse a vedere il Figlio dell’uomo venire sulle nubi con potenza e gloria.

Per un uomo, come detto è assolutamente normale sbagliare una previsione; quella di Gesù era più che altro una speranza trasformata in certezza dalla sua fede ma niente di più. Se fosse stato invece un Dio tutto il suo discorso sarebbe un clamoroso autogol.

 

4)     Il fallimento anche in versione divina

Una volta che i cristiani capirono che non ci sarebbe stata nessuna imminente parusia, cambiarono le carte in tavola e stravolsero completamente pensiero, messaggio e ruolo di Gesù. Da uomo venuto per portare l’unione nel popolo ebraico era stato trasformato prima in un semi-dio e poi con un assurdo ragionamento in un Dio che aveva deciso di rendersi uomo per sacrificarsi e salvare con quel gesto l’intera umanità, presente, passata e futura. Una bella fantasia, non c’è che dire. Ma esaminando questo sacrificio oggi 3 aprile 2010 è naturale porsi un interrogativo.

Il gioco è valso la candela? Il sacrificio di Gesù è davvero servito a salvare l’uomo dal peccato aprendogli le porte del paradiso?

Per rispondere in maniera esaustiva a questa domanda servirebbe una sfera di cristallo per vedere cosa succederà alla fine dei tempi. Ma comunque già oggi possiamo dire che questo sacrificio è valso più come pretesto per fare del male che per fare del bene.

Milioni di persone sono morte in nome di questo dio, sia per difendere la propria fede, sia per difendere la propria libertà di non credere.

Eppure secondo i cristiani questo è stato il disegno di Dio per salvare l’uomo. Nel momento in cui Dio ha avuto l’idea di creare l’universo ha pensato bene che dopo oltre 13 miliardi di anni si sarebbe incarnato in una delle tante specie presenti su un piccolissimo e quasi insignificante pianeta chamato Terra.

E l’ha fatto pur avendo visto in principio che questo sacrificio sarebbe costato la vita a milioni di sue creature. Un disegno con meno sofferenza e morte non era proprio possibile? Certamente si, ed è proprio per questo motivo che ritengo il Cristianesimo uno dei prodotti più assurdi e fantasiosi dell’uomo.

Il vostro dio non è risorto, il vostro dio è morto appeso a quella croce e da domani tornerà ad essere uno dei tanti grandi sconfitti della Storia.

 

 

 

 

I DIECI COMANDAMENTI… QUELLI VERI…

DOPO ORE TRASCORSE CON PATRIZIA  A COMPIERE UNA SEMPLICE LETTURA DELLA BIBBIA DECIDO DI PUBBLICARE INSIEME A LEI QUALCOSA CHE VI STUPIRA’…. MA VOI LEGGETE FINO IN FONDO E RIFLETTETE (SO CHE I MIEI LETTORI SONO TUTT’ALTRO CHE SPROVVEDUTI).

REGOLE PER LA LETTURA DEL SEGUENTE POST:

MUNIRSI DI BIBBIA CEI (LADDOVE NE SIATE SPROVVISTI, SAPPIATE CHE LA SI PUO’ CONSULTARE ON-LINE, CLICCATE QUI)

AVVERTENZE:

IL MESSAGGIO DEL POST SARA’ SOTTILE QUANTO SCONCERTANTE PER ALCUNI DI VOI MA IMMAGINO SOPRAVVIVERETE.

ECCO L’ELENCO DEI COMANDAMENTI INSERITI NEL TESTO BIBLICO:

BIBBIA CEI, PENTATEUCO, DEUTERONOMIO, CAP. 5.

Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese di Egitto, dalla condizione servile.Non avere altri dei di fronte a me.

Non ti farai idolo né immagine alcuna di ciò che è lassù in cielo, né di ciò che è quaggiù sulla terra, né di ciò che è nelle acque sotto la terra. Non ti prostrerai davanti a quelle cose e non le servirai. Perché io il Signore tuo Dio sono un Dio geloso, che punisce la colpa dei padri nei figli fino alla terza e alla quarta generazione per quanti mi odiano, ma usa misericordia fino a mille generazioni verso coloro che mi amano e osservano i miei comandamenti.

Non pronunciare invano il nome del Signore tuo Dio perché il Signore non ritiene innocente chi pronuncia il suo nome invano.

Osserva il giorno di sabato per santificarlo, come il Signore Dio tuo ti ha comandato. Sei giorni faticherai e farai ogni lavoro, ma il settimo giorno è il sabato per il Signore tuo Dio: non fare lavoro alcuno né tu, né tuo figlio, né tua figlia, né il tuo schiavo, né la tua schiava, né il tuo bue, né il tuo asino, né alcuna delle tue bestie, né il forestiero, che sta entro le tue porte, perché il tuo schiavo e la tua schiava si riposino come te. Ricordati che sei stato schiavo nel paese d`Egitto e che il Signore tuo Dio ti ha fatto uscire di là con mano potente e braccio teso; perciò il Signore tuo Dio ti ordina di osservare il giorno di sabato.

Onora tuo padre e tua madre, come il Signore Dio tuo ti ha comandato, perché la tua vita sia lunga e tu sii felice nel paese che il Signore tuo Dio ti dá.

Non uccidere.

Non commettere adulterio.

Non rubare.

Non pronunciare falsa testimonianza contro il tuo prossimo.

Non desiderare la moglie del tuo prossimo. Non desiderare la casa del tuo prossimo, né il suo campo, né il suo schiavo, né la sua schiava, né il suo bue, né il suo asino, né alcuna delle cose che sono del tuo prossimo.

NOTATO NIENTE DI STRANO? VI ILLUMINO IO:

FACCIAMO UN PICCOLO CONFRONTO COI COMANDAMENTI CHE LA CHIESA DIFFONDE TRA I FEDELI (FEDELI SPROVVEDUTI CHE NON HANNO MAI LETTO LA BIBBIA, OVVIAMENTE).

 

I DIECI COMANDAMENTI MANIPOLATI (AGGIUNGO QUESTO TERMINE DATA L’EVIDENTE DISCORDANZA DEI DUE ELENCHI PUBBLICATI):

 

1) IO SONO IL SIGNORE DIO TUO, NON AVRAI ALTRO DIO ALL’INFUORI DI ME

2) NON PRONUNCIARE IL NOME DI DIO INVANO

3) RICORDATI DI SANTIFICARE LE FESTE

4) ONORA IL PADRE E LA MADRE

5) NON UCCIDERE

6) NON COMMETTERE ATTI IMPURI

7) NON RUBARE

8) NON DIRE FALSA TESTIMONIANZA (QUESTA è BELLA)

9) NON DESIDERARE LA SPOSA D’ALTRI

10) NON DESIDERARE LA ROBA D’ALTRI

ADESSO PASSIAMO ALLE EVIDENTI DIFFERENZE:

1) NEL SECONDO ELENCO, OSSIA QUELLO MANOMESSO, MANCA IL REALE SECONDO COMANDAMENTO. LA MOTIVAZIONE DELLA MANCANZA è SEMPLICE: SE ACCETTIAMO PER VERO QUEL COMANDAMENTO LA CHIESA DEVE CHIUDERE I BATTENTI. IL COMANDAMENTO INFATTI RECITA (LO RISCRIVO PER CHIAREZZA):

Non ti farai idolo né immagine alcuna di ciò che è lassù in cielo, né di ciò che è quaggiù sulla terra, né di ciò che è nelle acque sotto la terra. Non ti prostrerai davanti a quelle cose e non le servirai.

NON CI VUOLE GRANCHè A CAPIRE CHE TUTTO IL CULTO ECCLESIASTICO, IN OGNI SUA FORMA, NON RISPETTA MINIMAMENTE QUANTO RIPORTATO, DALLE IMMAGINETTE DEI SANTI AGLI INGINOCCHIAMENTI VARI DI CUI è RITUALE!

2) IL SESTO COMANDAMENTO BIBLICO (DIVENUTO SETTIMO NELL’ELENCO TAROCCATO) HA CAMBIATO DEL TUTTO VOLTO: DA “NON COMMETTERE ADULTERIO” A “NON COMMETTERE ATTI IMPURI” (TRA L’ALTRO COL TERMINE IMPURI HANNO AVUTO UNA TROVATA DAVVERO GENIALE VISTA L’IMPOSSIBILITà DI DEFINIRE IL TERMINE CON CHIAREZZA E DEFINITIVAMENTE!). NON CREDO DI DOVER SPIEGARE QUESTA DIFFERENZA PERCHè MI SEMBRA QUANTO MAI EVIDENTE!

Non ti farai idolo né immagine alcuna di ciò che è lassù in cielo, né di ciò che è quaggiù sulla terra, né di ciò che è nelle acque sotto la terra. Non ti prostrerai davanti a quelle cose e non le servirai.

NON CI VUOLE GRANCHè A CAPIRE CHE TUTTO IL CULTO ECCLESIASTICO, IN OGNI SUA FORMA, NON RISPETTA MINIMAMENTE QUANTO RIPORTATO, DALLE IMMAGINETTE DEI SANTI AGLI INGINOCCHIAMENTI VARI DI CUI è RITUALE!

2) IL SESTO COMANDAMENTO BIBLICO (DIVENUTO SETTIMO NELL’ELENCO TAROCCATO) HA CAMBIATO DEL TUTTO VOLTO: DA “NON COMMETTERE ADULTERIO” A “NON COMMETTERE ATTI IMPURI” (TRA L’ALTRO COL TERMINE IMPURI HANNO AVUTO UNA TROVATA DAVVERO GENIALE VISTA L’IMPOSSIBILITà DI DEFINIRE IL TERMINE CON CHIAREZZA E DEFINITIVAMENTE!). NON CREDO DI DOVER SPIEGARE QUESTA DIFFERENZA PERCHè MI SEMBRA QUANTO MAI EVIDENTE!

 

VI SALUTO SPERANDO DI AVERVI INDOTTO QUANTO MENO A SBIRCIARE LA BIBBIA PERSONALMENTE, SE QUALCUNO VOLESSE SPIEGARMI COME E PERCHè TALE MANIPOLAZIONE SIA AVVENUTA NE SAREI DAVVERO FELICE, PURCHè VENGANO FORNITE MOTIVAZIONI CONVINCENTI! 

 

Origini del Cristianesimo- Chi era Gesù Cristo?

Ho scelto la giornata di oggi per intraprendere un nuovo percorso, una nuova sezione, che mi porterà ad esaminare quella che in molti ritengono la bugia più grande della storia.
Proprio mentre il papa su raiuno sta celebrando la via crucis che rappresenta la passione di Gesù Cristo io mi accingo a smontare punto per punto una religione che è riuscita a creare quasi solamente sofferenze.
Sia chiaro, io contro la figura storica di Gesù non ho assolutamente niente, anzi, penso che se alcuni dei suoi principi fossero stati effettivamente seguiti oggi avremmo un mondo sicuramente migliore.
Ma purtroppo fin dagli inizi cosi non è stato e come vedremo in seguito fu Paolo (in principio Saulo) il primo a sconvolgere il pensiero di quello che lui considerava il Maestro.
Poi dopo qualche secolo arrivò un pagano, Costantino, a stravolgere ulteriormente una religione che si stava allontanando sempre più dagli insegnamenti di Gesù e che quindi non aveva più senso chiamare cristianesimo.
Ma così ha continuato a chiamarsi e ciò che vediamo noi oggi è solo il risultato di quasi 2000 anni di eresie da parte della chiesa.
Esamineremo quelle eresie, le più importanti sono circa 40, per dimostrare come il cristianesimo odierno non abbia nulla a che fare con delle fantomatiche leggi di Dio e poi torneremo alla fine nuovamente ad esaminare la figura di Yeousha ben yosef (Gesù) per arrivare a una logica e razionale conclusione: il cristianesimo non ha motivo di esistere!!!
Prima di entrare nel vivo della nostra "inchiesta" vorrei ricordare che proprio chi avrebbe dovuto portare il messaggio di Cristo in giro per il mondo e nel corso dei secoli si è reso proragonista di una serie inenarrabile di crimini che tutt’oggi compie.
Per questi magnifici "gesti" compiuti in nome di dio vi rimando al libro scritto dal sottoscritto scaricabile sempre al seguente link:

http://www.mediafire.com/?fitgzdgn3vg

E ora torniamo ai fatti e grazie all’aiuto del sito www.cristianesimo.it proviamo a vedere chi era veramente Gesù Cristo…

Chi era Gesù? Alla luce dei risultati della ricerca storica moderna, fondata sullo studio oggettivo di tutte le fonti disponibili, possiamo affermare che Gesù è stato un riformatore del Giudaismo, non un fondatore di nuove religioni, tantomeno del Cristianesimo, che si è andato configurando e sviluppando solo alcuni decenni dopo la sua morte.

Gesù era un rivoluzionario, più che un semplice riformatore, perché ribaltò completamente la mentalità dell’epoca: il Giudaismo era infatti una religione tipicamente nazionalista, legalista e autoritaria, mentre l’insegnamento di Gesù era assolutamente individuale, interiore, spirituale, pacifico.

Nel Giudaismo fare il bene era un dovere da compiere sotto la spinta di minacce anche fisiche, oltre che morali. Per Gesù fare del bene "fa bene" innanzitutto a chi lo fa. Un concetto molto "moderno", perfino in linea con la medicina psicosomatica, in un mondo dove la maggior parte delle religioni (come avviene a tutt’oggi) faceva leva su premi e punizioni, e su eventuali paradisi futuri, e non su una esigenza interiore o puramente etica.

Molti si sorprenderebbero nel verificare come, nei vangeli, Gesù non si preoccupa di ciò che avviene dopo la morte, ma parla sempre del QUI-ED-ORA e dell’ATTEGGIAMENTO MENTALE della persona, persino INDIPENDENTEMENTE DALLE SUE CONVINZIONI RELIGIOSE!

Molti missionari cristiani dovrebbero leggere proprio quei…. vangeli che loro stessi ritengono di predicare e diffondere! Scoprirebbero che Gesù non ha mai chiesto a nessuno di cambiare la propria religione, nemmeno ai pagani, semmai di mettere in discussione la propria mentalità, la propria vita, i propri obiettivi.

Quando incontrava i samaritani, Gesù non gli proponeva certo di convertirsi al Giudaismo e tantomeno ad un ipotetico "cristianesimo", ma anzi elogiava, se era il caso, il loro atteggiamento, le loro intenzioni, la loro FEDE intesa come ATTEGGIAMENTO INTERIORE e non come LISTA DELLE COSE A CUI SI DEVE CREDERE (questa semmai è semplice CREDULITA’ e non FEDE).

Gesù e il contesto religioso del suo tempo

Ai tempi di Gesù la religione dei Giudei era essenzialmente legalista e giuridica, fatta di tradizioni e regole, osservanza di rituali e festività, adempimento letterale di comandamenti, innumerevoli divieti piuttosto che  esortazioni positive, prescrizioni inerenti i cibi puri e impuri, digiuni.

Insomma si trattava di pratiche fondamentalmente esteriori che poco o nulla avevano a che fare con la sfera interiore degli individui, anzi, il concetto stesso di individuo era quasi inesistente, schiacciato dall’obbligo morale di doversi sentire collettivamente "popolo di Dio" in modo massificato e compatto.

Gesù capovolse questa prospettiva introducendo un elemento assolutamente nuovo: l’amore incondizionato per il prossimo e addirittura per i nemici diventava il basilare paradigma che sostituiva la cieca osservanza della Legge.

L’insegnamento di Gesù di Nazareth trascendeva gli stessi confini confessionali giudaici per divenire MESSAGGIO UNIVERSALE, non strettamente religioso ma anche filosofico, etico, volto a risvegliare le coscienze ad un modo nuovo e diverso di vedere sé stessi e gli altri, la vita e la morte.

Gesù era aperto anche a contributi culturali eterogenei rispetto alla stretta osservanza giudaica, Ciò è documentato dalle corrispondenze fra l’insegnamento di Gesù e quello degli Esseni, una comunità monastica molto particolare, vegetariana e pacifista, studiosa delle FILOSOFIE ORIENTALI (a questo proposito è interessante notare una certa somiglianza fra alcuni insegnamenti di Gesù e il Dharma buddhista).

La divinizzazione di Gesù

Se Gesù non fosse stato presentato in modo simile ad Eracle (Ercole) e a Mithra, cioè come un essere semidivino, figlio di un Dio e di una terrestre, eroe vittorioso sul male dopo aver affrontato varie fatiche e prove, la diffusione della religione cristiana non avrebbe potuto avere quel successo popolare che invece ottenne, più fuori che dentro la Palestina, proprio perché essa era immediatamente riconoscibile e familiare per tutte le genti pagane.

In mancanza del concetto postumo della "divinità" di Gesù, il Cristianesimo, o comunque lo si volesse chiamare, sarebbe rimasto ciò che era inizialmente, ovvero nient’altro che una sètta interna dell’ebraismo (ovvero la Sètta dei Nazirei così chiamata anche negli Atti degli Apostoli cap. 24) o si sarebbe estinto del tutto.

Gesù si definiva un Rabbi, un Maestro, non un essere soprannaturale. E’ vero che molti videro in lui il "Messia", ma nel contesto ebraico il Messia era un LIBERATORE POLITICO, e l’ATTESA del Messia in quei tempi era spasmodica proprio per via dell’occupazione romana.

Per gli ebrei era intollerabile dipendere da uno Stato straniero, specie se pagano e idolatra come i Romani.

Ad ogni "Messia" spettava, tra l’altro, il titolo di: "figlio di Dio", che nel contesto israelita era un titolo puramente simbolico, mentre nella cultura greca non poteva che essere percepito in modo METAFISICO e letterale, anche perché nella religione greca era consueto postulare l’esistenza di esseri semidivini "figli di un Dio" e di una umana (Eracle, Dioniso, ecc.)

Le leggende sulla sua origine divina e sul presunto concepimento miracoloso sono molto tardive, essendo state elaborate solo quando il Cristianesimo cominciava a diffondersi al di fuori del contesto ebraico.

Quando si leggono i vangeli va sempre tenuto presente che sono POSTERIORI alle epistole di Paolo e alla sua zelante opera missionaria in Grecia. Per questo, quando sono stati scritti, si è cercato di raccontare i fatti in un modo facilmente comprensibile per chi apparteneva alla cultura ellenico-romana, tanto più che Gerusalemme era stata distrutta (nel 70 d.C.) e la nascente nuova religione non poteva più contare sulla sua prima sede (che gli apostoli avevano appunto fissato a Gerusalemme) ma doveva cercare di svilupparsi fra i pagani, ovvero nel territorio dell’Impero.

Fu soprattutto san Paolo, "l’Apostolo delle genti", a intuire che per favorire la diffusione del Cristianesimo occorreva, paradossalmente, SOSTITUIRE l’insegnamento di Gesù con il CULTO DELLA SUA PERSONA, del suo corpo e del suo sangue, cosa che poteva essere ben comprensibile per le masse popolari pagane e quindi garantire un successo perlomeno numerico, se non qualitativo, alla nuova religione.

Fu così che il maestro Gesù divenne "il Cristo", da adorare, da invocare, da utilizzare come protettore e mediatore nei confronti della severa divinità, finalmente placata dalla morte di Gesù, reinterpretata da san Paolo quale "sacrificio espiatorio" per le colpe dell’umanità.

Perfino IL NOME con cui sarà conosciuto Gesù è un ibrido sincretismo: Gesù Cristo, ossia Joshua Cristòs, primo nome ebraico e secondo nome greco.

Ma ciò è anche anacronistico, perché Gesù non parlava greco, e presumibilmente non sentì mai alcuno parlare in questa lingua. Lo stesso nome "Gesù Cristo" già allude alla "idolatrizzazione" pagana della sua figura.

Già allora, come oggi, venivano compiute abilissime operazioni di "IMMAGINE" per scopi puramente propagandistici e per accattivarsi le simpatie dell’opinione pubblica.

Gesù diventa "vittima espiatoria"

Per i pagani di cultura greca e romana, ma anche per tutte le religioni primitive, le divinità erano interpretate come tendenzialmente ostili e vendicative, e dovevano essere pertanto "propiziate" da sacrifici di animali in modo che l’aggressività del dio fosse "saziata" e quindi "disinnescata", almeno temporaneamente.

Dato che Gesù fu condannato a morte, oltretutto come sovversivo e agitatore di disordini, ciò aveva seriamente compromesso la sua reputazione, perché sia ebrei che pagani ritenevano che chi avesse il favore della divinità doveva, al contrario, essere immune da sventure e protetto da ogni pericolo.

Infatti, il movimento di Gesù, dopo la sua morte, era allo sbando. I Vangeli descrivono gli stessi apostoli come scoraggiati e demotivati.

Un primo tentativo di "rilanciare" l’entusiasmo tra i seguaci di Gesù fu la diffusione del mito della sua presunta resurrezione, sebbene in molte varianti contraddittorie, tutte riportate nei vangeli, compresa la variante più posteriore, quella che fa seguire la resurrezione dall’ascensione fisica in cielo.

Nient’altro che miti ebraici: ai pagani la resurrezione non diceva nulla, infatti negli Atti degli apostoli leggiamo che i greci dileggiarono l’ipotesi della resurrezione fisica di un morto (Atti 17).

Ciò che "salvò" il movimento di Gesù dalla probabile estinzione non fu quindi il mito della resurrezione, né la predicazione degli apostoli, che non produsse alcun risultato fuori dal ristretto ambiente palestinese, ma fu l’ABILITA’ DI PAOLO, che reinterpretando la crocifissione come "sacrificio" NON per i soli ebrei ma per tutta l’umanità, rese internazionale la nuova religione perché, come si diceva, l’idea di un SACRIFICIO ESPIATORIO era immediatamente comprensibile in quanto archetipo universale già noto a tutte le tradizioni antiche.

Ciò avvenne non senza aspre polemiche con la chiesa "ufficiale" dell’epoca, ovvero quella di Gerusalemme, gestita dagli apostoli, che al contrario di Paolo ritenevano il "cristianesimo" (anche se non si chiamava ancora così) nient’altro che un modo nuovo di intendere la religione ebraica.

Infatti, per molti anni, nella primitiva chiesa cristiana l’ala cosiddetta "giudaizzante" riteneva che se un pagano voleva seguire l’insegnamento di Cristo, doveva innanzitutto farsi CIRCONCIDERE, e diventare ebreo d’adozione.

Paolo vedeva in questa regola un grosso limite all’espansione delle "sue" chiese, ovvero quelle che si trovavano in area greca, e del suo ruolo piuttosto ambizioso di "apostolo delle genti" e si addirittura si ribellò fermamente a Pietro, da lui chiamato "ipocrita" perché si faceva influenzare da coloro che Paolo chiamava con disprezzo "quelli della circoncisione" (l’episodio è descritto nell’epistola di Paolo ai Galati, cap. 2)

Perché proprio il "sacrificio" di Gesù doveva avere un così grande valore? Perché Gesù non era un uomo "normale", secondo la nascente apologia cristiana, ma un semidio, figlio del Dio degli ebrei e di una terrestre, ovviamente vergine, come tutte le madri di tutti gli esseri semidivini mediterranei, a partire dalla popolarissima ISIDE che già veniva raffigurata con il bambino in braccio (HERO).

La figura mitologica di ISIDE (e di molte altre divinità femminili) sarà poi letteralmente TRASFERITA SU MARIA, la madre di Gesù. A distanza di 2000 anni, Maria viene ancora rappresentata con le caratteristiche fisiche dell’egiziana ISIDE, e non con quello che doveva essere l’aspetto di una ragazza palestinese.

Appartengono al culto di ISIDE anche le consacrazioni delle "grotte", in quanto divinità legata alla Terra. Certamente i devoti che si recano a Lourdes o in altri luoghi "mariani" non immaginano che la Grande Madre la cui statua è posta nelle grotte è ISIDE e non Maria.

Nel prossimo intervento vedremo un pò meglio chi sono queste divinità come Mithra o come Iside e ci accorgeremo di quante analogie e somiglianze abbiano con Gesù e Maria nonostante fossero culti molto più antichi…

e ricordate: Nessuna religione è più alta della verità!!!